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Baviera. Polizia e funzionari dei servizi per la protezione dei minori salvano 40 bambini e adolescenti dagli abusi della controversa setta religiosa “Dodici tribù”

5/9/2013

Germania. Polizia libera 40 bambini dagli abusi di una setta cristiana

(ASCA) – Roma, 5 set – Blitz della polizia tedesca che ha liberato quaranta bambini dall’incubo degli abusi e delle violenze ai quali erano sottoposti da parte di una setta cristiana. Oltre cento agenti hanno perquisito due sedi del gruppo “Le dodici tribu’” in Bavaria e hanno portato via 28 bambini da un monastero di Feiningen e altri 12 da Woernitz dandoli provvisoriamente in affidamento.

La setta, fondata negli Stati Uniti, era entrata in rotta di collisione con le autorita’ locali a causa del rifiuto di mandare i figli dei propri aderenti a scuola. In un comunicato diffuso sul web, il gruppo sostiene di essere “una comunita’ aperta e trasparente e contraria a ogni forma di abuso sui bambini”. Ma secondo lo Spiegel online la polizia avrebbe agito in base alle denunce di un tribunale e di un’agenzia che si occupa dei problemi dei giovani, secondo le quali esistevano “informazioni credibili” sul fatto che i bambini potessero subire “conseguenze permanenti” a causa degli abusi. (fonte AFP).

Questa è una notizia dell’agenzia Asca.

Fonte: Internazionale

http://www.internazionale.it/news/germania/2013/09/05/polizia-libera-40-bambini-dagli-abusi-di-una-setta-cristiana/

 

 

I bambini salvati dagli abusi della setta cristiana

Succede in Baviera

Con un blitz all’alba la polizia di Deiningen, nei pressi di Augsburg, in Baviera, ha liberato 28 bambini dalla tutela di una setta di fondamentalisti cristiani e li ha dati in affidamento provvisorio ad altre famiglie.

12 tribù

I FATTI – Cento poliziotti hanno invaso la comunità agricola delle «Dodici Tribù» di Deinengen, l’hanno posta sotto sequestro giudiziario, messo i sigilli e prelevato 28 bambini che si trovavano in due siti per affidarli temporaneamente ad altre famiglie. Quelli delle Dodici Tribù sono fondamentalisti cristiani che si rifanno all’interpretazione letterale del vecchio e nuovo testamento, che rifiutano di mandare i figli alle scuole pubbliche o private al di fuori della comunità e che hanno metodi educativi molto discutibili.

LA SETTA – La setta, di origine statunitense e oggi diffusa in diversi paesi, non fa mistero di credere alle pene corporali, descritte anche nel suo sito, ma per le autorità tedesche il problema che si pone di fronte alla loro pretesa di educare in proprio i figli è la mancanza di insegnanti minimamente qualificati. Per questo hanno avuto diversi confronti con le autorità, che tuttavia hanno specificato di non essere intervenute per questioni relative all’educazione, anche perché l’anno scolastico non è ancora cominciato e non ci sarebbe stata nessuna urgenza.

ABUSI – Il sospetto non tanto velato è che si sia intervenuti, come han detto le autorità “per evitare danni permanenti al loro sviluppo” sulla base del sospetto o della conoscenza di gravi abusi sessuali nei loro confronti, purtroppo non infrequenti tra i fondamentalisti, che nella Bibbia trovano conferma della giustezza della poligamia ed esempi abbondanti di anziani che si accoppiano con giovinette e altri costumi sessuali che per le leggi moderne sono reati e anche abbastanza gravi. Già cinque membri erano stati indagati e poi assolti per la questione delle punizioni corporali, che comunque non avrebbe giustificato un’operazione del genere. La setta per parte sua ha diffuso un comunicato diffuso sul web, il gruppo sostiene di essere ”una comunità aperta e trasparente e contraria a ogni forma di abuso sui bambini”.  Secondo lo Spiegel online la polizia avrebbe agito in base alle denunce di un tribunale e di un’agenzia che si occupa dei problemi dei giovani, secondo le quali esistevano ”informazioni credibili” sul fatto che i bambini potessero subire ”conseguenze permanenti” a causa degli abusi.

Fonte: Giornalettismo

http://www.giornalettismo.com/archives/1089847/i-bambini-salvati-dagli-abusi-della-setta-cristiana/

 

 

“Zwölf Stämme”: Polizei holt 40 Kinder aus Christen-Sekte in Bayern

Mitglieder der christlichen Sekte “Zwölf Stämme” sollen ihre Kinder schlagen, erst kürzlich wurde ihre Schule geschlossen. Jetzt rückte die Polizei gleich an zwei Orten mit mehr als 100 Beamten an: Sie holte 40 Jungen und Mädchen aus der Gemeinschaft.

Großeinsatz in Bayern: Die Polizei hat insgesamt 40 Kinder aus der umstrittenen Glaubensgemeinschaft “Zwölf Stämme” geholt, die von vielen Kritikern als Sekte angesehen wird. Zuvor hatte das Amtsgericht Nördlingen einen vorläufigen Sorgerechtsentzug angeordnet. Es habe “neuerliche Hinweise auf erhebliche und dauerhafte Kindesmisshandlung durch die Mitglieder” gegeben, teilte das Landratsamt Donau-Ries mit.

Der Einsatz erfolgte an zwei verschiedenen Orten in Bayern: 28 Kinder holte die Polizei aus einem Kloster bei Deiningen, wo ein Teil der Gemeinde lebt. 12 weitere Kinder nahmen die Beamten im Landkreis Ansbach aus der Gemeinschaft, dort befindet sich ein weiterer Sitz. Zunächst war nur der Einsatz in Deiningen bekannt geworden.

Um 6 Uhr morgens rückte die Polizei mit rund 100 Beamten in Deiningen an, begleitet von Mitarbeitern des Jugendamtes, berichtet unter anderem die “Augsburger Allgemeine” in ihrer Online-Ausgabe, um 9.30 Uhr war der Einsatz beendet. Die Kinder lebten in der Gemeinschaft in einem Kloster bei Deiningen, Bayern. Zeugen berichteten der Zeitung, die Mitglieder hätten keinen Widerstand geleistet. Ein Mitglied der Gruppe habe aber betont, die Kinder seien nicht geschlagen worden. Und: Man sei entsetzt über die Aktion der Polizei.

Jugendamt und Polizei brachten die Kinder aus Deiningen dem Bericht zufolge zunächst ins Landratsamt Donauwörth, das weiträumig abgesperrt war. Im Laufe des Tages sollen sie in Pflegefamilien untergebracht werden. Die Kinder aus dem Landkreis Ansbach sind derzeit in Obhut des Jugendamtes sowie von Bereitschaftsfamilien.

Der Landkreis Ansbach teilte mit, das Jugendamt habe seit dem Zuzug der Kinder im Jahr 2010 regelmäßig Kontakt gehalten. Die Besuche hätten derzeit Bedenken und Sorgen zwar nicht ausräumen können, es hätten aber auch “keine ausreichenden Beweise für die Einleitung familienrechtlicher Maßnahmen” vorgelegen. Erst jetzt habe das Familiengericht Nördlingen sowie das Jugendamt des Landkreise Donau-Ries “glaubwürdige, konkrete und verwertbare Informationen” bekommen, die belegen, dass das “körperliche und seelische Wohl der Kinder nachhaltig gefährdet sein könnte”. Deswegen der Großeinsatz.

Alte Schule geschlossen, neue beantragt

Die bibelfromme Gemeinschaft ist sehr umstritten: Aussteiger warfen den rund hundert Bewohnern des Klosters im vergangenen Jahr im “Focus” vor, ihre Kinder mit der Rute zu misshandeln. Die Gemeinschaft wies die Vorwürfe damals zurück und erklärte: “Wir sind eine offene und transparente Gemeinschaft, die keine Form von Kindesmisshandlung duldet.”

“Zwölf Stämme” wurde in den USA gegründet, seit fast 15 Jahren leben einige Familien in Deiningen. Sie bauen Gemüse und Getreide an, halten Tiere und produzieren ihren eigenen Strom. Die Frage, wie sie dort weitgehend abgeschottet von der modernen Welt ihre Kinder großziehen, beschäftigt das Jugendamt und die Staatsanwaltschaft Augsburg schon länger.

Streit gab es auch um die Schule der Gemeinschaft: Die Mitglieder der “Zwölf Stämme” hatten sich geweigert, ihre Kinder in staatliche Schulen zu schicken. Unter anderem wegen des Sexualkundeunterrichts, der ließe sich nicht mit ihrem Gewissen vereinbaren. Vor knapp sieben Jahren hatten dann die Behörden die Schule zunächst widerstrebend genehmigt.Zum 31. Juli hatte das Kultusministerium die Genehmigung wieder entzogen; die Schule hatte Probleme, qualifizierte Lehrer zu finden. Inzwischen haben die “Zwölf Stämme” erneut eine eigene Schule beim Ministerium beantragt.

Erst am Dienstag sorgte eine ähnliche Aktion in Hessen für Aufsehen: Ein Gericht hatte Eltern das Sorgerecht entzogen, weil sie ihre vier Kinder zu Hause unterrichten wollten. Polizei und Jugendamt hatten die Kinder dann um 8 Uhr morgens von zu Hause abgeholt.

Fonte: SPIEGEL

http://www.spiegel.de/schulspiegel/polizei-holt-28-kinder-aus-christensekte-zwoelf-staemme-a-920586.html

 

 

La policía rescata a 40 niños que vivían en una presunta secta en Baviera, Alemania

Berlín, 5 sep (EFE).- Cuarenta niños y adolescentes de la presunta secta “Doce tribus” fueron recogidos hoy por la policía de Baviera (estado federado del sur de Alemania) después de que la justicia retirara la custodia a sus padres por sospechas de maltrato. La operación policial contra la comunidad religiosa “Doce tribus”, considerada una secta por muchos de sus críticos, comenzó esta mañana, cuando un centenar de agentes y funcionarios de los servicios de protección de menores entraron en un monasterio situado cerca de la pequeña localidad de Deiningen….

CONTINUA LA LETTURA DELL’ARTICOLO, QUI

Fonte: sinenbargo.mx

http://www.sinembargo.mx/05-09-2013/743864

 

 

Allemagne : 40 enfants sauvés d’une secte

Quarante enfants ont été retirés d’une secte chrétienne par la police allemande, qui les a placés sous protection après des informations sur des mauvais traitements.

Plus de 100 policiers allemands sont intervenus ce jeudi dans deux propriétés d’une secte chrétienne baptisée “Les Douze Tribus”, en Bavière, pour sauver 40 enfants à la suite de rapports sur des mauvais traitements, selon le journal local Augsburger Allgemeine et l’édition en ligne du magazine Der Spiegel.

Sur son site internet, la communauté, photo à l’appui, évoque l’intervention policière, affirmant que les forces de l’ordre ont fait irruption dans les propriétés “entre 5 et 6 heures du matin” et que “tous les enfants, y compris les tout-petits et les enfants en bas âge, ont été enlevés à leurs parents”.

Au total, 28 enfants d’une communauté située près de Deiningen et 12 autres qui se trouvaient à Wörnitz ont été pris en charge et doivent être placés dans des familles d’accueil.

Les opérations de police font suite “à de nouvelles preuves faisant état d’abus significatifs et récents sur des enfants par des membres” de la secte, selon un porte-parole des autorités communales, cité par Der Spiegel.

Ce groupe d’inspiration chrétienne qui se décrit lui-même comme une “fraternité spirituelle” était déjà en conflit avec les autorités locales car ses membres se refusent à envoyer leurs enfants dans les écoles d’État.

Le bien-être des enfants en danger

Selon Der Spiegel, la juridiction des affaires familiales ainsi que les services locaux de protection de l’enfance ont recueilli des “informations crédibles, concrètes et susceptibles de donner lieu à des poursuites” qui indiquent que le “bien-être physique et émotionnel des enfants pourrait être irrémédiablement compromis”.

Dans un communiqué publié sur le web, le mouvement, originaire des États-Unis, a déclaré : “nous sommes une communauté ouverte et transparente qui ne tolère aucune forme d’abus sur les enfants. Nos enfants grandissent dans un environnement aimant et sont élevés dans un esprit de charité”.

“Les Douze Tribus”, groupe religieux également connu sous le nom de communauté de Tabitha’s Place ou celui d'”Ordre Apostolique”, fait partie du mouvement fondamentaliste américain Communauté du Royaume du Nord-est des Frères de Plymouth, dont les membres affirment suivre strictement la Bible.

Fonte: RTL.fr

http://www.rtl.fr/actualites/info/international/article/allemagne-40-enfants-sauves-d-une-secte-7764322497

 

 

German Police Raid Christian Sect For Alleged Child Abuse

Two communities affiliated with a U.S.-founded Christian sect have been raided by German police, who removed 40 children after allegations of abuse.

Officials say they acted after receiving evidence of ongoing child abuse at the two communities in Bavaria belonging to the Twelve Tribes, according to Germany’s Spiegel Online.

According to the BBC, more than 100 officers were part of the operation to remove the children, who were placed in temporary foster homes.

The BBC writes:

“The US-founded sect says it believes in spanking children if disobedient.

“But it said a ‘small reed-like rod’ was used intended only to inflict ‘pain and not damage’ and was not abusive.

” ‘Desiring to be good parents, we do not hit our children in anger, nor with our hand or fist,’ the group, which has communities in 10 countries around the world, says on its website about raising children.

” ‘We know that some people consider this aspect of our life controversial, but we have seen from experience that discipline keeps a child from becoming mean-spirited and disrespectful of authority.’ “

An article in the AL.com from last year features a Tennessee branch of the Twelve Tribes and describes members living communally: “We live together and share everything we own,” one of the adherents of the community in Pulaski, Tenn., told the website.

The group, on its website, describes the sect’s philosophy:

“We love working with each other on our farms and in our cottage industries, doing folk dances and playing music, building, teaching our children at home, and caring for one another. Our desire is to live as naturally as possible by being close to Creation and to people. Our vision: not a lifestyle, but the forming of a new nation – the twelve tribe nation of Israel. We want to be restored back to what we were created to be.”

In the 1970s and ’80s, the Twelve Tribes was labeled a “cult” by other Christian denominations. The sect now reportedly owns a deli in Island Pond, Vt., and a tall ship named the Peacemaker, which it uses to promote ecological causes.

In a story in The New Yorker, coincidentally published just Wednesday, writer John Clarke says about 20 members of the “Amish-style hippie group” traveling in a bus called the Peacemaker have, Deadhead-style, been trailing iconic musician Bob Dylan’s latest tour:

“Critics contend that the Twelve Tribes is a cult that actively recruits at concert venues by preying on the heavily inebriated and highly vulnerable — basically, stoned kids. Dylan concerts appear to be the group’s latest hunting grounds.”

 

Fonte: npr

http://www.npr.org/blogs/thetwo-way/2013/09/05/219400659/german-police-raid-christian-sect-for-alleged-child-abuse

 

NOTA: Leggi anche articolo pubblicato su BBC news, qui

http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-23977577

 

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ARCHIVI novembre 1993: Il Messia donna, il suicidio collettivo e l’Apocalisse rinviata

LA PAPESSA IN MANETTE RINVIATA L’ APOCALISSE

KIEV – “Marina, lascia stare, torna a casa”, la prega il marito. “Mamma, torna da noi”, piange il figlioletto. Ma anche con le manette ai polsi e i poliziotti intorno, la donna che si sente “il Messia” continua a interpretare il suo ruolo. “Siete la voce di Satana”, risponde, pacata, al marito e al bambino. “Io ho 33 anni, l’ età di Cristo quando salì sulla croce. Adesso mi ammazzeranno, ma fra tre giorni risorgerò per salvare il mondo dai suoi peccati. Verrà l’ Apocalisse, e salirò al cielo con i miei Fratelli Bianchi. Amen”. La scena a cui assistiamo nel quartier generale del ministero degli Interni ucraino sembra presa da un film sul filone dell’ “Esorcista”. Solo che è vera. Questa bella ragazza dai lunghi capelli scuri, all’ anagrafe Marina Zvigun, è perfettamente convinta di essere il nuovo “Messia”. Mentre è una vittima, la prima di una lunga serie, dell’ uomo che con l’ ipnosi si è impossessato della sua anima. “Lui è San Giovanni Battista”, replica dolcemente Marina. “Lui”, ci spiega il capitano Levcenko della Milizia di Kiev, “è il cervello di Fratellanza Bianca. Per fortuna non può più nuocere. Ma ci servono i migliori esperti del mondo per risvegliare dall’ ipnosi i bambini che ha stregato. Continuano a ripetere all’ infinito ‘ io sono un angelo’ . E si uccideranno con lo sciopero della fame”. ‘ Quel conto alla rovescia’ La “papessa” e il “guru”, o “la Madonna e il Battista” (un’ altra delle loro “reincarnazioni”), erano fra i sessanta membri della “Fratellanza Bianca” arrestati mercoledì a Kiev dopo una furibonda battaglia fra le icone millenarie della chiesa di Santa Sofia. La Milizia li ha identificati ieri mattina. Centinaia di poliziotti hanno sbarrato l’ accesso alla cattedrale per evitare la “crocefissione” e il “suicidio di massa” promesso dai fanatici seguaci della setta. Il conto alla rovescia per la “fine del mondo”, annunciata per domenica, con “epicentro” nella capitale dell’ Ucraina, sembra interrotto. E noi giornalisti, spediti qui per quello che in teoria doveva essere l’ ultimo reportage della carriera, possiamo tirare un sospiro di sollievo: gli inviati continueranno a scrivere, l’ umanità – cosa ancora più importante – a vivere. A meno che la profezia della “papessa” non si avveri anche senza il suo sacrificio sulla croce. Ammettiamolo: la tentazione di lasciarsi prendere dall’ ironia è forte. Anche per i poliziotti di guardia alla cattedrale: “Fa un po’ freddino per una crocefissione, il Golgota dovevano cercarlo più a sud”, diceva uno che forse ha ripassato il Vangelo. E con quindici gradi sotto zero, non si può dargli torto. Ma c’ è poco da scherzare nella saga dei “Fratelli Bianchi”. Ecco come la raccontano, con la speranza che sia conclusa per sempre, i detective del ministero degli Interni. Marina Zvigun è nata a Donetsk, nell’ inferno delle miniere di carbone che sono la ricchezza dell’ Ucraina. La sua sembra una educazione modello: brava a scuola, iscritta al Komsomol (la lega giovanile del Pcus), sposata con un ispettore minerario a cui ha dato subito un figlio, laureata in giornalismo, eletta consigliere comunale. Poi, nel 1990, un fatto le cambia la vita. Ha appena compiuto 30 anni. Viene ricoverata in ospedale per un aborto, i medici sbagliano la dose di anestetico, per un pelo non si risveglia. Quando finalmente apre gli occhi, dice che ha parlato “con Dio”. Quando esce d’ ospedale, va a Kiev con una scusa, e non torna mai più. Vuole confidare il suo trauma interiore a un uomo conosciuto sei mesi prima a Donetsk: Jurij Krivonogov, 50 anni, ex-ingegnere, ex-ricercatore nei laboratori del Kgb sulle “armi parapsicologiche”. Nel “boom” di santoni, guaritori e veggenti che accompagna la perestrojka, l’ ingegnere si ricicla come esperto di ipnosi, yoga, fenomeni paranormali. “Ero morta, ho visto Dio, sono risorta”, gli dice Marina. “Ma sicuro”, la incoraggia il “guru”. Krivonogov è vanitoso, crudele, ossessionato dall’ ordine e dalla disciplina, divorato da perversioni sessuali. Da questa miscela sviluppa l’ idea di presentarsi al mondo come il “Cristo ritornato”. Ma nella sua follia si rende conto che sarebbe difficile fare il “Messia” con un volto di cinquantenne, né bello, né affascinante. Marina è quello che gli serve. La ipnotizza: “Tu”, le dice, “sei il Messia, insieme siamo la reincarnazione di Adamo ed Eva, Maria Vergine e San Giovanni Battista”. La ribattezza “Maria Kristos”, e il gioco è fatto. Una dieta vegetariana Così nasce “Fratellanza Bianca”. Da una piccola base nel centro di Kiev, la coppia di santoni fa proseliti in tutta l’ Ucraina, in Russia, negli Usa, in Canada, in Israele. I “comandamenti” della setta sono implacabili: gli adepti devono abbandonare la famiglia, gli studi, il lavoro, disfarsi di ogni bene patrimoniale (e consegnarlo a Jurij), rinunciare a tutte le comodità, seguire una rigida dieta vegetariana, pregare da mattina a sera. Per bocca di “Maria Kristos”, Jurij profetizza un cataclisma universale, l’ Apocalisse biblica: terremoti squasseranno la Terra, immense voragini risucchieranno tutto. La fine del mondo: preannunciata dalla crocefissione del “Messia”. Suicidandosi, i “fratelli bianchi” potranno risorgere con lei, “il terzo giorno”, per godere vita eterna. Nel vuoto d’ identità lasciato da una “fine del mondo” assai più concreta, la fine del comunismo, migliaia di persone si arruolano nell’ esercito spirituale di Jurij. Se siano i “144 mila” accorsi a Kiev per la fine del mondo, secondo loro, o molto meno, non si sa: la Milizia ne ha arrestati 700, in maggioranza giovanissimi. Attirati dal carisma, imprigionati dagli “occhi” di Jurij, che li teneva a pane e acqua, poi usava l’ ipnotismo per trasformarli in “zombi”. E se qualcuno dava segni di cedimento, per punizione diventava la vittima di “sacrifici umani”: bruciato vivo nel fuoco che “purifica l’ anima da tutti i peccati”. Con i soldi estorti ai propri fedeli, Jurij e Maria giravano il mondo: il sospetto è che il “guru” avrebbe continuato da solo, dopo la crocefissione di lei e il suicidio degli “apostoli”. Ora farà un lungo viaggio nelle carceri: deve rispondere di violenze di massa e sequestro di persona. Poteva finire molto male, come a Waco, in Texas, lo scorso anno. I morti non ci sono stati, ma la Russia sembra avviata sulla stessa strada dell’ America: due grandi paesi accomunati da anime perse, sette fanatiche, santoni visionari. Non è un caso se missionari d’ ogni genere, dai predicatori televisivi ai testimoni di Geova agli Hare Khrishna, invadono l’ ex “Paradiso del Socialismo”, sentendolo un terreno fertile per i loro vangeli. A Kiev, la gente si raccoglie davanti a Santa Sofia, discutendo sulla fine del mondo: comincerà lo stesso domenica? E a forza di discorsi apocalittici, il cronista tende l’ orecchio per sentire se, come nel film di De Sica, dal cielo scende una voce misteriosa che dice: “Alle ore 18 comincia… il Giudizio Universale”.

di ENRICO FRANCESCHINI

12 novembre 1993

 

Fonte: LA REPUBBLICA (Archivio)

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/11/12/la-papessa-in-manette-rinviata-apocalisse.html

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Socializzazione dei bambini nei culti

Agosto 2013

NOTA: La traduzione del seguente articolo è a cura della dott.ssa Lorita Tinelli, presidente del Centro Studi sugli Abusi Psicologici (CeSAP), che ringraziamo sentitamente per la concessione a riprodurre il testo anche sul nostro blog.

 

Il Dott. Pepe Rodriguez, professore di giornalismo investigativo presso l’Università Autonoma di Barcellona, presenta una sintesi della sua tesi di dottorato, che ha discusso presso la Facoltà di Psicologia, Università di Barcellona, con il titolo:

La socializzazione in contesti familiari in cui le credenze dei genitori sono percepite dai figli / figlie come radicali e settarie.

 

SOMMARIO:

 

Questo studio retrospettivo  analizza le circostanze e le conseguenze che si sono verificate nei bambini che hanno vissuto in famiglie in cui uno o entrambi i genitori aderivano ad un credo e/o gruppo settario o percepito come radicale.

Lo studio della famiglia caratterizzata con “genitorialità settaria” viene comparata ad altri campioni di famiglie selezionate, e ha concluso che:

1) L’appartenenza dei genitori ad un gruppo dogmatico ha avuto un impatto negativo sulla qualità delle relazioni familiari nella espressione di ruoli genitoriali e, in generale, nei casi studiati i soggetti indagati nel loro vissuto della infanzia e adolescenza. Questi modelli familiari negativi aumentano quando il gruppo di riferimento è più dogmatico e meno permeabile socialmente.

2) Gli aspetti negativi della vita familiare sono più legati al modo radicale in cui le figure genitoriali vivevano il loro credo, piuttosto che all’adesione stessa.

3) Gli effetti attesi di stili genitoriali di relazione/educazione di tipo autoritario e/o indifferente spiegano meglio le esperienze famigliari e personali dei soggetti  rispetto all’appartenenza ad un  gruppo o ad un credo con la sua dottrina di vita radicale. Nelle famiglie affiliate i genitori con stili di relazione e un profilo educativo autoritari facevano sperimentare ai  bambini in misura maggiore: 1) un ambiente familiare non  favorevole e con scarse relazioni emotive e altrettanta scarsa comunicazione tra i membri della famiglia 2) stili di vita del contesto sociale diverso, con la limitazione di  modelli di comportamento parentali, isolato e frustrante 3) repressione di  comportamenti dei genitori, 4) valori nella linea di trasmissione volti a rafforzare la rigidità di carattere e la subordinazione, 5) un basso rispetto dei diritti dei minori da parte dei genitori, 6) strategie genitoriali coercitive per far rispettare le regole della famiglia; 7) amministrazione dei genitori basata più sulle punizioni che sui premi; 8 ) abuso emotivo mediante comportamenti genitoriali; 9) esperienze negative di insoddisfazione, di solitudine e di mancanza di libertà; 10) comportamenti non autosufficienti e alle prese con conflitti personali, 11) situazioni di paura quotidiani, sensi di colpa e isolamento; 12) carenze di relazioni sociali quotidiane (durante l’adolescenza), che provocano tendenze  povere, insoddisfacenti, diffidenti, difficili e superficiali; 13) (nell’adolescenza)  insoddisfazione per la vita e stati depressivi, passività sociale e alla vita religiosa con prospettiva trascendente e con difficoltà a tollerare la frustrazione e l’ambiguità; 14) tendenza (in età adulta) verso l’insicurezza e la dipendenza, ritiro sociale, tendenza ad agire secondo le linee guida di perfezionismo e di un uso eccessivo del pensiero magico.

I risultati di questa ricerca suggeriscono che i tipi di figure genitoriali, i loro stili di relazione/educazione prevalenti sono fondamentali per spiegare e valutare i comportamenti e le esperienze, positive o negative osservate. Mentre l’appartenenza familiare a un gruppo dogmatico o ad una “setta”, agisce come un catalizzatore che può accentuare ideologicamente  tendenze già presenti e attive nei genitori prima della loro adesione ai gruppi o ideologie. Queste  conclusioni circa la famiglia con “genitorialità settaria”   risultano particolarmente importanti per i professionisti dedicati alla protezione del benessere dei minori dal campo della salute, del lavoro sociale, dell’insegnamento e dell’amministrazione della giustizia.

 

CONCLUSIONI

Le conclusioni, a partire  dai risultati ottenuti e della discussione svoltasi, possono evidenziare tre ambiti globali, suddivisibili  in 20 conclusioni specifiche.

a) dal punto di vista dei bambini l’appartenenza di una o di entrambe le figure genitoriali ad un gruppo di tipo dogmatico (nella direzione intrapresa in questa ricerca) ha chiaramente influenzato negativamente la qualità delle relazioni familiari nella espressione dei ruoli genitoriali e, in generale, nelle circostanze che si sono sviluppate durante l’infanzia e l’adolescenza dei soggetti osservati. E’ stato osservato che i modelli familiari negativi tendono ad aumentare con il gruppo di riferimento più dogmatico e meno socialmente aperto e permeabile.

b) la valutazione retrospettiva degli effetti negativi dell’appartenenza dei genitori ad un gruppo dogmatico sulla vita familiare e sulla socializzazione dei bambini è legata, per certi aspetti, ai principi peculiari della dottrina seguita, ma, in generale, sembra essere molto più legata al modo radicale in cui le figure genitoriali vivono le loro credenze e le trasferiscono nella famiglia.

c) la presenza di atteggiamenti e comportamenti percepiti dai loro bambini come radicali,  tuttavia, raggiunge solo il  pieno significato quando si  relazionano  con l’elevata concentrazione, nelle famiglie studiate –  principalmente di status socio-economico e culturale medio-basso –  di stili di relazione/ educazione autoritari ed indifferente; questi, o meglio i loro effetti, sono l’aspetto che meglio contribuisce a spiegare l’elevato grado di esperienze personali e familiari insoddisfacenti riportate dai soggetti che erano figli / figlie dei genitori facenti parte  di gruppo dogmatico in assenza di questo.

Più in particolare:

1) La qualità dell’ambiente familiare, durante l’infanzia e l’adolescenza dei soggetti, e delle loro relazioni con le figure genitoriali (relazioni affettive e  comunicazione) è risultata  più povera e sfavorevole per i figli/figlie di famiglie con l’appartenenza ad un gruppo dogmatico che per i figli/figlie di famiglie senza questa caratteristica. Questa tendenza è stata più evidente e marcata per i figli/figlie di famiglie che hanno come  dominante uno stile relazionale di tipo autoritario/negligente rispetto a famiglie che hanno uno stile  preferibilmente  induttivo o democratico.

2) La qualità delle relazioni familiari è stata gravemente influenzata dall’appartenenza della famiglia ad una “setta”, con un evidente impatto negativo sulle relazioni reciproche delle figure genitoriali, del soggetto con il padre, con la madre e con i fratelli/sorelle, e quelle dei fratelli/sorelle con le figure genitoriali. La valutazione più negativa dell’impatto di appartenenza nei rapporti familiari, in particolare tra le due figure genitoriali, è stata evidenziata nelle famiglie dei Testimoni di Geova (un gruppo caratterizzato da un dogmatismo dottrinale e da isolamento sociale).

3) gli  stili di vita della famiglia nel quotidiano tendono a materializzarsi più spesso in una maggiore discrepanza – rispetto alla percezione della maggior parte della società – e tendono a sviluppare  comportamenti limitativi, isolanti e frustranti nei figli/figlie di famiglie con affiliazione a un gruppo dogmatico rispetto ai membri di una famiglia senza affiliazione alcuna;  e questi modelli parentali sono molto più negativi quando i genitori frequentano il gruppo più dogmatico e meno socialmente aperto e permeabile (che, in questo lavoro, corrisponde a quello dei Testimoni di Geova). Questa tendenza è stata più evidente e marcata in funzione degli stili genitoriali, così come le tipologie autoritaria e indifferente si relazionano con una elevata discrepanza negli stili di vita familiare e negli stili di vita quotidiana del contesto sociale, con il conseguente impatto negativo per i figli;  mentre i genitori con tipologia affettuosa si relazionano con una discrepanza minore all’interno degli stili di  vita familiare di tutti i giorni e con  la maggior parte della società.

4) per il processo decisionale familiare, nelle  famiglie con affiliazione ad un gruppo di credenze le fonti più influenti erano la dottrina del gruppo di  appartenenza  e l’opinione personale  della madre (affiliata in tutti i casi), e non aveva importanza alcuna cercare il consenso della madre all’interno delle figure parentali né il parere dei figli / figlie; mentre per le famiglie non affiliate le fonti più autorevoli sono  equamente divise tra la personale opinione della madre, l’opinione consensuale dei due genitori e  l’opinione personale del padre .

5) i comportamenti genitoriali repressivi erano più presenti nelle famiglie con affiliazione ad gruppo di convinzione totalitaria, mentre si è verificato il contrario in altre. I comportamenti materni repressivi – le madri sono risultate sempre più coinvolte nelle interazioni con i loro figli – erano significativamente più alti nelle famiglie dei  Testimoni  di Geova  e in quelle cattoliche radicali rispetto alle famiglie non affiliate a gruppi totalitari. Questa tendenza è stata più evidente e marcata in termini di stili genitoriali, così i comportamenti repressivi dei genitori sono stati più frequenti in relazione alla tipologia autoritaria;  i comportamenti stimolanti sono stati confrontati con la tipologia  affettuosa, mentre la tipologia  indifferente ha  evidenziato comportamenti repressivi e  minori  comportamenti  stimolanti.

6) la trasmissione dei valori in famiglia ha presentato un profilo migliore nelle famiglie senza affiliazione ad un gruppo dogmatico – dove la fede viene gestita e i valori positivi di auto-determinazione e di socializzazione vengono rafforzati – mentre nelle famiglie con affiliazione a un gruppo dogmatico erano predominanti i  valori di conformità, che tendevano a rafforzare la rigidità del carattere e la subordinazione. Ma in ogni caso, il miglior profilo per la  trasmissione e il rafforzamento dei valori positivi è presentato dalle tipologie genitoriali amorevoli (stile induttivo/democratico), mentre quelli che sono risultati  i peggiori  sono le tipologie indifferenti, essendo la tipologia parentale autoritaria la più segnalata in relazione a valori tendenti a potenziare la rigidità di carattere e la subordinazione.

7) il rispetto dei diritti  del bambino è risultato più basso tra le famiglie con affiliazione ad un gruppo di fede dogmatico – evidenziando un rispetto minore tra famiglie di Testimoni di Geova – rispetto a quelle  senza appartenenza alcuna. Questa tendenza è stata più evidente e marcata per i figli/figlie di famiglie che hanno una dominanza di  rapporti di stile autoritario  o indifferente/negligente (con minor grado di rispetto per i diritti dei bambini) che per le famiglie con uno stile induttivo o democratico (con un maggior grado di rispetto).

8 ) le strategie genitoriali per far rispettare le regole familiari ai bambini tendono a usare la coercizione  – per entrambi i genitori – in misura maggiore nelle famiglie con affiliazione a un gruppo di fede totalitaria, specialmente nei Testimoni di Geova,  che nelle famiglie non affiliate; mentre l’uso di riflessione e di dialogo con i bambini è più comune tra le famiglie con nessuna affiliazione rispetto a quelle che aderiscono a qualche gruppo dogmatico. Questa tendenza è stata più evidente e marcata in termini di stili genitoriali così come in quelli di tipologia autoritaria,  dove si  ricorre più frequentemente  a strategie coercitive e nella tipologia indifferente, che presenta  un coinvolgimento minore nel far rispettare le regole della famiglia ai figli rispetto alla tipologia dell’affettuoso che ha un comportamento  più equilibrato e dialogante e meno repressivo.

9) l’amministrazione parentale del castigo per i bambini è risultata  molto più frequente tra le famiglie con affiliazione al gruppo di fede totalitaria, soprattutto tra i Testimoni di Geova, che tra le famiglie non affiliate, mentre la frequenza della somministrazione di premi è un dato inverso. Questa tendenza è stata più evidente e marcata in termini di stili genitoriali, così che , il tipo  autoritario-indifferente era  quello che  più frequentemente ricorreva alla pena, mentre chi curava i propri figli era più propenso a usare ricompense.

10) il comportamento parentale di abuso emozionale sui figli si è verificato più frequentemente tra le famiglie con affiliazione ad un gruppo di fede, specialmente per le madri dei Testimoni di Geova, che tra le famiglie non affiliate; mentre il comportamento di sostegno ai bambini si è verificato con una frequenza inversa. Questa tendenza è stata più evidente e marcata in termini di stili genitoriali, tanto che il tipo autoritario più frequentemente ricorre a comportamenti abusanti dal punto di vista emotivo verso i propri figli, mentre molto poco vi ricorrono quelli con tipologia affettuosa che invece usano comportamenti più favorevoli rispetto anche al genitore con tipologia indifferente che ha dato meno supporto ai propri figli.

11) le esperienze vissute durante la propria infanzia e adolescenza per i bambini  in famiglie con un affiliazione ad un gruppo di credenze erano più spesso negative (solitudine, insoddisfazione, mancanza di libertà) di quelle vissuti in  famiglie senza affiliazione; mentre le esperienze positive di sostegno sono state vissute più dai bambini di  famiglie non affiliate. Questa tendenza è stata più evidente e marcata in termini di stili genitoriali tra i figli di genitori con tipologia autoritaria e indifferente, che più frequentemente hanno vissuto esperienze negative (solitudine e insoddisfazione, mancanza di libertà, irrequietezza), mentre i genitori con tipologia affettuosa permettono più frequentemente di vivere esperienze positive (libertà, supporto, cultura).

12) il comportamento adottato dai figli  per affrontare i problemi personali e i conflitti tendono più spesso a comportamenti dipendenti e di coping in famiglie con affiliazione a un gruppo di fede totalitario rispetto a quelli delle famiglie non affiliate, mentre  i figli di famiglie non affiliate tendono più verso comportamenti più autonomi, indipendenti e  di responsabilità basati sul tema. Questa tendenza è stata più evidente e marcata in termini di stili genitoriali tra i tipi di genitori autoritari e indifferente cui sono stati associati con una maggiore tendenza comportamenti dei loro figli / figlie di tipo  dipendente e non di coping, mentre la cura è stata associata con un maggiore tendenza dei loro figli / figlie verso comportamenti autonomi, indipendenti e focalizzati su di sé e sulla responsabilità.

13) le situazioni quotidiane in grado di generare un senso di paura nei bambini – prima della possibilità di esclusione sociale, di violare norme morali e di fallire nella vita- si sono verificate più frequentemente nei soggetti provenienti da famiglie con adesione a un gruppo di convinzione contrariamente alle famiglie  non affiliate. Questa tendenza è stata più evidente e marcata in termini di stili genitoriali  di tipo autoritario e indifferente che più frequentemente hanno generato situazioni di vita quotidiana di paura, mentre i figli / figlie di genitori con tipologia curativa hanno sperimentato il tutto in  misura minore.

14) le situazioni quotidiane in grado di generare una percezione di senso di colpa nei bambini è molto più frequente tra i soggetti provenienti da famiglie con affiliazione ad un gruppo totalitario rispetto alle famiglie come non affiliate. Questa tendenza è stata più evidente e marcata in termini di stili genitoriali di tipo autoritario e indifferente dove i bambini hanno più frequentemente sperimentato situazioni quotidiane di senso di colpa, mentre i figli/figlie di genitori di tipologia genitoriale affettuosa hanno sperimentato questo  in misura minore.

15) le situazioni quotidiane in grado di generare un senso di isolamento nei bambini è molto più di frequente tra i soggetti provenienti da famiglie con affiliazione a un gruppo di fede totalitaria, soprattutto tra i Testimoni di Geova, rispetto alle  famiglie non affiliate. Questa tendenza è stata più evidente e marcata in termini di stili genitoriali in famiglie  di tipo autoritario/indifferente dove i figlia hanno più spesso sperimentato vissuti  di isolamento, mentre i figli/figlie di genitori con tipologia affettuosa hanno sperimentato questo in misura minore.

16) la qualità delle relazioni quotidiane  mantenute con persone dell’ambiente sociale – non settario – per i bambini di famiglie  membri di un gruppo di credenza era molto più che povera, insoddisfacente, diffidente, difficile e superficiale, contrariamente a quella di figli di famiglia non affiliate. Questa tendenza è stata più evidente e marcata in termini di stili genitoriali in figli / figlie di genitori con tipo indifferente/autorevole, che hanno sperimentato isolamento sociale e spesso frequentazione esclusiva di persone nel loro ambiente, mentre tra le famiglie con tipologia affettuosa le relazioni sociali sono buone.

17) gli adolescenti figli di famiglie con l’appartenenza a un gruppo di credenze tendevano a presentare un  profilo psico-sociale non più elevato di quanto facessero  i figli di famiglie non affiliate, che riguardava insoddisfazione per la vita e depressione, comportamento sociale passivo, prospettiva di vita religiosa trascendente e difficoltà a tollerare la frustrazione e l’ambiguità. Questa tendenza è stata più evidente e marcata in termini di stili genitoriali tra i genitori con tipo indifferente e autoritario, rispetto a quella delle famiglie  con tipologia affettuosa, presentando insoddisfazione per la vita, un comportamento sociale passivo, apertura alla vita religiosa trascendente,  bisogno di riconoscimento esterno e la difficoltà a tollerare la frustrazione e l’ambiguità.

18) come un adulto, i bambini di famiglie con un affiliazione ad un gruppo di credenze presentano una tendenza all’insicurezza, dipendenza, ritiro sociale che agisce sotto le linee guida del perfezionismo e ad un uso eccessivo a mantenere un certo livello magico,  aspetti legati a un controllo dell’esterno con minore probabilità di comportamenti e percezioni che denotano la fiducia in se stessi, verso un pensiero,  convinzione, contrariamente a quello che accade in famiglie non affiliate. Questa tendenza è stata più evidente e marcata in termini di stili genitoriali in famiglie con tipologia autoritaria e indifferente, contrariamente alle famiglie con tipologia amorevole che permettono di sperimentare in maniera più elevata, fiducia in se stessi.

19) le difficoltà che possono sperimentare i  figli di famiglie con affiliazione a un  gruppo di credenza dogmatica, riguardano quelle di decidere di abbandonare la  comune credenza familiare e sono legati alla paura della perdita della rete di sostegno sociale ed emotivo (gli amici e quella familiare) e norme e valori che guidano la loro vita quotidiana, con la percezione di essere dipendenti e privi di autonomia e di iniziativa in eccesso, e hanno una preparazione insufficiente, con la difficoltà derivante dall’isolamento, dalla scarsità e dalla povertà dei rapporti sociali e affettivi con persone al di fuori del gruppo di credenza della famiglia. Questa tendenza è stata più evidente e marcata in termini di stili genitoriali in famiglie con tipologia autoritaria e indifferente, dove i figli  vivono più intensamente le difficoltà appena descritte, mentre i figli / figlie dei genitori di tipo affettuoso vivevano in molto minore tutto questo.

20) l’abbandono della credenza comune di un figlio di un gruppo di appartenenza della famiglia della fede, incide su un marcato deterioramento delle relazioni  con i parenti che sono rimasti nel gruppo, egli è  anche portato a tagliare i rapporti con tutti o con la maggior parte degli amici/affiliati che lo seguono ancora. Questo deterioramento del rapporto era un po’ più intenso nelle famiglie in cui l’appartenenza è più dogmatica e meno aperto e permeabile  (in particolare questo deterioramento è stato evidenziato tra i Testimoni di Geova).

In sintesi, i risultati di questa ricerca suggeriscono che i tipi di figure genitoriali, i loro stili di relazione/educazione predominanti sono aspetti fondamentali che spiegano sostanziale l’esperienza positiva o negativa  nel campione osservata, mentre l’affiliazione parentale a un gruppo di credenze o ad una “setta” si limita a fungere da catalizzatore per la trascendenza verso un gruppo che, con la sua struttura e le ideologie, può accentuare certe caratteristiche.

Per valutare l’ambiente e le circostanze della socializzazione dei figli/figlie di famiglie con affiliazione a un gruppo di fede totalitaria, non importa che esso sia esso una”setta”, un “culto distruttivo” o qualsiasi altra possibilità, ma è importante evidenziare quanto quella famiglia sia conforme ad uno stile di  “genitorialità settaria”, come è stato definito in questo lavoro.

Fonte: http://redune.proteccion.infancia.over-blog.org/article-la-socializacion-de-los-hijos-dentro-de-las-sectas-95406580-comments.html#anchorComment

 

Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

http://www.loritatinelli.it/2013/08/19/socializzazione-dei-bambini-nei-culti/

 

Vedi anche sito del Cesap, qui

http://www.cesap.net/

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Il lato oscuro degli esorcismi

Agosto 2013

Le vittime degli esorcismi sono spesso quelle più innocenti – i nostri bambini

Articolo di Benjamin Radford, pubblicato originariamente su LiveScience. Traduzione di Sabrina Garzillo.

Agli inizi di giugno, in Virginia (USA) un uomo è stato condannato per la morte di una bambina di due anni, che ha perso la vita durante un esorcismo nel 2011. Eder Guzman-Rodriguez aveva picchiato a morte sua figlia Jocelyn nel tentativo di liberarla dal demone che credeva fosse dentro di lei.

Gli agenti intervenuti sulla scena del delitto vi avevano trovato molte persone che, tenendo in mano una Bibbia, sostavano all’esterno della casa in cui Guzman-Rodriguez dichiarava di essere anch’egli stato posseduto da uno “spirito maligno”; per questa ragione, aveva preso a pugni la bambina per poi soffocarla a morte.

La bambina fu trovata sul letto avvolta da una coperta, circondata da Bibbie.

Queste credenze nelle possessioni demoniache e i violenti esorcismi che possono conseguirne hanno una lunga storia e possono far del male ai più innocenti fra noi, i bambini.

Psicologia dell’esorcismo

Ritenere che i demoni possano impossessarsi delle persone è una delle credenze religiose più largamente diffuse al mondo.

Il Vaticano ha fornito delle linee guida sugli esorcismi per la prima volta nel 1614 e le ha emendate nel 1999. Secondo la Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, i sintomi della possessione demoniaca comprendono: forza sovrumana, azioni come sputare e maledire, avversione all’acqua santa e la capacità di parlare lingue sconosciute.

Coloro che praticano gli esorcismi sono devotamente religiosi e credono davvero di agire a fin di bene ricorrendo alle botte o alle torture degli innocenti. Sebbene si dica che gli spiriti siano capaci di possedere chiunque, è più probabile che i bambini in particolare siano sospettati di essere posseduti. Non solo si pensa che i bambini siano più corruttibili e soggetti alle influenze maligne, ma la loro cattiva condotta (anche azioni innocenti) potrebbe a volte sembrare manipolata da forze oscure. I genitori e gli educatori che credono nella possessione spirituale possono cercare dei segni che indicano che il proprio bambino sia posseduto. Secondo la polizia, Guzman-Rodriguez ha affermato che sua figlia “gesticolava nella sua direzione, come se volesse litigare”.

In altri casi i credenti ipotizzano che il cattivo comportamento sia indotto da spiriti maligni — “Il diavolo mi (o le, o gli) ha fatto fare questo” è un’immagine molto vivida nella mente di molte persone. Le botte e i maltrattamenti non sono visti come una punizione per il bambino, perché l’aggressione fisica, nella mente dell’esorcista, è diretta allo spirito maligno all’interno. Il corpo del bambino viene visto come un contenitore temporaneo per lo spirito malvagio. L’abuso fisico ed emozionale viene considerato come un prezzo da pagare, triste ma necessario, per la salvezza spirituale del bambino.

Gli esorcismi infantili

Analogamente a questo caso allarmante, ci sono numerosi precedenti storici simili. Un secolo fa, in Irlanda, si credeva che altre entità soprannaturali malevole — le fate,  e non i demoni — possedessero neonati e bambini. Alcuni bambini erano ritenuti dai propri genitori essere i sostituti di altri bambini rapiti dalle fate o “bambini falsi”, oppure bambini posseduti da uno spirito maligno che poteva essere espulso attraverso maltrattamenti e punizioni.

Nel suo libro “The burning of Bridget Cleary” (che racconta di una donna uccisa dal marito nel tentativo di esorcizzarla da spiriti fatati), la folklorista Angela Bourke della National University of Ireland sottolinea che

molte descrizioni possono essere trovate su giornali del Diciannovesimo secolo e nelle denunce alla polizia irlandese riguardanti bambini sospettati di essere stati scambiati, che venivano messi su pale incandescenti, annegati o altrimenti maltrattati o uccisi.

Bourke cita un esempio del 1828 in cui una donna di nome Ann Roche annegò un bambino di 4 anni che credeva fosse posseduto; come Guzman-Rodriguez, affermò che non intendeva fare del male o uccidere il bambino, ma solo liberarlo dagli spiriti. A differenza di Guzman-Rodriguez che è stato condannato a poco meno di 21 anni di prigione, la Roche fu riconosciuta non colpevole e rilasciata.

Sebbene la credenza negli spiriti fatati sia diminuita nei tempi moderni, quella nelle possessioni spirituali attraverso demoni o altre entità soprannaturali è ancora molto radicata tra di noi. Nel 2003, a Milwaukee (USA), un bambino autistico di 8 anni fu ucciso durante un esorcismo ad opera dei membri di una chiesa, che attribuivano la colpa della sua disabilità ad un demone che lo invadeva; nel 2005 una giovane suora in Romania morì per mano di un prete durante un esorcismo, dopo essere stata legata ad una croce, imbavagliata e lasciata per giorni senza cibo e acqua nel tentativo di espellere i demoni. Nel 2010, un ragazzino di 14 anni in Inghilterra fu picchiato e annegato a morte da parenti che cercavano di esorcizzare uno spirito maligno.

Anche se la credenza negli spiriti e nei demoni è stata parte dell’umanità per millenni, ha anche un lato oscuro e può infliggere terribili danni ai più innocenti fra di noi.

Benjamin Radford è caporedattore della rivista scientifica “Skeptical Inquirer” e autore di sei libri fra cui ricordiamo “Scientific Paranormal Investigation: How to Solve Unexplained Mysteries” e “Hoaxes, Myths, and Manias: Why We Need Critical Thinking.” Il suo sito web è http://benjaminradford.com/

Fonte: Query LA SCIENZA INDAGA I MYSTERI

http://www.queryonline.it/2013/08/12/le-vittime-degli-esorcismi-sono-spesso-quelle-piu-innocenti-i-nostri-bambini/

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I bambini della setta di Lonnerstadt

9/7/2013

Guru von Lonnerstadt; Leben in der Sekte;

Erlangen, Germania: Nè doccia nè vasca da bagno, razioni di cibo scarse e visite mediche ritenute “non necessari”. Dopo mesi di dibattito i bambini della setta di Lonnerstadt vengono tolti dalla custodia dei loro genitori.

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE – Il tribunale di Erlangen ha tolto la custodia dei figli ai genitori di quella che viene chiamata “la setta dei bambini di Lonnerstadt”. I tre bambini .di 9, 11 e 14 anni- sono stai collocati in una struttura apposita. La custodia è stata affidata ai servizi sociali di Erlangen. Il tribunale aveva chiesto il parere di uno psichiatra infantile. Dopo diverse visite alla famiglia il giudice era giunto alla conclusione che i genitori non avevano creato una situazione favorevole alla crescita dei figli. Il procedimento è partito in seguito a un documentario della regista Beate Greindl che in Ottobre aveva reso notala situazione. Nel film, i genitori dicevano che i loro figli non avrebbero avuto l’assicurazione sanitaria sostenendo anche che non avrebbero assunto farmaci. Il documentario mostra anche come i bambini fossero usati per compiere i lavori domestici e come venissero nutriti il minimo indispensabile.

L’OPINIONE CONTRASTANTE – I genitori si sono difesi dicendo che i figli non erano costretti a fare le pulizie e che tutte le cose venivano fatte volontariamente con molto umorismo, divertimento e giochi. Avrebbero inoltre detto che le visite mediche non erano considerate un tabù ,ma che fino a quel momento non ve n’era stato bisogno. Dello stesso avviso è Eberhard Irlinger dell’SPD, che aveva difeso più volte la famiglia. Dopo diverse visite a Lonnerstadt era giunto alla conclusione che si trattava di una famiglia in cui vi erano dei legami forti e un buon rapporto tra genitori e figli. Inoltre secondo il politico “i bambini sarebbero sani, ben nutriti e bravi a scuola. Avrebbero computer e televisori. La casa è semplice, ma ciò non significa che sia fatiscente”. Per adesso però la situazione rimane la seguente: fino a quando i genitori non cambieranno il loro approccio educativo, i figli rimarranno in custodia ai servizi sociali.

 

Fonte: Giornalettismo

http://www.giornalettismo.com/archives/1021539/i-bambini-della-setta-di-lonnerstadt/

 

 

NOTA: Leggi sulla vicenda anche articoli in lingua originale qui:

http://www.n24.de/n24/Nachrichten/Panorama/d/3153344/sekten-ehepaar-verliert-sorgerecht.html

http://www.augsburger-allgemeine.de/bayern/Sektenkinder-von-Lonnerstadt-Eltern-verlieren-Sorgerecht-id25976206.html

 

 

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ARCHIVI: Bambini scomparsi e prigionieri dell’occulto

ESTRATTO DAL 5° RAPPORTO NAZIONALE SULLA CONDIZIONE DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA (2004)

TELEFONO AZZURRO /EURISPES

ALTROVE E IN NESSUN LUOGO INSEGUENDO LA VITA: BAMBINI SCOMPARSI E ADOLESCENTI “IN FUGA”

Nel 2003, i minori italiani e stranieri per i quali sono state attivate le segnalazioni di ricerca sul territorio nazionale  e che risultano ancora da ricercare sono complessivamente 1.552, la maggior parte dei quali (618, il 39,8% del complesso) residenti al Nord, 512 al Centro (33%) e 422 (27,2%) nel Mezzogiorno. La regione che registra il maggior numero di scomparsi è la Lombardia (305), seguita da Lazio (254), Campania (229), Toscana (200) e Piemonte (137). Tra il 2000 e il 2003 i minori scomparsi in Italia sono aumentati di 624 unità, pari ad un incremento percentuale del 67,2%. Dal 2000, anno in cui erano 928, il numero dei minori italiani e stranieri per i quali sono state attivate le segnalazioni sono cresciuti progressivamente, raggiungendo le 1.167 unità nel 2001 e le 1.377 nel 2002. L’incremento maggiore si è verificato nelle regioni del Nord, dove nel 2003 i minori scomparsi erano 305 in più rispetto al 2000 ed in particolare in Lombardia (+187). Al Centro, dove nel complesso si registrano 214 scomparsi in più, l’incremento è stato particolarmente significativo in Toscana, regione in cui nel 2000 si contavano “appena” 25 minori scomparsi. Tra le regioni del Mezzogiorno, infine, la Campania registra il maggior aumento: 92 minori scomparsi in più rispetto al 2000, su un incremento complessivo di 105 unità. A fronte di un generale peggioramento del fenomeno, alcune regioni hanno visto diminuire, nel periodo considerato, il numero delle segnalazioni: Puglia (-47), Emilia Romagna (-23), Lazio (-11), Basilicata (-4). Inoltre, circa i 2/3 dei minori scomparsi sono di sesso maschile. Se nel 2000, solo 313 delle 928 segnalazioni erano riferite a bambine o ragazze adolescenti, nel 2003 le minori scomparse erano 535, a fronte di 1.017 coetanei maschi. Il 60,4% dei minori scomparsi (938) ha un’età compresa tra i 15 e i 17 anni, il 26,2% (406) tra gli 11 e 14 anni mentre il 13,4% (208) non supera i 10 anni. Nelle regioni del Nord si registrano le maggiori segnalazioni relative a minori scomparsi di età compresa tra gli 11 e i 14 anni (199, 49% del complesso), e tra i 15 e i
17 anni (352, 37,5% del totale), mentre la maggior parte dei minori scomparsi di età inferiore ai 10 anni (76, il 36,5%) è residente al Centro. Gli stranieri rappresentano la stragrande maggioranza (l’85,5%) dei minori scomparsi in Italia ancora inseriti nell’archivio delle ricerche: 1.327 le segnalazioni ad essi relative registrate nel 2003, di cui 535 inerenti bambini o adolescenti non italiani residenti al Nord, 479 al Centro e 313 al Sud. Rispetto al 2000, il numero dei minori stranieri scomparsi è cresciuto di oltre 75 punti percentuali (erano 758 nel 2000) ed è addirittura raddoppiato al Nord, dove è aumentato di 268 unità. Le segnalazioni di minori scomparsi di nazionalità italiana sono cresciute, nell’arco di tempo considerato, in misura più contenuta (+32,3%), passando dalle 170 del 2000 alle 225 del 2003. L’incremento maggiore ha riguardato i minori italiani residenti nelle regioni settentrionali (83, l’80,4% in più rispetto al 2000); al Centro i minori scomparsi di nazionalità autoctona sono cresciuti del 6,4%, raggiungendo le 33 unità mentre al Sud un incremento del 17,2% ha portato il numero dei minori italiani scomparsi a 109. Macro-tipologie di scomparsi e fuggitivi. Si possono individuare sei macro-categorie e situazioni di minori scomparsi e adolescenti che fanno perdere le loro tracce. Scomparsi per decisione “volontaria” — Le motivazioni che direttamente spingono (o indirettamente costringono) bambini e adolescenti a “scomparire”, “fuggire” e far perdere le loro tracce sono generalmente legate a condizioni di disagio socio-educativo, a personali e controverse situazioni affettive e sentimentali, a condizioni familiari conflittuali, ad affermazione della propria identità, desiderio di nuove relazioni, ecc.

Scomparsi “per forza” e “per sequestro” — È forse la tipologia di scomparsa più pubblicizzata e conseguentemente più nota all’opinione pubblica. Sono casi di cui molto spesso non si riescono ad individuare né l’autore o gli autori, né il movente, né la soluzione. Sono casi generalmente circoscritti ma che possono riguardare sia italiani che stranieri.

Scomparsi per “sottrazione” e “contesa” — Per la maggior parte dei casi si tratta di sottrazione dei minori da parte di un padre o di una madre, separati o in via di separazione, allorquando uno dei coniugi nasconde o sottrae all’altro il figlio o la figlia. Soprattutto quando si tratta di matrimoni “misti” (e tra un cittadino/a di nazionalità italiana con stranieri/e se ne celebrano ogni anno più di 27.000), questi casi sono spesso altamente drammatici. In Italia sono oltre 500 i casi di figli contesi da genitori separati, uno dei quali viva all’estero e i paesi coinvolti nei contenziosi sono una sessantina. Nel 2001, per esempio, le cause avviate sono state 53 e le vicende risolte 9. Fin dal 1997, i genitori che vedono sottrarsi i figli dal partner straniero hanno un sito (www.bambinirubati.org) cui rivolgersi per ricevere assistenza legale e sostegno morale e psicologico. In cinque anni al sito si sono rivolte circa 800 persone: 150 di queste hanno ricevuto assistenza.

Scomparsi “senza nome” e “senza identità” — È una tipologia poco nota al vasto pubblico occidentale ma drammaticamente significativa per i paesi del Sud del mondo. In essa si possono far rientrare i bambini “scomparsi” perché sconosciuti, mai registrati alla nascita ma crescono in giro per il mondo, privi di una qualsiasi identità ufficiale o di nazionalità, di un nome, di un volto, di una appartenenza familiare e sociale. In pratica non esistono. La tratta di minori è in costante crescita in Europa e coinvolge ogni anno migliaia di bambini, d’età compresa tra 8 e 18 anni, destinati al mercato del sesso, all’accattonaggio, al lavoro minorile, al traffico di organi o alle adozioni internazionali illegali. In Italia, la tratta a scopo di sfruttamento sessuale coinvolge tra le 10 e le 15mila minorenni, provenienti soprattutto da Albania, Moldavia, Romania e Nigeria. In Spagna, infine, nel 2002 i giovani sfruttati sessualmente risultavano essere 274, di cui 168 bambine coinvolte nella prostituzione. Nello stesso anno, è stata denunciata la
scomparsa di oltre 8mila minorenni, mentre più di 6mila bambini stranieri sono giunti nel paese da soli, senza genitori o parenti. In Danimarca, le stime parlano di almeno 2.000 prostitute straniere, di cui molte minorenni. Cresce il numero di bambini provenienti dalla Romania trafficati per scopi criminali: solo negli ultimi 6 mesi del 2003, i casi registrati sono stati 20. Nel 2002 in Bulgaria i minori vittime di abuso sono stati 2.128, il doppio rispetto all’anno precedente: 42 bambini rapiti, 99 forzati alla mendicità e 40 alla prostituzione, tutti tra gli 8 e i 13 anni. Secondo i dati del Ministero dell’Interno di Sophia, tra il 1995 e il 2000, i minori scomparsi sono stati 158, di cui 33 sotto i 14 anni. Circa 10mila ragazze bulgare, molte delle quali minorenni, potrebbero essere state coinvolte in prostituzione, pedofilia e impiego in film pornografici. Anche in Romania la percentuale di minorenni trafficati aumenta (+25% nel 2000, +36% nel 2003). Nel caso di bambini destinati al mercato del sesso, la vittima può essere venduta diverse volte:  esemplare il caso di una quindicenne venduta per 22 volte. Le vittime sono reclutate attraverso false promesse di lavoro o di matrimonio.

Scomparsi, “prigionieri dell’occulto”È una tipologia di scomparsi molto diffusa, anche se poco conosciuta, nei paesi del Sud del mondo, particolarmente in Africa e principalmente in Alto Volta, Ghana, Benin, Nigeria, Togo, dove è individuata col nome di Trokosi, che in lingua Ewe significa “Schiave di Dio”: schiavitù al femminile, dunque, in quanto ad essere colpite, fagocitate o manipolate sono soprattutto ragazze. Nel mondo occidentale, Italia compresa, il fenomeno balza agli onori della cronaca nera e in occasione di episodi eclatanti e tragici, legati a scomparse, delitti, suicidi individuali o di massa, nei quali vengono coinvolti anche bambini e adolescenti. È una forma di scomparsa che si manifesta e si attualizza all’interno delle cosiddette “sette religiose occulte”. In Italia è Roma la capitale delle “religioni alternative”, dei culti parareligiosi o magici: sarebbero 36 in tutto. Il record regionale spetterebbe alla Lombardia (81 gruppi, di cui 71 religiosi e 13 magici). I capoluoghi con minore presenza di “guru” e “santoni” improvvisati sarebbero Campobasso (2), Potenza (1) e Matera (1); tra le regioni l’Abruzzo (9 gruppi), il Molise (2), e la Basilicata (2).

Scomparsi “senza nessuno” — A livello europeo, il fenomeno è divenuto solo da poco argomento di accurate indagini statistiche, riflessione culturale e legislativa. Tra il 2003 e il 2004, sono stati oltre 30mila i ragazzi stranieri non accompagnati, presenti in 10 paesi della Ue, ai quali andrebbero comunque aggiunti i “clandestini”. In Italia, la maggior parte delle segnalazioni provengono dalla Lombardia (22%) e dal Lazio (14%); seguono Piemonte (12%), Emilia Romagna (10%) e Puglia (9%). In relazione all’età dei minori stranieri non accompagnati oltre un terzo delle segnalazioni (il 35,4%) riguarda sedicenni ma è consistente anche la percentuale di quindicenni (21,2%), di diciassettenni (19,4%) e di ragazzini di età compresa tra gli 11 e i 14 anni (19,4%). I bambini tra i 6 e i 10 anni
rappresentano il 3,1% dei minori stranieri non accompagnati mentre l’1,5% non supera i 5 anni.

IL CONVOLGIMENTO DEI MINORI NELLE SETTE

Il coinvolgimento di minori nelle sette è fenomeno alquanto complesso e difficile da descrivere: per questo non va trascurato, poiché, anche se in modo poco visibile, i minori vi sono coinvolti sia come vittime (attraverso abusi psicologici e sessuali), sia come autori di reato (con l’uso di alcol e droghe fino a forme estreme di crimine). L’abuso sessuale sui minori è una realtà tangibile, come denunciano i numeri forniti dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale.

BAMBINI E ADOLESCENTI VITTIME DI VIOLENZA SESSUALE, SEGNALAZIONI DI REATO E PERSONE DENUNCIATE ALL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA (anni 2002-2003)

Secondo la Direzione Centrale della Polizia Criminale, Ufficio Affari Generali – Sezioni Minori, in data 30 aprile 2004, risultavano scomparsi sul territorio italiano 605 minori (185 di nazionalità italiana e 420 di nazionalità straniera). Tra questi vi era anche il minorenne F.T, il quale nel giugno di quest’anno è stato ritrovato morto, sepolto nei boschi di Busto Arstizio, per mano di un gruppo di giovani satanisti. L’episodio appare indicativo della pluralità di elementi di cui si compongono i crimini di tali organizzazioni e di come la scomparsa improvvisa di un minore possa rappresentare uno dei tanti pezzi del complesso puzzle del fenomeno delle sette criminose. Senza destare inutili allarmismi, è fondamentale, dunque, che attraverso un lavoro di rete, sinergico e scientifico, tra Chiesa, Stato e associazioni che si occupano di infanzia, si tenda a far maggiore luce sulla pericolosità dei gruppi settari, per definire il grado di rischio a cui sono sottoposti i bambini che, a vari livelli, entrano a contatto con le sette.

Satanismo e sette sataniche. Il satanismo «(…) è una religione basata (….) sull’adorazione di Satana che può essere inteso sia come divinità malefica a sé stante, che come avversario del dio cristiano». Le sette sataniche, a differenza delle altre sette religiose di tipo ordinario, rivolgono la propria fedeltà, più che alla personalità carismatica, alla stessa dottrina satanica. Nel documento del Ministero dell’Interno del febbraio 1998 vengono individuati nove gruppi “satanico-luciferini” per un totale di 200 adepti.

Il CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni), nel 2002, elenca le sette sataniche in Italia specificando il numero di adepti: Bambini di Satana (50 adepti); Chiesa di Satana – razionalista (20 adepti); Chiesa di Satana – occultista (20 adepti); Gruppi minori (20 adepti).
Sempre il Cesnur parla inoltre di 5.000 adepti nel mondo e stima che il maggior numero di aderenti si trovi negli Usa, seguiti da quelli di Spagna e Scandinavia. È invece impossibile un censimento sul Satanismo giovanile o “acido” per le proprietà di de-strutturazione gruppale che caratterizza il fenomeno. Infine dai dati dell’indagine campionaria pubblicata nel 4° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e l’Adolescenza (Eurispes, Telefono Azzurro, 2003) emerge che sia i bambini sia gli  adolescenti utilizzano Internet come mezzo per comunicare con gli altri.
Tali dati preoccupano soprattutto se si considera che tra i bambini che si collegano ad Internet (47,6%) il 9,4% lo fa per chattare e il13,8% per usare la posta elettronica, mentre tra gli adolescenti (67,8% di essi si collega ad Internet) la percentuale di coloro che chattano sale al 26,4% e l’utilizzo della posta elettronica al 35%.
La Polizia Postale, attraverso il monitoraggio di siti satanici on line e basando la metodologia sul conteggio dei motori di ricerca, ha evidenziato un fortissimo aumento dei siti satanici tra il 1999 e il 2003.

Club satanisti su Internet:
• Anno 1999: 114 siti satanici
• Anno 2000: 277 siti satanici
• Anno 2001: 322 siti satanici
• Anno 2002: 502 siti satanici
• Anno 2003: 1.010 siti satanici

In tal senso, è stato attivato, con il patrocinio della Regione Lazio, dal mese di ottobre 2004 un servizio gratuito di sostegno alle famiglie delle vittime del satanismo, in forte espansione nella regione.

FONTE: http://www.azzurro.it/sites/default/files/Materiali/InfoConsigli/Ricerche%20e%20indagini/sintesirapportoinfanziaadolescenza5.pdf

 

 

NOTA: Sulla condizione dei minori inseriti in contesti settari abusanti, leggi anche 9° RAPPORTO NAZIONALE SULLA CONDIZIONE DELL’INFANZIA E DELL’ ADOLESCENZA (2009) a cura di Telefono azzurro, capitolo ”  DIMENTICATI, IGNORATI E PERFINO NEGATI: I BAMBINI VITTIME DI ABUSI NELLE SETTE”, visionabile qui

http://www.azzurro.it/sites/default/files/Materiali/InfoConsigli/Ricerche%20e%20indagini/sintesirapportoinfanziaadolescenza9.pdf

 

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Il video show razzista per i bambini del Ku Klux Klan

3/7/2013

Adrew Pendergraft è il nipote di Thomas Robb, il direttore nazionale del Ku Klux Klan. E’ un bambino con i capelli biondi e un leggero difetto di pronuncia che conduce una serie di brevi episodi amatoriali del suo personalissimo show per bambini bianchi “The Andrew Show”. “MISCHIARE LE RAZZE E’ SBAGLIATO”- Il programma è visibile su youtube. Apparentemente il primo episodio della serie è stato girato alcuni anni fa quando Pendergraft aveva tra i 9 e i 10 anni e utilizza dei riferimenti alla cultura pop per propagandare le idee razziste del Ku Klux Klan. Anche se non è ancora chiaro quando sia stato prodotto l’ultimo episodio di “The Andrew Show”, i video sono stati postati su youtube nel mese di aprile. Il terzo episodio della programma (che potete vedere in questo articolo) probabilmente è stato realizzato nel 2009 e vede Pendergraf conduttore, accompagnato dalla spalla Alex. I due iniziano a discutere del primo cartone della Disney che ha come protagonista una donna afroamericana: la principessa e il ranocchio. “La principessa è nera, e questo è un bene per tutti i bambini di colore” dice Pendergraft leggendo da un copione fuori campo, “ma il principe è bianco. Il cartone parla di quanto sia un bene mischiare le razze, ma mischiare le razze è sbagliato”. La puntata si conclude con uno slogan abbastanza agghiacciante: “Siate bianchi e fieri, alla prossima settimana!”

 

Fonte: GIORNALETTISMO

http://www.giornalettismo.com/archives/1014123/lo-show-per-bambini-razzista-del-ku-klux-klan/

 

 

‘The Andrew Show,’ Hosted By Pint-Sized Andrew Pendergraft, Markets Klan’s Racist Message To Kids

Andrew Pendergraft is the grandson of Thomas Robb, the modern-day Ku Klux Klan’s national director. As a young boy with floppy blond hair and a slight speech impediment, Pendergraft hosted a number of short episodes of his very own amateur talk show, “The Andrew Show,” which presents the Klan’s ideology in a format aimed at kids — more specifically, white kids.

Viewable on YouTube, the first episodes of the series were apparently filmed several years ago when Pendergraft was around 9 or 10 years old. The segments use pop culture references to relay advisories against race-mixing and other controversial beliefs promoted by the KKK.

Although its not clear when the last episode of “The Andrew Show” was produced, videos from the series were posted on YouTube as recently as April. This week the program caught the eye of several bloggers, thrusting the show back into the national spotlight.

The third episode of the series (seen above) was likely produced sometime in 2009. It features Pendergraft (bearing an uncanny resemblance to Disney Channel stars Dylan and Cole Sprouse from “The Suite Life of Zack & Cody”) and a co-host named Alex, who holds a pug in his lap. They begin by discussing Disney’s first African-American princess character, Tiana from the animated film “The Princess and the Frog.”

“The princess is a black, so that is good for all the black kids out there,” Pendergraft says haltingly, clearly reading from a script off-camera. “But the prince is white. It is all about how race-mixing is good. But race-mixing is wrong.”

Later, Pendergraft decries the film’s depiction of characters he calls “voodoo doctors [who] worship the devil.” He goes on to explain voodoo as the “religion that lots of blacks used to have, but white people taught them about God.”

The segment ends with his signature send-off: “Be white and proud. And tune in next week. Bye!”

Pendergraft’s mother is Rachel Pendergraft, who is the daughter of Thomas Robb and is the spokeswoman for Robb’s Knights of the Ku Klux Klan organization. According to the Southern Poverty Law Center, the KKKK was founded sometime in the 1970s, and has since attempted to update the image and reputation of the original KKK, as well as grow its online presence.

“The Andrew Show” is part of the KKKK’s umbrella of linked websites including ThomasRobb.comKKK.com and ChristianIdentityChurch.net. Scattered across these sites are a handful of crudely produced shows that all push the Klan’s agenda.

According to The Sun’s 2010 profile on the Pendergraft family, Andrew and his two older sisters were home-schooled at the family ranch in Arkansas. Sisters Charity and Shelby at one point participated in a white nationalist band called the Heritage Connection and, according to The Sun, indicated that they didn’t mind their relative isolation.

“It is true we don’t have any black friends, but then where we live is a 98 per cent white area anyway,” Shelby told The Sun.

The Pendergraft family did not respond to The Huffington Post’s requests for comment.

By Meredith Bennet-Smith

Fonte: Huff Post

http://www.huffingtonpost.com/2013/07/02/the-andrew-show-racist-andrew-pendergraft_n_3536486.html

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