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ARCHIVI 14 marzo 2006: Minori coinvolti nel fenomeno delle sette

Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia

La relazione è stata realizzata in forma di bozza dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza per conto dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La relazione è stata discussa e approvata dall’Osservatorio nazionale per l’infanzia il 14 marzo 2006

ESTRATTO:

Minori coinvolti nel fenomeno delle sette

 

Il fenomeno dei nuovi culti si è esteso in larga misura anche in Italia, coinvolgendo minori e giovani. Dalle informazioni disponibili, i nuovi culti sembrano attecchire in modo particolare nelle città più ricche dell’Italia settentrionale, trovando riscontro in ambienti di professionisti e imprenditori, tra la piccola e media borghesia e in settori più modesti di operai, casalinghe e disoccupati. I nuovi culti hanno un’estrema varietà di forme e un forte sincretismo che mescola elementi derivati dalle tradizione più disparate. Queste nuove forme spiritualistiche si sono diffuse come alternativa alla dispersione postmoderna, all’isolamento, alla neutralità affettiva, alla confusione dei valori fondanti, alla crisi della famiglia e delle istituzioni. Le comunità di persone, trasformate in soggetti isolati, sono più facilmente esposte all’influenza di imposizioni dogmatiche. Come reazione a un vissuto interiore di vuoto incolmabile il singolo può rispondere andando alla ricerca, come un “nomade spirituale”, di un pensiero forte o di una dottrina unificante come quelli offerti dai nuovi culti. I principali raggruppamenti In Italia sono più di 600 i nuovi culti, molti diversi per origine e dottrine. Esistono numerosi movimenti neoprotestanti come i Testimoni di Geova, i Mormoni, gli Avventisti del settimo giorno, mentre altri gruppi minoritari si aggregano intorno a una figura profetica o “carismatica” come nel caso di Vita universale, del reverendo Moon e di Scienza cristiana. I movimenti orientali propongono scuole buddiste, religioni induiste, gruppi di derivazione islamica, gruppi tantra, movimenti Sikh, scuole yoga e forme sincretiche, che mescolano vari elementi e varie dottrine, come alcune nuove religioni giapponesi. Vi sono poi i movimenti del potenziale umano, aggregazioni volte a utilizzare le presunte enormi capacità nascoste nel cervello “inesplorato”, proponendo uno strano dosaggio di psicoterapia, diete, ginnastica, meditazione yoga e tantra, buddismo zen, medicine alternative. Un esempio di questo filone è la chiesa di Scientology, una potente organizzazione statunitense, ramificata in ogni parte del mondo, che costituisce un movimento controverso e di difficile classificazione.  Questo tipo di gruppi sfuma sino nella new age, un movimento spirituale che propone una vasta gamma di pratiche con cui conquistare una rigenerazione interiore illuminante e un benessere psicofisico perfetto. Vi sono poi diverse scuole occultiste, magiche e iniziatiche – che frequentemente si rifanno agli schemi iniziatici ed esoterici della Massoneria dei riti –, sette neognostiche, gruppi spiritici, neostregoneria e neopaganesimo, culti satanici e parasatanici.  I nuovi culti neoprotestanti, neoorientali e del potenziale umano tendono a inglobare intere famiglie o un genitore con i figli; e se qualche membro familiare rifiuta di aderire o si oppone al coinvolgimento del congiunto, il gruppo può spingere l’adepto a tagliare i legami con esso in quanto soggetto disturbante e minaccioso rispetto all’integrità del gruppo. I culti di stampo magico-occultista tendono ad aggregare giovani e adolescenti isolati, già privi di un supporto familiare. Numerosi bambini con un solo genitore sono presenti nelle sette dato che i capi accolgono con molta sollecitudine i nuclei familiari spezzati da divorzi o separazioni. I seguaci gestiscono spesso scuole private sorrette da un’organizzazione didattica e pedagogica autonoma come nella setta Sahja Yoga, dove i bambini sono tenuti a seguire le direttive del capo e sono curati con medicine alternative sulla base di diagnosi formulate dal capo stesso o dal gruppo egemone. Purtroppo di bambini si parla quasi sempre nelle cronache delle peggiori ecatombe legate a gruppi settari internazionali: il 18 novembre 1978, 276 bambini e bambine furono uccisi nel più drammatico suicido/omicidio settario mai verificatosi sino a oggi, nel quale si tolsero la vita o furono uccisi 912 adepti della setta. Il tempio del popolo del reverendo Jim Jones, avvenuto in Guyana. Venticinque degli oltre 80 morti nel rogo della setta, guidata da David Koresh, i Branch Davidians, avvenuto nel 1993 a Waco in Texas, erano bambini; il 23 dicembre 1995, in una foresta a est di Grenoble, sulle Alpi francesi, furono ritrovati corpi carbonizzati di 16 membri della setta del Tempio del sole, fra le vittime di questo suicidio collettivo c’erano anche tre bambini di 2, 4 e 6 anni di età.

Ricominciare da zero

Aderire a una comunità settaria può apparire una sorta di scelta personale di spiritualità ma a un più approfondito esame mostra aspetti sconcertanti. Ogni cultura organizza una totalità di conoscenze, un bagaglio di nozioni, di concetti e di valori che servono alla persona per orientarsi nel mondo. Questa totalità, che include passato, presente e futuro, costituisce la tradizione e il patrimonio culturale che ogni collettività conferisce alle giovani generazioni come mappa per organizzare il proprio agire e la propria comprensione della realtà. Nelle sette di spiritualità alternativa viene fatto a pezzi in modo radicale e irreversibile questo patrimonio culturale. Si assiste, al di là del folklore dei rituali e delle messe in scena dei santoni taumaturghi, a un subdolo e persistente smantellamento di tutti i punti di riferimento che costituiscono le basi della cultura europea occidentale, del nostro modo di pensare: dalla esecrata razionalità aristotelica, alla “scienza” fautrice di tutti i mali, fino alla medicina ufficiale. I capi carismatici delle congreghe tendono a creare il vuoto nella mente dell’adepto. La logica che li guida sembra essere il “ricominciare da zero”, essendo questo il modo più facile per far assorbire ai nuovi adepti le nuove dottrine e i valori alternativi propinati, tra l’altro, come rivelazioni misteriose riservate a pochi eletti.  Si arriva, quindi, a ridefinire l’universo dotato di mente e di energia – che include spiriti, extraterrestri e dei –, l’essere umano con una diversa struttura e fisiologia, il bambino che va educato rigidamente secondo il nuovo culto, il sesso e l’amore – subdolamente gestiti dalla setta –, la salute e la malattia. L’elemento iniziatico di segretezza rende i nuovi culti delle comunità speciali ove vigono leggi a parte e dove la volontà del capo e dei dirigenti è sovrana. La miseria culturale non è percepita e l’entrata nella comunità è proposta come un dono prezioso, una sovrumana possibilità di salvezza in un mondo devastato. In tale ambito il controllo della mente è accettato come passo obbligato per raggiungere uno status “spirituale” più elevato e si promette all’adepto che il suo potenziale umano sarà fruito in tutta la sua pienezza. L’aspetto più vistoso è che tutti i gruppi propongono terapie e cure alternative muovendo con tutto ciò somme ingenti. Le sette inducono i seguaci all’obbedienza totale, promettendo totale felicità e salvezza. Le preghiere prolungate e gli stati di trance collettivo abbassano i livelli di coscienza mentre la dieta e la proibizione di prendere medicine riducono sensibilmente le difese anche biologiche degli adepti. Ricorrente nei nuovi culti l’esperienza collettiva e individuale di visioni e rivelazioni da parte di “presenze” invisibili. L’intera atmosfera del gruppo è tuffata in un’aura di illusioni condivise e di stati anormali di suggestione e di trance. Si tratta di una prassi molto diffusa nelle sette, che si autolegittimano attraverso quella che gli studiosi di scienze religiose chiamano “la rivelazione continua”. A bambini e bambine giova condividere le scelte dei genitori? Gli addetti ai lavori lanciano l’allarme e, facendo salva la libertà di culto, propongono un’informazione sistematica sulle sette e sui nuovi movimenti religiosi per tutelare bambini e adolescenti dal rischio del plagio e di influenze psicologiche morbose e destrutturanti. Rendere disponibile un’informazione ampia e corretta sul fenomeno può svolgere una funzione preventiva a favore delle famiglie, dei minori e dei giovani. Le indagini svolte in sede nazionale ed europea attorno al fenomeno delle sette e dei nuovi culti hanno sottolineato con forza l’importanza di favorire reti sociali che si prendano cura non solo delle esigenze materiali delle persone, ma anche dei loro bisogni psicologici e sociali allo scopo di contrastare uno dei meccanismi sui quali si basano i processi di proselitismo, ovverosia, uscire dall’isolamento relazionale e affettivo e colmare desideri e aspettative di appartenenza e di riconoscimento. Inoltre, dato che la struttura dei gruppi settari è spesso caratterizzata da forte autoritarismo, bambini che vengono socializzati in quel mondo si abituano alla sottomissione, essi vedono che i loro genitori si sottomettono e si arrendono ai dettami del leader e che tutti, genitori compresi, si limitano a fare ciò che il guru o il leader dice. Avviene una perdita di individualità e indipendenza che segna profondamente i processi di sviluppo, come è stato rilevato da professionisti che hanno avuto in trattamento bambini traumatizzati da esperienze connesse all’inserimento all’interno di sette. Singer e Lalich (1995) riportano la testimonianza di un neuropsichiatria che ebbe in cura alcuni dei 21 bambini, di età compresa tra i cinque mesi e i dodici anni, sopravvissuti alla tragedia di Waco perché liberati dal reverendo Jones durante le trattative intrattenute con la polizia prima del massacro. Nel corso delle prime settimane successive alla liberazione questi bambini mostrarono tutti i segni del disturbo post traumatico da stress ed erano costantemente terrorizzati. Parte del loro terrore, secondo il neuropsichiatria che li seguiva, scaturiva dal fatto che il capo della setta, David Koresh, aveva loro insegnato che tutti gli esterni alla setta erano malvagi, e molto probabilmente li avrebbero feriti o uccisi. Molti bambini disegnarono Koresh come Dio. Ai bambini erano state insegnate “storie d’odio” sulla vita, privati del concetto di famiglia e delle relazioni familiari. Gli specialisti notarono che per i bambini era quasi impossibile pensare o agire in modo indipendente. Singer e Lalich riferiscono che nella setta dei Branch Davidians, la maggioranza dei bambini pensava ai propri genitori semplicemente come a membri adulti del gruppo, e fratelli e sorelle erano amici o conoscenti. Si riferivano a Koresh come a loro padre, perché nella setta le coppie venivano divise e Koresh aveva fatto di se stesso la figura paterna dell’intera setta. Alcuni bambini addirittura non avevano neanche la più vaga idea di che cosa fosse una famiglia. Non soltanto era stata distorta e non sviluppata la visione di famiglia, ma anche quella di se stessi: molti bambini riuscivano a disegnare se stessi solo come una figura piccola e primitiva spesso relegata nell’angolo di un foglio.

Apparire ed essere

Una setta non appare mai per quello che è. Solo dopo mesi di osservazione partecipante all’interno di quelle organizzazioni che si autodefiniscono “comunità”, “scuole”, “accademie”, “associazioni” si evidenza come esse siano realmente delle sette, termine sempre rifiutato dai culti stessi. Si evidenzia un sistema settario attraverso piccoli dettagli e un continuo slittamento del piano di realtà verso idee cervellotiche. La pressione del capo è
apparentemente “dolce”, ma continua e invasiva, al punto che non esistono spazi autonomi di comportamento. La soggezione totale a un capo apre la strada a qualunque comportamento che il capo stesso richieda. Si determina nei seguaci un isolamento de facto dalla famiglia estesa e dai parenti: meno contatti profondi e reali si hanno con il gruppo familiare e con il precedente modello di vita, più si è disposti ad accettare le idee della setta.
Tali pratiche promuovono un lento ma profondo processo di desocializzazione che conduce gli adepti a un isolamento culturale, linguistico, emotivo ed etico-sociale. L’educazione dei bambini svincolata dai valori e dai modelli condivisi dal gruppo sociale di origine è sempre incompleta e impedisce una visione critica e autonoma della realtà.

Satanismo e occultismo

Il satanismo occultista è un fenomeno della modernità, è collegato alla ipertrasgressione, al nichilismo, al materialismo, al crollo dell’etica. Nel mondo i membri ufficiali sono circa 100.000, in Italia circa 2.000, con vari siti Internet per dirigere gli adepti. Esiste una “moda” che coinvolge numerosissimi giovani che ascoltano la musica black metal, si ornano con la stella a cinque punte, la croce rovesciata, il numero 666, simbolo della Grande bestia nell’Apocalisse. I gruppi satanici si definiscono “neognostici” e “neopagani” ma il satanismo si rifà solo miticamente al passato ed è figlio della secolarizzazione e dell’attacco ai valori della tradizione. La prima setta satanica sorge in Inghilterra nel Settecento (a opera di Sir Francis Dashwood) e la prima messa nera è descritta dal marchese De Sade. Pur nell’infinita varietà delle forme, tali culti insegnano che l’uomo ha un potenziale enorme di forza psichica che può usare per grandi realizzazioni magiche. Dopo le iniziazioni e sotto la guida di un maestro, l’adepto può diventare simile a Dio e possedere la Terra. Tali idee sono state diffuse dalla madre di tutte le associazioni segrete, la Massoneria dei riti, nelle cui frange più occulte si è rivelato che Lucifero è l’aspetto ombroso, magico, potente della divinità. Già la teosofia, fondata da Elena Blavasky e dal Colonnello Olcott (massone di alto grado) aveva riabilitato Lucifero come il vero salvatore. Per ottenere le supposte grandi realizzazioni si pesca nell’occultismo, nella Kabalà ebraica, nella magia esotica voodoo, celtica, egizia, nel pensiero orientale dei Tantra che utilizzano la sessualità per arrivare alla potenza degli dei. Per ottenere i poteri, secondo l’insegnamento della gnosi spuria, occorre superare tutte le leggi etiche che sono il vero impaccio all’onnipotenza dell’uomo. Chi si permette di riproporre la distinzione tra bene e male, tra lecito e illecito, viene bollato come conformista e cacciato da tutti i gruppi. Solo così si spiegano i fatti estremi, come l’omicidio rituale della suora di Chiavenna, i delitti delle Bestie di Satana, gli abusi sessuali su minori, il ricorso agli allucinogeni, la sodomia, reati che, se pur limitati a frange ridottissime, mostrano la pericolosità dei corteggiatori di Satana.  È facile demonizzare solo i gruppetti giovanili: molti aspetti della cultura alta privilegiano l’infrazione, la perversione, la nevrosi; inneggiano a scrittori nichilisti o perversi come George Bataille che fonda una setta segreta volta alla morte in comune. Si predica il paganesimo, si valorizzano i sacrifici umani dei Maya, il relativismo assoluto dei valori etici, e si attinge a piene mani nella paccottiglia esoterica. Se questo succede “in alto” tra l’élite culturale, non deve meravigliare se “in basso” frange estreme di giovanotti “male educati” praticano l’occultismo, il Satanismo e i rituali ipertrasgressivi. L’aggressione alla visione etica della vita, compiuta anche da intellettuali, opinionisti e guide culturali, ha come risvolto di massa il proliferare dei nuovi culti e la mania del magico. Italo Calvino affermò negli anni Sessanta: «Il territorio che il pensiero laico ha sottratto ai teologi, è caduto in mano ai negromanti».

L’effetto Internet

Una pletora di culti sono nati grazie a Internet e sono imperniati sulla divinità del computer e della rete: il cyberspazio non è solo veicolo di sacralità ma è sacro esso stesso. Molti intravedono nella struttura virtuale di Internet una sorta di imitazione della mente di Dio. L’esoterismo su rete è una galassia estremamente composita. Si possono visitare le home page di tecno-druidi, tecno-streghe, tecno-adoratori di varie dee del neopaganesimo, tecno-politeisti e persino ravers. La grande rete telematica viene sfruttata per svolgere riti e culti magici. On line si recitano incantesimi, si compiono iniziazioni, si partecipa ai sabba, si operano vaticini. Agire su Internet non è solo una modalità tecnologica ma viene proposta come un’esperienza di trasformazione spirituale. Si ritiene che la rete metta in circolo energie sacre e che possa legittimare movimenti religiosi taumaturgici. Attraverso Internet si sta diffondendo il satanismo privato praticato da due o tre persone soltanto, che fuori da ogni controllo ripetono rituali astrusi o violenti. Anche in questo settore, le nuove tecnologie hanno rappresentato un potente medium di diffusione, amplificando il rischio che minori e giovani entrino in contatto con realtà anche molto pericolose e devianti.

Crescita di attenzione da parte dei governi  e delle istituzioni pubbliche

I nuovi culti anche se si definiscono “orientali” vengono immancabilmente dagli Stati Uniti, dove la religiosità diffusa è fortemente tinta di gnosticismo. Harold Bloom nel suo testo La religione americana (1994) dichiara che oggi il pensiero dominante è più affine allo gnosticismo che all’umanesimo. Il mondo dei culti muove un giro d’affari imponente che si aggira intorno ai 2 milioni di euro. Secondo un’analisi relativamente recente condotta da Le monde diplomatique (4 settembre 2001), le sette sono teste di ponte di grandi holding finanziare, avamposti di alcune lobby del capitale finanziario. Alcuni governi europei stanno osservando il fenomeno con apprensione. Nel 1997 il Governo tedesco ha messo sotto sorveglianza alcuni culti, mentre in Austria i partiti hanno ratificato una delibera per escludere nel loro ambito gli appartenenti alle sette.  Già nel gennaio del 1996, il Parlamento francese aveva disposto la realizzazione di un’indagine nota come Rapporto Guyard in cui si identificavano alcuni movimenti magico-occulti o estremisti-fondamentalisti da tenere sotto controllo. Dopo la prima indagine del Parlamento francese, è stata costituita presso il Primo ministro una Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le “derive delle sette”. Il rapporto 2004 di quest’organo si intitola “il rischio sette” e ha posto l’accento sulle nozioni di influenza psicologica e di danno e sulle azioni preventive che andrebbero realizzate per assicurare meglio la protezione dei minori. Dal rapporto emerge che l’azione dei grandi gruppi si riduce mentre l’attività dei piccoli gruppi si diversifica e sono in aumento le denunce all’autorità giudiziaria. Per merito dell’applicazione della legge del 12 giugno 2001 n. 2001-504, volta a rafforzare la prevenzione e la repressione dei movimenti settari ai danni dei diritti umani e delle libertà fondamentali, si è concluso anche in appello a Nantes il primo caso, con la condanna a tre anni di reclusione del dirigente di un gruppo denominato Néophare. Il caso è esemplare perché da un lato è il risultato del maggiore controllo esercitato dalle autorità competenti che ha permesso di indagare e di scoprire le attività di un piccolo gruppo di persone che avevano in comune una concezione esoterica e apocalittica del mondo. Questa attività investigativa non ha impedito il suicidio di uno degli adepti del gruppo ma ha evitato il propagarsi di questi gesti. La sentenza riconosce il “guru” colpevole di avere abusato dell’ignoranza e della debolezza di quattro adepti in stato di soggezione psicologica o fisica, e attraverso l’applicazione della legge sopra citata è stato stabilito un legame tra il suicidio di una persona e l’influenza psicologica esercitata da un’altra persona, influenza che è stata ritenuta condannabile. Fra le misure di carattere preventivo da porre in essere per contrastare il fenomeno, rapporto segnala: lo sviluppo di un’azione preventiva mirata nei confronti dei minori e giovani, il controllo dell’accoglienza a domicilio delle persone vulnerabili, il rafforzamento del controllo dell’obbligo scolastico, lo sviluppo di una ricerca universitaria e, infine, la necessità di precisare meglio il concetto di “derive delle sette”. In Italia, il rapporto predisposto dal Comitato esecutivo dei servizi e informazione di sicurezza del Ministero dell’interno nel febbraio 1998, Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia, constatava che anche in Italia risultavano «essersi moltiplicate, con imprevedibile rapidità, forme associative, più o meno strutturate, dedite a culti di vario tipo o depositarie di conoscenze segrete e verità universali», segnalando l’esistenza di 137 gruppi, di cui 76 religiosi e 61 magici. Il Ministero, dinanzi a un crescente allarme sociale suscitato da gravi fatti di cronaca connessi alla pratiche di movimenti e gruppi riconducibili aorganizzazioni settarie, aveva ravvisato la necessità di condurre un’indagine sul fenomeno e di valutare la sussistenza di un effettivo pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblici e di altri aspetti rilevanti fini di polizia. Nel rapporto, infatti, si affermava che, se in base al dettato costituzionale «tutte le confessioni religiose sono libere di fronte alla legge» (art. 8), è però indispensabile che i rispettivi statuti «non contrastino con l’ordinamento giuridico». Inoltre si constatava che anche se «tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto» (art. 19), è pur sempre imprescindibile che «non si tratti di riti contrari al buon costume». Rispetto ai molteplici aspetti del fenomeno, il documento si sofferma nell’analisi dei pericoli e dei possibili elementi di rilevanza penale riscontrabili nell’attività di tali organizzazioni, quali l’utilizzo, a scopo di proselitismo e di controllo sia di meccanismi subliminali di fascinazione sia di metodi di “lavaggio del cervello” (brainwashing) volti a limitare la libertà di autodeterminazione del soggetto. La riduzione dell’adepto a un atteggiamento di obbedienza e soggezione totali attraverso l’aggiramento delle sue difese psichiche viene descritto come un processo articolato essenzialmente su tre stadi: isolamento (allontanamento dalla comunità sociale e dal contesto familiare, per indurre la perdita di ogni altro punto di riferimento; induzione di un senso di superiorità, per spezzare tutti i rapporti precedenti; soddisfazione immediata di bisogni affettivi e relazionali (love bomb), per rinsaldare il senso di appartenenza al gruppo; rimozione della privacy, per impedire l’esame personale; obbligo del conferimento al gruppo di tutti i propri averi, per indurre dipendenza finanziaria); indottrinamento (rigetto sistematico e aprioristico dei vecchi valori; sottoposizione a letture di difficile comprensione; incoraggiamento all’obbedienza cieca, al senso gerarchico e all’aproblematicità; richiesta di conformità a codici di vestiario, per accentuare l’idea della diversità da tutti gli altri; senso del mistero, della partecipazione a un disegno insondabile; uso di preghiere o formule ripetitive, che riducono il senso critico; mantenimento (attività fisica prolungata, impegno mentale continuo e privazione del sonno, accompagnati da un’alimentazione poco equilibrata per creare uno stato di affaticamento (che inibisca la ribellione) e di reattività agli stress emozionali; deresponsabilizzazione, per scoraggiare iniziative personali; pressione psicologica costante da parte degli altri membri, per evitare improvvisi ripensamenti; induzione di senso di colpa e paura di punizione in caso di dubbi e pensieri negativi; abitudine a usare un linguaggio criptico, per rendere più difficile la comunicazione con l’esterno). Merita ricordare che nel rapporto si rilevano anche altri aspetti meritevoli di attenzione in merito all’attività dei vari gruppi: l’interesse, più che all’arricchimento spirituale degli adepti, a quello materiale dei capi carismatici; celare, dietro un’immagine rispettabile, comportamenti immorali o condotte illecite; la propugnazione di dottrine caratterizzate da elementi fortemente irrazionali, e financo devianti e pericolosi per la sicurezza pubblica; il perseguimento di obiettivi sostanzialmente diversi da quelli dichiarati, eversivi o destabilizzanti camuffati dal “pretesto religioso”. Dopo la diffusione del rapporto si sono moltiplicate le iniziative a “difesa” dei nuovi culti, i quali, con intraprendente aggressività hanno iniziato una controffensiva in nome delle libertà religiose. Si moltiplicano gli opuscoli difensivi, in cui si stigmatizzano i governi dalla linea “dura”. Oltre alla strategia di difesa palese, alcuni culti hanno messo in atto tattiche per rendere più rigorosi i segreti nei vari circuiti di iniziazione e mentre svolgono campagne pubbliche a favore della libertà religiosa sulla stampa e in TV, nei circoli interni “privati” degli iniziati i giuramenti di segretezza e gli obblighi al silenzio si fanno più pressanti. Le presunte “persecuzioni” rendono gli adepti degli eroi in miniatura, più esposti al plagio dei dirigenti. Molti gruppi magico-occulti si sono nuovamente immersi nella clandestinità, rendendo meno agevole il controllo anche scientifico dei loro rituali e delle loro cerimonie. Nei gradi più alti di iniziazione si ripete che la legge morale, l’etica condivisa, il rispetto per i  genitori e gli insegnanti sono condizionamenti sociali da abbattere perché tolgono i poteri magici. La solitudine e l’estraneità in famiglia sono le basi per il diffondersi del satanismo. L’eclissi della ragione e della morale è propagandata da personalità di intellettuali e di artisti ipertrasgressivi che diffondono l’idea che non vi sia differenza tra bene e male.  Reazioni si ebbero anche in seguito alla pubblicazione nel 1999 del rapporto in materia di sette predisposto dal Consiglio d’Europa, nel quale si sottolineavano i rischi potenziali e si invitavano gli Stati membri a sostenere la creazione di centri di informazione sul fenomeno, ad applicare la legislazione vigente per ostacolare le pratiche illegali, a promuovere le attività di servizi e soggetti privati e dell’associazionismo sul versante della prevenzione e dell’assistenza alle vittime.  Il Consiglio di Europa evidenziava l’importanza della prevenzione attraverso un’ampia e attenta informazione in particolare agli adolescenti; l’esercizio di un maggior controllo sulle condizioni di vita e sulla scolarità dei bambini poiché molto spesso i bambini di famiglie coinvolte dalle sette non frequentano la scuola e sono isolati dal loro contesto sociale e culturale; nonché l’istituzione di associazioni che promuovano informazione e sensibilizzazione in materia e la formazione degli operatori sociali per renderli capaci di riconoscere indicatori di rischio. Un’attenzione particolare era raccomandata anche agli aspetti dell’assistenza e del recupero delle vittime, specie minorenni al fine di assicurare loro la massima protezione dell’integrità fisica e mentale e la reintegrazione sociale, anche alla luce di evidenze circa il loro sfruttamento sia sessuale sia di lavoro all’interno di taluni gruppi.

Conclusioni

È stato verificato da numerosi studi che l’ingresso in un nuovo culto è presentato come un privilegio, in quanto permette di raggiungere la salvezza finale ovvero “poteri” di autoguarigione, di purificazione, di potenza, di immortalità. Le pratiche sono un caleidoscopio di riti: iniziazioni segrete, ripetizione di parole potenti, meditazione, autoipnosi, purificazioni, training autogeno, terapie-dibattito, fino alle punte estreme dei rituali di magia sessuale, neopaganesino e satanismo. Al di là dei gruppi che si definiscono esplicitamente neognostici, sia le teorie che i rituali iniziatici collegano numerosissimi culti allo gnosticismo. In essi è profonda la distinzione tra profani e iniziati, tra coloro che sanno (e conoscono sia le tecniche che le dottrine) e coloro che non sanno. Nelle sette l’assenza di stimoli educativi variati e differenziati, la carenza di contatti con un mondo più vasto può condurre all’isolamento, al distacco dalla realtà e alla dipendenza psicologica nei riguardi dei capi. Le sette inducono fattori disgreganti all’interno di molte famiglie, spezzando i legami affettivi e disintegrando la famiglia estesa, realtà fondamentale per la crescita armonica e per l’equilibrio psicofisico dei soggetti.  Gli effetti della pressione psicologica sono rinforzati dall’evocazione di “presenze” invisibili che comunicherebbero con i seguaci, legittimando il capo e le sue volontà. Parimenti il ricorso alle presenze diaboliche crea angosce e paure, specie sui minori e allontana dalla realtà concreta, facendo vivere gli adepti in un mondo a parte, denso di illusioni e menzogne condivise.  Dal punto di vista giuridico, il sistema di norme italiano è molto carente, specialmente reato di plagiodopo che la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del reato di plagio previsto dall’art. 603 cp con sentenza n. 96 dell’8 giugno nel 1981, reato che puniva chiunque sottoponesse una persona al proprio potere in modo da ridurla in totale stato di soggezione. Laddove non siano avvenuti, o dimostrabili, reati specifici quali violenza sessuale, maltrattamenti, tortura e uccisione di animali e/o di persone, profanazione di chiese, necrofilia, uso di stupefacenti, vilipendio di tombe, l’autorità giudiziaria deve confrontarsi con la carenza degli strumenti giuridici esistenti anche per la concreta difficoltà di provare la sussistenza del reato associativo che consentirebbe di trattare congiuntamente tutti gli altri comportamenti criminosi indipendentemente da chi, dove e quando sono stati commessi. Infatti il reato di associazione per delinquere previsto dall’art. 416 cp prevede una definizione rigida dei ruoli (capi, promotori e organizzatori da un lato e associati dall’altro) nonché la finalità di commettere più delitti. Altro ostacolo, infine, è rappresentato dal fatto che le sette invocano la loro non punibilità in virtù del fatto che esse esercitano, come previsto dall’art. 8 della Costituzione, il diritto di professare liberamente la propria religione. La sfida delle sette non ha comunque soluzioni parziali o palliativi. Occorre ricostruire un’ etica civile condivisa, una morale comune che ribadisca la differenza sostanziale tra bene e male, tra lecito e illecito. Va, inoltre, superato l’isolamento della vita contemporanea e va ricostruita una comunità, l’agorà ateniese, che riproponga valori di civiltà e di vero umanesimo. In tutte le società umane la comunità è composta non solo dalla coppia e dai figli, ma dal parentado con zii, nonni, cugini, parenti acquisiti e dagli amici comuni. La pluralità dei rapporti è di vitale importanza per ammortizzare le frustrazioni, scegliere un modello adulto variato, intrattenere relazioni diverse e creative con le varie classi di età. L’educazione dei bambini e degli adolescenti se è svincolata dai valori positivi e dai modelli di civiltà è sempre incompleta.

Fonte: http://www.minori.it/files/eccezionale_quotidiano_completo.pdf

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Scientology passa di moda. I Vip preferiscono “la setta satanica del sesso” di Crowley

22/04/2013

ROMA – Il fondatore, Aleister Crowley, era soprannominato “l’uomo più perverso del mondo” e chiamava se stesso: “La grande Bestia 666″. crowley

Ordo Templi Orientis, “la setta satanica del sesso’”è la nuova setta religiosa (più o meno) che spopola ad Hollywood e che è pronta a superare anche l’ormai demodé Scientology di Tom Cruise&Associati.

Tra le star che hanno aderito alla setta secondo il Daily Mail anche  Jimmy Page e Jay-Z. L’ultima star in ordine cronologico ad aderire alla setta è stata Peaches Geldof, modella, giornalista e presentatrice Tv inglese. E’ stata lei ad annunciarlo su Twitter: Signori e signore, sono una seguace della Satanic sex. Più o meno è andata così. Con buona pace dei 148mila follower scandalizzati e rimasti a bocca aperta.

Morto nel 1947, Aleister Crowley, la grande Bestia, l’uomo più perverso del mondo era diventato popolare per i suoi rituali sessuali sadomaso e per l’uso di droghe pesanti tra cui l’oppio, la cocaina, l’eroina e la mescalina. Più o meno tutto il repertorio classico. Il motto, lo slogan di Crowley era semplice: “Fai ciò che vuoi”. Si dice che Jimmy Page dei Led Zeppelin abbia partecipato regolarmente ai rituali.

Secondo Wikipedia:

“Sotto la guida di Aleister Crowley, l’O.T.O. fu poi riorganizzata intorno alla Legge di Thelema (i cui precetti fondamentali sono “Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge  e “Amore è la legge, amore sotto la volontà”) promulgata da Crowley già nel 1904, con Il Libro della Legge.”

Qualcuno su Twitter, riporta il Mail, ha provato a chiedere lumi a Peaches Geldof. Lei, con tranquillità, avrebbe risposto: “Prova a leggere i suoi libri, sono molto interessanti”. Jay-Z, uno dei rapper americani più popolari, ha più volte citato Crowley. Rihanna ha indossato una maglietta con lo slogan “Fai ciò che vuoi” oltre che ad aver citato la setta in diversi video musicali.

John Bonner, 62 anni, uno dei capi della setta, rintracciato dal Mail, ha dichiarato: “Non siamo poi così tanti. Nel Regno Unito siamo centinaia. In tutto il mondo qualche migliaia. Molto spesso ci fraintendono. Molte storie che raccontano su Crowley sono solo sciocchezze”.

Come Scientology  ‘Satanic sex’ chiede anche qualche contributo per aderire e scalare la setta. Non proprio una novità quando si parla di religione e di sette mistiche e misteriose in particolare. Un ex agente dell’FBI, Ted Gundersen, che ha indagato come infiltrato nei circoli satanici di Los Angeles, “ha scoperto che tra gli insegnamenti di Crowley ci sarebbe anche il sacrificio umano”.

Esiste anche un sito ufficiale con un sezione italiana con tanto di contatti.

Si legge:

La sezione italiana dell’ Ordo Templi Orientis e della Chiesa Gnostica Cattolica (E.G.C.) è parte integrante dell’O.T.O. Internazionale, ed opera sotto autorità del Frater Superior (O.H.O.) Hymenaeus Beta XII.

Nelle info, nella storia della setta invece:

“L’Ordo Templi Orientis (O.T.O.), l’Ordine del Tempio d’Oriente, o Ordine dei Templari Orientali, è un corpo iniziatico internazionale di uomini e donne; il suo scopo è insegnare e promuovere le dottrine e le pratiche del sistema filosofico e religioso conosciuto come Thelema, coltivando in particolare i princìpi di libertà individuale, auto-disciplina, conoscenza del proprio sé e fratellanza universale.

Questi princìpi vengono insegnati tramite una progressiva serie di riti iniziatici e sacramentali, e compresi attraverso l’applicazione pratica di tali Misteri nella vita dell’Iniziato. Oggigiorno l’O.T.O. continua a svilupparsi sotto l’egida del Frater Superior (O.H.O. o capo internazionale) Hymenaeus Beta in accordo con le proprie Costituzioni, rituali, insegnamenti iniziatici, e a curare l’eredità spirituale ed intellettuale di Aleister Crowley, di cui detiene i diritti d’autore (letterari e artistici). L’Ordine non fa proselitismo né recluta attivamente nuovi membri, ma genuini aspiranti saranno i benvenuti nell’O.T.O”.

di Gianluca Pace

Fonte: blitz quotudiao

http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/ordo-templi-orientis-setta-satanica-del-sesso-dei-vip-1538918/

 

Forget Scientology, celebs are now falling for an even more sinister  ‘religion': Introducing the Satanic sex cult that’s snaring stars such as  Peaches Geldof

  • Founder Aleister Crowley dubbed ‘the  wickedest man in the world’
  • Crowley was born in 1875 and styled himself  ‘the Great Beast, 666′
  • Other stars linked to the cult include Jimmy  Page and Jay-Z

Taken at face value it was an innocent enough  remark, encouraging friends to explore ‘a belief system to apply to day-to-day  life to attain peacefulness’.

But when Peaches Geldof chose to share her  ‘religious’ convictions with her 148,000 followers on Twitter, it lifted the lid  on a much more sinister world than first impressions would suggest.

The socialite, 24, is a devotee of Ordo  Templi Orientis, known as OTO, and even has the initials tattooed on her left  forearm

Given her tendency to flit between fads and  fashions (at one point she was a Scientologist, more recently she has wandered  into Judaism), this could be dismissed as another harmless  flirtation.

But a closer look at OTO — and Aleister  Crowley, its founding ‘prophet’ — gives the lie to that assumption.

Crowley, who was born into an upper-class  British family in 1875, styled himself as ‘the Great Beast 666′. He was an  unabashed occultist who, prior to his death in 1947, revelled in his infamy as  ‘the wickedest man in the world’.

His form of worship involved sadomasochistic  sex rituals with men and women, spells which he claimed could raise malevolent  gods and the use of hard drugs, including opium, cocaine, heroin and  mescaline.

Crowley’s motto — perpetuated by OTO — was  ‘do what thou wilt’. And it is this individualistic approach that has led to a  lasting fascination among artists and celebrities, of whom Peaches is the latest  in a long line.

Led Zeppelin’s Jimmy Page, for example,  routinely took part in occult magical rituals and was so intrigued by Crowley he  bought his former home, Boleskine House, on the shores of Loch Ness in  Scotland.

And there are now OTO lodges scattered around  the country, practising the same ceremonial rituals and spreading the word of  Crowley.

While membership is secret, Peaches is said  to have been initiated into it, raising the prospect that many of her  impressionable fans could try to do the same

Indeed, when one of her Twitter followers  asked how she could find out more about Thelema, another word for Crowley’s  teachings, Peaches directed her to read his books, which she described as ‘super  interesting’.

Other celebrities linked to OTO include the  rapper Jay-Z, who has repeatedly purloined imagery and quotations from Crowley’s  work.

Whether wearing a T-shirt emblazoned with ‘Do  what thou wilt’ or hiring Rihanna to hold aloft a flaming torch in his music  videos (a reference to the Illuminati, an outlawed secret society whose name  supposedly derives from Lucifer, or ‘light bringer’), he has given the sect  priceless publicity.

His clothing line, Rocawear, is shot through  with OTO imagery such as the ‘all seeing eye’ in a triangle, the ‘eye of Horus’  (an ancient Egyptian symbol frequently referenced in occult texts) and the head  of Baphomet (the horned, androgynous idol of Western occultism).

Some conspiracy theorists have seized on this  as evidence that he is a member of a secret Masonic movement which they believe  permeates the highest levels of business and government.

Others take a more pragmatic view: that it is  commercial opportunism, cashing in on impressionable teens’ attraction to the  ‘edginess’ of occult symbolism.

Yet OTO is much more than a marketing  opportunity for attention-seeking celebs. It is a living religion, with  adherents still practising occult rituals set out by Crowley in his  books.

This week I tracked down John Bonner, 62, the  head of OTO in the UK, to his home in East Sussex. He told me: ‘We are not a  mass-appeal sort of organisation  — in the UK we number in our hundreds.  Worldwide it’s thousands.

Celebrities are not always a boon or a  benefit. ‘We are used to being  misunderstood. Many stories about Crowley, like people saying he filed his teeth  down into fangs, are nonsense.

‘You could call us a sex cult in a way,  because we recognise, accept and adore the whole process which goes towards  making tangible the previously intangible.’

According to adherents of OTO it takes years  of study before you can begin to understand what the religion is about — much  like the equally controversial Church of Scientology.

Bonner takes issue with the comparison,  saying it is ‘extremely expensive’ to study Scientology, yet  OTO demands  no financial contributions.

Given her own dabbling in heroin and casual  sex, particularly during a rootless period when she lived in Los Angeles a few  years ago, it is perhaps natural that the troubled offspring of Bob Geldof and  Paula Yates should be attracted to such a liberal school of thought.

And if Peaches’ own interest is so shallow,  heaven knows what her impressionable — and mostly very young — fans will take  from it.

A former FBI agent, Ted Gundersen, who  investigated Satanic circles in LA, found that Crowley’s teachings about  ‘raising demons to do one’s bidding’ suggested human sacrifice, preferably of  ‘an intelligent young boy’.

John Bonner is dismissive of any idea that he  and his fellow believers would even begin to countenance such excesses, pointing  out that his is the only religion that sends people a letter of congratulations  when they decide to leave (‘because they are exercising free will, which is what  we’re all about’).

But he accepts many people may not be able to  deal with Crowley’s complex teachings.

‘You’re not supposed to just jump straight in  to it. It takes time and study, but our rituals are not for public consumption.  You need to join us and go through the initiation process before you can begin  to understand.

‘But according to our beliefs we can’t turn  anyone away. So if you are over 18, are passably sane and are free to attend  initiations, then you have an undeniable right of membership.’

Peaches Geldof is playing with fire. One can  only hope her fans treat this latest pose with the scorn it  deserves.

By Richard Price

Fonte: Daily Mail

http://www.dailymail.co.uk/femail/article-2312632/Introducing-Satanic-sex-cult-thats-snaring-stars-Peaches-Geldof.html

 

 

Ordo Templi Orientis”, la <<nuova>> setta satanica che fa impazzire le star

Il padre fondatore dell’OTO è lo scrittore Aleister Crowley definito l’uomo più perverso del mondo. Il motto recita: “Fai ciò che vuoi

Potrebbe sembrare un estratto dell’ultima fatica di Stanley Kubrick, Eyes Wide Shut, e invece è la nuova moda che sta spopolando ad Hollywood. Ordo Templi Orientis, O.T.O, la setta satanica del sesso, è l’ultima frontiera in tema di culti. Il fondatore Aleister Crowley (1875-1947), scrittore esoterico e amante dell’occulto che definiva se stesso “La grande bestia 666“, amava l’eroina ed è considerato una figura chiave nella storia dei movimenti magici oltre che l’uomo più perverso del mondo. La dottrina basata sul sesso starebbe per sgominare definitivamente l’ormai demodé Scientology conquistando soprattutto il mondo dorato dei più stravaganti Vip.
Il motto di Crowley, ripreso a fondamento della Sex Satanic, era “Fai ciò che vuoi” ed è proprio questo il principio alla base del successo della setta, che vanta tra gli iscritti artisti e celebrità. Tra le star che avrebbero già aderito alla OTO, secondo il Daily Mail, ci sarebbero Jay-Z e Jimmy Page. Sostenitrice della “massonica religione” anche la giornalista Peaches Geldof, figlia della popstar irlandese Bob Geldof (quello del concertone benefico Live Aid) che ha annunciato pubblicamente su twitter la sua adesione: “Signori e signore, sono una seguace della Satanic sex”, non senza sgomento e sorpresa da parte dei fan. Il dogma alla base del credo è “Un sistema di credenze da applicare alla vita di tutti i giorni per raggiungere la pace”.

La Ordo templi Orientis - “L’Oto, l’Ordine del Tempio d’Oriente, è un corpo iniziatico internazionale di uomini e donne; il suo scopo è insegnare e promuovere le dottrine e le pratiche del sistema filosofico e religioso conosciuto come Thelema (nome dato dall’occultista inglese Crowley alla casa siciliana, Cefalù, dove amava riunirsi con i suoi seguaci) , coltivando in particolare i princìpi di libertà individuale, auto-disciplina, conoscenza del proprio sé e fratellanza universale”. Questi princìpi vengono insegnati tramite una serie di riti iniziatici e sacramentali e la disciplina è già diffusa anche in Italia. L’OTO ha infatti un sito internet ufficiale, anche in italiano, con tanto di contatti e informazioni per aderire al sistema: “Tolleranza, Verità. Saluto ad Ogni Punta del Triangolo. Rispetto per l’Ordine” così recita il motto.

 

Fonte: Libero quotidiano

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/1228870/-Ordo-Templi-Orientis—la-nuova-setta-satanica-che-fa-impazzire-le-star.html

 

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