Il Tribunale: no alle trasfusioni se i testimoni di Geova non sono consenzienti

18 gennaio 2013

Gip del Tribunale di Torino, Luisa Ferracane, ha deciso “A cagione di un dissenso pieno, libero e dunque valido, espresso più volte dal paziente, i medici intervenuti non avevano più il dovere giuridico di intervenire, perso con il venir meno della posizione di garanzia che l’ordinamento attribuisce loro, ma solo nei limiti dell’Articolo 32 della Costituzione: disposizione che da un lato costituisce norma di legittimazione del trattamento sanitario ma che, d’altro canto, sancisce il diritto assoluto del paziente di rifiutare le cure”.

Il caso è quello di un Testimone di Geova che si oppose per venti volte ad una trasfusione, pur essendo in pericolo di vita. Un operaio ricoverato nel 2006 al Maria Vittoria a seguito di un grave infortunio sul lavoro e perse la mano per aver ritardato le trasfusione, poi praticate coattivamente da due medici. Medici denunciati per violenza privata e procurato stato di incapacità, avevano sedato il paziente .

Il Gip premette “Non deve essere negato che i sanitari sono stati animati dalla volontà di salvare il paziente da una morte ritenuta imminente”, va sottolineato che i medici prima di intervenire si rivolsero alla procura della Repubblica che indicò la necessità di intervenire.

Per il Gip “il libero arbitrio del paziente è dettato dalla Costituzione” però invoca un intervento legislativo a favore dell’intervento medico arbitrario.

Fonte: ArticoloTre

http://www.articolotre.com/2013/01/il-tribunale-no-alle-trasfusioni-se-i-testimoni-di-geova-non-sono-consenzienti/132304

 

Leggi anche “Se il paziente non vuole la trasfusione di sangue

http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/01/17/news/se_il_paziente_non_vuole_la_trasfusione_di_sangue-50770990/

Un pensiero su “Il Tribunale: no alle trasfusioni se i testimoni di Geova non sono consenzienti”

  1. Dov’è il limite del medico che, si per etica, ( o per intolleranza), giustifica sia la sua coercizione quando insiste da una parte o il suo menefreghismo dalla altra (quando si va toccare un baget troppo alto e un certo farmaco, troppo caro, non viene consigliato)? Tale autorità chi gliela dà?
    PS: forse non sono molto chiara scusate

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