Forteto la cooperativa e la comunità-setta. Il consigliere della Regione Toscana, Stefano Mugnai, suona la sveglia al Governo

12/2/2014

Forteto, Mugnai (FI):«Il Governo ha le ore contate, cosa aspetta?»

FIRENZE – «Alle porte coi sassi della cosiddetta staffetta a Palazzo Chigi, cosa aspetta il governo a battere un colpo sul commissario per la Cooperativa del Forteto e sulle risposte alle interrogazioni del senatore di FI Riccardo Mazzoni? Sono mesi che aspettiamo che il ministro Zanonato si pronunci, e ora i tempi paiono giunti davvero agli sgoccioli». A suonare di nuovo la sveglia al Governo sulla vicenda Forteto è Stefano Mugnai, Consigliere regionale di Forza Italia che ha presieduto la Commissione regionale d’inchiesta sugli affidi alla luce della vicenda Forteto portando alla luce esiti sconcertanti.

«Innanzitutto – ricorda Mugnai – siamo ancora in attesa che il ministro dell’economia Flavio Zanonato si pronunci in maniera definitiva sulla richiesta di commissariamento della cooperativa avanzata dagli ispettori del suo stesso ministero. Era stato richiesto un supplemento di verifica, ma che fine ha fatto la questione?»

Poi c’è un versante più politico che ancora è parimenti in sospeso: «Sì – spiega Mugnai – perché in realtà siamo anche in attesa che dallo stesso dicastero si risponda all’interrogazione depositata ormai mesi fa dal senatore di Forza Italia Riccardo Mazzoni, neppure la prima in verità». Si va insomma da un’attesa all’altra, e ora che si moltiplicano le voci di un rimpasto di governo il tempo parrebbe stringere: «Sollecitiamo il governo a esprimersi, così da poter dire di aver lasciato un qualche segno su una vicenda che continua ad atterrire…»

 

Fonte: you & news

http://www.youandnews.com/component/k2/31-cronaca-di-firenze/1685?Forteto_Mugnai_FI-Il_Governo_ha_le_ore_contate_cosa_aspetta

 

NOTA: Di seguito il testo di alcune interrogazioni presentate dal sen. Riccardo Mazzoni.

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00796

Atto n. 4-00796

Pubblicato il 4 settembre 2013, nella seduta n. 94

MAZZONI – Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. –

Premesso che:

la relazione conclusiva degli ispettori del Ministero dello sviluppo economico ha proposto di commissariare la cooperativa agricola de “Il Forteto” di Vicchio nel Mugello (Firenze);

la vicenda Forteto vede il fondatore della comunità, Rodolfo Fiesoli, rinviato a giudizio insieme ad altre 22 persone nell’inchiesta sulle violenze sessuali e maltrattamenti che sarebbero stati inflitti agli ospiti della comunità, tra cui minori in affido;

il processo è fissato per il 4 ottobre 2013 e tra le parti civili ammesse figurano anche il Comune di Borgo San Lorenzo e la Regione Toscana;

lo stesso Rodolfo Fiesoli, unitamente ad altri componenti della comunità-setta del Forteto, ha già subito condanne definitive per reati specifici;

la stessa richiesta di commissariamento era stata avanzata dal Consiglio regionale della Toscana successivamente all’approvazione, avvenuta all’unanimità, della relazione finale della commissione di inchiesta sulla vicenda Forteto del medesimo Consiglio regionale;

secondo il presidente della commissione di inchiesta del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Pdl), la richiesta di commissariamento della cooperativa agricola “è più che plausibile alla luce di quanto appreso in commissione. Un po’ alla volta verrà fatta giustizia su una storia trentennale di abusi, di coperture politiche, di regole non rispettate. Una storia che ancora deve essere raccontata fino in fondo”;

gli ispettori del Ministero, a quello che si apprende dagli organi di stampa, avrebbero chiesto il commissariamento perché per anni il trattamento economico di tutti i soci era identico e questo non sarebbe conforme al rispetto delle differenze tra le diverse mansioni in una cooperativa;

le anomalie nella gestione della cooperativa “Il Forteto” sono emerse durante le audizioni di molti dipendenti che hanno denunciato casi di mobbing e di demansionamenti nella cooperativa. Il Ministero dello sviluppo economico non è competente sulle questioni che riguardano le condizioni di lavoro, tanto che gli ispettori hanno annunciato agli interessati che avrebbero girato le segnalazioni sul mobbing al Ministero del lavoro e all’Inps. Ma, al di là del problema degli stipendi, quello che ha suscitato l’interesse degli ispettori è stata la gestione delle indennità di disoccupazione e di un fondo obbligazionario;

le conclusioni della commissione ministeriale appaiono del tutto coerenti con le conclusioni della relazione della commissione regionale;

la cooperativa “Il Forteto” è una realtà economica e lavorativa importante, ma non si può non considerare il fatto che il suo successo imprenditoriale derivi anche e soprattutto dall’aver avuto a disposizione per decenni manodopera a costo zero e che ha sempre costituito un formidabile strumento economico e politico nelle mani del sistema Forteto e dei suoi vertici;

negli ultimi anni la realtà della cooperativa il Forteto, pur avendo personalità giuridica autonoma, è difficilmente scindibile dalla realtà e dalle dinamiche proprie della comunità del Forteto;

il sistema Forteto si è già messo in moto convocando un’assemblea dei soci per il 23 agosto 2013 contro l’ipotesi di commissariamento (in realtà i soci che ancora lavorano in cooperativa, ma che hanno denunciato le violenze e quindi hanno lasciato la setta-associazione non sono stati in un primo momento informati) e attivando i canali politici e cooperativi che per trent’anni lo hanno sostenuto nonostante le gravissime implicazioni giuridiche e morali derivanti da fatti accertati da sentenze passate in giudicato per reati specifici;

il nuovo gruppo dirigente della cooperativa “Il Forteto”, insediato nell’aprile scorso, è stato in realtà scelto, a quanto risulta all’interrogante, tra persone storicamente facenti parte del sistema legato ai vecchi vertici;

per tutelare veramente la realtà economica rappresentata dalla cooperativa, in cui ancora lavorano diversi soci che hanno denunciato i soprusi, è necessario a giudizio dell’interrogante tagliare da subito ogni contatto tra la cooperativa e i suoi storici “padroni”, visto che ne hanno finora sempre mantenuto il controllo nonostante le condanne penali ricevute;

in questa direzione, il commissariamento sembra la soluzione più appropriata, perché permetterebbe un futuro più sereno alla cooperativa stessa a prescindere dalle vicende processuali,

si chiede di sapere in quali tempi i Ministri in indirizzo intendano procedere con la nomina di un commissario realmente indipendente al fine di garantire i diritti dei lavoratori, tutelare i soci che hanno denunciato le violenze all’interno della comunità del Forteto e salvaguardare concretamente il futuro di tale realtà economica mugellana.

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Atto n. 4-01195

Pubblicato il 26 novembre 2013, nella seduta n. 141

MAZZONI – Ai Ministri dello sviluppo economico e dell’interno. –

Premesso che:

“Il Forteto” nasce come comunità agricola negli anni ’70 nel Mugello, alle porte di Firenze, fondata da un gruppo di giovani che individuavano il loro leader in Rodolfo Fiesoli, detto “il profeta”;

nel corso degli anni, la realtà del Forteto si è sviluppata in maniera tripartita lungo queste direttrici comunicanti: la comunità propriamente detta, che si riconosce nell’associazione Il Forteto e dove da sempre si pratica l’accoglienza di minori in affidamento presso “famiglie funzionali”, concetto autoctono del Forteto che indica individui spesso tra loro in relazione appena superficiale ma individuati quale “nucleo” per la sola “funzione” dell’affido; la cooperativa agricola, con un fatturato che attualmente si aggira sui 16 milioni di euro e i cui soci sono i componenti della comunità; la fondazione, che si occupa di diffondere la filosofia di vita del Forteto, con particolare riferimento all’attività educativa dei minori nelle scuole e all’interno della comunità stessa;

considerato che, a quanto risulta all’interrogante:

il 3 gennaio 1985 la Corte d’appello di Firenze condanna in via definitiva a 2 anni Rodolfo Fiesoli e a 10 mesi il suo primo collaboratore, Luigi Goffredi, per vari reati tra i quali maltrattamenti e atti di libidine violenta ai danni di alcuni ragazzi disabili ospiti del Forteto;

contestualmente, i due si avvantaggiano dell’amnistia per il reato di usurpazione di titolo, di cui erano stati accusati per essersi arrogati il titolo, in realtà mai acquisito, di psicologo diplomato delle università di Berna e Zurigo;

l’8 maggio 1985 viene respinto il ricorso in Cassazione avanzato dai due condannati;

gli affidamenti di minori ai due e a persone interne alla comunità Il Forteto proseguono senza soluzione di continuità;

il 13 luglio 2000 la Corte europea dei diritti dell’uomo condanna l’Italia al pagamento di una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali a seguito dell’affidamento alla comunità di due bambini. Nella sentenza (caso Scozzari e Giunta contro Italia – ricorso n. 39221/98 et 41963/98), la Corte sottolinea come «la circostanza che nell’ambito dell’affidamento di bambini da parte dei pubblici poteri, due persone condannate, certamente venti anni prima, per maltrattamenti e abusi commessi su persone che a quell’epoca erano loro affidate all’interno della stessa comunità possano svolgere un ruolo tanto attivo suscita delle serie riserve»;

nonostante ciò gli affidamenti di minori proseguono ancora;

rilevato che, a quanto risulta all’interrogante:

nell’anno 2002 si occupa della comunità Il Forteto e di quelle sentenze che paiono non aver ottenuto effetti sulla catena di affidamenti di minori all’interno della comunità Bruno Vespa con una puntata del talk show serale di Rai1 “Porta a Porta”;

al minuto 5.17 della trasmissione, il giornalista denuncia: «In sei anni di Porta a Porta noi ci siamo occupati tante volte di minori ma non abbiamo mai subito tante pressioni per non occuparci di questa vicenda del Forteto, pressioni quotidiane (siccome la puntata doveva esser fatta qualche settimana fa), che sono avvenute con una sistematicità che francamente ci ha sconcertato. Noi ci siamo sempre occupati con grande prudenza dei minori, nessuno ha mai avuto niente da obiettare e adesso si vorrebbe sostenere che il solo fatto di pronunciare questo nome proibito Il Forteto possa nuocere a questi bambini, e quindi si vorrebbe sostenere che una trasmissione di informazione non possa dar conto di una vicenda per la quale lo Stato italiano è stato condannato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Questo francamente ci pare eccessivo»;

considerato che, a quanto risulta all’interrogante:

il 20 dicembre 2011 Rodolfo Fiesoli viene arrestato con l’accusa di maltrattamenti e abusi su minorenni affidati all’interno della comunità;

a seguito di quell’arresto e alla conseguente attività investigativa, il 4 ottobre 2013 si è aperto a Firenze il processo che vede rinviati a giudizio, oltre allo stesso Fiesoli con capi di imputazione che vanno dai maltrattamenti agli abusi sessuali su minori, anche il suo braccio destro Luigi Goffredi e altri 21 membri della comunità (4 posizioni sono stralciate per vizi di forma e seguono itergiudiziario parallelo) con l’accusa di maltrattamenti;

nel giugno 2012 il Consiglio regionale della Toscana attiva una commissione d’inchiesta sull’affidamento dei minori alla luce della vicenda il Forteto presieduta dal consigliere Stefano Mugnai. La Commissione chiude i suoi lavori nel gennaio 2013 con una relazione, licenziata all’unanimità, che attraverso numerose testimonianze dai contenuti drammaticamente univoci e concordanti ricostruisce, al pari di quanto rilevato dai magistrati nella loro attività inquirente, un quadro raccapricciante dove, si legge nella relazione stessa, “l’abuso era la prassi”. Le pratiche abusanti rilevate dai commissari vanno dall’abuso fisico a quello sessuale, dall’impiego del lavoro dei minori a varie pratiche di coercizione fisica e mentale fino all’abuso psicoemotivo e affettivo, in particolare attraverso la rescissione dei legami con la famiglia d’ origine;

a seguito dei lavori della commissione, la Regione Toscana ed alcuni enti locali si sono costituiti parte civile al processo in corso e si è sollevata la necessità dell’invio presso la cooperativa di ispettori del lavoro da parte del Ministero competente;

gli ispettori vengono inviati nell’aprile 2013. Nell’agosto seguente concludono il loro lavoro con una relazione in cui richiedono il commissariamento della cooperativa;

l’interrogante ha presentato un atto di sindacato ispettivo (4-00796) ai Ministri della sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali per avere informazioni in ordine alla richiesta di commissariamento della cooperativa;

l’8 ottobre 2013 il Ministero dello sviluppo economico fa sapere tramite lettera di aver concluso che «sussistono le condizioni» per accettare la proposta di commissariamento avanzata dagli ispettori e di avere «inviato il fascicolo» alla Direzione competente «per l’eventuale adozione del provvedimento»,

si chiede di sapere:

se ai Ministri in indirizzo risulti se siano continuate e a quali soggetti debbano imputarsi le «pressioni quotidiane» che la Rai e in particolare la redazione di “Porta a Porta” ebbero a subire, secondo quanto denunciato pubblicamente dal giornalista Bruno Vespa, nell’anno 2002, al fine di ostacolare la messa in onda della puntata sul Forteto;

se risultino essere ancora in atto coperture politiche volte a tutelare la vecchia dirigenza del Forteto nonostante le comprovate irregolarità e le gravissime imputazioni di cui deve rispondere il fondatore.

 

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