Atti giudiziari rivelano che la Chiesa cattolica continua a negare milioni destinati al risarcimento delle vittime sopravvissute ai crimini commessi nelle scuole residenziali indiane in Canada. Per il governo federale è la sola chiesa a essersi sottratta alle sue responsabilità

18/2/2014

Catholic Church withholding millions from victims, alleges government

Court documents allege the church is pocketing money intended for former residential school students

By Connie Walker, CBC News

Students in Nunavut, NWT to learn about residential schools

Court documents obtained by CBC News allege that the Catholic Church is withholding millions from former students of Indian residential schools.

The church was part of the Indian residential school settlement reached in 2006. While the government paid the lion’s share of the billion-dollar settlement, the churches were also required to make reparations.

The Anglican, Presbyterian and United churches have met their obligations, but according to the federal government, the Catholic Church is shirking its responsibility.

The Aboriginal Healing Foundation is one organization that was slated to receive funds from the Catholic Church.

“We’re trying to get blood from a stone,” says Mike DeGagne, former head of the organization.

He says the foundation was supposed to receive $29 million from the church.

“But then, the Catholics were allowed to subtract a number of expenses they’d already incurred, so it got down to about $18 million and about $1.6 million is still outstanding.”

Ottawa claims those expenses should have gone directly to the foundation, and is critical of the church for claiming legal expenses as administrative costs.

“The net effect of this accounting approach is to reduce the overall amounts that are paid to the Aboriginal Healing Foundation, and to give preference to the Corporation’s administrative costs, including their lawyers’ fees, at the expense of former students of Indian Residential Schools.”

Ottawa also points out the Catholic groups committed to fundraise $25 million as a part of the settlement, but so far have only raised a fraction of that.

With funding from Ottawa, the Catholic Church ran more than 70 per cent of the residential schools, which operated from the late 1800s to the 1990s.

Denise Guimond attended one of those schools for five years.

​”It’s disheartening to know, because they’re rich and there’s no reason why they can’t pay their portion or their part in supporting the survivors.… The churches should be paying actually to the organizations that are actually helping.”

Pierre Baribeau, a lawyer in Montreal and director of the Catholic Entities corporation, says the Catholic Church will fight these allegations in court.

“The federal government has always adopted an aggressive attitude towards the Catholic Entities and we have offered reconciliation process to them and they firmly answered negatively, they don’t want to apply the agreement as negotiated in 2006, so we are going to present our arguments to the courts.”

But DeGagne says the legal dispute sends a bad message to survivors.

“This is not about the person in the pews. Most Catholics have no idea their church isn’t honouring their obligations and choosing to pay lawyers versus their obligations to survivors. If most Catholics knew this, they would be appalled.”

Today, Aboriginal Affairs Minister Bernard Valcourt said, “Canada is committed to implementation of settlement agreement, as this matter is before the court, this will be the extent of my comment on it.”

The case is scheduled to be heard in a Saskatoon court in June.

Fonte: CBC

http://www.cbc.ca/news/aboriginal/catholic-church-withholding-millions-from-victims-alleges-government-1.2542363

ARCHIVI VIDEO:

Genocidio degli indiani del Canada e le torture nelle scuole cattoliche

Video sottotitolato in lingua italiana

Sia il governo canadese che il capo della Chiesa Cattolica hanno ammesso i crimini commessi nelle scuole residenziali. Infatti, l’11 giugno 2008 il Presidente del Consiglio dei Ministri, Stephen Harper, ha chiesto ufficialmente scusa per il genocidio e per gli abusi inflitti agli aborigeni. Dal canto suo Papa Ratzinger, durante un’udienza con Phil Fontaine, leader discusso e non riconosciuto dalle First Nation, ha espresso «il proprio dolore per l’angoscia causata dalla deplorevole condotta di alcuni membri della Chiesa», che ha causato sofferenza ad «alcuni bimbi indigeni, nell’ambito del sistema scolastico residenziale canadese».

Queste scuse però, oltre a sminuire il senso delle proporzioni, somigliano a una sorta di confessione che in un sol colpo pretenderebbe di cancellare le responsabilità dei peccatori e di redimerne automaticamente i peccati. Se dei crimini sono stati commessi ed ammessi, si presume che debbano esistere anche i criminali che li hanno compiuti e risulta strano che gli stessi non vengano né identificati né perseguiti a norma di legge.

Ammontano almeno a 50 mila i bambini morti nelle scuole residenziali cattoliche, senza contare tutti coloro che resteranno segnati per sempre, fisicamente e psicologicamente, dalle torture e dalle violenze subite.”

[Marco Cinque, Genocidio Canadese, tratto da Il Manifesto del 05/04/2010]

Decine e decine di sopravvissuti, provenienti da dieci diverse scuole residenziali degli stati canadesi della British Columbia e dell’Ontario, hanno descritto, tutti sotto giuramento, le torture inflitte fra il 1922 ed il 1994, a loro stessi e ad altri bambini, alcuni di solo cinque anni di età, per riportare le meno atroci:
■tenerli sospesi sopra tombe aperte minacciando di seppellirli vivi;
■costringerli a mangiare cibo pieno di vermi o rigurgitato;
■dire loro che i genitori erano morti o che stavano per essere uccisi;
■denudarli di fronte alla scolaresca riunita e umiliarli verbalmente o sessualmente;
■costringerli a stare eretti per oltre 12 ore di seguito sino a quando non crollavano;
■immergerli nell’acqua ghiacciata;
■estrarre loro i denti senza analgesici;
■rinchiuderli per giorni in stanzini non ventilati senza acqua né cibo;
■somministrare loro regolarmente scosse elettriche alla testa, ai genitali e agli arti
inserire aghi nelle loro mani, guance, lingue, orecchie e pene

«Una sorta di accordo sulla parola fu in vigore per molti anni: le chiese ci fornivano i bambini dalle scuole residenziali e noi incaricavamo l’RCMP di consegnarli a chiunque avesse bisogno di un’infornata di soggetti da esperimento: in genere medici, a volte elementi del Dipartimento della Difesa. I cattolici lo fecero ad alto livello nel Quebec, quando trasferirono in larga scala ragazzi dagli orfanotrofi ai manicomi. Lo scopo era il medesimo: sperimentazione. A quei tempi i settori militari e dell’Intelligence davano molte sovvenzioni: tutto quello che si doveva fare era fornire i soggetti. I funzionari ecclesiastici erano più che contenti di soddisfare quelle richieste. Non erano solo i presidi delle scuole residenziali a prendere tangenti da questo traffico: tutti ne approfittavano, e questo è il motivo per cui la cosa è andata avanti così a lungo; essa coinvolge proprio un sacco di alti papaveri».
Tribunale dell’IHRAAM, Dichiarazioni di fonti confidenziali, 12-14 giugno 1998

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