Diavolo ed esorcismi, tra mito, realtà e psicopatologia (VIDEO CONFERENZA INTEGRALE)

Febbraio 2014

IL DEMONIO RITORNA ALL’UNIBA

…e ne prende di “santa” RAGIONE!
Il mese in cui ricorre il Darwin Day ha avuto inizio a pochi giorni di distanza da “Come difendersi dal Diavolo”, controverso evento sponsorizzato dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, l’università pubblica che consta del maggior numero di studenti in Puglia. Il 26 Febbraio 2014, in tutta risposta a quanto accaduto, presso l’Ex palazzo delle Poste di Bari si è tenuta una conferenza di notevole caratura scientifica e storiografica che ha visto come relatori la prof.ssa Anna Rita Longo (dottoressa di ricerca in Filologia e letteratura patristica, medioevale e umanistica, science writer) e il dr. Armando De Vincentiis(psicologo, psicoterapeuta, saggista, coordinatore del CICAP Puglia). L’incontro, durato complessivamente un paio d’ore, ha avuto luogo in collaborazione con il sindacato studentesco Link, con l’Unione Atei Agnostici Razionalisti (UAAR) e con il CICAP, organizzazione educativa e senza finalità di lucro che “esplora i misteri per raccontare la scienza”, promuovendo un’indagine scientifica e critica sul paranormale e le pseudoscienze. D’altronde, se all’università si studia metodologia della ricerca un motivo ci sarà!

STORIA NOTA E IGNOTA: la prof.ssa Longo ha esordito fornendo al pubblico una manciata di preziose nozioni preliminari inerenti al mito delle possessioni, dalle sue radici e ai suoi sviluppi nel corso della storia, nonché alla diffusione a macchia d’olio nella società odierna di un approccio sensazionalistico di “sfratto” del demonio da una casa (infestazione) così come dal corpo di un soggetto portatore di disagio (in un continuum che può oscillare dall’ossessione/vessazione alla possessione propriamente detta). Una tale credenza, tutt’altro che anacronistica (riportata nel Vangelo così come in una lunga serie di diari clinici di esorcisti che possono essere considerati dei best sellers), definisce l’azione del male come un’attività lavorativa intensa (con tanto di straordinari) e complessa (i sintomi della possessione sono classificabili in clusters diagnostici), al passo con la moda e il progresso tecnico-scientifico (non di rado vengono svolti esorcismi o siglati patti con il diavolo per via telematica). Durante l’esposizione della prof.ssa Longo, è stata più volte rimarcata l’importanza dell’esorcismo come una pratica trasversale (non è prerogativa cattolica), etnografica e contingente (un inequivocabile richiamo alla norma tipologica che ogni psichiatra dovrebbe tener bene a mente durante la fase di anamnesi), tutte premesse utili alla comprensione della trasformazione “magica” dell’obsoleto dèmone pagano (voce della coscienza) in un più spettacolare demònio, entità ingannevole, accattivante e malvagia, abile nel travestimento ed evidentemente anche nelle operazioni di marketing. Molto fruttuosa è stata una riflessione finale sulle implicazioni etiche a cui un simile fenomeno porta (la definizione di “salute” dell’OMS ha ripercussioni anche nell’ambito del diritto), dal momento che statistiche del 2012 segnalano nel Bel Paese un aumento del numero di esorcismi, specificamente quelli esercitati su minori. Ma non soltanto in Italia l’esorcismo riscuote un simile successo: altrettanto esplicativo di questo trend è stato ad esempio il lancio sul mercato (2011) di una rivista polacca che pare suggerire un paragone tra la figura dell’esorcista e quella di una star del cinema… quando la realtà supera la fantasia!

UNA PROFEZIA CHE SI AUTOADEMPIE: non meno coinvolgente, colto e dissacrante si è rivelato l’intervento di De Vincentiis in merito al discorso sulla psicopatologia. Il Dottore parte da una breve considerazione sulle ripercussioni apportate da etichette ampiamente utilizzate nel mondo dello spettacolo, come quella di “film drammatico tratto da una storia vera” (l’esempio è riferito all’horror cult degli anni ’70 “L’esorcista”), sulla percezione e sugli atteggiamenti umani. Ma se è indubbio il grande potere della suggestione di poter rendere reale ciò che di base è una fiction, più complesso appare invece l’iter diagnostico della possessione demoniaca,  procedura che va dal mancato riconoscimento della causa organica o funzionale alla base della patologia di cui il paziente è portatore (spesso una patologia sistemica e ampia, difficile da identificare nonostante l’esperienza di un professionista in ambito medico e clinico) all’ipotesi, assolutamente non scientifica, di un’eziologia paranormale. Oggi più che mai il dibattito psicologia-psichiatria (approccio comprensivo VS approccio biochimico) si apre ad una nuova dimensione, quella spirituale, nei confronti della quale il background del professionista è chiamato a fare i conti. Del resto, come ogni disciplina che si rispetti da un’ottica statistica, anche una tale prospettiva parapsicologica ha raccolto una serie di dati in una semiologia del male: massiccia avversione al sacro, capacità di parlare lingue sconosciute, esibizione di una forza fisica straordinaria e chiaroveggenza sono i segni patognomonici (inequivocabili) di una possessione diabolica. In realtà, tutti questi fenomeni sono spiegabili anche da un punto di vista scientifico e razionale. Per quanto riguarda l’avversione al sacro, esperimenti in doppio cieco mostrano come l’acqua non benedetta produca sul presunto indemoniato le stesse reazioni dell’acqua santa. La capacità di parlare lingue sconosciute (di fatto solo un collage di parole appartenenti a idiomi sconosciuti o al vocabolario straniero) è spiegabile con il costrutto di criptomnesia, conoscenza di fatti remoti senza la capacità di rievocarne la fonte, il che, insieme alla pareidolia acustica degli ascoltatori (un tentativo di ridurre il conflitto cognitivo e di attribuire una forma coerente alle cose, come nel backmasking musicale), è persino in grado di produrre alterazioni collettive del pensiero e della coscienza, frutto di un forte coinvolgimento emotivo e di una suggestione molto stressante. Quanto alla forza “straordinaria” documentata in numerosi video, essa è spiegabile attraverso le basilari leggi fisiologiche che regolano gli stati alterati di coscienza, nei quali la soglia di attivazione rispetto agli stimoli ambientali subisce delle modifiche. Infine, la chiaroveggenza è frutto dell’effetto Rosenhan (psichiatra reso celebre dall’omonimo esperimento): “l’aspettativa crea dal nulla la realtà psicopatologica dell’individuo”. Altri fenomeni come la sensazione di ritrovarsi nel letto immobilizzati sono il frutto di condizioni parafisiologiche comuni a molte persone (in questo caso, la paralisi notturna si verifica al risveglio immediato dalla fase REM del sonno, in cui si verifica atonia muscolare pressoché in tutto il corpo). La visione di un filmato che immortala una pratica esorcistica rende lampante un meccanismo di feedback a retroazione positiva (si pensi al circolo vizioso dell’ansia durante un attacco di panico) che fa sì che molte profezie possano autoavverarsi, come ampiamente dimostrato dai dati raccolti nella letteratura scientifica. Un sacerdote che costringe l’ “indemoniato” a confessare l’esistenza del demonio nel suo corpo (per soddisfare le sue aspettative), farà sì che il paziente reciti un simile copione immedesimandosi a tal punto con il personaggio posseduto dal demonio che, in un’analisi clinica a lungo termine, svilupperà i sintomi tipici del Disturbo Post-Traumatico da Stress. Potendo tracciare un profilo dell’ “indemoniato”, è plausibile che egli sia una persona più o meno consapevolmente inserita in uno specifico contesto sociale e religioso, che mostri un locus of control esterno (attribuisca motivazioni dei suoi comportamenti al fato) e/o che utilizzi il meccanismo di difesa della scissione per proiettare “magicamente” le sue parti buone in Dio e le sue parti cattive in Satana, proteggendo in tal modo il suo assetto psichico da una grave disgregazione delle sue parti.

Alla relazione è seguito un intenso dibattito, stavolta tenutosi a porte aperte e senza la presenza di alcun “giustiziere” pronto a interrompere manifestazioni pacifiche di dissenso rispetto all’espressione di un punto di vista in un luogo pubblico di ricerca e formazione. Sì, perché d’altro canto sempre di punto di vista si tratta, e questa è stata la “campana” scientifica e razionale! E non è l’unica. Il fatto che una pratica complessa e in voga come quella degli esorcismi possa anche essere studiata avvalendosi di un approccio scettico, critico e laico non mortifica quella grande fetta di spettatori liberi di professare il loro credo. L’intento di un incontro come questo non è l’imposizione di dottrine e verità assolute, ma quello di fornire a studenti e appassionati di una tale tematica una possibilità in più d’in-formarsi per poter scegliere la via più “convincente”, posizione pluralista e democratica espressa anche dagli stessi relatori. Dalla discussione con il pubblico sono emersi interessanti spunti sulle ambiguità e sulla fragilità dell’essere umano, posto con le sue risorse e le sue incertezze di fronte alle meraviglie delle leggi del cervello e dell’universo, probabilmente l’unico vero miracolo capace di mettere ogni fazione d’accordo. Ogni teoria approvata dalla comunità scientifica attraversa un iter lungo e tortuoso per poter diventare un paradigma scientifico, parte integrante del “parlar comune”, delle rappresentazioni sociali e delle pratiche svolte quotidianamente. Inoltre, ogni teoria scientifica può essere falsificata da un’altra e tanto basterebbe per giustificare una diffusa diffidenza dell’umanità nei confronti delle scienze che vengono quindi banalmente compendiate in manuali tascabili e spiegazioni semplicistiche. Probabilmente, però, il fil rouge di tutto il pomeriggio è stata una grande attenzione alla cura e al benessere della persona, una persona non sempre capace di insight e mentalizzazione (le patologie psicotiche o nevrotiche gravi e i disturbi della forma e del contenuto del pensiero in genere comportano stati dissociativi che rendono il paziente del tutto inerme, praticamente incapace di intendere o di volere) e che necessita dell’intervento eticamente corretto ed efficiente di un terapeuta, impegnato in un atto di autoanalisi che non può prescindere dai totem e dai tabù (e dai demoni) della comunità di riferimento.

Liberi di scegliere tra superstizioni e discussioni (auto)critiche, ecco alcuni video dell’incontro:http://www.youtube.com/watch?v=NuWsvO-7AwA e https://www.youtube.com/watch?v=7YkddkIXinA

 

di Chiara Abbatantuono

Tratto da: http://abbatantuonochiara.wordpress.com/2014/02/27/demoniocicap/

 

GUARDA IL VIDEO INTEGRALE DELLA CONFERENZA QUI:

 

https://www.youtube.com/watch?v=2QaLCIUpbBc

 

 

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