EVENTI di Sos Antiplagio: “Il diabolico mercato della pedofilia”

8/3/2014

“Il diabolico mercato della pedofilia”, tema di un incontro di Sos Antiplagio

“Dal Brasile i ‘giocattolini’ sessuali di adulti malati”

NOVARA – Bimbi tra gli 8 e i 13 anni che sono prelevati dalle proprie case con la promessa di carriere o nel mondo del calcio o in quello dello spettacolo, come modelli, e che, invece, finiscono col diventare l’oggetto dei desideri sessuali di adulti malati. Adulti che indicano le caratteristiche dei ragazzini che ‘vogliono’, tanto che questi piccoli vengono sottoposti a mutamenti fisici, anche forti.
Non si parla di un semplice taglio o cambio di colore di capelli, ma di profonde trasformazioni del fisico, colore degli occhi mutati (dal marrone dei piccoli brasiliani a colori come il verde o l’azzurro) e cambiamenti del corpo. Maschietti che, in breve tempo, vengono resi transessuali, con l’assunzione di ormoni e plastiche. Il tutto per poi gettarli, come fossero ‘prodotti’ da esporre all’acquirente, nel mercato della pedofilia.

E’ quanto succede in Brasile. Storie vere raccontate nel nuovo appuntamento de “I venerdì di Sos Antiplagio”, serata dal titolo “Il diabolico mercato della pedofilia. La tratta dei minori dal Brasile e le cliniche dei ‘costruttori di bambole’”.
Relatore, Davide Tuniz, operatore novarese in una ong brasiliana impegnata contro la tratta umana. A introdurre l’appuntamento, il presidente di Sos Antiplagio, Giovanni Ristuccia (presente anche il psicoterapeuta Giorgio Gagliardi). «Spesso – ha spiegato – si sente dire che la realtà supera l’immaginazione. Il tema di oggi pare essere la scenografia di un film dell’orrore: purtroppo è la cruda realtà».

Nel suo intervento Tuniz ha usato termini molto crudi, ma utili a far capire la gravità di quanto accade. «Tra le situazioni in cui ci imbattiamo con maggior frequenza, in Brasile – ha detto – c’è il traffico di bimbi, maschi, tra gli 8 e i 13 anni. Piccoli che sono poi trasferiti in Europa, in Olanda, Germania, Spagna e Italia. La tratta, purtroppo, è la terza fonte di guadagno al mondo, dopo il traffico di armi e quello della droga. Un fenomeno che va contrastato con apposita formazione nelle scuole, perché spesso non c’è la percezione del problema. L’età media del bimbo trafficato è 13 anni, proviene dalle zone più povere del Brasile, spesso viene contattato in Internet, magari con lusinghe. Gli dicono che può fare il modello. Inizia invece così una vita da schiavo. C’è l’aliciador, in italiano ‘adescatore’, una persona con charme e che rappresenta sul territorio i ‘signori’ della tratta. Promette alle famiglie grande futuro per i figli e se li prende. In Italia è difficile pensare a una madre, a un nonno, che vendono i propri bimbi, ma in Brasile esiste un forte analfabetismo e zone di profonda povertà. I piccoli vengono portati a San Paolo e tenuti in ostelli. Il loro pernottamento è pagato dall’aliciador. Il ragazzino per provare a ripagare le spese inizia a fare ‘servizi’ di notte, 6-10. Un debito che continua ad accrescersi, perché per fornire quei servizi hai bisogno di vestiti idonei, che paga sempre l’aliciador, ovviamente interessato. Si crea un effetto palla di neve, una valanga sempre più grande di debiti, che porterà il ragazzino a non chiuderli mai. I ragazzini stanno un po’ a S. Paolo, vengono fatti prostituire. Tutti vengono valutati e quelli che hanno tratti più femminili sono considerati i più ‘bravi’. Li prelevano e li riempiono di ormoni femminili. Vengono allevati per essere transessuali». E la ‘scrematura’ del ‘prodotto’ non si ferma ancora, anzi prosegue con ulteriore crudeltà. «Ai bimbi iniziano a vedersi i seni – continua Tuniz – E l’aliciador dà il via alla seconda fase, alla trasformazione completa per farli arrivare in Europa. Un’azione che al trafficante costa 8mila rais. Si fa l’operazione chirurgica agli occhi, l’impianto del silicone. Una ‘formazione’ che dura mediamente 5 mesi. A volte solo 3 mesi. Capita, purtroppo, quando c’è domanda. I bambini trattati proprio come ‘prodotti’. In due anni subiscono trasformazioni che chi vuol cambiare sesso di sua volontà subisce in un tempo più lungo. Interventi nel pieno dello sviluppo di un ragazzo. Subiscono anche uno schiarimento della pelle».
Ma dove giungono poi i piccoli ‘trasformati’? «Il principale ingresso è in Olanda via Suriname, ma anche in Spagna, dove esiste una rete ben organizzata di hotel e motel dove i ragazzini ‘interessano’. Una cosa fa riflettere – sostiene Tuniz – ossia come possano passare aeroporti e confini bambini così piccoli. Sì sono accompagnati da un adulto, l’aliciador, ma questo dovrebbe destare sospetto, visto che l’aliciador solitamente è europeo e loro sono diversi. Significa che ci sono soldi per tutti. Chi è in questo mercato paga tutto e tutti. Tutto, per loro, si può comprare. E quello che è terribile e che proprio i bambini sono come dei barattoli di merce da vendere. A 15 anni, se non vanno più bene, li vendono come ‘usato’ nei Paesi del Golfo. Qui sono poi utilizzati come camerieri. Situazioni che portano i bambini a una profonda perdita della loro identità. Si ritrovano in un corpo che non conoscono. Sono poi usati in shopping center, night club, bar, ristoranti e non torneranno più nel loro Paese». Molte le difficoltà nel vincere il fenomeno: «c’è il silenzio sociale, della vittima, della società e del Governo, l’assenza di banche dati e la quasi invisibilità del problema».
Tra l’altro c’è un’ulteriore faccia del problema. «Abbiamo scoperto aziende definibili ‘doll makers’ (creatrici di bambole) e che si possono trovare solo in internet, in aree nascoste. Sono aziende che offrono giocattoli schiavi, bimbi tra gli 8 e i 10 anni comprati nel Sud del mondo e che vengono venduti su prenotazione. Un vero servizio di giocattoli sessuali su richiesta, dove ti preparano il bimbo su misura, con anche un libretto di istruzione. Nella nostra attività abbiamo saputo anche di bimbi morti in queste operazioni. Uno di questi centri è stato scoperto, ma ne esistono altri. Un fenomeno sul quale si potrà sapere di più quando ci saranno i primi ‘pentiti’».

Monica Curino

 

Fonte: Il Corriere di Novara

http://www.corrieredinovara.it/it/web/%E2%80%9Cil-diabolico-mercato-della-pedofilia%E2%80%9D-tema-di-un-incontro-di-sos-antiplagio-22698/sez/novara-citta

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