Tribunale d’appello condanna a 15 anni il sedicente guaritore di Berna

11/4/2014

 

“Guaritore” di Berna condannato a 15 anni

 

Il Tribunale d’appello del canton Berna ha condannato oggi a 15 anni di carcere il sedicente “guaritore” accusato di aver inoculato intenzionalmente il virus dell’Aids ad almeno 16 persone tra il 2001 e il 2005. Nel marzo 2013 in prima istanza il maestro di musica 55enne era stato condannato a 12 anni e nove mesi di carcere. La difesa chiedeva l’assoluzione.

La difesa chiedeva il proscioglimento invocando il beneficio del dubbio. Il Tribunale d’appello ha invece seguito la richiesta di pena dell’accusa, che aveva a sua volta presentato ricorso contro la sentenza di primo grado. Esso ha riconosciuto l’imputato colpevole di lesioni gravi e propagazione di malattie dell’uomo, respingendo quindi anche la richiesta della difesa di derubricare eventualmente l’accusa a “lesioni semplici”.

Secondo la corte le prove sono schiaccianti. Si è trattato sì di un processo indiziario, ma di “rara chiarezza”. Il tribunale ritiene accertato che l’imputato si sia procurato sangue contaminato e l’abbia inoculato in modo mirato e senza scrupoli nelle sue vittime.

L’imputato ha continuato durante tutto il procedimento a dichiararsi innocente e a respingere ogni addebito, dicendosi vittima di un complotto e sostenendo che sono state le vittime, sieropositive, a infettarsi a vicenda con rituali o rapporti sessuali.

Fonte: SWI

http://www.swissinfo.ch/ita/rubriche/notizie_d_agenzia/mondo_brevi/Guaritore_di_Berna_condannato_a_15_anni.html?cid=38367888

Quindici anni al “guaritore” di Berna

Inoculò intenzionalmente il virus dell’Aids ad almeno 16 persone tra il 2001 e il 2005
BERNA – Il Tribunale d’appello del canton Berna ha condannato oggi a 15 anni di carcere il sedicente “guaritore” accusato di aver inoculato intenzionalmente il virus dell’Aids ad almeno 16 persone tra il 2001 e il 2005. Il 22 marzo 2013 in prima istanza il maestro di musica italo-svizzero 55.enne era stato condannato a 12 anni e nove mesi.

La difesa chiedeva l’assoluzione invocando il beneficio del dubbio. Il Tribunale d’appello ha invece seguito la richiesta di pena dell’accusa, che aveva a sua volta presentato ricorso contro la sentenza di primo grado. Esso ha riconosciuto l’imputato colpevole di lesioni gravi e propagazione di malattie dell’uomo, respingendo quindi anche la richiesta della difesa di derubricare eventualmente l’accusa a “lesioni semplici”.

Secondo la corte le prove sono schiaccianti. Si è trattato sì di un processo indiziario, ma di “rara chiarezza”. Il tribunale ritiene accertato che l’imputato si sia procurato sangue contaminato e l’abbia inoculato in modo mirato e senza scrupoli nelle sue vittime.

L’imputato ha continuato durante tutto il procedimento a dichiararsi innocente e a respingere ogni addebito, dicendosi vittima di un complotto e sostenendo che sono state le vittime, sieropositive, a infettarsi a vicenda con rituali o rapporti sessuali.

Lesioni gravi o semplici?

Il difensore aveva chiesto, nel caso non fosse riconosciuto il beneficio del dubbio, una condanna ridotta per lesioni semplici, invocando una sentenza del Tribunale federale emessa proprio nel marzo 2013. Nella sentenza i supremi giudici di Losanna hanno sostenuto che oggi, con i progressi fatti dalla medicina, le persone contaminate possono ormai vivere quasi quanto coloro che godono di buona salute, a condizione che la diagnosi sia precoce e che il trattamento sia di qualità. Il pericolo di morte non è quindi più un criterio da prendere in considerazione, ritiene il Tribunale federale, che in precedenza considerava invece una lesione grave la trasmissione cosciente della malattia a un partner all’oscuro della situazione.

Il pubblico ministero ha ribattuto che nonostante questa revisione di giurisprudenza quelle inflitte dal “guaritore” devono essere considerate lesioni gravi. È infatti vero che una infezione da HIV è trattabile con i farmaci, ma non è ancora guaribile. Le 16 vittime infettate hanno avuto gravi problemi di salute e i medicinali hanno causato forti effetti collaterali. In parte queste persone sono incapaci di lavorare e la loro speranza di vita si è accorciata.

Caso emerso nel 2004, reso noto nel 2010

Il caso era diventato di pubblico dominio nel 2010, anche se era emerso già nel 2004, quando durante una consultazione all’Inselspital di Berna un paziente aveva espresso forti sospetti che all’origine della sua infezione da HIV ci fosse un trattamento di agopuntura fattogli dal “guaritore”, di origini italiane ma naturalizzato svizzero negli anni Novanta. Poco dopo altre due persone avevano raccontato una storia analoga. L’ospedale ha allora cominciato a indagare sistematicamente su casi poco chiari e ha infine consigliato alle vittime di sporgere denuncia. Un’inchiesta penale è stata aperta nel 2005.

Il processo di prima istanza si era aperto il 6 marzo 2013. Il 14 c’era stato un colpo di scena. L’imputato non si era presentato in aula il mattino adducendo ragioni mediche e i giudici avevano ordinato alla polizia di prelevarlo a casa. L’uomo aveva accolto gli agenti brandendo un coltello e una spada da samurai, poi si era barricato in casa e aveva minacciato di sparare dalla finestra. Dopo un assedio di circa 24 ore, le forze speciali avevano preso d’assalto l’appartamento e arrestato il “guaritore”.

 

Fonte: CORRIERE DEL TICINO

http://plus.cdt.ch/confederazione/cronaca/104693/quindici-anni-al-guaritore-di-berna.html

 

 

Berne – Le guérisseur condamné à 15 ans de prison

La Cour suprême du Canton de Berne a condamné en appel à 15 ans de prison le guérisseur qui avait inoculé intentionnellement le virus du sida à 16 personnes.Le guérisseur autoproclamé qui avait inoculé intentionnellement le virus du sida à 16 personnes a été condamné à 15 ans de prison.La Cour suprême du canton de Berne a rendu son verdict vendredi. Le juge a suivi l’accusation et lui a infligé une peine plus lourde que celle prononcée en première instance.L’homme âgé de 55 ans avait fait appel contre le premier verdict rendu en 2013, qui lui avait infligé 12 ans et 9 mois de réclusion. Il a toujours clamé son innocence.

 

Pour la Cour bernoise, la charge des preuves est écrasante et les indices d’une «rare limpidité». La deuxième instance considère comme un fait établi que le condamné s’est procuré du sang contaminé et qu’il l’a injecté dans le corps des victimes.Cet ancien professeur de musique, qui se déclarait guérisseur, est accusé d’avoir inoculé le virus du sida à au moins seize personnes entre 2001 et 2005 au moyen de seringues. Cela intentionnellement lors de prétendues séances d’acupuncture et de méditation.

Calculateur Il a procédé avec sang-froid et calcul, a déclaré le juge président. A ses yeux, cette manière d’agir n’a pas son pareil.Comme la première instance, la Cour suprême le condamne pour lésions corporelles graves et propagation d’une maladie de l’homme. Elle a alourdi la peine à 15 ans de prison, comme le demandait le Ministère public, soit le maximum prévu par la loi.L’inculpé devra également verser 100’000 francs à chacune de ses victimes. La Cour a suivi sur ce point aussi le tribunal de première instance. Le guérisseur, qui possède la double nationalité suisse et italienne, est resté calme à l’énoncé du verdict.

Preuves évidentes Des analyses de laboratoire ont démontré que le virus des victimes avait clairement la même souche. Pour la Cour, il ne fait aucun doute que la source de la transmission est la même. On ignore toutefois comment le guérisseur s’est procuré le sang contaminé. Ses motivations restent également obscures.L’infection par le virus VIH est à considérer comme une lésion corporelle grave dans les seize cas, estime la Cour. La révision de la jurisprudence du Tribunal fédéral à ce propos en mars 2013 n’y change rien. En raison des progrès de la médecine, le Tribunal fédéral ne considère plus le VIH comme mettant automatiquement la vie en danger .Pour la Cour suprême bernoise, l’infection reste incurable et elle constitue un poids énorme pour les seize victimes. Celles-ci doivent prendre des médicaments aux lourds effets secondaires pour le restant de leurs jours et subir des conséquences négatives dans leur vie quotidienne, selon la Cour.On ignore pour l’heure si le cas sera porté au Tribunal fédéral. Le défenseur commis d’office a indiqué qu’il attend la version écrite du verdict.

 

Tratto da: CIPPAD

http://www.cippad.com/2014/04/berne-le-guerisseur-condamne-15-ans-de.html

Fonte originale : 20 Minutes

,http://www.20min.ch/ro/news/faits_divers/story/23092397

 

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