Il caso del piccolo “Ramoncito”, emblema della criminalità rituale

7/10/2014

A OTTO ANNI DALLA MORTE DI RAMONCITO

Nell’ottobre del 2006 il dodicenne Ramón Ignacio González noto come “Mona” o “Ramoncito”, della città di Mercedes in Argentina, fu rapito, stuprato, torturato e ucciso durante un rito Kimbanda o Quimbanda di una sètta definita dalla stampa argentina “satanica”, tra sabato 7 ottobre e l’alba di domenica 8 ottobre.  Durante il rito  di carattere afro-brasiliano kimbandista, il ragazzino fu drogato, legato, violentato e torturato prima mediante bruciature di sigarette e poi impalato e decapitato. In una camera nera addobbata con tende nere e un tavolo posto sopra un tappeto nero, Ramon venne sedato e legato, a turno stuprato dai membri dell’organizzazione e quindi colpito violentemente alla testa con un manico di un coltello di grandi dimensioni e infine, decapitato. Il luogo ove fu rivenuto il cadavere seviziato di Ramocito, secondo  l’antropologo culturale prof. Josè Miceli, risultava ideale per un rituale e/o proseguirlo, poiché situato vicino a una linea ferroviaria, nascosta tra foglie di ricino e a forma di Y, un segno satanico del regno di Ogun Pae, il medesimo segno, la “Y”, trovata intagliata sul palmo sinistro della mano di Ramoncito. Inoltre  nelle mutilazioni del corpo, venne utilizzata la simbologia del 7 e del 9 rappresentazione dell’idolo Ogun. La sètta deteneva anche un inquietante promemoria con i nomi delle “prede”, e con le caratteristiche fisiche, -l’età, il colore dei capelli, ecc.,- che dovevano avere i bambini/e da offrire in sacrificio.

Nel caso argentino di Ramoncito fu  evidenziato come  i 7 membri della sètta, Iván Esteban “Lai” Escalante , Yolanda Bentura Martina , Carlos Alberto César Beguiristain , Ana María Sánchez ,Claudio Nicolás “Bete” González , Jorge Carlos Alegre , e Osvaldo Osmar Aranda , condannati all’ergastolo nel marzo 2011, avessero tutti partecipato al sacrificio umano. Testimone oculare dell’efferato crimine fu una ragazzina  di 14 anni, conosciuta come “Ramoncita” e amica di Ramon, costretta ad assistere al macabro rituale e ad annotare tutto su un taccuino.  

Josè Soto leader dell’organizzazione “Infanzia Rubata”, diretta da suor Marta Pelloni,  dichiarò che sebbene fosse soddisfatto della sentenza, confidava nell’arresto del leader della sètta e dei finanziatori.

Una “cupola”, come si apprende da un articolo pubblicato quest’oggi da Diaro Epoca, periodico  di Corrientes, i cui componenti sarebbero ancora in circolazione.

Il prof. José Miceli, Direttore del Centro Accademico di Investigazione Antropologica, a otto anni dai terribili fatti ha inoltre evidenziato come il caso del piccolo Ramoncito sia “emblema della criminalità rituale” ma ha anche ricordato come nella fase culminante delle indagini la sua struttura lavorò in totale solitudine, venendo addirittura ridicolizzata: l’ipotesi del sacrificio rituale era infatti ritenuta inverosimile . La situazione, nonostante il proliferare di organizzazioni di natura settaria e altri  drammatici casi di delitti maturati in ambiente religioso e/o magico-esoterico non sembra essere cambiata, tanto che nonostante l’approvazione nel 2012 da parte delle due Camere di una legge regionale per assistere le vittime di gruppi settari che utilizzano tecniche di manipolazione psicologica o di persuasione coercitiva degli adepti, l’Esecutivo ha “inspiegabilmente” posto il veto alla sua applicazione.

L’articolo pubblicato in data odierna da Diario Epoca, è consultabile qui:

http://diarioepoca.com/373891/ocho-anos-de-la-muerte-de-ramoncito/

 

NOTA 1): Il riassunto della vicenda del piccolo Ramoncito è liberamente tratto da un articolo pubblicato dal Gruppo di Ricerca e Informazione Religiosa della Diocesi di Imola e dall’articolo Sentencia de cadena perpetua por el asesinato ritual de un niño en Argentina pubblicato da RIES  Rete iberoamericana di Studi sulle sette.

 

NOTA 2) Leggi anche precedente post “Argentina-Corrientes. In crescita i crimini rituali. Per il Centro Accademico di investigazione antropologica, il 25% dei reati nella provincia ha collegamenti con realtà a sfondo magico-religioso“, qui:

https://favisonlus.wordpress.com/2013/12/29/argentina-corrientes-in-crescita-i-crimini-rituali-per-il-centro-accademico-di-investigazione-antropologica-il-25-dei-reati-nella-provincia-ha-collegamenti-con-realta-a-sfondo-magico-religioso/

 

 

 

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