LA MANIPOLAZIONE DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE (CAPITOLO 3)

28 Novembre 2014

Prosegue l’articolo a cura del  Dr. Luigi Corvaglia, psicologo e psicoterapeuta, vice-presidente CeSAP -CENTRO STUDI ABUSI PICOLOGICI-

 

LA MANIPOLAZIONE DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE (CAPITOLO III)

La manipolazione della manipolazione mentale (Capitolo III)

3. L’argomento della razionalità scientifica

Carta vince, carta perde. Il gioco è tutto nel portare l’attenzione del pubblico a seguire la carta sbagliata. Spennare i polli nelle feste di piazza prevede una certa abilità. Farlo sulle pagine di un articolo è più semplice. Niente “prestidigitazione”. Solo confusione di piani logici. Vediamone un caso.

Il solito Massimo Introvigne fu già artefice con J. Gordon Melton della discutibile distinzione fra un movimento anti-sette laico e un movimento contro le sette religioso1. Per quanto in italiano “anti” e “contro” significhino la stessa cosa, la bipartizione è ormai diffusa ed accettata e distingue le associazioni che definiscono le sette come gruppi pericolosi a causa delle azioni che commettono (gli “antisette”) da quelli che le considerano pericolose per ciò in cui credono (i “contro le sette”). Non soddisfatto, l’italiano ha proposto – questa volta tutto da solo – una ulteriore suddivisione, quella fra movimenti “razionalisti” e movimenti “post razionalisti”2.

Ora le carte sul tavolino dell’imbonitore ci sono tutte e, ben manovrate, possono portare il pubblico a credere di vedere ciò che Introvigne vuol far vedere. E cosa vuole farci vedere? Che la “manipolazione mentale” non esiste. E come lo fa? Con una tecnica di manipolazione mentale.

Ha quattro carte: i movimenti laici razionalisti (costituiti da irriducibili scettici convinti che alla base del successo delle “sette” ci sia la frode, ad esempio la produzione di falsi miracoli), i movimenti religiosi razionalisti (costituiti da cristiani convinti che le sette producano delle manipolazioni delle scritture, quindi sempre una frode, ma di carattere dottrinale), i movimenti laici post-razionalisti (convinti che le sette applichino tecniche di “lavaggio del cervello”) e i movimenti religiosi post-razionalisti (convinti che i leaders delle sette siano in contatto con Satana o con l’occulto). In altri termini, dice l’autore, le spiegazioni razionaliste sono plausibili, razionali, appunto, mentre le spiegazioni post-razionaliste attribuiscono ai promotori dei culti dei poteri sovrumani e metafisici. A prima vista, il discorso quadra. Ma a prima vista anche le carte che mescola il tizio alla fiera sembrano aver avuto un percorso regolare e seguibile. Guardiamo la cosa al rallentatore. L’abile autore, costruendo un’impalcatura a due piani, quello del razionale e quello dell’irrazionale (post-razionalista), e quattro settori (le varie combinazioni di laici e clericali razionalisti e post-razionalisti), piazza furtivamente il “lavaggio del cervello” nell’appartamento di fronte al satanismo come se fosse la sua posizione naturale. La guardia del lettore è abbassata, perché, fino a quel momento, il discorso procedeva piano e consequenziale. Pertanto, data per scontata l’inclusione della manipolazione mentale nella casella proposta, se ne ricava l’impressione che questo concetto sia della stessa qualità del suo dirimpettaio, cioè dell’ipotesi occultista. Insomma, sarebbe un concetto più metafisico che razionale. La cosa viene giustificata col fatto che l’idea della manipolazione mentale sarebbe “una nozione sempre meno accettata negli ambienti scientifici, ma presentata da questi movimenti — i cui capi raramente sono accademici — come qualche cosa di magico”3 Il riferimento ai “capi” dei movimenti antisette che raramente sono accademici è curioso. Intanto, perché essere accademici non è la qualifica richiesta per operare contro le sette, poi perché molti dei fautori della realtà della manipolazione accademici lo sono sul serio e, ancora, perché in genere i “capi” dei movimenti religiosi lo sono ancora più raramente, trattandosi, nei casi migliori, di semplici insegnanti di religione nei licei.

Ad ogni modo, se è vero (come è vero), che il concetto di manipolazione mentale non è universalmente accolto in ambito scientifico, questo non ha nulla a che fare con la metafisicità dell’idea, ma tutto con la logica della ricerca scientifica. La scienza, infatti, non produce verità ultime, perché non è religione. La scienza funziona secondo la logica indicataci da Karl Popper, quella di produrre idee verosimili, che spieghino ciò che vediamo, ma che siano semprefalsificabili4. Ogni scoperta scientifica è valida se spiega dei fenomeni visibili e solo fino a che non verrà invalidata. I concetti religiosi che costituiscono l’altro modello “post-razionalista” proposto da Introvigne sono esattamente il contrario. Idee come l’intervento satanico sono infalsificabili dal punto di vista popperiano. Pertanto, il non riconoscimento universale della manipolazione attiene alla natura del processo scientifico, la non universale accettazione della spiegazione metafisica attiene, invece, alla natura della metafisca stessa. In conclusione, l’unica cosa che il discorso portato da questo noto studioso cattolico dimostra inequivocabilmente è che se si porta alle estreme conseguenze l’approccio laico, si finisce per imbattersi in un concetto, quello di manipolazione mentale, ancora oggetto di discussione, ma oggetto di discussione proprio perché considerato di interesse scientifico. E’ così che funziona la scienza. Non esistono verità indiscutibili. Che la scienza sia laica è concetto che ai “capi” dei movimenti religiosi potrebbe sfuggire (non essendo accademici…). Si fanno osservazioni, si fanno ipotesi, queste ipotesi si validano, si invalidano, ecc.

Se, invece, questa stessa valutazione delle vie di fuga viene effettuata sull’approccio religioso, come ovvia conseguenza si finirà coll’incrociare demoni e poteri sovrannaturali. Ma questa è la stessa sostanza di cui sono fatti i culti! E’ lo stesso Introvigne che scrive

Questi movimenti sono paradossalmente d’accordo con le “sette” quanto all’origine non naturale delle “rivelazioni” ricevute dai loro fondatori5

Ecco perché ritengo, al di là dell’illogicità terminologica, che l’idea di un movimento “anti sette” laico ed uno “contro le sette” religioso sia un altro trucco. Riguardo ai culti pericolosi si può essere solo amici o nemici. Studiare le sette solo dal punto di vista dottrinario, come i cosiddetti “movimenti contro le sette”, in totale indifferenza per i metodi di cooptazione, indottrinamento e mantenimento del consenso non solo non ha nulla a che fare col contrasto ai culti distruttivi, ma è perfino rischioso per la quella libertà che gli stessi nemici dell’idea della manipolazione mentale ritengono a rischio a causa della creazione di un “reato d’opinione”. Esiste qualcosa che ha a più a che fare con l’opinione di una definizione di setta basata sull’esclusiva adesione ad alcuni dogmi teologici? Non credo. In quest’ottica, vista dalla prospettiva cattolica, sette sarebbero la massoneria e, addirittura, le chiese protestanti.

La realtà è più complessa di così. Una divisione come quella proposta da Introvigne enfatizza le differenze e minimizza i tratti comuni fra le varie associazioni, come fa notare anche Michael Langone6.

Molti studiosi di orientamento religioso approcciano il tema dei culti secondo una prospettiva scientifica e laica. D’altro canto, molti altri, pur fortemente connotati in senso dottrinale, si pongono a difesa di culti e gruppi terapeutici assolutamente distanti dalla loro Verità teologica. Ciò avviene frequentemente in Italia, dove si ha la ventura di assistere ad audaci difese di Scientology o di gruppi che praticano reiki, channeling, pratiche sciamaniche e altro ciarpame new age da parte di esponenti della più genuina tradizione cattolica romana.

Sono gli effetti perversi della logica de “il nemico del mio nemico è mio amico”7. Questo palesa un grosso rischio, quello che il comune nemico di culti e movimenti “contro le sette” finisca per essere individuato nel razionalismo laico occidentale e che componenti ideali inconciliabili arrivino a coagularsi in un unico grumo controculturale.

Quando una teoria scientifica viene spacciata per idea metafisica senza diritto di discussione (mentre alle idee metafisiche più bislacche viene garantita ogni difesa) i segni di questo processo ci sono tutti.

1 Introvigne, M, Le nuove Religioni, SugarCo, Milano 1989

3 ibidem

5 ibidem

7In termini più scientifici la cosa si iscrive sotto il titolo di “equilibrio sociale”, un concetto della Psicologia Sociale elaborato da Fritz Heider (https://en.wikipedia.org/wiki/Fritz_Heider).

 

Leggi i capitoli precedenti

Qui per la lettura del primo capitolo

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