“Sette”: la legge che manca

3 Dicembre 2014

Dopo la recente condanna a 14 anni di reclusione del maestro spirituale Ricardo Ocampo, noto come Maestro Amor, per abusi sessuali commessi in danno di adepti minorenni, l’Argentina si interroga sul vuoto normativo in materia di fenomeno settario. Nel paese, come in tutta l’America Latina non esiste una legge che punisca la manipolazione psicologica degli adepti di culti abusanti. Solo la provincia di Cordoba ha approvato, nel 2011 una legge provinciale che tuttavia presenta un approccio limitato al problema, prevedendo unicamente un programma di assistenza psicologica alle vittime di gruppi settari coercitivi.

Nell’articolo che segue, pubblicato da El Ancasti, si evidenzia la difficoltà di pervenire a un consenso unanime sulla questione ma si auspica anche una regolamentazione normativa che consenta di porre un freno al proliferare di organizzazioni dedite ad azioni illecite. Attenzione particolare andrebbe dedicata ai casi di bambini nati e cresciuti in comunità controverse ed esposti a pericoli quali l’abuso sessuale.

Si riporta di seguito il testo integrale in lingua originale. In margine una libera traduzione a cura favisonlus

 

Sectas: la ley que falta

La condena al Maestro Amor por abuso sexual empieza a cerrar solo el capítulo judicial de un tema que genera controversias.

Maestro Amor

 

La condena al Maestro Amor por abuso sexual empieza a cerrar solo el capítulo judicial de un tema que genera controversias dentro y afuera de la provincia.

 Es que la comunidad que Ricardo Javier Ocampo dirige ha sido caracterizada por algunos de sus ex integrantes como una “secta”. Uno de los jóvenes abusados por Ocampo señaló que esa comunidad en la que vivió durante seis años es, en realidad, una “organización coercitiva que engaña a la gente. Muestra una imagen por fuera pero se maneja en secrecía. El Maestro Amor guarda secretos con cierta gente que incluso otros devotos no saben. Se maneja con círculos de confianza. Los que están cerca son los cómplices, los que organizan todo”.

Lo cierto es que este tipo de organizaciones genera reacciones extremadamente encontradas: o una adhesión incondicional de sus seguidores, que no dudan en despojarse de sus bienes personales y alejarse de sus familias para integrarse a ellas; o un rechazo de plano, al punto que las consideran prácticamente como grupos que funcionan al margen de la ley.

 Tal vez contribuya a la incertidumbre sobre la naturaleza de este tipo de comunidades el vacío legal existente a nivel nacional sobre el funcionamiento de las sectas.

El único antecedente en el país y en toda Latinoamérica es el de una ley de la provincia de Córdoba, sancionada en 2011. Pero la norma solo plantea un abordaje limitado de la problemática, pues se limita a crear un programa para asistir a las víctimas de este tipo de organizaciones y a promover la sensibilización, concientización, asesoramiento y coordinación de acciones tendientes a lograr la detección temprana y prevención de cualquier situación de manipulación psicológica generada por estos grupos.

Existen en el Congreso de la Nación dos proyectos que apuntan a legislar sobre el funcionamiento de las sectas, tema que no tiene cabida en los códigos legales argentinos.

Hasta hace unos años, la palabra secta tenía una connotación exclusivamente religiosa, o pseudo religiosa. Pero los especialistas en la materia advierten sobre los peligros de prácticas sectarias en otros ámbitos, como agrupaciones políticas, empresariales, academias de distinto tipo y hasta grupos pretendidamente defensores del medio ambiente.

Un problema de difícil resolución es la supuesta coerción existente, muy difícil de demostrar, ya que muchas veces se ejercen sutiles técnicas de persuasión e incluso manipulación psicológica. Eso en el caso de los adultos. Es por esa razón que debe ponerse especial énfasis en los casos de niños que crecen en estas comunidades y que están expuestos a peligros no tan sutiles, como los abusos sexuales.

La proliferación de sectas en las que se perpetran delitos como privación ilegítima de la libertad, estafa, abusos de todo tipo, instigación al suicidio, ameritan una regulación normativa que, además de prevenirlos y eventualmente castigarlos, permita discriminar a las organizaciones que transgreden la ley de aquellas que funcionan adecuadamente, respetando la ley y las normas de convivencia.

 

FONTE: El Ancasti

http://www.elancasti.com.ar/opinion/2014/12/3/sectas-falta-243191.html

 

Sette. La legge che manca

La condanna del Maestro Amor per abusi sessuali chiude solo il capitolo giudiziario di un argomento che suscita polemiche e controversie all’interno e al di fuori della provincia

La comunità diretta da Ricardo Javier Ocampo è stata definita da alcuni dei suoi ex membri  una “setta”. Uno dei giovani abusati da Ocampo ha detto che la comunità in cui ha vissuto per sei ani è, in effetti, una “organizzazione coercitiva che inganna la gente. Mostra un’immagine per l’esterno ma viene gestita in modo occulto. Il Maestro Amor mantiene questi segreti con alcune persone che altri devoti non conoscono. Gestisce cerchi di fiducia. Quelli che sono all’interno sono i complici, quelli che organizzano tutto “.

La verità è che questo tipo di organizzazione genera reazioni molto contrastanti: o il sostegno incondizionato degli adepti, che non esitano a spogliarsi dei loro beni personali e ad abbandonare le loro famiglie per unirsi a essa; o un vero rifiuto, al punto che la considerano praticamente come gruppo che opera al di fuori della legge.

A sua volta, ha contribuito all’incertezza circa la natura di questo tipo di comunità, il vuoto normativo esistente a livello nazionale sul funzionamento delle sette.

L’unico precedente nel paese e in tutta l’America Latina è quello di una legge della provincia di Córdoba, approvata nel 2011. Ma la norma propone solo un approccio limitato al problema, poiché si limita a creare un programma di assistenza per le vittime di queste organizzazioni e a promuovere  sensibilizzazione, consapevolezza, consulenza e il coordinamento di azioni per la prevenzione di qualsiasi situazione di manipolazione psicologica utilizzata da questi gruppi.

Esistono al Congresso Nazionale due progetti che mirano a legiferare sul funzionamento delle sette, tema che non esiste nei codici argentini.

Solo fino a un anno fa, la parola setta aveva una connotazione esclusivamente religiosa o pseudo religiosa.

Ma gli esperti mettono in guardia sui pericoli di pratiche settarie in altri settori, ambienti politici, associazioni imprenditoriali, scuole di vario genere e gruppi di tutela anche di apparente difesa dell’ambiente.

Un problema di difficile risoluzione è la presunta coercizione, molto difficile da dimostrare, in quanto sovente sono applicate sottili tecniche di persuasione e di manipolazione psicologica.

Questo nel caso di adulti. E’ per questo motivo che si dovrebbe mettere un particolare accento sui casi di bambini che crescono in queste comunità e sono esposti a pericoli non così sottili come l’abuso sessuale.

La proliferazione delle sette in cui si perpetrano reati come la privazione della libertà, frodi, abusi di ogni tipo, istigazione al suicidio, meritano una norma giuridica che, oltre a prevenirli ed eventualmente punirli, permetta di separare le organizzazioni che infrangono la legge da quelle che funzionano correttamente, nel rispetto della legge e delle regole di convivenza.

 

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