Vittime del guru Swami Akhandananda Saraswati, respingono le “scuse” dei nuovi maestri dell’ashram. Cantare e danzare dinnanzi al fuoco non può rimediare all’orrore subito

2 Dicembre 2014

Vittime del guru Swami Akhandananda Saraswati, respingono le “scuse” dei nuovi maestri dell’ashram. Cantare e danzare dinnanzi al fuoco non può rimediare all’orrore subito

AUSTRALIA – La speciale Commissione Reale d’inchiesta sugli abusi di minori in contesti religiosi, assistenziali e istituzionali sta prendendo in esame in questi giorni il caso del Mangrove Yoga Ashram, gestito negli anni 1974-1986 dal guru noto come Swami Akhandananda Saraswati. L’uomo, giunto dall’India in Australia nel ’74 e ora deceduto, aveva costruito nel giro di breve tempo il suo impero inducendo gli adepti a rinunciare a legami famigliari, possedimenti e alla loro vita passata. In seguito fu accusato e imprigionato per crimini sessuali contro minori ma la condanna venne poi annullata perché i reati risultavano prescritti.

Alcuni dei bambini che subirono violenze fisiche e sessuali hanno narrato le loro terribili esperienze alla Commissione Reale. Erano stati affidati dai propri genitori, insieme a redditi e proprietà, alla guida spirituale di un uomo che invece abusò sistematicamente di loro sostenendo che era necessario per elevarsi spiritualmente. Una vittima ha riferito delle minacce di morte che seguivano agli abusi nel caso avesse osato parlare di quanto accadeva.

Un’altra vittima che depose nel processo contro il guru, ha raccontato di un complotto ordito dal “maestro” per ucciderla affinché non rendesse la sua testimonianza.

Durante la celebrazione del 40° anniversario dell’ashram, alcuni ex residenti hanno postato su fb messaggi per ricordare gli abusi subiti.

In un primo momento i nuovi maestri dell’ashram si sono scusati pubblicamente ma in seguito i commenti sono stati rimossi e le vittime minacciate di azioni legali.

Un ex membro, vittima di atti pedofili, ha chiesto spiegazioni. Per risposta è giunto un invito di partecipazione a una cerimonia di guarigione.

“Se i maestri pensano che accendere fuochi e cantare possa rimediare a quanto subito da me e da altre persone, liberi di farlo, ma non è così”

Un avvocato che rappresenta l’ashram, ha chiesto scusa a nome dei suoi clienti per il profondo dolore sofferto dalle vittime e sostenuto che i suoi clienti stanno facendo passi concreti per porre in luce qualunque forma di responsabilità.

Difficile, al momento, stabilire se questo stia realmente accadendo alla luce delle vicende rivelate da coloro che trascorsero l’infanzia nel Mangrove Yoga Ashram .

L’udienza dovrebbe proseguire per altre due settimane. Alla Commissione Reale spetterà valutare se la gestione, filosofia e l’insegnamento dell’organizzazione siano cambiati rispetto ai tempi di Swami Akhandananda e tali da garantire la piena sicurezza dei bambini della comunità.

 

Testo liberamente tratto da articoli di stampa.

Favisonlus

 

VEDI:

http://www.sbs.com.au/news/article/2014/12/02/abuse-victims-reject-nsw-ashrams-apology

http://www.dailytelegraph.com.au/news/nsw/guru-accused-of-sexual-physical-assault-of-children-at-ashram/story-fni0cx12-1227141908737

http://www.theaustralian.com.au/news/nation/yoga-guru-plotted-to-murder-child-sex-victim-abuse-commission-hears/story-e6frg6nf-1227143609652

 

 

 

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