Il medico psicoanalista e parlamentare che si batte per le vittime di culti abusanti e di Scientology

22 Febbraio 2014

“Sì, anche deputati tra i miei pazienti”

Parla Orlando Del Don (UDC), di professione medico-psicoanalista: “In Parlamento poca disponibilità ad ascoltare”

di Andrea Colandrea

Orlando Del Don (foto Maffi)

MUZZANO – Orlando Del Don, deputato al Gran Consiglio dell’UDC, medico psicoanalista, ci parla di una delle sue proposte che ha fatto più discutere negli scorsi mesi: quella di battersi in favore della difesa dei diritti delle vittime di Scientology chiedendo al Cantone di offrire un servizio ad hoc. Il deputato spiega altresì che in virtù della sua professione, anche il rapporto con i suoi colleghi in Parlamento acquisisce un’ottica particolare: “In Parlamento – afferma – c’è una tendenza narcisistica a voler parlare in lungo e in largo di tutto, senza però dimostrare la capacità di saper ascoltare il pensiero degli altri colleghi”. 

Che fine ha fatto il suo progetto dell’anno scorso di mettere in piedi un organismo cantonale finalizzato a battersi con successo contro le vittime delle sette religiose e di Scientology in particolare?
“È tuttora al vaglio della Commissione sanitaria del Gran Consiglio, dove singoli colleghi hanno reagito con resistenza. Se ne parla da ormai mezzo anno, ma sono fiducioso che si possa trovare presto una soluzione. Tengo a precisare che quello in discussione è un argomento molto delicato e complesso, che riguarda, più in generale, l’abuso della fiducia dei pazienti psichiatrici. L’azione di Scientology, in questo ambito, mi preoccupa e va fronteggiata. Il messaggio, però, fa fatica ad essere recepito. Non aiuta certo che lo Stato deve risparmiare e che, d’altro canto, Scientology sia molto abile a dissimulare situazioni molto gravi”.

Lei è psichiatra: qual è la patologia (o disturbo) che riscontra maggiormente nella sala del Gran Consiglio?
“Comincio col dire che c’è una parte della mia risposta che devo autocensurare per ovvi motivi (ride). Una caratteristica di molti colleghi è che durante le sedute del Parlamento dimostrano di avere una personalità molto narcisistica. Questo crea un problema serio, quello della mancanza di comunicazione. Quando si affronta un tema in Gran Consiglio, solitamente, si tende a non ascoltare gli altri. Tutti vogliono intervenire, farsi apprezzare ed apparire, possibilmente, anche spiritosi. Salvo poi diventare poco disponibili ad ascoltare il pensiero degli altri colleghi, magari di altri partiti. Ne derivano spesso monologhi pesanti, che diventano poco digeribili: il gatto, insomma, si morde la coda”.

Può rivelare se tra i suoi pazienti ha mai avuto qualche collega politico?
“In effetti è così. Non aggiungo altro. Qualcuno potrebbe anche avvantaggiarsi di qualche colloquio con lo psicoanalista”.

 

DOMANI SUL CORRIERE DEL TICINO L’INTERVISTA CON ORLANDO DEL DON

 

FONTE: CORRIERE DEL TICINO

http://www.cdt.ch/ticino/politica/124994/si-anche-deputati-tra-i-miei-pazienti.html

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...