“Se penso alle vittime mi dispiace di essere viva”. La figlia di Shoko Asahara, fondatore e leader del culto distruttivo Aum Shirinkyo racconta il suo doloroso vissuto

18 Marzo 2014

In occasione della ricorrenza del  ventesimo anniversario della strage alla metropolitana di Tokyo, la quarta figlia di Shoko Asahara (nome vero Chizuo Matsumoto), fondatore del culto apocalittico Aum Shirinkyo,  ha espresso la sua tristezza per gli attacchi con gas sarin da parte dei membri della setta alla metropolitana di Tokyo.

In una recente intervista con Kyodo News, la 25enne ha detto “Quando penso alle vittime mi dispiace di essere viva”.

L’attentato con il gas nervino ha ucciso 13 persone ferendone oltre 6000, il 20 marzo 1995.

La giovane ha interrotto i legami con il culto e ora vive lontano dalla sua famiglia.

Nell’intervista ha anche dichiarato “Mi sono sentita per un verso triste, per l’altro sollevata quando mio padre fu arrestato, circa due mesi dopo l’attentato”

Inizialmente la figlia del fondatore di Aum Shirinkyo credeva nell’innocenza del padre, poiché le era stato detto che il culto era oggetto di persecuzione religiosa.

Solo in tarda adolescenza, dopo la condanna del padre, ha riconosciuto il suo ruolo nei crimini e rinunciato al suo credo. Ha rivelato anche di aver tentato più volte il suicidio, di essere stata vittima di bullismo a scuola e licenziata quando il suo datore di lavoro scoprì che era la figlia di Asahara.

 

Daughter of Aum Shinri Kyo doomsday cult founder ‘sorry to be alive’

Shoko Asahara

 

The fourth daughter of Aum Shinri Kyo doomsday cult founder Shoko Asahara expressed her sadness over the sarin gas attacks by cult members on the Tokyo subway system, prior to the 20th anniversary of the attacks.

In a recent interview with Kyodo News, the 25-year-old daughter said, “I feel sorry to be alive” when thinking of the victims. The sarin attacks killed 13 people and injured more than 6,000 people on March 20, 1995.

With 60-year-old Asahara, whose real name is Chizuo Matsumoto, on death row after being convicted for masterminding the sarin attacks, his daughter said: “My father should absolutely be executed.”

The daughter has severed links with the cult and now lives away from her family.

She said, “I felt half-sad and half-relieved” when Asahara was arrested at a cult facility in Yamanashi Prefecture, about two months after the sarin attacks.

However, the daughter said she earlier believed in her father’s innocence as she was told that the cult was being subjected to religious persecution.

The daughter said she began looking into the subway attacks after Asahara was sentenced to death at the Tokyo District Court in February 2004, when she was 14 years old. In her late teens, she recognised her father’s role in the crimes and eventually renounced her faith.

She also said she attempted to kill herself many times as she was bullied at school and fired when her employer discovered she was Asahara’s daughter.

 

 

 

 

 

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