Quel poco di mistero che resta di Scientology. Un articolista di VICE racconta con ironia il suo tour nei luoghi di Scientology a Los Angeles

31 Marzo 2015

Ho fatto un tour dei luoghi di Scientology a Los Angeles

di Jamie Lee Curtis Taete

Una volta intorno a Scientology c’erano un sacco di misteri.

Adesso, però, mentre stanno per uscire due importanti documenti sulla chiesa (Stairway to Heaven di Louis Theroux e Going Clear di Alex GIbney), di quel mistero resta poco. È stato grattato via nel corso degli anni dai blog, dai forum, dagli episodi di South Park e dai libri-inchiesta.

Abitando a Los Angeles—la capitale mondiale di Scientology—mi è sempre sembrato strano non sapere nulla delle attività che si svolgono all’interno delle molte proprietà della chiesa sparse per la città. Che sono davvero molte: da una rapida ricerca emerge che a Los Angeles ci sono almeno 30 edifici di proprietà della chiesa o delle varie organizzazioni ad essa legate.

Ho deciso di fare un giro per vedere quante di queste proprietà di Scientology siano aperte al pubblico—senza ovviamente contare i normalissimi centri di Scientology che si possono trovare in ogni città del mondo, perché se state leggendo questo articolo è quasi certo che almeno una volta nella vita siate finiti ubriachi a fare uno dei loro “test della personalità.”

La prima tappa del mio giro turistico è stato il Renaissance Restaurant, un ristorante di lusso che sorge dietro il Celebrity Centre International di Scientology, a Hollywood—che anche se non fosse stato la sede di Scientology sarebbe comunque stato l’edificio dall’aspetto più spaventoso della città.

Di recente sono andato a mangiare lì con alcuni amici. All’interno del locale, come in tutti gli edifici della Chiesa di Scientology, l’arredamento era piuttosto carino anche se un po’ datato. Un po’ come la casa di Willy, il principe di Bel-Air o la sala d’attesa di un aeroporto.

Il menù offriva quel tipo di cibo che immagino piaccia tanto ai ricchi di Los Angeles. Piatti con nomi esotici, “confetti di risotto di anatra,” “crepes di quinoa senza glutine,” e “spigola cilena saltata.” I camerieri parlavano tutti con un forte accento francese, che si adattava alla perfezione all’atmosfera del ristorante. Alcuni dei miei amici hanno suggerito che in realtà i camerieri stessero fingendo l’accento francese per far apparire il ristorante più elegante.

A giudizio di tutti i presenti, il cibo “non era male.” A sorpresa abbiamo anche speso poco per un posto con tovaglioli bianchi e accenti francesi (io ho preso dei pancakes al quinoa e una birra e ho speso 20 dollari).

Fuori dal ristorante, nella zona del palazzo che ospita gli uffici, c’era una targa che indicava l’ufficio di L. Ron Hubbard. Un tizio che lavorava nell’edificio mi ha visto guardarmi intorno disorientato, e mi ha spegato che in tutte le Chiese di Scientology ci sono ancora degli uffici riservati a L. Ron Hubbard, così che abbia dei luoghi dove andare a lavorare quando tornerà sulla terra. Molto carino da parte loro.

Dopo cena ci è stato offerto di fare un giro e visitare l’edificio, e noi abbiamo accettato. Se mai vi capitasse di cenare là, NON FATE IL NOSTRO STESSO ERRORE. Durante il periodo d’oro di Hollywood, il palazzo che ospita il Celebrity Centre era un albergo. Ci hanno soggiornato Betty Davis e Clark Gable, quindi pensavo che sarebbe stato interessante. Invece alla fine si è rivelato consistere in una paternale di un’ora sulla bellezza di Scientology, mentre io e i miei amici scalpitavamo per andarcene.

Mentre ero là, è successa una cosa molto strana. All’inizio del giro turistico, il membro di Scientology che doveva farci da guida ha chiesto ognuno dei miei amici il nome e che lavoro facesse. Nessuna delle persone che erano con me ha risposto onestamente sul suo lavoro. Abbiamo mentito tutti quanti. La Chiesa di Scientology ti rende nervoso e paranoico—specie se di mestiere fai il giornalista.

In passato, Scientology ha fatto cose davvero terribili ai giornalisti. Una volta sono riusciti a incastrare una giornalista scomoda per terrorismo, mettendo le sue impronte digitali su un falso allarme bomba.

Ovviamente, dato che di recente sono stati costretti ad adottare una maggiore trasparenza nelle loro attività, questo tipo di cose non sono più possibili. Ora ci sono persone che li osservano, e queste persone hanno internet. Se facessero oggi il genere di cose che facevano una volta, verrebbero distrutti.

Per esempio, HBO ha prodotto un documentario che li riguarda e che uscirà a breve. A quanto pare, la loro risposta a questo è stata molto debole. Si sono limitati a creare un account su Twitter per commentare il film e i temi in esso affrontati—account che, nonostante abbiano pagato per fargli pubblicità, nel momento in cui scrivo ha solo 501 followers. Insomma, sono ben lontani dai complotti quasi terroristici del passato.

In ogni caso, torniamo al Celebrity Centre. Quando ho detto alla guida—in modo poco convincente—che facevo il muratore, mi ha risposto, “Davvero? Non il giornalista? Perché hai proprio l’aria di essere un giornalista.”

Se fossi stato in un altro posto e di fronte a un’altra persona, avrei liquidato il tutto come una coincidenza. Anche perché, a dire il vero, assomiglio molto di più alle immagini che trovi su Google digitando “giornalista” che non a quelle che trovi digitando “muratore.”

In ogni caso, quella che avevo davanti non era una persona qualunque. Rappresentava un’organizzazione che una volta aveva incastrato una giornalista facendola accusare di terrorismo. Così, ho passato i giorni successivi a chiedermi come facesse quel tipo a sapere che faccio il giornalista.

Tutto questo non mi ha impedito di tornare al Celebrity Centre qualche sera dopo, per guadare Jurassick Park—proiettato all’interno di una rassegna intitolata Franklin Friday Night Cinema, che la chiesa organizza durante l’ estate e nel corso della quale vengono proiettati dei film di culto nel giardino del centro.

Per entrare ho pagato 5 dollari. Mi hanno detto che i soldi sarebbero andati in beneficenza, a finanziare un’associazione dal nome così generico che doveva sicuramente trattarsi di una delle varie sigle non-profit legate alla Chiesa di Scientology. In ogni caso, dando un’occhiata al sito dell’organizzazione mi è parso trattarsi di vera beneficienza—il che era una buona notizia.

Data la natura apparentemente innocua dell’evento e il fatto che il suo nome non conteneva la parola “Scientology,” mi aspettavo una sessione di lavaggio del cervello piuttosto sottile.

Ma l’atmosfera era piacevole e sembrava non avesse niente a che fare con il lavaggio del cervello. C’erano addirittura i pop corn e la sagoma di un dinosauro con cui si potevano fare le foto. Purtroppo ero ancora in paranoia dalla mia visita al Celebrity Centre ed ero troppo spaventato per dare il mio vero indirizzo al fotografo. Quindi non riceverò mai la mia foto con il dinosauro.

Se aspirate alla celebrità, il Celebrity Centre ospita periodicamente delle “esibizioni di talenti.”

Sul sito non è specificato quale sia lo scopo di queste esibizioni. C’è scritto solo che stanno cercando “cantanti, ballerini, comici e musicisti” senza nessun riferimento al perché. Ho chiamato l’organizzatrice per chiederglielo, e lei mi ha detto che si tratta di “audizioni.” Ma non mi ha detto per cosa. Il che non è un buon segno.

In precedenza, la Chiesa di Scientology era stata accusata di usare i seminari di teatro gratuiti che si tengono al Celebrity Centre come uno strumento per cooptare nuovi adepti—un’accusa che la Chiesa ha sempre respinto. “Sempre più persone si interessano a quello che fa Scientology,” ha spiegato nel 2008 Greg Leclaire, vice presidente del Celebrity Centre, in un’intervista al New Yorker. “Perciò non abbiamo tempo di parlare con gente a cui non interessa, né del resto sentiamo il desiderio di farlo.”

Il prossimo evento in programma era la Hollywood Christmas Parade, una sfilata che si tiene a Los Angels sin dagli anni Venti.

La parata passa di fronte a diversi edifici di proprietà di Scientology, e questo potrebbe essere il motivo per cui la Chiesa vi partecipa ogni anno.

Con ogni probabilità, non avrete mai sentito parlare di quest’evento—anche se, nel corso degli anni, la città di Los Angeles ha fatto diversi tentativi per far crescere la parata in modo da farla competere con quella che si svolge a New York nel giorno del ringraziamento. A meno che, ovviamente, non viviate a Los Angeles e non vi sia capitato di rimanere bloccati nel traffico durante il suo svolgimento.

Sono stato all’ultima edizione, durante la quale hanno sfilato un pallone aerostatico (che, per qualche motivo, era a forma di pirata) sponsorizzato dalla Chiesa di Scientology, un cartello stradale gonfiabile che indicava la strada per la “Way To Happiness Foundation” e Nancy Cartwright, che sfilava accompagnata da un’auto con scritto “Nancy Cartwright” sulla fiancata. (Nancy, che doppia Bart nei Simpson, è stata di recente promossa a membro d’onore della Chiesa di Scientology dopo aver fatto una donazione di dieci milioni di dollari alla Chiesa).

Abbiamo già scritto in passato del Psychiatry: An Industry of Death Museum. Si tratta di un museo creato e finanziato dalla Citizen’s Commission on Human Rights (un’organizzazione creata da Scientology al fine di “investigare e raccontare le violazioni dei diritti umani operata dalla psichiatria”—ossia, per fare propaganda in favore della politica della Chiesa contro la psichiatria). Come in tutti gli altri casi in cui ha preso posizione contro qualcosa, anche qui Scientology non dimostra il minimo stile.

Volendo, non sarebbe troppo difficile muovere accuse razionali contro la psichiatria, visto che l’industria psichiatrica è responsabile di alcune cose abbastanza terribili. Ma—come del resto suggerisce il nome del museo—a Scientology la razionalità non interessa. In pratica, il museo cerca di incolpare la psichiatria di tutte le cose negative che sono successe nel mondo. Nelle sue sale viene spiegato come la psichiatria sia responsabile di tutti i mali del mondo, dalla strage di Columbine alla tratta degli schiavi.

Buona parte di queste affermazioni non sono che esagerazioni o palesi menzogne. Per esempio, si afferma che l’Undici Settembre sia colpa dell’industria psichiatrica, perché—si dice—il leader di al-Qaeda Ayman al-Zawahiri è uno psichiatra. In realtà, però, al-Zawahiri è un chirurgo. In ogni caso, tutto questo è presentato in modo così drammatico che il museo merita di certo una visita.

In più, ad aggravare ulteriormente il senso di inquietudine naturalmente provocato dal museo, all’ingresso ti viene chiesto il nome e la professione. Bisogna anche lasciare eventuali borse in un guardaroba. All’uscita, quando ho ripreso il mio zaino, mi sono accorto che era parzialmente aperto. Era già così quando gliel’ho dato? Probabilmente sì. Il fatto che lo fosse mi ha impedito di andare in paranoia? Ovviamente no.

Un po’ più a nord, c’è un altro museo di proprietà di Scientology, la L. Ron Hubbard Life Exibition. Che, come suggerisce il nome, è dedicato alla vita di L. Ron Hubbard.

Quando sono arrivato al museo, mi è stato detto che avrei dovuto aspettare un’ora prima di entrare—perché nessuno può entrare senza una guida. La ragazza all’ingresso mi ha detto che avrebbe trovato qualcuno che prendesse il suo posto così da potermi accompagnare lei. Da questo fatto, ho intuito che quel posto non doveva avere molti visitatori.

A sorpresa, la mostra era molto—troppo–dettagliata. Constava di una ventina di sale, ognuna dedicata a un periodo diverso della vita di L. Ron.

Tutte le cose sgradevoli che sapevo già su Hubbard—per esempio, la sua dichiarazione secondo cui il problema della Cina fossero i “troppi musi gialli”—erano lasciate fuori.

Dover aspettare un’ora prima di entrare non è stato affatto piacevole—ma appena ho visto un diorama che riproduceva una scena di Battlefield Earth in scala uno a uno, ho capito che ne era valsa la pena.

A un paio di chilometri di distanza c’è un’altra attrazione di proprietà di Scientology: il L. Ron Hubbard Theater, dove ogni settimana vanno in scena degli spettacoli tratti da racconti di Hubbard.

Il teatro si trova all’interno della sede della Galaxy Press—un’altra azienda fondata dalla Chiesa di Scientology allo scopo di promuovere gli scritti di Hubbard.

Non appena sono entrato, sono stato fermato. Mi è stato detto che, se volevo visitare il teatro, dovevo farmi accompagnare per tutto il tragitto da un dipendente della società. Questi, mentre mi faceva strada, a un certo punto si è voltato e mi ha chiesto, “Sei un attore? Perché sembra che stai recitando.” Mentre lo diceva, ho notato che tutti gli altri ospiti avevano il permesso di andare in giro per l’edificio senza accompagnatori. Ora, ammetto di essere una persona decisamente paranoica. Ma questo fatto mi ha letteralmente terrorizzato.

Per assistere allo spettacolo, ho potuto scegliere se pagare 10 dollari per il biglietto o comprare un libro “in cui proventi vanno in beneficenza.” Ho scelto di comprare il libro, visto che l’idea di dare i miei soldi a Scientology non mi entusiasmava.

Una volta dentro, ho scoperto che il libro che avevo comprato per beneficenza era in realtà un libro di L. Ron Hubbard—e che l’associazione benefica a cui andavano tutti i proventi era Toys for Tots. Lo so perché, prima dell’inizio dello spettacolo, un tizio è salito sul palco a vantarsi del fatto che la Chiesa di Scientology fosse il più grande finanziatore mondiale di Toys for Tots.

Fermatevi un attimo e cercate di realizzare questo fatto. Un portavoce di Scientology si stava vantando di come la Chiesa di Scientology sia il più grande donatore mondiale a Toys for Tots—facendo comprare ai suoi membri i libri che loro stessi pubblicano, libri che poi vengono spediti come “giocattoli” ai bambini bisognosi.

Prima dell’evento principale della serata, c’è stato un concerto dei Jive Aces, un gruppo musicale inglese noto per distribuire materiale promozionale di Scientology ai suoi concerti.

Quando i Jive Aces hanno finito di suonare, sul palco sono saliti alcuni attori, che hanno messo in scena uno dei racconti western di L. Ron Hubbard. Vi è mai capitato, ai tempi della scuola, di rendervi conto che a furia di sforzarvi di concentrarvi e di non distrarvi non avete ascoltato nulla di quello che ha detto la professoressa? Ecco, a me è successa la stessa cosa con quello spettacolo. Ho cercato in ogni modo di concentrarmi su quello che veniva detto. Ma era così incredibilmente noioso che non ci sono riuscito. Immagino che se uno scrittore pubblica oltre 250 libri nel corso della sua carriera, è inevitabile che alcuni di essi non siano dei capolavori.

A Gledale, una cittadina nella contea di Los Angeles, si trova un’altra proprietà controllata dalla chiesa, la Way to HappinessFoundation. Il palazzo si trova in una zona molto commerciale della cittadina, e contiene degli uffici e uno spazio espositivo aperto al pubblico.

Dopo essermi fermato una ventina di minuti all’interno, aver letto ogni opuscolo disponibile, guardato le opere in mostra e parlato con i dipendenti, non avevo ancora la minima idea di quali fossero le attività della fondazione. Per cui l’ho chiesto alla ragazza all’ingresso, che è stata ben felice di parlarmene per circa dieci minuti, riuscendo però a non dirmi mai nulla di specifico. Il che è davvero impressionante. Da quello che ho capito, la loro attività consiste nella stampa e nella distribuzione gratuita di alcuni libretti contenenti i precetti morali di L. Ron Hubbard.

La ragazza ha anche fatto diversi riferimenti a quanto di bene la fondazione aveva fatto in giro per il mondo. Una delle sue affermazioni mi ha colpito particolarmente—perché sembra assolutamente falsa, ma non ho idea di come la si possa verificare: la ragazza mi ha detto che in Colombia il tasso di criminalità è sceso del 50 percento dopo che la fondazione ha fornito del materiale educativo alla polizia di quel paese.

È importante notare che, tranne che per qualche foto di Nancy Cartwright, niente in quel palazzo faceva sospettare che fosse in qualche modo legato a Scientology. Ho fatto una rapida ricerca su internet e ho scoperto che la Chiesa di Scientology è stata accusata di aver creato la fondazione con lo scopo di diffondere il proprio materiale nelle scuole senza che ci si accorgesse che era collegato a Scientology.

Ho concluso il mio tour al Pacific Cafe, che si trova nel seminterrato della sede centrale della Church’s Hollywood (ovvero, il grande palazzo blu di Scientology). Il Pacific Cafe, come molti di voi avranno capito dal nome, è un bar. Serve drink, caffè, dolcetti, panini. Niente di che. La cosa rilevante è che ho ordinato un caffè, e la barista me lo ha servito chiamandomi.

Dopo 30 secondi di terrore, sono riuscito a chiederle, “Come fai a sapere il mio nome?”. Lei ha risposto “non eri venuto stamattina? Forse era qualcuno che ti assomigliava.”

Può voler dire tre cose. Uno: la donna mi ha veramente scambiato per qualcun altro, che aveva il mio stesso nome (difficile). Due: era una sensitiva (anche questo è difficile). Oppure, tre, non ne ho idea. Davvero, non ho la più pallida idea di come quella donna sapesse il mio nome. Tutto ciò che so è che è inquietante e terrificante. Sono diventato così paranoico da convincermi che mi avesse avvelenato il caffè e l’ho buttato senza avergli dato neanche un sorso. E ora mi tocca farmi un’intervento di chirurgia plastica per non essere riconosciuto e trovarmi un nuovo posto dove vivere. Addio.

 

FONTE: VICE

http://www.vice.com/it/read/tour-luoghi-scientology-los-angeles-433

 

 

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