Sahaja Yoga nell’occhio del ciclone. Vicende poco limpide già segnalate nel 2013 dall’Osservatorio Antiplagio alle istituzioni ma i politici rimasero indifferenti.

7 Aprile 2014

Dagli esposti al ministero allo stand all’Expo. Bufera sulla comunità yoga di Cabella Ligure

Critiche dall’Osservatorio Antiplagio, la Fondazione: mai spinto nessuno a lasciare la famiglia

di SILVANA MOSSANO

CABELLA LIGURE
Prof. Giovanni Panunzio Coordinatore nazionale Osservatorio Antiplagio

«Non abbiamo mai spinto nessuno a interrompere i rapporti famigliari, anzi». L’ingegner Aldo Gandolfi, che è stato presidente della Fondazione Shri Mataji Narvala Devi Sahaja Yoga, con garbo e rigore nega che siano state fatte pressioni nei confronti di una giovane madre della Sardegna che voleva iscrivere la figlioletta alla scuola convitto di Cabella Ligure – finita in questi giorni sui giornali per i 59 bambini allontanati dalla struttura e due inchiesta sulla gestione del centro dell’Appennino ligure -, ma che vi aveva rinunciato perché i genitori di lei e il padre della piccola si erano opposti con azioni legali attraverso il ricorso al Tribunale per i minori.

Contrasti con la famiglia

«Siamo noi – replica invece Gandolfi – che abbiamo rifiutato l’iscrizione avendo saputo che c’erano contrasti con la famiglia». La bambina oggi ha 9 anni e vive in Irlanda con la madre che ha rotto i ponti con i genitori, contrari alla sua scelta di abbracciare queste pratiche religiose meditative, ma anche con i fratelli, i parenti e i vecchi amici. Strappo totale. Madre e figlioletta passarono sì da Cabella, ma «solo in occasione di qualcuno dei seminari che qui si svolgono tutto l’anno, con partecipazioni internazionali», anche perché la fondatrice del movimento, Shri Mataji Narvala Devi (morta nel 2011 a Genova), ripeteva spesso, ricorda l’ingegner Gandolfi, «che a Cabella sentiva una dimensione energetica vibratoria purissima come in nessun altro posto d’Europa e vicinissima a quella che si può percepire alle pendici dell’Himalaya». L’iscrizione della piccola alla Cabella International Sahaj School, in frazione Centrassi, «non fu accettata».

Osservatorio Antiplagio

Il dottor Giovanni Pannunzio, fondatore nel 1994 del Comitato, ora Osservatorio, nazionale Antiplagio, cui i genitori della giovane madre della bambina si erano rivolti, racconta invece che «prendemmo in considerazione il caso perché la donna ruppe i rapporti con la famiglia che si opponeva alla frequentazione della fondazione yoga e all’iscrizione alla scuola». Non fu il primo caso: «Ci occupammo anche di un’altra vicenda simile nei primi Anni ’90» così come, più ampiamente, l’Osservatorio dà sostegno quando si sospettano «manipolazioni per motivi religiosi e non solo». Sul caso della donna sarda, l’Osservatorio presentò un esposto circostanziato il 14 gennaio 2013: «Alla Regione Piemonte, al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, all’Inps e al Tribunale dei minori di Cagliari». Esito? «Nessuna risposta dagli enti. Ma non ci stupiamo, i politici sono indifferenti a queste situazioni e, fino a quando non scoppiano i problemi, danno accoglienza (ad esempio Sahaja Yoga avrà uno spazio a Expo 2015, è pubblicizzato nel loro sito web) e sostegno finanziario».

Contributo regionale

E, infatti, la struttura di Cabella dovrebbe essere ben conosciuta negli uffici regionali, perché l’ente, nel 2012, ricorda il dottor Pannunzio, «ha concesso un contributo di 200 mila euro alla fondazione yoga». Lo ammette Gandini: «Vero, lo ottenemmo a fronte di un esborso di oltre un milione e 200 mila euro per ristrutturare un edificio già esistente, ora impiegato in modo plurifunzionale, tanto per la scuola dei bambini, tanto per seminari, iniziative di meditazione e benessere psicofisico e per cure ayurvediche che si svolgono tutto l’anno».

 

FONTE: LA STAMPA

http://www.lastampa.it/2015/04/07/edizioni/alessandria/dagli-esposti-al-ministero-allo-stand-allexpo-bufera-sulla-comunit-yoga-di-cabella-ligure-hB25sa3KfKSprVr1rjlmTN/pagina.html

 

 

NOTA: Vedi sulle vicende attuali altri articoli postati qui:

https://favisonlus.wordpress.com/?s=sahaja+yoga

 

NOTA 2: Nel rapporto ufficiale del 2005 al Primo Ministro francese redatto dalla  Missione interministeriale di vigilanza e contrasto alle derive settarie (MIVILUDES), a proposito del movimento Sahaja Yoga, si può leggere, tra l’altro, “i bambini di Sahaja Yoga non appartengono più ai loro genitori ma alla “madre divina” (la fondatrice del movimento). Questi ultimi sono incoraggiati a separarli da sé già dalla più tenera età e a inviarli presso ashram, o in scuole all’estero, in particolare in Italia, Repubblica Ceca e India

http://www.derives-sectes.gouv.fr/quest-ce-quune-d%C3%A9rive-sectaire/o%C3%B9-la-d%C3%A9celer/international

http://www.derives-sectes.gouv.fr/sites/default/files/publications/francais/Rapport_MIVILUDES_2005-2.pdf

Ulteriori informazioni sono reperibili anche nel “Rapporto della Commissione d’inchiesta francese sull’influenza dei movimenti settari e l’impatto delle loro pratiche sulla salute fisica e mentale dei minori” del giugno 2006, consultabile qui:

https://favisonlus.wordpress.com/2013/06/16/archivi-giugno-2006-rapporto-della-commissione-dinchiesta-francese-sullinfluenza-dei-movimenti-settari-e-limpatto-delle-loro-pratiche-sulla-salute-fisica-e-mentale-dei-minori/

 

 

 

 

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