Inoculò intenzionalmente il virus dell’Aids. Il Tribunale superiore bernese conferma la condanna a 15 anni di reclusione per il cosiddetto guaritore di Berna

9 Aprile 2015

TF: conferma 15 anni a “guaritore” Berna, ma indennizzi da rivedere

Dovrà scontare la pena di 15 anni cui è stato condannato un anno fa il sedicente “guaritore” accusato di aver inoculato intenzionalmente a Berna il virus dell’Aids ad almeno 16 persone tra il 2001 e il 2005.

Il Tribunale federale (TF) ha confermato la sentenza della corte d’appello bernese. Questa dovrà tuttavia rivedere l’ammontare degli indennizzi alle vittime per torto morale.

Il Tribunale superiore bernese aveva condannato in appello l’11 aprile 2014 il maestro di musica italo-svizzero, oggi 56enne, per lesioni gravi e propagazione di malattie dell’uomo, aggravando la pena di 12 anni e nove mesi inflittagli in prima istanza. Nella sentenza pubblicata oggi, i supremi giudici di Losanna confermano il reato di lesioni gravi, respingendo la richiesta del ricorrente di derubricare l’accusa a lesioni semplici.

Giurisprudenza modificata, ma con riserva

È vero – afferma il Tribunale federale – che nel 2013 lo stesso TF ha modificato la sua giurisprudenza, giudicando che al giorno d’oggi, tenuto conto delle possibilità di cure, un’infezione da virus dell’immunodeficienza umana (Hiv) non metta più, in generale, la vita in pericolo e non costituisca dunque più una lesione grave. Esso ha tuttavia lasciato la possibilità di definire lesione grave un’infezione da Hiv causata volontariamente, con grave danno alla salute fisica o mentale della vittima.

Nel caso concreto, i giudici di Mon Repos danno ragione ai colleghi del tribunale bernese. Secondo il TF le persone infettate negli anni tra il 2001 e il 2005 “hanno una speranza di vita, secondo le stime, accorciata nettamente, di diversi anni”.

Losanna chiede per contro alla corte bernese di rivedere il suo giudizio riguardo agli indennizzi per torto morale: 100’000 franchi per ogni vittima (90’000 in un caso). Il TF giudica infatti “incompleta la relativa motivazione” del Tribunale superiore, o “troppo poco differenziata riguardo a ogni singolo caso”.

Processo indiziario

Quello tenuto contro il “guaritore” è stato un processo indiziario, ma con prove giudicate schiaccianti dal Tribunale superiore bernese. Esso ha ritenuto accertato che l’imputato si sia procurato sangue contaminato e l’abbia inoculato in modo mirato e senza scrupoli nelle sue vittime, durante le sedute di meditazione e agopuntura che teneva nel suo appartamento bernese in margine alle sue lezioni di musica.

L’imputato ha continuato durante tutto il procedimento a dichiararsi innocente e a respingere ogni addebito, dicendosi vittima di un complotto e sostenendo che sono state le vittime, sieropositive, a infettarsi a vicenda con rituali o rapporti sessuali.

 

 

FONTE: SWI Swissinfo.ch

http://www.swissinfo.ch/ita/tf–conferma-15-anni-a–guaritore–berna–ma-indennizzi-da-rivedere/41371480

 

“Guaritore” di Berna, confermati i 15 anni

L’uomo era stato condannato un anno fa per aver inoculato intenzionalmente il virus dell’Aids ad almeno 16 persone

BERNA – Dovrà scontare la pena di 15 anni cui è stato condannato un anno fa il sedicente “guaritore” accusato di aver inoculato intenzionalmente a Berna il virus dell’Aids ad almeno 16 persone tra il 2001 e il 2005. Il Tribunale federale (TF) ha confermato la sentenza della corte d’appello bernese. Questa dovrà tuttavia rivedere l’ammontare degli indennizzi alle vittime per torto morale.

Il Tribunale superiore bernese aveva condannato in appello l’11 aprile 2014 il maestro di musica italo-svizzero, oggi 56enne, per lesioni gravi e propagazione di malattie dell’uomo, aggravando la pena di 12 anni e nove mesi inflittagli in prima istanza. Nella sentenza pubblicata oggi, i supremi giudici di Losanna confermano il reato di lesioni gravi, respingendo la richiesta del ricorrente di derubricare l’accusa a lesioni semplici.

Giurisprudenza modificata, ma con riserva – È vero – afferma il Tribunale federale – che nel 2013 lo stesso TF ha modificato la sua giurisprudenza, giudicando che al giorno d’oggi, tenuto conto delle possibilità di cure, un’infezione da virus dell’immunodeficienza umana (Hiv) non metta più, in generale, la vita in pericolo e non costituisca dunque più una lesione grave. Esso ha tuttavia lasciato la possibilità di definire lesione grave un’infezione da Hiv causata volontariamente, con grave danno alla salute fisica o mentale della vittima.

Nel caso concreto, i giudici di Mon Repos danno ragione ai colleghi del tribunale bernese. Secondo il TF le persone infettate negli anni tra il 2001 e il 2005 “hanno una speranza di vita, secondo le stime, accorciata nettamente, di diversi anni”.

Losanna chiede per contro alla corte bernese di rivedere il suo giudizio riguardo agli indennizzi per torto morale: 100’000 franchi per ogni vittima (90’000 in un caso). Il TF giudica infatti “incompleta la relativa motivazione” del Tribunale superiore, o “troppo poco differenziata riguardo a ogni singolo caso”.

Processo indiziario – Quello tenuto contro il “guaritore” è stato un processo indiziario, ma con prove giudicate schiaccianti dal Tribunale superiore bernese. Esso ha ritenuto accertato che l’imputato si sia procurato sangue contaminato e l’abbia inoculato in modo mirato e senza scrupoli nelle sue vittime, durante le sedute di meditazione e agopuntura che teneva nel suo appartamento bernese in margine alle sue lezioni di musica.

L’imputato ha continuato durante tutto il procedimento a dichiararsi innocente e a respingere ogni addebito, dicendosi vittima di un complotto e sostenendo che sono state le vittime, sieropositive, a infettarsi a vicenda con rituali o rapporti sessuali.

Il caso era diventato di pubblico dominio nel 2010, anche se era emerso già nel 2004, quando durante una consultazione all’Inselspital di Berna un paziente aveva espresso forti sospetti che all’origine della sua infezione da Hiv ci fosse un trattamento di agopuntura fattogli dal “guaritore”. Poco dopo altre due persone avevano raccontato una storia analoga. L’ospedale ha allora cominciato a indagare sistematicamente su casi poco chiari e ha infine consigliato alle vittime di sporgere denuncia.

Il 14 marzo 2013, durante il processo di prima istanza, l’imputato non si era presentato in aula adducendo ragioni mediche e i giudici avevano ordinato alla polizia di prelevarlo a casa. L’uomo aveva accolto gli agenti brandendo un coltello e una spada da samurai, poi si era barricato in casa e aveva minacciato di sparare dalla finestra. Dopo un assedio di circa 24 ore, le forze speciali avevano preso d’assalto l’appartamento e arrestato il “guaritore”.

 

FONTE: TIO Ticinonline

http://www.tio.ch/News/Svizzera/Cronaca/1026340/Guaritore-di-Berna-confermati-i-15-anni

 

NOTA: Vedi sulla vicenda precedenti articoli, postati qui:

https://favisonlus.wordpress.com/?s=guaritore+di+Berna

 

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