La santeria, l’ex poliziotto e la “maga”: i misteri di un duplice omicidio

20 Aprile 2015

La maga, il poliziotto e la setta: il duplice delitto della Santeria

Giancarlo Bossola avrebbe prima ucciso la maga cubana che frequentava, poi si sarebbe dato fuoco in auto insieme alla badante dell’anziana madre. Ex poliziotto, detto il Professore, praticava strani riti esoterici

di Edoardo Montolli

Dicembre, 2014. Norma Ramirez, 52 anni, scende dall’aereo preoccupata. A Cuba le hanno predetto che presto sarà uccisa, per mano di un uomo. Vai a credere a cose del genere. Ma lei ci crede, è una santeros, seguace della santeria. Come ogni culto sincretico sudamericano, la santeria mescola il cattolicesimo alla tradizione tribale di origine africana. C’è la trance, la possessione, la reincarnazione e il babalawo, lo stregone che conosce il futuro. Ma dicono che, a differenza della macumba e del vodoo, nella santeria non ci sia magia nera, solo quella bianca: nessuna fattura di morte, nessuna maledizione. Dicono.

Ad Alessandria, Norma vive da un anno al quartiere Cristo.

Frequenta un ex ispettore  di polizia, Giancarlo Bossola, 60 anni, in pensione dal 2003 per una cardiopatia. Lo chiamano il Professore per via dell’abilità nel centrare le previsioni dei numeri al lotto. Tipo metodico, igienista. Separato, un figlio, da quando è morta la sua ultima compagna pare non fosse più lo stesso uomo.

Per questo si era avvicinato anche lui alla santeria, dopo un viaggio a Cuba. Solo che, se finisci per credere in queste cose, la tua vita cambia. Diventa una giostra agitata dal destino, dove difenderti e muoverti a colpi di riti esoterici.

Forse Norma ha commesso l’errore di dirgli della profezia nefasta che le hanno fatto a Cuba.

Alla Cupola, un locale del quartiere, li avevano visti insieme. Anche se lui, dirà la cameriera Ludmilla Ahatiy, era arrivato a presentarsi lì con sei donne diverse nello stesso pomeriggio.

Il primo aneddoto curioso. Il secondo è più inquietante, perchéLudmilla ricorda che una volta il Professore le rivelò, serio, di essere un adoratore del diavolo. Chissà. Di certo nel palazzo tutti lo ricordano cordiale, tranquillo, persona di cui fidarsi. Per Giancarlo, Norma era semplicemente la “Maga”.

LA TELEFONATA

Aprile, 2015. Il telefono del 113 squilla poco prima delle 22,30. La voce di un uomo annuncia che a casa sua, ad Alessandria, in via Pascoli, c’è il cadavere di una donna. Poi chiude. La chiamata viene effettuata da un’Audi A6 grigia a noleggio, all’altezza di Arenzano, diretta a Ventimiglia. Alla guida c’è il Professore che, poco dopo, manda un sms a tutti gli amici:«Scusate, ci vediamo in un’altra vita». Il telefono risulta intestato a Rosolina Redolfi, 47 anni: è la badante della madre novantenne dell’uomo, altra persona che il Professore frequenta. Gli inquirenti vanno a verificare. La casa è in ordine. Pulita. Sul letto, nudo, c’è il corpo della Maga, coperto da un piumone. Indossa solo una collana colorata. È morta da almeno due giorni. Come, non si sa. Nessun segno di violenza, nessuna ferita.

LE LETTERE

Sul tavolo ci sono quattro lettere: «Sono il prescelto». E, ancora, con calligrafia incerta, il Professore scrive che la Maga«voleva che lo facessi». E che gli ha ordinato la divinità di ucciderla. Una è indirizzata al figlio: gli comunica che doveva «farlo». Mentre si cerca di decifrare il delirio, viene segnalata un’auto in fiamme sull’autostrada, direzione Ventimiglia. Ha avuto un piccolo tamponamento, poi ha cozzato sul guardrail. Ma ha preso fuoco all’improvviso e i vigili del fuoco faticheranno non poco a spegnere le fiamme. Il Professore e la badante sono dentro, carbonizzati. Probabilmente le fiamme sono state appiccate volontariamente. Sembra che negli ultimi tempi Bossola parlasse al bar della sua morte, che sarebbe arrivata presto. Ma sono cose che capita di sentire tutti i giorni. Prima dell’ultimo viaggio, alla Cupola c’è chi giura che il Professore e Rosolina erano agitati «sembravano strani, come fossero drogati». Hanno preso un caffè e sono partiti. Diretti dove, nessuno ancora lo immagina. Resta da attendere l’esito delle autopsie, perché in questa storia buia di spiriti, sangue e misteri, si riesca a fare un minimo di luce.

Edoardo Montolli

frontedelblog.it

 

FONTE: GQ

http://www.gqitalia.it/underground/2015/04/20/la-maga-il-poliziotto-e-la-setta-il-duplice-delitto-della-santeria/

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