La battaglia di un monaco buddhista che rischia la vita per ripulire il Buddhismo dagli scandali che lo hanno travolto

30 Aprile 2015

Thailandia, sesso droga e corruzione. Lo scandalo dei monaci buddisti

di

Phra Buddha Issara

 

Phra Buddha Issara è un monaco  che sta conducendo una battaglia difficile per“ripulire” il buddismo dalla corruzione, sollecitando oltre 300.000 monaci del paese ad essere più trasparenti riguardo alle grosse somme che ricevono sotto forma di donazioni e chiedendo al Consiglio Supremo Sanghar di reprimere gli atti illeciti. L’uomo ha talmente tanti nemici che ha  ricevuto minacce di morte ed è stato costretto ad assumere delle guardie del corpo. Quello che Phra Buddha Issara  non può più sopportare sono i monaci che esibiscono fidanzate (e fidanzati) o che ubriachi distruggono automobili guidando in modo forsennato, i  monaci che intascano mazzette di denaro contante per i funerali o che giocano con il mercato azionario. Senza dimenticare i monaci armati di borse Louis Vuitton che sedevano a bordo di un jet privato mostrati in un video che fece scandalo nel 2013. La più alta istituzione religiosa della Thailandia, in un paese dove il 95% della popolazione è buddista, è in crisi. Dallo scorso anno la Thailandia è governata da una giunta militare che ha utilizzato poteri dittatoriali per reprimere i politici dell’opposizione, gli attivisti dei diritti umani e la stampa. Per Buddha Issara, che ha sostenuto la destituzione del primo ministro democraticamente eletto, Yingluck Shinawatra, e si dice che sia vicino al generale Prayuth Chan-ocha, il leader della giunta, questo è il momento perfetto per una revisione del buddismo thailandese.

“Dal momento che stiamo ripulendo la nostra casa, non dobbiamo lasciare sporcizia, dobbiamo pulire ogni angolo. Se non lo facciamo, alla fine lo sporco si diffonderà per tutta la casa”, ha detto Buddha Issara in un’intervista rilasciata al Washington Post nel tempio Wat Ao Noi, alla periferia di Nakhon Pathom, aggiungendo che con la giunta militare che si sta occupando della politica e dell’economia, non è consigliato lasciar fuori la religione.

I 38.000 templi della Thailandia tradizionalmente si basano su donazioni dei fedeli, ricevendo tra i 3 e 3,6 miliardi dollari l’anno, secondo un rapporto del National Institute of Development Administration. Buddha Issara vuole maggiore trasparenza nelle donazioni in modo che questi templi possano liberarsi dalla corruzione e chiede al governo militare di istituire un nuovo comitato per controllare le casse del Buddismo: per questo, all’inizio del mese ha presentato una petizione urgente alla Commissione nazionale anticorruzione per indagare sulle due più grandi istituzioni buddiste per frode.

Don Pramudwinai, vice ministro degli Esteri, ha detto che “molti nel governo hanno preoccupazione per gli abusi” nelle istituzioni buddiste. “Ci piacerebbe vedere che la riforma in corso sia ripresa dai monaci stessi, piuttosto che essere imposta, ma questo non è ancora successo”, ha detto.

Dal canto suo Buddha Issara non si tira indietro: “Se posso far conoscere i problemi che si stanno accumulando da tempo e trovare delle soluzioni, sono contento di farlo, anche se questo mi costerà la vita”.

 

FONTE: CORRIERE DELLA SERA (BLOG)

http://lepersoneeladignita.corriere.it/2015/04/30/thailandia-sesso-droga-e-corruzione-lo-scandalo-dei-monaci-buddisti/

 

 

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