Come Internet sostiene le credenze estreme (Trad. ITA)

Maggio 2015

Come Internet sostiene le credenze estreme

 

 Articolo tratto La Croix  del 4/5/2015

Libera traduzione a cura favisonlus

 

Nel suo rapporto annuale, consegnato lunedi  4 Maggio al Primo Ministro, la MIVILUDES (Missione interministeriale di vigilanza e lotta contro derive settarie), pone l’accento sul ruolo di Internet nello sviluppo di credenze estreme che potrebbero dar luogo a nuovi fenomeni settari difficilmente controllabili.

Basandosi sulla diffusione su vasta scala di credenze radicali, come ad esempio le teorie cospirazioniste che stanno attraendo persone sempre più giovani o il fenomeni dell’ auto-radicalizzazione sulla rete degli apprendisti jihadisti, lo studio del professor Gérald Bronner (1), specialista di sociologia cognitiva, mette in evidenza i rischi della emersione “di nuovi tipi di credenze settarie” ancora più difficili da rintracciare non essendo più strutturate attorno a un gruppo localizzato o a un guru.

MOVIMENTI INAFFERRABILI

« Inafferrabili, come lo può permettere Internet, ma in grado di  produrre individui disposti , in alcuni casi, a passare all’azione », questi nuovi movimenti settari costituiscono una nuova sfida per la democrazia perché sarebbero così difficili da identificare altrettanto come dar loro un nome chiaro “, dice lo specialista.

La facilità di creare comunità virtuali di persone che condividono le stesse idee, la massa di informazioni in circolazione che permette di trovare dati che confermano le proprie convinzioni o ancora l’attivismo di coloro che le diffondono, contribuiscono, a suo avvivo, ad ampliare l’adesione a credenze estreme.

I MECCANISMI AL LAVORO

“Internet può eliminare la difficoltà della loro scarsità”, osserva Gerald Bronner. “Non c’è più bisogno di isolarsi in una comunità geograficamente stabilita per correre il rischio dell’isolamento cognitivo e della radicalizzazione,” spiega, come dimostra la radicalizzazione sulla rete di apprendisti jihadisti. Allo stesso modo, è più facile vedere confermate le proprie idee nella rete. “Qualcuno crede nella efficacia dell’omeopatia? Grazie a un qualunque motore di ricerca su Internet e in pochi click, trova centinaia di pagine che gli permettono di rafforzare la sua credenza “, dice il sociologo.

L’ILLUSIONE DI UNA MAGGIORANZA SILENZIOSA 

Soprattutto coloro che le diffondono, più motivati, sono particolarmente attivi su Internet. Al punto di dominare il mercato delle informazioni fornite. Una ricerca su Google su credenze controverse, (astrologia, il mostro di Loch Ness, i cerchi nel grano, ecc), fa rilevare secondo lo studio, che l’80% dei siti che condividono questa convinzione sono proposti nelle primi 30 voci. “Possono così creare l’illusione di una maggioranza silenziosa che sfrutta l’anonimato del web per esprimere punti di vista di buon senso “, dice Gérald Bronner

Il pericolo proviene dalla sua capacità di “contaminare” gli indecisi. Di qui la necessità di “costruire dighe per limitare il rischio di scivolamento verso la  credulità o il radicalismo“, conclude.

 

CELINE ROUDEN

 

FONTE : La Croix

http://www.la-croix.com/Actualite/France/Comment-Internet-favorise-les-croyances-extremes-2015-05-04-1308968

 

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