Formia. Scoperta la truffa di un uomo che aveva sottomesso psicologicamente una donna facendole credere di essere stato sequestrato da una setta satanica, così da indurla a pagare ingenti somme di denaro per la sua liberazione

23 Maggio 2015

Per truffare l’amante finge il sequestro da parte di una setta satanica: denunciato dalla polizia

La donna era andata in commissariato per chiedere aiuto, gli agenti scoprono che la vera vittima era lei: servivano 60mila euro per liberare il suo uomo

Per truffare l’amante e ottenere da lei consistenti somme di denaro le aveva fatto credere di essere finito in un giro di messe nere, costretto a lasciare l’abitazione e il luogo di lavoro in quanto soggiogato dai membri di una setta satanica che sotto la minaccia di morte lo avevano asservito al loro volere.
Una storia tutta inventata, smascherata dagli uomini del commissariato di Formia. La vittima, una signora di 40 anni, terrorizzata era andata alla polizia e aveva mostrato agli agenti coordinati dal vice questore Paolo Di Francia alcune conversazioni drammatiche e delle foto tramite WhatsApp, che ritraevano il proprio uomo all’interno di una stanzetta dove, a suo dire, era stato segregato e da dove non sarebbe mai più uscito qualora non avesse reperito una cospicua somma di denaro da dare ai propri aguzzini. A fronte delle numerose richieste, la donna ha versato a più riprese, su una carta postepay e direttamente tramite vaglia postale, una somma totale di circa 5000 euro.

L’ULTIMA RICHIESTA: 60MILA EURO I successivi accertamenti degli investigatori però hanno portato a scoprire che non solo il racconto della donna non aveva alcun fondamento, ma che la stessa donna era l’ignara vittima di una squallida vicenda, in cui un uomo senza scrupoli, avendola sottomessa psicologicamente al suo volere, abusava della sua debolezza per farsi inviare somme di denaro. Secondo quanto appurato dagli investigatori infatti le conversazioni su WhatsApp, attraverso foto e messaggini di testo, erano tutte improntate a creare una tensione psicologica e delle scadenze oltre le quali venivano paventate tragedie, evitabili solo versando le somme di denaro richieste. L’ultima richiesta tendeva ad ottenere la cifra di 60.000 euro.  L’intervento degli agenti ha così scongiurato che la truffa assumesse proporzioni devastanti. L’autore della truffa, F.S. di 45 anni originario di Sessa Aurunca, incensurato, separato, e privo di stabile attività lavorativa è stato pertanto denunciato all’autorità giudiziaria.

 

FONTE: Corriere di Latina

http://www.corrieredilatina.it/news/notizie-locali-sud/16861/Per-truffare-l-amante-finge-il.html

 

 

Le fa credere di essere perseguitato da una setta satanica: amante truffata

Le manda conversazioni e foto facendole credere di essere segregato in una stanza. Si fa dare 5mila euro e ne chiede altri 60 per la liberazione. La donna, terrorizzata dalla vicenda, si rivolge alla polizia. Denunciato un 45enne

 

Una storia ai limiti dell’inverosimile quella scoperta dalla polizia di Formia: un’amante truffata da un uomo che le fa credere di essere segregato in una stanza, ricattato da una setta satanica. Per questo avrebbe dovuto consegnare loro del denaro per essere liberato.

Ha approfittato della sua debolezza e l’ha sottomessa psicologicamente riuscendo a farsi dare i soldi. Il protagonista è un 45enne di Sessa Aurunca, incensurato e disoccupato, la vittima è una signora di 40 anni di Formia.

Nei giorni scorsi i poliziotti del commissariato hanno ricevuto una denuncia da parte di quest’ultima, che si diceva disperata per le sorti del suo amante. L’uomo le aveva fatto credere di essere stato costretto da tempo a lasciare casa e lavoro perché soggiogato da una setta satanica che lo minacciava di morte.

La signora, terrorizzata dalla vicenda, ha mostrato alla polizia conversazioni drammatiche e foto su whatsapp che ritraevano l’uomo all’interno di una stanza dove, a suo dire, era stato segregato e da dove non sarebbe mai più potuto uscire se non avesse consegnato loro del denaro. Così la donna, a più riprese, gli versa tramite postepay e vaglia postali, circa 5mila euro.

Gli accertamenti della polizia fanno emergere l’ovvia infondatezza di quanto raccontato. Dietro la storia una spiacevole truffa da parte di un uomo che, senza alcuno scrupolo, aveva approfittato della debolezza psicologica della 45enne.

“Le conversazioni telefoniche – spiegano dal commissariato – erano tutte improntate a creare una tensione psicologica e delle scadenze oltre le quali erano paventate sciagure evitabili solo versando le somme di denaro richieste. L’ultima richiesta tendeva ad ottenere la cifra di 60mila euro”.

 

FONTE: LATINATODAY

http://www.latinatoday.it/cronaca/truffa-setta-satanica-denuncia-formia-23-maggio-2015.html

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