“L’eredità di mio figlio: informare sui pericoli delle sette”. La storia di Jeremiah Duggan, morto in circostanze misteriose, e della drammatica battaglia di sua madre per assicurare gli assassini alla giustizia

28 Maggio 2015

I PERICOLI DELLE SETTE E LA LUNGA BATTAGLIA DI UNA MADRE PER OTTENERE GIUSTIZIA PER IL FIGLIO

Erica Duggan la madre di Jeremiah Duggan

 

La madre di uno studente britannico ebreo deceduto dopo aver frequentato un campo giovani di destra in Germania, ha dichiarato quest’oggi che non avrà pace fino a quando gli assassini di suo figlio non saranno assicurati alla giustizia.

Jeremiah Duggan, un giovane di 22 anni, è stato trovato morto su una autostrada a Wiesbaden il 27 marzo 2003 dopo aver partecipato a una conferenza organizzata dal movimento di estrema destra LaRouche per protestare contro la guerra imminente in Iraq.

Jeremiah non sapeva però di essersi unito a un gruppo estremista di destra, perché il movimento LaRouche si presenta come un’organizzazione di sinistra.

Le autorità tedesche avevano concluso che si era trattato di un suicidio realizzato mediante un incidente stradale, ma la settimana scorsa il coroner Andrew Walker del distretto settentrionale di Londra, ha stabilito che il giovane non si è suicidato e che la partecipazione alla conferenza potrebbe avere qualche attinenza con la sua morte, aggiungendo che sul suo corpo erano presenti ferite inspiegabili.

Erica, la mamma di Jeremiah, crede che le autorità tedesche abbiano insabbiato errori commessi nella fase iniziale delle indagini.

Ore prima di morire il figlio l’aveva inoltre contattata telefonicamente dicendole che era preoccupato perché il gruppo lo stava seguendo.

Per 12 anni la sig.ra Duggan e il suo ex marito, Hugh Duggan, hanno condotto una campagna perché il caso potesse essere riesaminato dai procuratori tedeschi e tre anni fa l’Alta Corte della Germania ha attivato una nuova inchiesta. La sig,ra Duggan si augura che il paese possa comprendere di aver per troppo tempo chiuso gli occhi su gruppi che incitano sentimenti anti-britannici e anti-semiti e spera che la vicenda di suo figlio possa servire a fare informazione sull’organizzazione LaRouche e sui pericoli delle sette che ingannano e distruggono i giovani.

Il movimento LaRouche opera negli Stati Uniti e in Germania e dirige varie organizzazioni politiche in numerosi paesi tra i quali l’Italia, promuovendo anche le idee antisemite e cospirazioniste del suo leader, il novantaduenne Lyndon La Rouche, che ha corso per le presidenziali per ben otto volte, l’ultima nel 2004. Il primo tentativo risale al 1976  alla testa di un piccolissimo partito da lui fondato  (U.S. Labour). Dal 1980  si è sempre presentato alle primarie del Partito Democratico per la nomina di candidato alla presidenza degli Stati Uniti, (nel 1992  lanciò la sua candidatura dal carcere, essendo stato condannato a 15 anni insieme ad altri 25 membri del suo movimento per frode). La Rouche venne rilasciato sulla parola nel 1994.

Due anni prima della grazia concessa a Lyndon La Rouche dall’allora presidente Clinton, il movimento fu coinvolto in un altro caso drammatico: il padre del 36enne Lewis du Pont Smith, (membro della rinomata famiglia du Pont ), si rivolse al Cult Awareness Network CAN, perché lo aiutasse a liberare il figlio, affiliato al movimento. L’uomo rischiò il carcere a vita, con l’accusa di aver  cospirato con gli specialisti di culti del CAN  per rapire il figlio e liberarlo dall’influenza di La Rouche. Il padre del giovane affermò di aver preso in considerazione l’idea del rapimento ma negò esistesse un piano di sequestro. Il caso si concluse senza portare ad alcuna incriminazione.

Sulla vicenda del giovane Jeremiah Duggar è stata recentemente sentita in audizione anche Catherine Picard, ex deputato francese promotrice della legge sull’abuso di debolezza (Loi About-Picard) ed esperta di gruppi settari che ha confermato la possibilità che il giovane sia stato vittima di influenza e controllo da parte del movimento e di un’intensa pressione e violenza psicologica durante la conferenza alla quale seguì la morte di Jeremiah.

https://favisonlus.wordpress.com/2015/05/21/caso-jeremiah-duggan-la-corte-ascolta-catherine-picard-esperta-di-culti-ed-ex-parlamentare-francese-promotrice-della-legge-sullabuso-di-debolezza-in-relazione-al-caso-del-presunto-suicidio-d/

Oggi la sig,ra Erica Duggan ha anche consegnato una lettera all’ambasciata tedesca a Londra indirizzata al Cancelliere Angela Merkel.

Nella lettera sono fatti i nomi di coloro che secondo la madre di Jeremiah avrebbero concorso a ostacolare le indagini

http://www.thejc.com/news/uk-news/119178/new-hope-duggan-mother-she-heads-court

Al link di seguito il drammatico racconto della donna, pubblicato quest’oggi dal London Evening Standard

http://www.standard.co.uk/news/uk/jeremiah-duggans-mother-i-will-not-stop-the-fight-until-my-sons-killers-are-brought-to-trial-10281102.html

 

 

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