Messico. Quei bambini devoti della Santa Muerte che uccidono altri bambini

30 Maggio 2015

RIFLESSIONI SUL CASO DEL  BIMBO UCCISO DA ALTRI BAMBINI IN UN RITUALE DELLA SANTA MUERTE

 

La recente notizia della tortura e uccisione di Christopher Márquez, un bambino messicano di 6 anni, ha sconvolto non solo il Messico e tutti coloro che hanno letto la notizia ma continua a rivelare aspetti inquietanti che collegano la drammatica vicenda alla venerazione della Santa Muerte  e, in generale, al fenomeno delle sette pericolose. Questo soggetto dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutti coloro che ancora non vedono il pericolo delle credenze professate da certi culti  in relazione a crimini perpetrati da persone totalmente immerse in un mondo complesso di convinzioni religiose che li prepara a commettere simili atrocità. Questo caso è  ancora più terribile perché coloro che hanno rapito, torturato e ucciso Christopher sono essi stessi bambini e preadolescenti.

Se è vero che contesti di povertà, mancanza di valori e la continua esposizione alla criminalità organizzata sono alla base di condotte devianti giovanili, -e i bambini che hanno inflitto la morte al piccolo Christoper provenivano da tale ambiente-, occorre però  prendere in considerazione anche altre cause.

Chihuahua è uno dei gli Stati del Messico con i più alti tassi di omicidio dei bambini : 38 bambini ogni 100.000 abitanti. Dal 2005 a oggi, 10.876 bambini sono stati uccisi in Messico.

Omicidio rituali?

C’è una parte di informazione che non tutti i media hanno preso in considerazione: i bambini devoti della Santa Muerte.  Vicini di casa, riporta Net Noticias, hanno affermato che i bambini responsabili del delitto apparterrebbero a una banda criminale. Altri quotidiani locali hanno raccolto le testimonianze degli abitanti del luogo, secondo cui questi minori adoratori della Santa Muerte sarebbero stati indottrinati in un gruppo settario. L’Herald of Chihuahua ha riferito che il coordinatore del Dipartimento di Studi Storici e Sociali della Autonomous University of Ciudad Juárez, il rev. Dizán Vázquez Loya, ritiene che le autorità dovrebbero determinare se gli assassini del bambino abbiano agito come devoti isolati della Santa Muerte o se appartengano a un culto formale. Per Dizán Vázquez, prete cattolico ed esperto di culti, vi sono indicazioni di un rituale: simboli, sadismo, sacrificio animale, il bimbo sacrificato e la sua sepoltura rituale. Tutto questo è indice del fatto che i bambini hanno imparato dagli altri. Tuttavia, appare necessario effettuare una più approfondita indagine sul campo per valutare se vi sia coinvolto un culto organizzato. P. Jorge Luis Zarazua, un esperto messicano di sette,  ha spiegato che la Santa Muerte non è un culto di origine cattolica anche se spesso viene confuso con la devozione popolare cattolica per il suo sincretismo che comprende elementi devozionali cattolici, l’uso di altari, fiori, quadri, e processioni. Ma è chiaramente un culto di tipo magico e occulto, maggiormente connesso a stregoneria e satanismo che alla pietà popolare.  Le notizie più recenti sul culto alla Santa Morte, indicano infatti trattarsi di un brodo di cultura di gruppi settari rappresentativi del satanismo criminale.

Santa Muerte e il crimine

Gli investigatori messicani affermano che dove le organizzazioni criminali si espandono, il culto della Santa Muerte cresce. Il rapporto tra crimine e devozione al culto è abbondantemente accertato. Uno dei leader  di “Tex-Mex”, un culto che venera la Santa Muerte è in carcere, e i suoi seguaci sono considerati satanisti.

Sacerdoti messicani raccontano che quando i fedeli sono in cerca di aiuto si rivolgono a loro, ma se l’obiettivo è fare del male a qualcuno, vendicarsi o anche proteggersi dal crimine, la loro devozione è rivolta alla Santa Muerte.

 

Sette e vulnerabilità sociale

Nelle aree dove sono più diffuse povertà e crimine, i culti proliferano poiché offrono un senso di sicurezza e autostima a chi vive in condizioni di disagio sociale e in ambienti in cui dominano paura e insicurezza, dove la vita perde valore e lo stesso sistema di valori è capovolto.

C’è dunque la necessità di una maggior consapevolezza sul fatto che una grande vulnerabilità sociale determina contestualmente una grande vulnerabilità psicologica e spirituale, e che spesso le vittime sono le persone povere.

La nostra indifferenza su queste questioni, può ridurre e liquidare la morte del piccolo Christopher come un terribile omicidio e nulla più, presto dimenticato e sostituito da un’altra tragica notizia.

In realtà si tratta della punta di un iceberg, di un fenomeno che lontano dalla nostra vista, disumanizza e distrugge la vita di bambini, adulti, anziani.

Il fenomeno delle sette non è un argomento esotico da affrontare solo nello studio delle religioni, si tratta di un problema sociale che richiede seria attenzione da parte di tutti e risposte concrete alla disperazione degli individui e delle famiglie.

 

Estratti liberamente tradotti da un articolo a firma di Miguel Pastorino pubblicato su Aletetia e NEWMAX

Al link di seguito l’articolo originale

http://www.aleteia.org/es/politica/articulo/infanticidio-en-mexico-y-culto-a-la-santa-muerte-5839443814514688

Qui la traduzione dell’articolo in lingua inglese

http://www.newsmax.com/World/TheAmericas/child-murders-Mexico-linked/2015/05/28/id/647332/

 

NOTA: Sulla vicenda del piccolo Christopher, vedi anche articolo “Adoradores de la “santa muerte”, pubblicato qui:

http://yucatan.com.mx/mexico/accidentes-mexico/adoradores-de-la-santa-muerte

 

 

 

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