Centocinquanta le sette distruttive operanti in Spagna, circa 500mila le vittime, ma la giustizia non sanziona gli abusi psicologici

1 Giugno 2015

SPAGNA: PROLIFERANO LE SETTE DISTRUTTIVE MA LA GIUSTIZIA NON SANZIONA GLI ABUSI PSICOLOGICI COMMESSI SUGLI ADEPTI

Un totale di 150 culti distruttivi attualmente operanti in Spagna, di cui più della metà  in Costa del Sol, colpiscono circa 500.000 vittime, secondo lo psicologo José Miguel Cuevas, Professore all’Università di Malaga e vice presidente della Associazione Iberoamericana per la Ricerca sugli Abusi Psicologici ( Aiiap). Il dott. Cuevas, in una dichiarazione all’agenzia Efe, ha però chiarito che si tratta di un numero sottostimato e che quotidianamente proliferano nuovi gruppi molto difficili da controllare.

Per quanto riguarda l’elevata presenza di gruppi coercitivi in Costa del Sol, lo psicologo ha spiegato esserci “punti caldi” nel paese oltre la costa di Malaga, come il Levante, le Isole Canarie e la grande capitale che favoriscono lo sviluppo di queste organizzazioni a causa del multiculturalismo delle società o alla circolazione di capitali. Cuevas ha presentato oggi il Laboratorio di analisi psicologica e criminologica dei culti distruttivi che si terrà il prossimo sabato 6 giugno, presso il Palazzo dei Congressi di Marbella e che si rivolge a professionisti e studenti nel campo della criminologia, psicologia, medicina legale,  diritto,  scienze sociali e del diritto, alle forze di sicurezza e agli enti statali, così come alle vittime di gruppi settari o manipolativi.

Lo psicologo ha avvertito che, contrariamente a quanto si pensa, ossia “che queste sette agiscano di nascosto e in segreto”, attualmente si pubblicizzano in modo aperto e visibile. “Ci sono molti gruppi che catturano le loro vittime attivando “corsi esca” di cucina o yoga, offrendo rimedi innovativi per la cura delle malattie, nelle stesse università”.

Ha anche aggiunto che abitualmente si identificano i culti distruttivi con quelli religiosi o esoterici, ma oggigiorno sono in crescita quelli di tipo politico, culturale o terapeutico. Ciò che identifica un culto distruttivo, per Cuevas, è l’esistenza di una gerarchia nel gruppo, con la presenza di un guru e l’uso di  tecniche di controllo mentale, “ciò che comunemente conosciamo come lavaggio del cervello”, e la perdita della libertà della vittima.

Lo psicologo inoltre ha lamentato che dal punto di vista giuridico risulta difficile agire contro questi gruppi poiché occorrono numerose denunce da parte delle vittime, le cui testimonianze sono “minate” dagli adepti delle stesse sette. Ha quindi concluso evidenziando che le sentenze, concernono spesso reati secondari, come gli abusi sessuali e l’esercizio abusivo di professione, ma non i crimini per abusi psicologici.

 

Testo tratto sall’articolo “Las 150 sectas destructivas que operan en España“, pubblicato in data odierna da LA RAZON al link di seguito

http://www.larazon.es/las-150-sectas-destructivas-que-operan-en-espana-BE9879366

 

Libera traduzione a cura favisonlus

 

NOTA: Leggi anche in lingua spagnola l’articolo AUMENTA IL NUMERO DELLE SETTE DISTRUTTIVE IN SPAGNA, pubblicato il 2 Giugno 2015, da LA GACETA, qui:

http://www.gaceta.es/noticias/aumenta-numero-sectas-destructivas-espana-02062015-1019

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