CULTI ESTREMISTI E INDOTTRINAMENTO. L’incredibile storia di Meriam Rhaiem che ha salvato la figlia dalle mani di suo marito jihadista

4 Giugno 2015

UN FENOMENO SETTARIO FOLGORANTE

Un film racconterà la straordinaria odissea di Meriam Rhaiem, una donna francese che ha salvato sua figlia, Assia, nelle mani di un marito arruolato nel Fronte Al-Nusra in Siria. L’emittente francese TF1 ha acquisito i diritti per la sua storia (“Assia, la mamma è qui,” edizioni Michel Lafon, aprile 2015). Il cast è in fase di preparazione. ” Mi piacerebbe che Leïla Bekhti interpretasse il mio ruolo. Attendo la sua risposta “, ha confidato la ventiseienne francese. Vive con Assia in Francia “sotto protezione ” ed è stata in visita a Bruxelles questa settimana per ringraziare il belga Bahar Kimyongür che ha giocato un ruolo attivo nel rilascio della sua bambina.

Meriam Rhaiem, come sta Assia?

Ha appena compiuto tre anni e sta molto bene. E’ seguita psicologicamente. L’unica cosa che ha detto al suo arrivo in Francia, era che gli aerei sparavano in aria. Era spaventata. Le abbiamo spiegato che qui gli aerei passeggiavano nel cielo e non sparavano.

Ha avuto contatti con suo marito da quando è stato arrestato in Turchia con Assia?

No. So che è in carcere in Francia.

Come si spiega sia stato radicalizzato così rapidamente, – in due mesi -, prima di partire per la Siria?

In Belgio, è stato Sharia4Belgium. Da noi, è stato il gruppo islamico radicale Forsane Alizza, sciolto nel 2012 da Claude Guéant. Mio marito aveva una certa fragilità. Era troppo generoso. Si sentiva colpevole di vivere bene. Questa piccola apertura ha permesso a Forsane Alizza di indottrinarlo. Gli hanno chiesto di guardare i video in Internet sulla Palestina e la Birmania. Ha trascorso il 90% del suo tempo in rete e il resto, a discutere con i radicali. Prima c’è stata una rottura sociale. Lui che ha lavorato duramente ha smesso di farlo. Poi abbiamo vissuto la rottura familiare, perché io ho rifiutato di essere indottrinata. Il gruppo è diventato la sua nuova famiglia.

Ha avuto l’impressione che stava entrando in una setta?

Sì, un fenomeno settario folgorante, che non è associato con la religione.

Cosa intende con questo?

Quanto rivendicano questi gruppi non ha nulla a che vedere con l’Islam. In Francia, il Centro per la prevenzione contro le derive settarie legate all’Islam stima che il 70% dei richiedenti provengono da un ambiente ateo.  Non sono figli di immigrati, non è un problema di città o di integrazione. Queste sono persone che hanno un’inclinazione verso il sociale alle quali viene fatto credere che per aiutare bisogna arruolarsi nella guerra in Siria e Iraq. Sono persuasi che questa sia la fine del mondo e che sarà istituito un califfato. I media occidentali non hanno alcun impatto su di loro. La loro conoscenza del Corano è minima. La maggior parte non conosce nemmeno l’alfabeto arabo.

Quando suo marito era ancora a casa, aveva proibito molte cose …

Niente bambole, orsacchiotto, niente musica, niente altalena con la musica. Per loro, tutto ciò che ha gli occhi,  naso, bocca è proibito. Pensava fossi una donna troppo “occidentalizzata”, non abbastanza sottomessa e mi ha fatto indossare il jilbab, il cappotto nero che proviene dall’Arabia Saudita.

Quando nel mese dell’ ottobre del 2013, suo marito non ha riportato Assia dopo una visita, come ha reagito?

Ero molto arrabbiata. Il divorzio era già in corso. Sono andata dritta alla polizia perché lui era schedato, (per la sua vicinanza al gruppo islamico, ndr). Le autorità francesi non hanno preso sul serio la questione. Abbiamo dovuto aspettare cinque giorni prima di poter presentare una denuncia e lui ha potuto attraversare le frontiere. Ha trascorso due mesi e mezzo in Turchia. Le autorità francesi non sono state in grado di emettere un mandato di cattura internazionale per sottrazione di minori. Mia figlia era in pericolo. Due mesi più tardi, io ho divulgato sui media  la notizia che mio marito diceva di volere unirsi ad al Qaeda. Sono caduta dalle nuvole. Non avevo mai sentito parlare di Al-Nusra. In Turchia, abbiamo parlato su Skype. Quasi ogni notte, ho avuto il permesso di parlare con mia figlia. Ogni giorno, ho chiamato la polizia francese, i tribunali erano incaricati del caso. Ho parlato coi media il 22 dicembre. Dodici ore dopo, è stato attivato il mandato di cattura internazionale. Purtroppo lui era già in Siria.

Pochi mesi più tardi, ha ottenuto un incontro con suo marito nella provincia turca di Hatay …

Sono andata con mio fratello, avvisando il governo francese. Il mio ex marito si era battuto a Kasseb, (un piccolo villaggio armeno nel nord della Siria, ndr), ma il gruppo era stato respinto dalle forze di Bachar al Assad e si era disperso. Alcuni erano tornati in in Francia, altri avevano aderito allo Stato Islamico (IS). Mio marito era più fragile, in ascolto. Il suo migliore amico Abu Jaffar ha raggiunto IS (lui si è fatto esplodere il 25 aprile a un posto di frontiera giordana con un kamikaze belga soprannominato Abu Abdullah al-Belgiki, ndr). Ho fatto credere al mio ex-marito che andavamo a vivere in Turchia.

Si è presentato in albergo con Assia?

Sì, è fuggito dal Fronte Al-Nusra. L’hotel era a tre minuti da una caserma della gendarmeria turca … Nonostante il mandato di cattura internazionale, il capo della polizia mi ha chiesto di tornare in Francia senza Assia! E’ allora che il governo francese, alla fine, è intervenuto. Il ministero degli Esteri francese sapeva che persone dell’esercito governativo siriano seguivano il caso di Assia. Laurent Fabius non mi ha mai ricevuta. Ma Bernard Cazeneuve, il Ministro degli Interni, non mi ha mai chiuso la porta. Ci ha accolte all’aeroporto di Villacoublay al nostro ritorno in Francia, 3 settembre 2014.

Libera traduzione a cura favisonlus

FONTE ORIGINALE: LA LIBRE

http://www.lalibre.be/actu/international/l-incroyable-histoire-de-meriam-rhaiem-qui-a-sauve-sa-fille-des-mains-de-son-mari-djihadiste-556f22f535703275625cb6cf

Articolo del 3 giugno 2014 a firma di CHRISTOPHE LAMFALUSSY

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