“Le mogli di Duggar”. Riflessioni sugli abusi commessi nelle comunità religiose

VENERDI, 5 giugno 2015

NOTA: Sul caso della famiglia Duggar che ha recentemente sconvolto l’America, vedi articolo in lingua italiana, qui:

http://tv.fanpage.it/scandalo-sul-reality-19-kids-amp-counting-il-figlio-maggiore-molesto-le-sorelle/

Segue libera traduzione a cura favisonlus dell’articolo a firma di  Brooke Arnold per SALON.

 

Le “mogli di Duggar” nel mondo hanno parlato: «Io credevo di essere l’unica”

 

Quando ho scritto il mio saggio “Avrei potuto essere una delle mogli di Duggar,” Io non ero preparata per questa risposta spiazzante

 di BROOKE ARNOLD

 

Penso che se avessi saputo la quantità di attenzione e l’intensità della risposta che il mio ultimo articolo per Salon, “Avrei potuto essere una moglie di Duggar: sono cresciuta nella stessa chiesa e lo scandalo degli abusi non mi ha sconvolto, ” avrebbe ricevuto, non avrei avuto il coraggio di premere il tasto” invio “sulla tastiera. Ho pensato che sarebbe stato solo un articolo in più; un altro sasso gettato nell’immenso oceano dei media online. Immaginavo che non avrebbe causato altro che una brevissima piccola onda. Mi ero sbagliata di  molto.

Dal momento in cui  l’articolo è stato pubblicato, ho ricevuto migliaia messaggi da persone che dicevano : «Io credevo di essere la sola.”

Molti di questi messaggi arrivavano da persone che come me erano cresciute dentro e intorno ad ATI, -una organizzazione fondamentalista cristiana-, alcuni  anche da parte di persone con le quali ero cresciuta ma non avevo più parlato per lungo tempo. Purtroppo, molti di quei messaggi comprendevano anche storie di orrori che hanno superato di gran lunga qualunque cosa ho personalmente sperimentato.

Quello che mi ha sorpreso di più fra quei messaggi è stato il fatto che la gente che si identificava così fortemente con la mia storia. proveniva da background religiosi diversi. Sono stati colpiti come Mormoni, Mennoniti, musulmani conservatori, Testimoni di Geova, ebrei ortodossi, cattolici e molti altri. Mi è sembrato chiaro che l’abuso coinvolge tutte le comunità religiose.

Forse è perché le religioni sono intrinsecamente istituzioni di controllo. Controllano ciò che noi crediamo, il nostro modo di comportarci, e, in ultima analisi, ciò a cui si da valore. Questa struttura di controllo si estende quindi al di là della vasta comunità religiosa e nelle case dove, tragicamente, le donne e i bambini sono collocati nella parte più bassa di questi sistemi di valori, fatto che li rende particolarmente vulnerabili agli abusi.

Qui l ironia è che la famiglia al centro dello scandalo sessuale, i Duggars, per tutta la loro permanenza, agli occhi dell’opinione pubblica, è stata lodata come campione dei cosiddetti valori della famiglia. Ma ciò che tutte queste storie rivelano è che i “valori della famiglia” hanno meno a che fare con il benessere di una famiglia e più a che fare con la politica. “I valori della famiglia” non dovrebbero rappresentare un simbolo per il partito politico a favore del quale si vota. I “valori familiari” non dovrebbero basarsi su quanto strettamente si possa aderire a insegnamenti o pratiche religiose. “I valori della famiglia” non dovrebbero porre alcuni membri della famiglia al di sopra di altri.

I valori della famiglia dovrebbero essere curati con amore, accettando tutti i membri della famiglia. Essi dovrebbero sottolineare e riconoscere il valore unico dei contributi di ogni membro  incoraggiandolo a raggiungere la massima espressione di sé, indipendentemente dal sesso o da qualunque condizione. Questo è qualcosa che può non avvenire se qualcuno si sente fondamentalmente impotente o tacitato.

Ogni persona che mi ha scritto è incredibilmente coraggiosa ed elastica, ciascuna a suo modo infrangibile. Ognuna delle loro storie mi ha commosso moltissimo. Eppure, sono costretta a chiedermi: ” E cosa succederà alle persone che non sono coraggiose o resistenti? Possiamo accettare di lasciarli indietro? ”

Mi è stato chiesto più volte, la scorsa settimana, circa le soluzioni al problema degli abusi religiosi. Non ho la risposta a queste domande. Io ho una storia.

La religione è fatta anche di storie: storie di chi siamo, del perché siamo qui, di dove stiamo andando, di che cosa significa la vita, e di ciò che la vita dovrebbe essere. Non mi piaceva che la mia chiesa mi parlasse della mia vita, perché la storia era che non aveva importanza, poiché sono una donna. La storia che la mia chiesa mi ha raccontato era che non ho voce e che non ho scelta. Ma io l’ho fatto: ho scelto di riscrivere la storia della mia vita e ora ho scelto di raccontarla.

Tale decisione ha ora spinto migliaia di altre persone a condividere le proprie storie con me. Mi sento profondamente onorata di essere loro destinatario. Loro mi hanno veramente gratificato per avere premuto “invio”.

 

 

FONTE ORGINALE: SALON

http://www.salon.com/2015/06/04/the_duggar_wives_of_the_world_have_spoken_i_thought_i_was_the_only_one/

 

NOTA: I Duggar appartengono al movimento fondamentalista Quiverfull e sono sostenitori dell’ Advanced Training Institute (ATI), un programma scolastico cristiano creato da Bill Gottardo un leader fondamentalista accusato di essere un predatore sessuale. 

Su Quiverfull e sul caso Duggar vedi articolo in lingua inglese, qui:

http://mic.com/articles/119098/inside-the-christian-cult-that-told-the-duggars-to-blame-their-daughters-for-their-abuse

 

 

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