CULTI E PERSUASIONE. Il racconto di un ex membro della setta distruttiva Aum Shinrikyo (Trad. ITA)

16 Giugno 2015

L’attrazione della setta : la forza di persuasione di Aum Shinrikyo

Di MASAMI ITO

 

L’ex membro di Aum Shinrikyo rivela quanto sia difficile prendere le distanze dal gruppo una volta che si decide di andarsene.

Shoko Asahara, fondatore e guru del culto apocalittico-terroristico Aum Shinrikyo

Il figlio di Nagoka (*) che ha chiesto l’anonimato per proteggere la riservatezza della sua famiglia, entrò a far parte di Aum Shinrikyo nell’autunno del 1987, quando era ancora studente presso un college di filosofia Indiana. Era sempre stato affascinato dalla religione e, da quel momento, per saperne di più aveva  accumulato 2.000 libri sull’argomento. Recuperando un paio di testi pubblicati da Aum, fu sorpreso dalle idee progressiste del culto

Non ci volle molto al giovane per cadere sotto il fascino del guru, parzialmente non vedente, Shoko Asahara, il cui vero nome è Chizuo Matsumoto.  Fu così così che iniziò a studiare gli insegnamenti del culto e a partecipare a lezioni di yoga. Proseguì prendendo parte a un campo di dieci giorni di “follia”, durante il quale i partecipanti erano costretti a seguire una severa formazione che metteva alla prova la loro forza fisica fino al limite. Nel disperato tentativo di diventare un membro a pieno titolo,  si dedicò completamente al culto.

Anche se era uno studente, fece donazioni ad Aum tutte le volte che poteva, saltava anche i pasti per risparmiare tutti i soldi a sua disposizione e devolverli all’organizzazione. “Il controllo mentale è una specie di sortilegio, chiunque è in pericolo di cadere in questa trappola“, ha dichiarato l’ex membro. “Aum faceva credere che si era liberi di fare delle scelte, ma, in realtà, si era guidati verso le scelte“.

Il giovane assunse rapidamente un ruolo di primo piano all’interno della setta, rappresentando Aum con i media e contrastando le azioni di suo padre, che aveva fondato un gruppo di sostegno per i genitori i cui figli erano stati plagiati da Asahara.

IL LEGAME

Come gli altri membri della setta, gli era stato insegnato a credere che i rapporti con i genitori erano inutili.

“Il legame tra i membri di Aum era molto forte, credevamo di essere uniti a livello spirituale.  Ritenevamo di essere in collegamento con le nostre vite passate e col futuro attraverso la reincarnazione. Non avevo buon rapporto con mio padre in quel momento. Mi era stato insegnato che qualunque cosa dicesse era una bestemmia“.

Il figlio di Nagaoka si dedicò alle attività di Aum e lavorò instancabilmente per per far eleggere nel 1990 Asahara e altri 24 membri nel Consiglio. Mangiava un pasto al giorno e dormiva un paio d’ore per notte, passava le giornate distribuendo volantini e affiggendo manifesti elettorali di Asahara.

Una mattina, si svegliò preda di amnesia,  -non aveva idea di chi fosse o cosa facesse Aum Shinrikyo -. Dopo un paio di giorni, recuperò la maggior parte della memoria precedente il suo ingresso nella setta, incluso il numero di telefono di suo padre. I suoi giorni nella setta erano contati.

Dopo aver condotto la propria personale ricerca su Asahara e Aum Shinrikyo, si rese conto che gli avevano mentito e finalmente fu in grado di fuggire. “Ero il figlio del presidente del gruppo di sostegno alle vittime di Aum. Se fossi rimasto, sarei stato ucciso o mi avrebbero costretto a partecipare agli attentati col gas sarin“.

Fece successivamente un viaggio in India con i suoi genitori per incontrarsi con uno stretto collaboratore del Dalai Lama, il quale negò che il premio Nobel per la pace avesse ordinato a Asahara di propagare il “vero buddismo ” in Giappone .

Il giovane ha raccontato di essere stato in grado di fuggire dalla setta perché i suoi genitori, in particolare suo padre, Nagaoka, si è rifiutato di rinunciare a lui. Nagaoka affrontò pubblicamente la setta non solo per aiutare suo figlio, ma anche gli altri genitori i cui figli avevano subito il lavaggio del cervello.

ESPIATE LE VOSTE COLPE

In questo modo, però, Nagaoka era diventato un obiettivo e fu attaccato col gas nervino XV poco prima dell’attacco col sarin alla metropolitana. Durante l’attacco rischiò di morire.

Mi sento terribilmente in colpa per quello che ho fatto passare a mio padre. Se non avessi aderito ad Aum, lui non sarebbe stato colpito nell’attacco. E’ stato grazie  di mio padre e mia madre che ho potuto lasciare Aum. Non tutti sono fortunati come me sono perché alcuni non hanno una famiglia da cui tornare “.

Il figlio di Nagaoka è riuscito ad aiutare più di 30 persone ad abbandonare il culto Aum Shinrikyo. A oggi, però, si rammarica di non essere riuscito a convincere a fare altrettanto Masami Tsuchiya, un adepto condannato.

Pochi anni prima dell’attentato con gas nervino, il figlio di Nagaoka aveva trascorso settimane in un impianto nella Prefettura di Ibaraki, dove Tsuchiya era trattenuto dai suoi familiari. Lì ha trascorso fino a dieci ore al giorno a parlare con Tsuchiya, che è rimasto impassibile e infine è ritornato nella setta. Tsuchiya ora è nel braccio della morte dopo essere stato giudicato colpevole per aver preparato il gas tossico utilizzato nell’attentato alla metropolitana di Tokyo.

“Mi dispiace di non aver potuto convincere Tsuchiya a smettere. Se ci fossi riuscito, probabilmente non ci sarebbero stati attacchi col sarin a Matsumoto o aTokyo. Tsuchiya era più vecchio e più intelligente di me.. Nulla di ciò che gli ho detto lo ha toccato “.

Il figlio di Nagaoka aveva circa 25 anni, quando fui sferrato l’attacco col gas nervino. Ora ne ha 46, lavora come impiegato a contratto ed è anche un regolare monaco buddista Tibetano.

Cerca ancora di aiutare alcuni degli attuali 1.650 membri di Aleph e Hikari no Wa, (gruppi separatisi da AUM), ma dice che non è facile destreggiarsi tra una famiglia e un lavoro a tempo pieno.

Ora ci sono persone nella mia vita che ho bisogno di proteggere e non posso impegnarmi a fondo (per aiutare i membri a uscire)“, dice evidenziando che occorre tempo per convincere un membro ad abbandonare.

Nel frattempo, le persone che una volta considerava più vicine che la sua famiglia sono ora nel braccio della morte.

Se uccidi qualcuno, devi espiare i tuoi peccati in questa vita secondo la legge giapponese” dice. “E ‘vero che (i 12 uomini nel braccio della morte) possono essere stati sotto l’influenza di Asahara, ma la realtà è che hanno ucciso delle persone. Non credo che le nostre tasse dovrebbero essere utilizzate per mantenerli in vita“.

 

* [La versione completa di questo articolo è stata pubblicato originariamente da The Japan Times .]

http://www.fairobserver.com/region/asia_pacific/cult-attraction-aum-shinrikyos-power-of-persuasion-88088/

 

Libera traduzione a cura favisonlus

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