CASO FORTETO. MOZIONE 1/00922 (On. Beborah Bergamini più altri)

ATTO CAMERA

MOZIONE 1/00922

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 449 del 24/06/2015
Firmatari
Primo firmatario: BERGAMINI DEBORAH
Gruppo: FORZA ITALIA – IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE
Data firma: 24/06/2015
Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
BRUNETTA RENATO FORZA ITALIA – IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE 24/06/2015
CARFAGNA MARIA ROSARIA FORZA ITALIA – IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE 24/06/2015
BRAMBILLA MICHELA VITTORIA FORZA ITALIA – IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE 24/06/2015
PRESTIGIACOMO STEFANIA FORZA ITALIA – IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE 24/06/2015
PICCHI GUGLIELMO FORZA ITALIA – IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE 24/06/2015
PALESE ROCCO FORZA ITALIA – IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – BERLUSCONI PRESIDENTE 02/07/2015
Stato iter:

IN CORSO

Fasi iter:

APPOSIZIONE NUOVE FIRME IL 02/07/2015

Atto Camera

Mozione 1-00922

presentato da

BERGAMINI Deborah

testo di

Giovedì 2 luglio 2015, seduta n. 453

La Camera,
premesso che:
il 19 giugno 2015 il tribunale di Firenze ha inflitto pesanti pene a carico dei vertici, ispiratori e fondatori de Il Forteto, cooperativa agricola all’interno della quale – e alla quale – sono stati affidati, nel corso degli ultimi trenta anni, numerosi minorenni in difficoltà;
sito in località Mugello, Il Forteto è sempre stato considerato da Legacoop, dalle istituzioni e dalla sinistra toscana una best practice dal punto di vista non solo produttivo ma anche educativo, al punto da essere associato alla scuola di Don Milani. Si è invece scoperto essere un luogo non di accoglienza ma di sevizie e violenze, fisiche e psicologiche. Una vera e propria setta, articolata formalmente in una associazione, una Fondazione e, appunto, una cooperativa agricola;
in particolare, il tribunale ha comminato al fondatore della comunità, Rodolfo Fiesoli, che si faceva chiamare «il Profeta», una pena di 17 anni e mezzo per violenza sessuale e maltrattamenti ai danni di numerosi ragazzi affidati alla comunità, molti dei quali hanno rivissuto i drammi subiti testimoniando davanti alla corte le sevizie. Il suo braccio destro, l’«ideologo» del gruppo Luigi Goffredi, dovrà scontare 8 anni. Con loro sono state condannate altre 14 persone, con pene che variano da 1 a 8 anni, sulle 23 che erano state mandate a processo. Appare dunque chiaro come sia l’intero «sistema Forteto» ad essere stato sanzionato dai giudici;
Rodolfo Fiesoli, per il quale il pm Ornella Galeotti aveva chiesto una condanna a 21 anni, rimane a piede libero. Il tribunale ha inoltre stabilito provvisionali per 1.260.000 euro immediatamente esecutive a favore delle vittime. In alcuni risarcimenti è obbligata in solido anche la cooperativa agricola;
la comunità del Forteto si costituisce negli anni ’70 e quasi subito decide di «ritornare alla terra» costituendo una cooperativa agricola all’interno della quale vivere e lavorare. All’interno della comunità la vita è organizzata secondo alcune teorie «parapsicologiche» tra cui quella della «famiglia funzionale» che doveva sostituire la famiglia naturale. Inoltre, uomini e donne – anche se ufficialmente sposati – dovevano vivere separatamente, vi erano momenti serali di «confronto» in cui spesso le persone venivano spinte a «confessare» in pubblico i propri eventuali desideri sessuali e le «provocazioni» messe in atto di conseguenza. Testimoni hanno raccontato di come bambini che sono andati in braccio ad adulti siano stati accusati di essere provocatori. «In quella comunità – ha detto il Pm Galeotti nella requisitoria – si verificò per anni una sospensione delle leggi dello Stato, attraverso un programma criminale in cui il Fiesoli “rapinava il sesso” ai ragazzini, con la complicità degli altri imputati»;
Fiesoli e Goffredi erano già stati arrestati e condannati negli anni ’80 per reati analoghi (maltrattamenti e atti di libidine su minori), ma continuarono le loro attività perché i tribunali per i minorenni non smisero di affidare minori al Forteto. Nel 2000 la Corte europea dei diritti dell’uomo sanzionò l’Italia per quanto vi avveniva. Fiesoli venne nuovamente arrestato nel 2011 dopo le accuse di alcune vittime che denunciarono anche lo sfruttamento del lavoro minorile nella cooperativa agricola in cui erano impiegati;
nonostante i precedenti giudiziari e la condanna della Corte europea, la regione Toscana così come numerose altre istituzioni locali e nazionali hanno continuato ad elargire fondi e riconoscimenti a Il Forteto, elogiandone tra l’altro i metodi educativi e frequentando e visitando spesso la comunità;
nel mese di aprile 2013, su richiesta del consiglio regionale toscano, il Ministero dello sviluppo economico ha inviato suoi ispettori a Il Forteto. Nella loro relazione, in cui si chiedeva il commissariamento della cooperativa, si rilevava la «tendenza a confondere le regole ed i principi della “comunità” con il rapporto lavorativo e societario», il che pare aver «condotto gli stessi soci a ritenere “normali” atteggiamenti particolarmente “interferenti” dell’organo amministrativo», tra questi il fatto che molti dei soci avessero inconsapevolmente sottoscritto strumenti finanziari. Nel mese di dicembre 2013 il Ministero sospendeva la procedura di commissariamento chiedendo un supplemento di indagini che, comunque, portava gli ispettori a concludere che «La situazione non appare al momento sostanzialmente mutata». Ciononostante, a luglio 2014 il Governo decideva di non procedere con il commissariamento. Oggi, all’indomani della sentenza di condanna di Fiesoli ed altri, non solo il centrodestra toscano continua a invocare il commissariamento ma anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella, si è espresso nello stesso senso, innovando la posizione del Pd toscano sulla vicenda;
se la vicenda de Il Forteto ha trovato una sua definizione nelle aule di tribunale, deve ancora scrivere la sua pagina nera circa le responsabilità politiche e istituzionali di enti locali, giudici, servizi sociali, mondo cooperativo, certi intellettuali e ovviamente di tutti quei politici che nel corso degli anni hanno ignorato o sottovalutato le denunce. Il processo stesso, secondo quanto consta ai firmatari del presente atto, ha rischiato più volte di arenarsi, tra fascicoli spariti e poi miracolosamente rinvenuti e testimonianze prima rese e poi inspiegabilmente ritrattate;
per questo, il Gruppo Forza Italia ha depositato alla Camera una proposta di legge recante l’«Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività di affidamento di minori a comunità e istituti», su cui si auspica la più ampia convergenza delle forze politiche, che si faccia carico di raccogliere e tesorizzare le vicende accadute presso la struttura di accoglienza «Il Forteto» di Firenze affinché, anche alla luce di quanto riportato dalla commissione regionale d’inchiesta istituita sui medesimi fatti, si possano colmare le lacune e le smagliature legislative a livello nazionale e si possa avviare un’indagine su tutto il territorio nazionale circa la bontà delle attività delle altre strutture, comunità e istituti d’accoglienza dei minori,

 

impegna il Governo:

a porre in essere ogni opportuna iniziativa di propria competenza volta ad accertare e definire le responsabilità e le manchevolezze politiche ed istituzionali che negli anni hanno portato alla prosecuzione degli affidi di minori nonostante gli arresti e le condanne inflitte ai due fondatori negli anni ’80 per reati analoghi (maltrattamenti e atti di libidine con i minori ospiti), e nonostante la sanzione inflitta all’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per quanto avveniva nella comunità, anche in raccordo con tutte le iniziative intraprese in tal senso e richiamate in premessa;

a verificare con urgenza la sussistenza dei presupposti per la nomina di un commissario che gestisca la cooperativa agricola in modo tale da dissociarla completamente dalla precedente gestione e dall’Associazione e dalla Fondazione Il Forteto, di cui sono tutt’ora parte tutti i condannati e in generale il gruppo dei fondatori, al fine anche di pervenire al più presto al pagamento delle provvisionali a favore delle vittime.

(1-00922) «Bergamini, Brunetta, Carfagna, Brambilla, Prestigiacomo, Picchi, Palese».

FONTE: CAMERA DEI DEPUTATI

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=1/00922&ramo=CAMERA&leg=17

http://www.camera.it/leg17/995?sezione=documenti&tipoDoc=assemblea_allegato_odg&idlegislatura=17&anno=2015&mese=07&giorno=06&back_to=

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