Caso Forteto. MOZIONE 1/00936 (On. Cozzolino più altri)

ATTO CAMERA

MOZIONE 1/00936

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 454 del 03/07/2015
Firmatari
Primo firmatario: COZZOLINO EMANUELE
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 03/07/2015
Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
BONAFEDE ALFONSO MOVIMENTO 5 STELLE 03/07/2015
GAGNARLI CHIARA MOVIMENTO 5 STELLE 03/07/2015
NUTI RICCARDO MOVIMENTO 5 STELLE 03/07/2015
TONINELLI DANILO MOVIMENTO 5 STELLE 03/07/2015
CECCONI ANDREA MOVIMENTO 5 STELLE 03/07/2015
DADONE FABIANA MOVIMENTO 5 STELLE 03/07/2015
DIENI FEDERICA MOVIMENTO 5 STELLE 03/07/2015
D’AMBROSIO GIUSEPPE MOVIMENTO 5 STELLE 03/07/2015
FERRARESI VITTORIO MOVIMENTO 5 STELLE 03/07/2015
BUSINAROLO FRANCESCA MOVIMENTO 5 STELLE 03/07/2015
AGOSTINELLI DONATELLA MOVIMENTO 5 STELLE 03/07/2015
COLLETTI ANDREA MOVIMENTO 5 STELLE 03/07/2015
SARTI GIULIA MOVIMENTO 5 STELLE 03/07/2015
Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Mozione 1-00936

presentato da

COZZOLINO Emanuele

testo di

Venerdì 3 luglio 2015, seduta n. 454

La Camera,
premesso che:
il Forteto è considerata una delle principali Comunità toscane di recupero per minori disagiati;
la cooperativa agricola, il Forteto, fondata nel 1977 nella azienda agricola di Bovecchio, comune di Barberino di Mugello (Firenze), negli ultimi mesi è stata al centro di una vicenda giudiziaria per abusi sessuali e maltrattamenti anche su minori e bambini presi in affido, costretti a lavori durissimi, punizioni corporali, abusi sessuali;
Rodolfo Fiesoli detto il «profeta» insieme al cofondatore Luigi Goffredi, si avvalevano di falsi titoli di studio come quello in psicologia, nel 1985 furono processati e condannati ad una pena di reclusione per maltrattamenti aggravati ed atti di libidine nei confronti degli ospiti della comunità;
nonostante questi gravissimi capi di imputazione nel 1997 Fiesoli risultava ancora a capo della comunità e, a parere degli interroganti fatto ancora più grave, il tribunale avrebbe continuato ad affidare minori alla struttura, di cui se ne contano almeno 60 fino al 2009;
nel 1975 inizia l’esperienza della «Comune del Forteto», progetto basato su di una proposta di comunità agricola produttiva caratterizzata da una totale promiscuità sessuale fra i suoi partecipanti. A rivestire il ruolo di leader è Rodolfo Fiesoli, coadiuvato da Luigi Goffredi, entrambi coinvolti, sin dalla fine degli anni ’70, in un’inchiesta penale per supposti atti di zoofilia e pedofilia commessi all’interno della cooperativa;
il 30 novembre 1978 Rodolfo Fiesoli viene arrestato su richiesta del giudice Carlo Casini che aveva aperto un procedimento per abusi sessuali nel Forteto; il 1o giugno 1979 Fiesoli lascia il carcere per tornare alla comune del Forteto dove, lo stesso giorno, affidato dal tribunale dei minori, giunge il primo bambino down e il presidente del tribunale, Giampaolo Meucci, grande amico di don Milani, afferma di non credere nell’indagine del Giudice Casini e di ritenere il Forteto una comunità accogliente e idonea;
nel 1982 la cooperativa acquista una proprietà di circa cinquecento ettari nel Comune di Dicomano e vi si trasferisce. L’azienda continuerà a prosperare per diventare oggi un’azienda con un fatturato da 18-20 milioni di euro all’anno, con circa 130 occupati;
nel 1985 viene emessa la sentenza di condanna per Luigi Goffredi e Rodolfo Fiesoli. Fiesoli viene condannato a due anni di reclusione per maltrattamenti nei confronti di una ragazza a lui affidata, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne;
dalla sentenza emerge «istigazione da parte dei responsabili del Forteto alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano loro affidati e i genitori biologici»;
nel 1998 la Corte europea dei diritti dell’uomo riceve la richiesta di ricorso contro l’Italia, e in particolare contro l’operato del tribunale dei minori di Firenze, da parte di due madri con doppia cittadinanza, italiana e belga, cui il tribunale per i minorenni di Firenze aveva imposto di interrompere ogni relazione con i rispettivi figli, collocati presso la comunità Il Forteto. Le donne, inoltre, denunciarono trattamenti violenti e inumani nei confronti dei minori, con una scolarizzazione pressoché inesistente;
il 13 luglio 2000 la Corte ha condannato l’Italia, per l’affidamento alla comunità dei due bambini, a pagare una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali;
20 dicembre 2011 Rodolfo Fiesoli viene arrestato con l’accusa di atti di pedofilia commessi all’interno della cooperativa;
nella relazione finale della Commissione d’inchiesta della regione Toscana (15 gennaio 2013) vengono elencati i nominativi dei politici che a livello locale e nazionale, nonché magistrati e professionisti, avevano frequentazioni con la comunità del Forteto;
nella relazione della commissione d’Inchiesta della regione Toscana sull’affidamento dei minori sopra citata si legge quanto segue: «Per fornire un’idea di massima del fenomeno tentiamo di ricostruire dalle testimonianze ascoltate un elenco dei personaggi che, a vario titolo e con differenti modalità, passano al Forteto109: Edoardo Bruno, Piero Fassino, Vittoria Franco, Francesca Chiavacci, Susanna Camusso, Rosi Bindi, Livia Turco, Antonio Di Pietro, Tina Anselmi, Claudio Martini, Riccardo Nencini, Paolo Cocchi, Michele Gesualdi (Presidente Provincia di Firenze), Stefano Tagliaferri (Presidente Comunità Montana del Mugello), Alessandro Bolognesi (Sindaco di Vicchio), Livio Zoli (Sindaco di San Godenzo e Londa), Rolando Mensi (Sindaco di Barberino di Mugello). E poi i magistrati del Tribunale per i Minorenni di Firenze, a cominciare dai presidenti che si sono succeduti (Francesco Scarcella, Piero Tony, Gianfranco Casciano), dal sostituto procuratore Andrea Sodi, i giudici Francesca Ceroni e Antonio Di Matteo e il giudice onorario Mario Santini. Frequenta Il Forteto Liliana Cecchi, allora presidente dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, ma anche molti medici tra cui Roberto Leonetti (responsabile dell’Unità funzionale Salute Mentale Infanzia-Adolescenza per la zona Mugello). Non mancano i professionisti: volti noti come i giornalisti Rai Betty Barsantini e Sandro Vannucci, ma anche avvocati come Elena Zazzeri, presidente della Camera Minorile di Firenze.»;
dalla relazione della Commissione, emerge inoltre che la comunità ha ottenuto, dal 1997 al 2010, contributi per 1 milione e 200 mila euro mentre, in data 3 maggio 2013, l’europarlamentare Morganti avrebbe chiesto l’intervento della Commissione europea sul caso Forteto «perché sembrerebbe che questa comunità degli orrori abbia ricevuto finanziamenti provenienti da Fondi europei, sia perché ci troviamo di fronte ad una palese violazione dei diritti dei minori previsti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea»;
il quotidiano Il Giornale del 16 maggio 2013, all’interno di un articolo dedicato alla Comunità di cui sopra, riporta: «E l’omosessualità, la pedofilia, per bambini e bambine. Pratiche tollerate e incentivate: «Un percorso obbligato verso quella che veniva definita liberazione dalla materialità», in cui «i minori diventavano prede e ciò avveniva non solo con il consenso collettivo, ma anche con quello dei genitori affidatari presenti in comunità». È scritto nella relazione finale della Commissione d’inchiesta del consiglio regionale (presidente Stefano Mugnai, Pdl, vice Paolo Bambagioni, Pd) che ha fatto luce sul sistema di affidamento dei minori in Toscana.»;
in data 17 agosto 2013 il Ministero dello sviluppo economico ha redatto una relazione conclusiva sui profili amministrativo gestionali della cooperativa agricola il Forteto, chiedendo il commissariamento della stessa. Commissariamento ritenuto indispensabile a causa della pesante ed invasiva commistione tra la comunità di Rodolfo Fiesoli e la cooperativa Il Forteto laddove – indicano i commissari ministeriali tra cooperativa e comunità esiste «un legame imprescindibile» e una «tendenza a confondere le regole e i principi della «comunità» con il rapporto lavorativo e societario della cooperativa», rilevando altresì che tutto «viene delegato ai capi ed i soci vengono lasciati all’oscuro persino dei propri diritti»; con l’«inconsapevolezza riferita da alcuni soci interrogati di aver sottoscritto atti importanti, come ad esempio titoli obbligazionari o altri strumenti finanziari, nella completa ed acritica fiducia nei confronti dei proponenti, senza la reale conoscenza di ciò che stavano sottoscrivendo», concludendo con l’allarmante constatazione, secondo la quale la comunità Il Forteto «non appare dotata di strumenti normativi (…) che tutelino e/o garantiscano i diritti di eventuali «ospiti» disadattati e/o minori»;
in data 23 agosto 2013, l’assemblea della cooperativa si è espressa in senso favorevole alla proposta di controdeduzioni formulata dal consiglio di amministrazione in relazione al verbale di revisione degli ispettori ministeriali, con 65 soci favorevoli, 9 contrari e 3 astenuti su 102;
tale decisione di respingimento della richiesta di commissariamento è stata corredata da un comunicato nel quale il presidente affermava che «la cooperativa Il Forteto in questi mesi è stata spesso impropriamente coinvolta su argomenti e fatti come gli affidamenti dei minori per i quali è assolutamente da sempre estranea», considerazione, questa, in apparente contraddizione con una cospicua documentazione ufficiale attestante l’effettiva assegnazione negli anni dei minori da parte del Tribunale alla stessa cooperativa agricola;
lo scorso 17 giugno 2015, la sentenza di primo grado ha fissato una condanna a 17 anni e mezzo di reclusione per il «profeta» e fondatore della comunità Rodolfo Fiesoli ma in attesa del terzo grado di giudizio, non andrà in carcere,

 

impegna il Governo

ad avviare ogni iniziativa di competenza al fine di accertare le motivazioni e le eventuali responsabilità politiche e istituzionali per cui la comunità Il Forteto, anche a seguito della condanna di Fiesoli per abusi sessuali e maltrattamenti, abbia successivamente ottenuto decine di minori disagiati in affidamento;
ad attivare con urgenza tutte le procedure finalizzate all’eventuale commissariamento della cooperativa agricola al fine di separare nettamente la sua attività dalla precedente gestione e dall’Associazione e dalla Fondazione Il Forteto, di cui sono tuttora parte tutti i condannati e in generale il gruppo dei fondatori, al fine anche di pervenire al più presto al pagamento delle provvisionali a favore delle vittime.
(1-00936) «Cozzolino, Bonafede, Gagnarli, Nuti, Toninelli, Cecconi, Dadone, Dieni, D’Ambrosio, Ferraresi, Businarolo, Agostinelli, Colletti, Sarti».

 

FONTE: CAMERA DEI DEPUTATI

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=1/00936&ramo=CAMERA&leg=17

 

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