Guerra di eredità tra Testimoni di Geova e la figlia di una testimone deceduta

8 Agosto 2015

UNA STORIA DI SEGRETI E DI DUE EREDITA’

La figlia di una Testimone di Geova della città di Gatineau (Canada) deceduta questa primavera, si è rivolta ai tribunali per recuperare l’eredità lasciata dalla madre all’organizzazione religiosa, mentre era prossima a morire.

Tenuta separata dalla sua famiglia, Lise Laberge, una fedele geovista, avrebbe visto di nascosto la sua unica figlia Joanne e i suoi parenti. Nel 2008 davanti a un notaio avrebbe redatto testamento lasciando la sua casa e tutti i suoi beni alla figlia.

Tuttavia, secondo l’istanza presentata nel luglio scorso alla Corte Superiore, uno degli alti responsabili dei Testimoni di Geova di Outaouais (Québec), Jean-Yves Bermond  e la moglie, Murielle Cimini, avrebbero preso illecitamente possesso dell’eredità, facendo firmare alla donna morente un altro testamento, la settimana prima del suo decesso.

In base alla nostra valutazione l’eredità ammonterebbe a circa 300mila dollari. (Valutazione di LE DROIT)

La famiglia della defunta ha chiesto l’annullamento del nuovo testamento per ” appropriazione indebita d’eredità e infermità mentale”.

<<Il giorno della firma del testamento, Lise Laberge, era fortemente intossicata sia per l’avvelenamento legato al suo stato di salute che per l’intensificazione dell’effetto della sua terapia, situazione che l’ha resa confusa e ha ridotto ulteriormente la sua capacità mentale>> spiega la parte ricorrente nella sua istanza.

Nel documento pubblico la famiglia ha sostenuto che le regole dei Testimoni di Geova <<sono servite a isolare Lise Laberge da sua figlia fino al suo ultimo respiro, contro la sua volontà e a farle cambiare le sue ultime volontà in un momento di sconforto, debolezza e confusione, mentre era sul punto di morire>>.

Il sig. Bermond avrebbe agito in qualità di ministro di culto per farle firmare le nuove ultime volontà e per poi designare su moglie quale erede universale.

 

Nei Testimoni di Geova al 1985 in poi

Nel 1985 la sig.ra Lise Laberge, aveva annunciato ai suoi parenti di aver aderito al movimento dei Testimoni di Geova e di doversi isolare per circa due anni per motivi di studio.

Successivamente, sempre secondo il documento della Corte, questo isolamento sarebbe proseguito “con l’impegno di vivere con i Testimoni di Geova e onorare solo costoro”

Nel 2008 vedendo la sua salute aggravarsi e temendo di morire, la donna aveva redatto il primo testamento. Un intervento chirurgico sarebbe stato impossibile a causa delle credenze del gruppo religioso che vieta le trasfusioni di sangue. Nel testamento veniva designata come erede la figlia Joanne che la madre non aveva più visto da 23 anni: testamento di cui i convenuti, non sarebbero stati a conoscenza.

In ospedale la madre le avrebbe espresso il suo rimpianto e la volontà di riavvicinarsi a lei e confidato che la congregazione le domandava di trasmettere a loro i suoi beni, ma avrebbe anche assicurato alla figlia di voler lasciare tutto a lei.

La donna era stata finalmente operata senza ricorrere a trasfusione di sangue e la figlia era stata presente ogni giorno al suo capezzale ma “sotto costante supervisione dei Testimoni di Geova, assicurata dall’alternanza…”, sì da rendere difficili i momenti di intimità, tanto che le due dovettero insistere per essere lasciate sole.

 

In segreto 

Negli anni seguenti, sempre secondo il documento depositato a palazzo di giustizia, gli incontri tra madre e figlia sarebbero avvenuti talvolta in segreto, altre volte in presenza di membri dell’organizzazione religiosa che tentavano di evangelizzare i parenti, come avvenne nel caso di una cena familiare.

Questi incontri con la sua famiglia sarebbero stati spesso seguiti dalla minaccia di espulsione della donna dall’organizzazione. 

Nell’istanza si legge che la figlia avrebbe appreso del decesso della madre da uno zio e che giunta all’ospedale le sarebbe stato comunicato che il sig. Bermond <<aveva fatto trasferire il corpo e che aveva affermato che sua madre non aveva più famiglia>>.

Presentandosi a casa della madre per dare esecuzione al testamento del 2008, la figlia della signora Laberge si era trovata di fronte a porte chiuse, con serrature cambiate.

“Joanne saprà dalla polizia che l’accusato  ha sostenuto di aver avuto il permesso del figlio di Lise, (nominando, infatti, il fratello di lei), cosa che quest’ultimo ha negato.”

Al funerale, sostenuta dal Bermond, la figlia della defunta sarebbe stata ricevuta in modo insolente “in una cerimonia in cui gli scagnozzi hanno fatto sentire chiaramente la loro presenza intimidatoria verso i parenti e i non geovisti “.

Oltre alla eredità familiare, la discendente esige nella stessa istanza $ 20.000 di danni.

Setta o no?

 Info-Secte rifiuta di attribuire l’etichetta rigida di “setta” ai Testimoni di Geova.

“Non possiamo rispondere con “sì o no” a questa domanda,” ha detto Mike Kropveld, di Info-Secte. Il movimento religioso, che altre organizzazioni qualificano come “setta”, non è ovviamente considerato in questo modo dagli stessi testimoni di Geova.

La religione viene praticata in “239 paesi e territori” e conta 8,2 milioni di fedeli in tutto il mondo, secondo il sito ufficiale jw.org

L’aggettivo settario viene attribuito quando il movimento religioso “va verso un estremo”, precisa Kropveld. “La questione è sapere se si vive una buona esperienza in un gruppo.”

Secondo Info-Cult, il termine “oggi non ha la stessa connotazione legale di 30 anni fa.”

Il movimento dei testimoni di Geova è stato istituito all’inizio 1870 in Allegheny, Pennsylvania. Charles Taze Russell ha iniziato a pubblicare la Torre di Guardia di Sion periodico della presenza di Cristo. La sede centrale si trova a Brooklyn, NY.

Si può leggere sullo stesso sito (jw.org) che sono “orgogliosi di essere chiamati cristiani”.

“Siamo comunque diversi dalle altre confessioni e religioni cristiane, è scritto. Ecco, ad esempio, alcune delle nostre credenze basate sulla Bibbia: Gesù è il Figlio di Dio e non è parte di una trinità; l’anima non è immortale; Dio non tortura nessuno nell’inferno eterno; i leader religiosi non dovrebbero avere titoli che li pongono al di sopra dei fedeli”

 

 

Libera traduzione a cura favisonlus dell’articolo a firma di  LOUIS-DENIS EBACHER Guerre d’héritage entre les Jéhovah et une Gatinoise” pubblicato su LE DROIT in data 8 agosto 2015.

 

Il testo integrale è consultabile qui:

http://www.lapresse.ca/le-droit/actualites/palais-de-justice/201508/07/01-4891213-guerre-dheritage-entre-les-jehovah-et-une-gatinoise.php

 

 

 

 

 

 

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