ITALIA: ancora molto difficile la rilevazione accurata e il riconoscimento dell’abuso sessuale infantile. Permangono atteggiamenti culturali che minimizzano e negano il fenomeno e le vittime di violenza sessuale risultano ulteriormente vittimizzate.

4 Agosto 2015

Vittime di abuso sessuale ulteriormente vittimizzate: la posizione del Cismai e dell’associazione D.i.Re

Il Cismai, il principale Coordinamento Italiano dei servizi contro il maltrattamento all’infanzia, congiuntamente all’associazione D.i.Re donne in rete contro la violenza esprimono forte preoccupazione per le recenti sentenze che vedono le vittime di abuso sessuale ulteriormente vittimizzate, non riconosciute nei loro diritti di protezione né nella loro dignità, in particolar modo se si tratta di vittime di minore età.

La assoluta necessità della protezione e del rispetto per le vittime in particolar modo se minorenni è stata riconosciuta già 20 anni fa dalla legge 66 /1996, e non può essere disattesa, con l’applicazione delle attenuanti della minore gravità, in considerazione della gravità intrinseca degli atti commessi su un soggetto minorenne e delle gravissime conseguenze sul piano dello sviluppo della personalità.

Gli stessi principi sono stati sanciti dalla Convenzione di Lanzarote, che lo Stato italiano ha accolto e ratificato con legge e che sottolinea la necessità di una tutela rafforzata e non diminuita, tanto che ha innalzato la tutela dei soggetti vittime dai 14 ai 18 anni.

L’abuso sessuale è una drammatica realtà. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute (Global Status Report on Violence Prevention, OMS, 2014) 1 donna su 5 e 1 uomo su 10 hanno subito abuso sessuale nell’infanzia. Sempre l’OMS ha pubblicato nel 2013 un Rapporto sulla prevenzione del maltrattamento all’infanzia in Europa, in cui si stima che il 13,4% delle bambine e il 5,7% dei bambini sono vittime di abuso sessuale.

Tuttavia l’analisi dei dati disponibili a livello europeo (Consiglio d’Europa, 2010) indica che, considerando il sommerso che mai arriverà all’attenzione di qualcuno e resterà evento noto solo alla piccola vittima e all’autore (o autori) della violenza sessuale, in Europa un minorenne su cinque è vittima di una qualche forma di abuso sessuale.

I recenti dati della prima indagine epidemiologica sul maltrattamento all’infanzia, realizzata da Cismai in collaborazione con Terre des Hommes e l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, in relazione ai casi noti, hanno stimato che il 4,2% dei bambini maltrattati, seguiti dai servizi sociali territoriali, è vittima di abuso sessuale (in valore assoluto si tratta di 4000 bambini). Il valore italiano è inferiore a quello europeo a causa del fatto che in Italia è ancora molto difficile effettuare una rilevazione accurata e un riconoscimento di questa gravissima forma di maltrattamento, e ci sono ancora, purtroppo, forti atteggiamenti culturali che portano a negarla e a minimizzarla.

Parallelamente la recente ricerca ISTAT “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia” ha confermato il dato che la violenza contro le donne è fenomeno ampio e diffuso: 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri.

Il rischio, come nelle recenti sentenze, è che anche quando emerga la realtà dell’abuso, essa venga minimizzata e le vittime di questo gravissimo atto non vengano riconosciute nei loro diritti di giustizia e protezione.

Il Cismai e l’Associazione D.i.Re chiedono che lo Stato, i Ministeri della Giustizia e dell’Interno, le Regioni, garantiscano le effettività delle norme, attraverso strumenti applicativi concreti della Convenzione di Lanzarote, nel pieno rispetto della Convenzione di Istanbul e introducendo tutte le ulteriori misure per la tutela rafforzata delle vittime di minor età.

 

FONTE: CISMAI -COORDINAMENTO ITALIANO DEI SERVIZI CONTRO IL MALTRATTAMENTO E L’ABUSO ALL’INFANZIA-

http://cismai.it/vittime-di-abuso-sessuale-ulteriormente-vittimizzate-la-posizione-del-cismai-e-dellassociazione-d-i-re/

 

NOTA SUL CISMAI:

Il CISMAI partecipa ad alcuni organismi importanti per l’indirizzo nazionale della politica sull’infanzia: a partire dal primo Osservatorio Nazionale Minori costituito nel 1995, alla Commissione nazionale contro gli Abusi all’Infanzia (istituita presso il Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio nel 1998), al Comitato ex art. 17 L. 269/98 sorto per coordinare le attività contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali sui minori nel biennio 1999-2000. Attraverso suoi esperti, ha partecipato ai lavori dell’Osservatorio Nazionale Infanzia e a riunioni di consultazione e a progetti del Centro Nazionale di Documentazione sull’Infanzia e l’Adolescenza e con l’Istituto degli Innocenti di Firenze.

E’ stato consulente della Regione Abruzzo per la stesura delle linee guida regionali in materia di abuso e maltrattamento all’infanzia. Fa parte del PIDIDA – Per I Diritti dell’Infanzia e Dell’Adolescenza, Coordinamento di associazioni curato dall’UNICEF.

Partecipa al Gruppo di lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, coordinato da SAVE THE CHILDREN.

Dal 2004 Il Coordinamento è Socio del CRIN (CHILD RIGHTS INFORMATION NETWORK).

Nel 2005 il CISMAI è diventato PARTNER NAZIONALE dell’ISPCAN (International Society Prevention Child Abuse and Neglect).

 

 

 

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