STATI UNITI. In cielo con i lividi. Tra libertà religiosa e diritti violati dei minori, il caso dei bambini della setta religiosa Le Dodici Tribù

1 Settembre 2015

I BAMBINI DELLE DODICI TRIBU’: IN CIELO CON I LIVIDI

Estratto introduttivo dell’articolo a firma di , “Children of The Tribes“, pubblicato su PACIFIC STANDARD

Libera traduzione a cura favisonlus

Nel nostro Paese (Stati Uniti d’America), il Primo emendamento impedisce al governo d’interferire con credenze e pratiche religiose, ma se quelle pratiche fanno soffrire i bambini?

Shuah Jones, di 15 anni, ha raccolto i vestiti sotto la coperta del suo letto nella forma di un corpo, ha afferrato il suo diario e la Bibbia ed è scesa al piano di sotto. Ha indossato una lunga gonna di lino blu e sandali deformati, ha aperto la porta, è scivolata fuori e si è fermata un istante a guardare indietro la sua casa, una residenza storica a Plymouth, (Massachusetts), conosciuta come “Blue Blinds”, dove viveva con gli altri membri della sua chiesa.

Che liberazione!, ha pensato.

Sulla strada si è messa a correre verso l’unico telefono pubblico che conosceva, presso una stazione di rifornimento di benzina vicino al centro della città, a mezzo miglio di distanza. Non era mai stata fuori da sola prima di quella sera. Lungo Court Street, la strada principale, gli uomini nei bar la chiamavano e le fischiavano dietro. Era terrorizzata.

Appena raggiunto il telefono ha composto il numero di suo fratello Noah che le ha suggerito di attenderlo in un parcheggio vicino alla residenza Blue Blinds, così lei è corsa nuovamente indietro. Lui distava un’ora dal luogo. Shuah si è nascosta in un cespuglio, il cuore le batteva forte. Quando finalmente Noah è arrivato la ragazza ha fatto un balzo nella sua macchina.

“Respira” le diceva il fratello mentre si allontanavano, “respira”.

Oggi Blue Blinds è un panificio, famoso a Plymouth per il suo sandwich con uova  e formaggio e per i suoi dolci biologici. Ha guadagnato un gruppo di fan fedeli facendo pagare un po’ meno della concorrenza della zona,  per un cibo che è davvero delizioso.  Ma generare un profitto non è l’unico obiettivo: un altro, è dirigere le anime. La panetteria è la faccia pubblica di un’ isolata e controversa setta religiosa chiamata Le Dodici Tribù (Twelve Tribes).

Ho visitato Blue Blinds, una mattina dell’estate scorsa. I loro affari erano ottimi. Mentre ero in piedi in coda alla lunga fila diretta verso l’entrata, mi sono ritrovata a fissare l’abbigliamento dei dipendenti. Le donne portavano tutte capelli lunghi e gonfi e vestiti cadenti fino a terra. Gli uomini esibivano barbe rasate, coda di cavallo e pantaloni arrotolati per mostrare i loro calzini […]

[…] un uomo serio con caldi occhi marroni, si è seduto alla mia tavola, benvenuto ma senza invito, e sembrava ansioso di parlare.

Ci consideriamo diretti discendenti dei puritani”, spiega, indicando una sezione del murale nella panetteria, in cui il governatore William Bradford, in primo piano, è accigliato mentre i coloni, dietro lui, coltivano i propri giardini.

“E ‘sconvolto perché ognuno sta lavorando il proprio campo. Dovrebbero lavorare insieme. Questo era l’obiettivo che avevano quando sono venuti a vivere la vita della chiesa primitiva. E hanno fallito“.

Laddove i pellegrini hanno fallito, le Dodici Tribù sperano di avere successo. I membri del gruppo, che ammontano a circa 3.000 in tutto il mondo, vivono e lavorano insieme, fanno studiare a casa i loro figli e abbracciano una interpretazione alquanto letterale della Bibbia.., loro sostengono di praticare una forma più pura del cristianesimo delle Chiese tradizionali.

[…Dopo che l’uomo è stato chiamato altrove,  ho passato in rassegna un tavolino pieno di letteratura delle Dodici Tribù. Piegato, tra prevedibili testimonianze dei membri che assicurano di aver trovato all’interno uno scopo o il “vero amore” , dava nell’occhio un opuscolo . La sua copertina aveva impresso un disegno del 1933 di Norman Rockwell , raffigurante  una madre sconvolta che incolpa il suo figlioletto tenuto sul grembo, a faccia in giù. Ai suoi piedi si trova un martello, insieme alla prova che il ragazzino ha da poco combinato un disastro: uno specchio in frantumi, un vaso rotto e un orologio sventrato. Incerta su come disciplinare il suo bambino, la madre afferra una spazzola per capelli con una mano, e un libro di psicologia infantile con l’altra. Sculacciare o non sculacciare? Questa è la domanda, e lei non conosce la risposta.

Ma la Tribù agisce. “When the Spanking Stopped, All Hell Broke Loos”, è il titolo della brochure sul tavolino, che cita Proverbi 13:24 “Chi risparmia la verga odia suo figlio, ma chi lo ama lo corregge per tempo“, vale a dire: “Se amate il vostro bambino prenderete la verga e lo disciplinerete quando è disobbediente. Non è facoltativo, si tratta di un comando“.

Le Dodici Tribù affermano che le pratiche educative progressiste come fissare dei limiti di tempo, togliere la paghetta o tempo dallo schermo, hanno portato a un picco di violenza giovanile e criminalità. L’unico modo per invertire questa tendenza, per i membri del gruppo religioso, è quello di utilizzare la proverbiale verga, presto, spesso e che sia abbastanza dura per lasciare segnai. Secondo ex e attuali dirigenti delle Dodici Tribù con cui ho parlato, i bambini sono colpiti con asticelle in legno o bastoncini sottili utilizzati per tenere i palloncini, per “reati” lievi, come resistere a un cambio del pannolino o lanciare una bottiglia. I bambini più grandi sono frustati con canne di bambù. “I bambini sono guidati dalla loro innata natura a fare ciò che è sbagliato,” affermano gli insegnamenti del gruppo.

E’ meglio andare in cielo con i lividi che all’inferno senza lividi “….

CONTINUA LA LETTURA DEL TESTO COMPLETO QUI

http://www.psmag.com/books-and-culture/children-of-the-tribes

 

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