RELAZIONI SETTARIE: DAL BISOGNO ALLA DIPENDENZA (prima parte)

9 Settembre 2015

I NUOVI CULTI COERCITIVI E LA DIPENDENZA SETTARIA

Secondo l’informazione, esiste attualmente un aumento di aderenti a vari gruppi settari che promettono soluzioni miracolose a ogni tipo di sofferenze umane, siano esse di natura fisica, emozionale, spirituale o legate a problemi economici, così frequenti oggi.

 

Sono le sette che tutti conosciamo per le loro conseguenze estreme e nelle cui reti in molti abbiamo la convinzione di non poter cadere. Molto singolari per le loro attività non convenzionali e per le loro implicazioni sulla salute mentale, arrivano addirittura a indurre episodi psicotici o atti suicidari.

I casi estremi sono ben noti per le caratteristiche spaventose e perché da lungo tempo si sono succeduti in tutti i momenti storici. Tuttavia col passare del tempo le sette non sono rimaste circoscritte solo ai classici gruppi e possono attualmente presentarsi in altre forme meno stravaganti, sia come associazioni civili, culturali, gruppi scientifici, religiosi, filosofici, politici, terapeutici, etc. Non è l’ideologia quello che le caratterizza bensì il fenomeno delle relazioni di dipendenza, devozione  e dedizione totale al pensiero che professano, rappresentato da un leader dotato di un presunto talento speciale, dono o conoscenze superiori.

Secondo l’ICSA ( International Cultic Studies Association) in Spagna sono coinvolte circa 370mila persone in un centinaio di gruppi attivi. I motivi della rapida crescita delle sette negli ultimi anni sono riconducibili alla situazione disperata in cui versano molte persone che finiscono col confidare nella sicurezza che viene loro offerta e nella possibilità di un futuro migliore. Questi nuovi movimenti non reclutano adepti per strada, ma tramite un amico, un vantaggio allettante, come può essere, per es., un impiego o un trattamento per la salute. Hanno cambiato anche il loro abbigliamento, il loro approccio, compresi i loro discorsi, ma l’obiettivo continua a essere il medesimo: dominare le persone e ottenere denaro e potere. Il problema non è nelle idee, bensì nella pratiche basate sull’occultamento, l’inganno e il controllo, che violano così i diritti e la dignità delle persone. Uno studio interessante per approfondire questo tema è contenuto nel documento titolato ” “Las sectas del nuevo milenio“, (Le sette del nuovo millennio), di Manuel Carballal, pubblicato nella Revista Más Allá, Nº233.

Si ritiene che la maggioranza delle persone che si legano ai culti lo facciano in momenti di crisi, (rottura affettiva, sofferenza, disoccupazione, solitudine, stress intenso, crisi cruciali della vita, etc.), situazioni di maggior vulnerabilità rispetto alle offerte di soluzione rapida e infallibile, insieme all’opportunità di soddisfare necessità vitali come l’appartenenza a un gruppo basato sull’amicizia, la fraternità e la solidarietà. La persona frequenta con la sensazione di essere connessa a qualcosa di diverso, di essere parte di un progetto importante, di far parte di un gruppo o che la sua vita assumerà veramente significato. Inizialmente può sperimentare un certo beneficio personale perché effettivamente diminuisce il livello di sofferenza, ed è qui che l’apparente sicurezza che le viene offerta si unisce a pratiche manipolative, minando l’individualità e la capacità critica, attraverso la creazione di un rapporto di dipendenza con il gruppo e con il leader.

La situazione di dipendenza ha a che vedere con una accentuata necessità di essere curato che provoca atteggiamenti di sottomissione, timori di separazione, difficoltà nell’assumere decisioni quotidiane senza venire rinforzato, necessità che gli altri si assumano la responsabilità delle nostre questioni personali e difficoltà nell’esprimere il disaccordo per paura di non essere approvati. È comune che la persona che entra in questo tipo di movimenti si isoli dalla sua rete sociale, per aderire al nuovo gruppo in cerca dell’approvazione come risposta alla sua necessità di stima.

 

FINE PRIMA PARTE

CONTINUA

Articolo a firma della dott.ssa María Clara Ruiz liberamente tradotto da favisonlus

 

FONTE: EL ESPECTADOR

http://blogs.elespectador.com/maria-clara-ruiz-psicoterapia-y-otras-posibilidades/2015/09/09/las-relaciones-sectarias-de-la-necesidad-a-la-dependencia/

 

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