Caso Reclusi di Monflanquin, atto finale. Gli aristocratici francesi furono manipolati e raggirati ma non potranno recuperare il loro castello

18 Settembre 2015

CONCLUSA LA SAGRA DEGLI ARISTOCRATICI FRANCESI VITTIME DI MANIPOLAZIONE MENTALE

I coniugi Vedrines e il loro legale Daniel Picotin, fotografati a un evento tenutosi nell’aprile 2014 sulla ‘manipolazione e influenza mentale’

Durante i dieci anni trascorsi nelle mani del machiavellico guru manipolatore Thierry Tilly, i coniugi Charles-Henry e Christine Védrines, noti anche come  Reclusi di Monflanquin,  non hanno smarrito “semplicemente” il senno. Degli undici membri di questa famiglia di aristocratici, questa è la coppia che, “economicamente parlando”, ha perso di più: quasi 3,200 milioni di €uro compreso il castello di Martel in Monflanquin di loro proprietà per oltre quattro secoli.

Le sentenze processuali hanno stabilito che i coniugi furono manipolati mentalmente e in tale stato, indotti a vendere i loro beni.  Thierry Tilly è stato condannato nel 2012 e successivamente in appello nel 2013 per abuso di debolezza. Tra il 2001 e il 2009 l’astuto manipolatore era riuscito a impossessarsi della somma complessiva di 4,5 milioni di euro.

La saga della famiglia era però proseguita. I coniugi avevano infatto invocato il condizionamento psicologico subito, per annullare la vendita e recuperare il loro castello. Per il loro legale, l’avv. Daniel Picotin, una vendita stipulata sotto influenza mentale era da considerarsi nulla. Nel luglio scorso il Tribunale di grande istanza d’Agen aveva esaminato la loro richiesta e ieri è finalmente arrivata l’attesa e sorprendente sentenza. Benché la vendita del castello sia stata annullata dal giudice, proprio perché i coniugi al momento della firma, nel 2008, si trovavano sotto la pesante influenza psicologica di Thierry Tilly, il castello non ritornerà di loro proprietà. Secondo il giudice il nuovo proprietario, che ha successivamente rivenduto ad altro acquirente l’immobile, ha stipulato un contratto  in perfetta buona fede, ossia del tutto ignaro dello stato di assoggettamento in cui versava la coppia di nobili francesi.

L’avv. Daniel Picotin pur spiaciuto per i suoi assistiti, ha rilevato l’importanza del fatto che la manipolazione mentale ossia il crimine dell’abuso di debolezza, sia stato riconosciuto anche nell’ambito di una causa civile. Per contro il notaio incaricato della vendita avvenuta nel 2008, in base al verdetto dei tribunale d’Agen, sarebbe stato informato delle modalità equivoche con le quali veniva stato stipulato l’atto di transazione. Per questo motivo dovrà risarcire 200 mila euro ai coniugi Védrines e 490 mila euro alla società immobiliare che aveva acquistato il loro castello. L’avvocato del notaio, che potrà presentare appello, si è rifiutato di rilasciare commenti.

 

Notizia liberamente tratta da 20 Minutes. L’articolo originale è consultabile al link di seguito:

http://www.20minutes.fr/bordeaux/1689931-20150918-reclus-monflanquin-aristocrates-ruines-recupereront-chateau

 

NOTA: Sulla vicenda dei cosiddetti Reclusi di Monflanquin vedi precedenti post, qui:

https://favisonlus.wordpress.com/?s=reclusi+di+monflanquin

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