Non parte il processo per Gino Calamai, uno dei fondatori del Forteto che ha denunciato minacce e percosse da parte del “guru” della comunità degli orrori. E intanto il clima che si respira al Forteto non è cambiato

22 Settembre 2015

Forteto, per Calamai un altro rinvio, si va a giugno

Era stato fra i fondatori della comunità, accusa di essere stato picchiato dopo che ha preso le difese di un ragazzo che gli era stato affidato

di FRANCA SELVATICI

Gino Calamai è stato uno dei fondatori della comunità del Forteto, ma nel 2010, quando ha deciso di difendere Giuseppe, il ragazzo che gli era stato affidato più di dieci anni prima con il fratellino più piccolo, si è trovato di fronte il muro di disprezzo e di rabbia di Rodolfo Fiesoli e di altri soci fondatori, uno dei quali, secondo le accuse, lo pestò a sangue. Ma il processo, che doveva cominciare il 10 ottobre 2013, non è mai iniziato. Anche oggi, 21 settembre 2015, per la sesta volta, è stato rinviato per difetto di notifica a uno degli imputati, che vive al Forteto ma sembra sia stato dichiarato irreperibile. Il giudice di pace si è dichiarato dispiaciuto ma ha rinviato l’udienza al 13 giugno.

Nel 2010 fra gli adolescenti del Forteto serpeggiava la ribellione ai rigidi precetti della comunità. Soprattutto si diffondeva sempre di più la voce secondo cui il “profeta” Rodolfo Fiesoli compiva atti sessuali sui ragazzi con la scusa di liberarli dalla materialità. Anche Giuseppe lo aveva sperimentato e si era ribellato. Gino, suo padre affidatario, aveva preso le sue difese. Il 9 dicembre 2010 se la vide brutta. Secondo le accuse, Rodolfo Fiesoli e Giacarlo Becagli lo accusarono di essere una merda (per questo sono accusati di ingiurie). Becagli inoltre gli urlò di andarsene via (una minaccia gravissima per uno come Gino, che aveva dato tutta la sua vita al Forteto), e anche Francesco Bacci – sempre secondo le accuse – lo minacciò, mentre Luigi Serpi passò alle vie di fatto e lo aggredì a calci e pugni, e perciò è accusato di lesioni. Qualche giorno più tardi Fiesoli confermò le minacce: «Tanto ti mando via dal Forteto», gli disse.
Gino è pronto a testimoniare su quel clima pesantissimo e violento. Dal Forteto se ne è andato con i ragazzi ma lavora ancora al caseificio e il clima non è poi tanto cambiato, neppure dopo le severe condanne a Fiesoli e ad altri 15 fondatori. Ma mentre il grosso processo, pur fra mille difficoltà, è andato in porto, questa vicenda di minacce e percosse non riesce ad arrivare in aula. Gino si chiede perché.

 

FONTE: LA REPUBBLICA (Firenze)

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/09/21/news/forteto_per_calamai_un_altro_rinvio_si_va_a_giugno-123391444/

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