Dietro il cancello. La storia vera della terapeuta tenuta reclusa per 14 anni che oggi aiuta le vittime di manipolazione mentale (1a parte)

27 Settembre 2015

MIO PADRE MI HA SEQUESTRATO PER 14 ANNI: SOLA, AL BUIO,  DOVEVO MEDITARE SULLA MORTE

di  

Intervista a cura di  Louise Auvitu

Libera traduzione favisonlus

Maude Julien ha vissuto isolata dai 4 ai 18 anni. Sequestrata dai suoi genitori, non ha mai avuto relazione col mondo esterno. Suo padre, che voleva fare di lei un “essere superiore” le ha dato un insegnamento molto particolare: reggere l’alcool, sopportare scariche elettriche senza reagire. Quarant’anni dopo i fatti, ha pubblicato un libro-testimonianza “Derrière la grille” (Edizioni Stock).

 

Maude Julien

Molti anni prima della mia nascita, mio padre aveva predisposto un progetto sconcertante, nel quale io avrei dovuto assumere un ruolo centrale. Mia madre è stata la sua prima vittima. Era l’ultima figlia di una famiglia povera e aveva solamente sei anni quando mio padre ha proposto ai suoi genitori di “prendersi cura” di lei: le avrebbe permesso di fare ottimi studi, avrebbe mangiato a sazietà, non le sarebbe mancato niente, in cambio di questo,l a sua famiglia si impegnava a non rivederla, né a riprenderla. La proposta è stata accettata e mia madre si è trasferita da mio padre.
Mia madre dunque ha avuto un’eccellente istruzione superiore. L’obiettivo era che il giorno in cui avesse dato alla luce il/la figlio/a del suo “protettore”, questa bambina potesse evitare di essere scolarizzata. La legge infatti permetteva di educare un bambino a domicilio purché uno dei genitori possedesse il diploma di scuola superiore.  Gli anni sono passati e mia madre, come previsto, ha sposato il suo “tutore”.

Io sono nata nel 1957.

PER MIO PADRE DOVEVO <<AFFRONTARE L’UMANITA’>>

I miei primi ricordi risalgono al mio arrivo in quella casa deprimente nel nord della Francia. Avevo tre anni, e tutto quello che rammento di quel periodo è la sensazione schiacciante che subito mi ha invaso. Riesco a ricordarmi di quel cancello che si chiude, il suo rumore metallico, la mano che ha agguantato saldamente il cappotto rosso che indossavo. I suoni e le immagini mi ritornano, ma il resto è sfocato.

Da quel giorno, è stato deciso che avrei seguito una scuola a casa. Mio padre mi diceva continuamente  che tutto ciò che faceva era per il mio bene. Voleva addestrarmi, plasmarmi affinché divenissi l’essere eccezionale che così tanto sperava  Dovevo essere pronta per il giorno in cui sarei stata chiamato ad “affrontare l’umanità.”

Mia madre si occupava di me dandomi lezioni al piano superiore. Si basava sui corsi della scuola Universale, un centro educativo per corrispondenza, ma il mio programma è stato molto più fitto. E ‘stato un vero e proprio addestramento al quale ero sottoposta ogni giorno, senza sosta.

HO IMPARATO A SUONARE 10 STRUMENTI MUSICALI

Sveglia alle 6 di mattina, seguivo un programma minuziosamente cronometrato. Corso di latino, di musica, insegnamenti esoterici, etc., non avevo respiro.  Ho compreso successivamente che per mio padre era il modo migliore per impedirmi di riflettere, per mantenere l’influenza esercitata su di me.. Anche per andare al bagno,non avevo diritto che a pochi secondi. Nella mia testa, c’era un ticchettio incessante.

Questo insegnamento è stato un vero e proprio guazzabuglio, e contrariamente a quanto si potrebbe pensare, ho avuto la sensazione di essere molto stupida, – troppa conoscenza senza consistenza -, quando sono uscita a quella casa a 18 anni.

Mio padre accordava un’importanza tutta particolare alla musica. Secondo lui, la padronanza di questa arte era la tecnica migliore perché io potessi sopravvivere nelle circostanze peggiori. Era convinto infatti che non avevamo ancora finito con i nazisti, che i campi di concentramento sarebbero tornati. Essendo in grado di suonare diversi strumenti musicali, avrei potuto far abbassare le guardia alla vigilanza.e salvare la mia pelle. Ho imparato a suonare un totale di dieci strumenti differenti.

Non c’erano la bellezza o emozione in quello che avevo appreso. Proprio per quella ossessione di fare di me una virtuosa sovrumana. Non ho mai messo in discussione l’insegnamento che ho ricevuto per la buona ragione che i miei genitori hanno sempre avuto cura di far valere le cose. Non abbiamo mai discusso insieme. Guardando indietro, ho la sensazione di essere stata riempita di informazioni tutta la mia infanzia. E ‘stato solo molto più tardi che ho capito tutti gli errori e le approssimazioni di cui la mia testa era farcita. Non avevo, ad es., nessun senso  della cronologia. Sono stata capace di mettere Cleopatra nella stessa epoca di Voltaire.

LA PAURA DI NON ESSERE ALL’ALTEZZA

Da bambina, mi sentivo strana, diversa. Poiché non incontravo nessuno, non potevo confrontarmi con gli altri o relativizzare i miei fallimenti. Continuavo a ripetermi che ero un disastro, incapace, che non ero all’altezza delle aspettative di mio padre.

“Ho fatto bene? Ho realizzato correttamente la missione datami da mio padre?». Questo è il tipo di domande che mi sono posta in continuazione. Non volevo deludere i miei genitori, tradendo i loro sforzi e le loro speranze. Era diventata un’ossessione. Oggi non ho alcun dubbio: ero in una setta, anche se composta solamente da tre persone…

 

FINE PRIMA PARTE

CONTINUA 

 

 

FONTE ORIGINALE: L’OBS

http://leplus.nouvelobs.com/contribution/1427083-mon-pere-m-a-sequestree-pendant-14-ans-seule-dans-le-noir-je-devais-mediter-sur-la-mort.html

 

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