Quei metodi di Scientology per reclutare adepti, nel nuovo libro di Jefferson Hawkins, ex membro di alto rango della chiesa americana

26 Ottobre 2015

Scientology: le “tecniche di reclutamento” delle vittime

di Claudia Carotenuto

Stavolta a gettare fango sulla “chiesa” più potente d’America non siamo noi, ma l’ex “top marketing executive” di Scientology, Jefferson Hawkins. Che racconta la sua “esperienza lavorativa” e i metodi utilizzati dalla setta.

Hawking è uno degli ideatori di quegli spot chiamati “volcano” con cui la popolarità di Scientology è letteralmente esplosa negli anni ’80. Il manager spiega le tecniche di reclutamento degli adepti all’interno della chiesa.

Ma il suo racconto è molto più agghiacciante di quanto si possa immaginare. Il suo libro “Counterfeit Dreams”, Sogni Contraffatti (il titolo dice già tutto) racconta una realtà di abusi fisici e mentali, di privazione del sonno, campi di lavoro, la disconnessione dalla famiglia e abusi dei diritti umani.

Per prima cosa parla della fase del “finding a ruin”, che letteralmente significa “trovare una rovina”, una persona da “rovinare” nel vero senso della parola. Ma del resto, l’obiettivo di Scientology non è spiegare il credo, ma insinuarlo nelle persone. Il bollettino del’59 di Hubbard dice, e cito testualmente, “Non spiegare. Penetrare. Non sopraffare. Penetrare.” Una cosa da far venire i brividi.

Quindi, come funziona a livello pratico, il reclutamento degli adepti di Scientology? Hawkins ce lo spiega. Il primo passo è il “Contatto con l’individuo”, un contatto personale tra il divulgatore di Scientology e la sua “vittima”. Lo scientologist cerca di capire qual è la “rovina” della persona con cui sta interagendo. Quella è l’ “handle”, la maniglia a cui si aggrappa per far breccia nei suoi interessi. Poi c’è la fase del “Salvage”, il salvataggio. Si promette all’individuo che verrà salvato, che il suo problema, la sua rovina, verrà risolto. L’ultimo passo è quello in cui il soggetto prende coscienza della sua rovina e accetta di “farsi aiutare da Scientology”. Poi si firma un contratto e, secondo J. Hawkins, comincia l’inferno.

Da questo momento in poi la tecnica utilizzata per la manipolazione è quella della confusione. Si induce (con una specie di tecnica ipnotica) uno stato di confusione nel soggetto sollevando le sue angosce e paure più profonde e facendo leva su di esse. Per fare questo ci serve dello “Stress Testers” e del “Personality Testers”. Test pericolosissimi in quanto compromettono seriamente la salute mentale di chi ci si sottopone.

Ma del resto, per Scientology ogni mezzo è giustificato quando il fine è quello del “Bridge to Total Freedom”, il ponte della libertà totale. Quello che avrebbe dovuto percorrere Cathriona White, prima di suicidarsi.

 

FONTE: L’ultima RIBATTUTA

http://www.lultimaribattuta.it/34420_scientology-le-tecniche-di-reclutamento-delle-vittime

 

NOTA: Al link di seguito il sito promozionale del libro di Jefferson Hawkins,  “Counterfeit Dreams”, con una presentazione del noto esperto internazionale di culti Steven Hassan

http://counterfeitdreams.com/

 

 

 

 

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