10 anni fa la misteriosa scomparsa di Emo Piccioni. Il rinnovato appello di aiuto della moglie e la denuncia del figlio Marco, espulso dai Testimoni Di Geova per non aver distrutto le e-mail riguardanti il padre

31 OTTOBRE 2015

Mi chiamo Marco Piccioni e sono il figlio di Emo, testimone di Geova sequestrato il 31/10/2005 e mai più ritrovato. Sono oltraggiato nel leggere come i miei ex confratelli modifichino apertamente la verità. Io e la mia famiglia abbiamo ricevuto molte pressioni affinchè le indagini circa il sequestro di mio padre non coinvolgessero i testimoni anche se ogni evidenza dimostrava con chiarezza come il sequestro fosse avvenuto proprio con l’intento di colpire i testimoni di Geova. Anziani, il rappresentante stampa locale e la stessa sede centrale hanno più volte insistito affinché noi, nel parlare con la stampa, evitassimo qualsiasi riferimento ai testimoni. Anzi per loro l’ideale era che evitassimo del tutto i giornalisti. Questo ha portato ad un ritardo nelle indagini con conseguanze davvero deleterie. Per qualsiasi informazione sul caso Emo Piccioni vi invito a consultare il sito di Chi l’ha visto.

(da un commento del figlio di Emo Piccioni  all’articolo «Adesso basta, siamo stufi di obbedire alla nostra religione» de LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO del 2 giugno 2010)

Scomparso da 10 anni nella notte di Halloween: “Aiutatemi a ritrovare mio marito”

Appello della moglie di Emo Piccioni: l’uomo era stato attirato a Prato Sesia da una telefonata arrivata nella sede dei Testimoni di Geova

di MARCELLO GIORDANI

Sabato pomeriggio Enza Gentina andrà per l’ultima volta in piazza a Prato Sesia, davanti all’ufficio postale, per affiggere un foto del marito e lanciare l’ennesimo appello a chi sa qualcosa. Dieci anni fa, nella sera di Halloween, scompariva Emo Piccioni, un fedele dei Testimoni di Geova attirato a Prato Sesia da una telefonata fatta alla sede del gruppo religioso a Borgomanero. «Ogni anno, la sera del 31 ottobre, sono andata a portare la foto di Emo – racconta Enza Gentina – non solo a Prato Sesia ma in tante località delle province di Novara, Vercelli e Biella, per avere un briciolo di aiuto. Nulla».

 

L’auto a Prato Sesia

Piccioni, il 31 ottobre 2005, andò a Prato con la Fiat Punto, per ritirare i documenti di un «confratello» – così diceva la voce anonima al telefono – appena recuperati. L’auto è stata trovata sulla piazza di Prato, nel luogo dell’appuntamento, senza nessuna forzatura, ma dell’imprenditore metalmeccanico di Borgomanero si è persa ogni traccia. «Ho sperato per dieci anni – dice Gentina -. Con la mia famiglia non abbiamo trascurato nessuna pista. C’è stata l’indagine degli inquirenti, abbiamo interpellato un investigatore privato svizzero. Tutto inutile». E c’è di più.

 

L’investigatore svizzero

Anche l’investigatore svizzero è sparito. Qualcuno dice che sia in Asia. «Ho parlato con altre persone alle quali sono scomparsi congiunti e tutti dicono di avere ricevuto telefonate o lettere con indicazioni – dice Gentina -. Magari poi si trattava di segnalazioni infondate però ricevevano qualcosa. A noi, nemmeno un cenno». I Testimoni di Geova non hanno mai commentato la vicenda, anche quando per qualche tempo ha preso credito la pista che Piccioni fosse stato eliminato per le prese di posizione nette contro i satanisti.

 

I graffiti nel cascinale

Altro «giallo» insoluto: nei boschi tra Fara e Briona, in un cascinale abbandonato e ormai ostaggio dei rovi, alcuni cacciatori avevano scoperto, su alcune pareti al primo piano un una stanza, i graffiti con riferimenti a Satana, a seguaci e colpivano Piccioni come esponente dell’anti satanismo. Nessuno ha mai appurato se ciò fosse frutto di uno scherzo, di un mitomane, o qualcosa di più. «Spero ancora nella verità ma senza novità importanti – confida la moglie dello scomparso – il prossimo anno penserò alla domanda di morte presunta».

 

FONTE: LA STAMPA

https://www.lastampa.it/2015/10/28/edizioni/novara/scomparso-da-anni-nella-notte-di-halloween-aiutatemi-a-ritrovare-mio-marito-hdU1eXgsOY3YgoInPwhV4J/pagina.html

 

A DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA DI EMO. TRA PRESSIONI, MANCATA COLLABORAZIONI E “OBBLIGHI AL SILENZIO”

A 10 anni dalla scomparsa di Emo Piccioni, la sua scheda compare ancora sul sito di CHI L’HA VISTO?, ma nulla è concretamente emerso dalle indagini investigative, nonostante l’incessante battaglia della sua famiglia per la ricerca della verità. Una battaglia, come ha ripetutamente ricordato il figlio Marco, costellata anche di mancata collaborazione, di pressioni, di “obblighi al silenzio”  che finirono, di fatto, col ritardare le indagini. L’inchiesta venne ufficialmente archiviata nel febbraio 2008. Ripercorriamo la storia di questo uomo attraverso alcuni articoli di stampa, un servizio della trasmissione televisiva CHI L’HA VISTO? e le parole del figlio Marco

https://www.youtube.com/watch?v=jkocYWju3sI

LA STAMPA 2 settembre 2006

“L’ipotesi è inquietante: un artigiano Testimone di Geova, scomparso da un anno, potrebbe stato «punito» per vendetta da un ex confratello, espulso dalla Congregazione. A questa ipotesi, rigettata con decisione dai Testimoni di Geova, si aggrappa Marco, il figlio di Emo Piccioni, 55 anni. Abita a Fontaneto d’Agogna, trenta chilometri dal capoluogo, vicino a Borgomanero dove il 31 ottobre 2005 il padre Emo sta tenendo una conferenza nella Sala del Regno: squilla il telefono ed esce trafelato. Da quel momento se ne perdono le tracce. Giorni dopo viene trovata la sua auto, chiusa a chiave sulla piazza di Prato Sesia. Poi più nulla, soltanto la disperazione della moglie Enza Gentina che con il figlio batte tutte le piste, tappezza i muri e le cabine telefoniche di volantini. […] emergono testimonianze che aggrovigliano il mistero. Piccioni ha risposto al telefono a qualcuno che lo invitava ad andare a Prato Sesia per recuperare documenti persi. Si scoprirà poi che telefonate di questo tenore sarebbero arrivate ad altri confratelli della zona e della Bassa Valsesia, con richieste d’incontri e appuntamenti andati a vuoto. E tutti sono tornati a casa. Non Emo Piccioni. […] Un confratello carismatico che partecipava al Consiglio degli anziani, quello che eroga le pene inappellabili che portano alle espulsioni. Si fa strada anche l’ipotesi di una setta satanica che avrebbe preso di mira i Testimoni di Geova. Ma un anno dopo il figlio avvalora l’altra possibilità. «Forse c’è qualcuno nella zona – dice – che pensa di aver subito qualche torto. La traccia da seguire è quella religiosa. Dietro la scomparsa non c’è alcuna decisione di cambiare vita nè un suicidio, non era depresso». Una tesi, quella di Marco Piccioni, rilanciata da Adriano Fontani, toscano, fondatore dell’associazione dei fuoriusciti dai Testimoni di Geova: «La congregazione è molto rigorosa e in alcuni casi si arriva all’espulsione di chi si comporta in maniera non conforme. L’allontanamento può avere conseguenze molto serie, soprattutto di natura psicologica e chi ha subito la punizione può covare risentimento e odio». Secondo Fontani non è detto che l’obiettivo fosse Piccioni: «Potrebbe essere qualcuno che voleva vendicarsi comunque dei Testimoni per quello che a suo giudizio era un torto subito. Piccioni ha risposto alla telefonata e a lui è toccato di andare al tragico appuntamento». Alberto Bertone di Moncalieri (Torino), Testimone che si occupa di pubbliche relazioni nel gruppo torinese, respinge questa tesi. «L’espulsione dalla Congregazione – osserva – è una norma che apparteneva al cristianesimo primitivo e che l’associazione di Geova ha fatto propria. Spetta a un gruppo di anziani decidere. In trent’anni ho registrato 2 casi. I peccati gravi sono l’adulterio, tutti i reati di tipo sessuale, il furto. Non esiste un Tar, la nostra è una giustizia interna».

IL FIGLIO DI EMO PICCIONI, LO SCOMPARSO: VOLEVANO CHE DISTRUGGESSI LE INFORMAZIONI SU MIO PADRE

«Mi hanno espulso dai Testimoni di Geova»

Marco Piccioni, figlio di Emo, il Testimone di Geova scomparso il 31 ottobre 2005 e di cui non è stata più trovata traccia, è stato espulso dall’associazione religiosa dopo il suo rifiuto di distruggere le informazioni ricevute via Internet e che farebbero riferimento a una possibile pista religiosa nella scomparsa del padre. «Sono sconcertato – dice Marco Piccioni – perché ho fatto parte per 21 anni dei Testimoni di Geova ed in questo periodo mi sono sempre impegnato in modo attivo per loro, ma da quando ho iniziato a chiedere che rivelassero delle informazioni che potevano in qualche modo aiutare nelle indagini sulla scomparsa di mio padre, non solo non ho più ricevuto collaborazione, ma mi è stato chiesto esplicitamente di non parlare più dei Testimoni di Geova in questa vicenda».

Marco Piccioni è stato convocato dal «Comitato di giustizia», che ha ribadito la richiesta: «Mi hanno chiesto anche di cancellare tutte le e-mail passate e future che riguardassero in qualche modo mio padre: ovviamente ho risposto di no. Così ieri ho ricevuto la raccomandata che mi annuncia che non faccio più parte dei Testimoni di Geova. Sono davvero sconcertato da questo comportamento, soprattutto perché sono dell’avviso che la collaborazione dei Testimoni di Geova sarebbe preziosa per trovare qualche utile pista. Resto sempre dell’idea che qualcuno abbia voluto vendicarsi di un membro dell’associazione per qualche decisione che non è stata accettata e che ha causato questa reazione, ma non capisco davvero questo comportamento: chiedere la collaborazione è forse una colpa? Voglio invece che si vada proprio a fondo per capire chi possa avere avuto motivi di rancore o di altro e questo aiuto potevamo averlo proprio dai Testimoni di Geova. Invece è arrivato il provvedimento di espulsione, una decisione sconcertante, che mi dà molto da riflettere».

A seguito di questo articolo alcuni commentatori intervennero per esprimere solidarietà a Marco e alla sua famiglia, ma altri dubitarono delle sue asserzioni e si scagliarono contro lui e contro gli ex membri dell’organizzazione geovista.

I lettori interessati possono consultare i testi al seguente link

http://quotidianocattolico.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=7548763

Concludiamo con la risposta di Marco a quei commenti e lanciando un sentito appello a chiunque avesse informazioni sulla scomparsa di Emo Piccioni, a segnalarle alle autorità o a contattare, anche in forma anonima. la redazione di Chi L’ha Visto?

Marco Piccioni .. vorrei aggiungere qualche cosa. 

E mi spiace poterlo solo scrivere. Le lettere sono fredde, non lasciano trasparire i sentimenti. Fa male davvero leggere accuse del genere. Fa male perché non puoi spiegare a sconosciuti le notti insonni, il pianto di una madre, il dolore di una figlia.
Il senso di tradimento che ti colpisce quando coloro che rivestono il ruolo di pastori spirituali ti tradiscono.
Quando chiedi loro un gesto di solidarietà che permetta l’esclusione di una pista determinante e ti senti sbattere la porta in faccia.
Per paura? per ignoranza? non penso per cattiveria.
Ma per un insano senso di lealtà agli uomini.
Perché far sapere se ci sono stati casi gravi di disassociazioni nella zona può recare biasimo….a chi? a Dio?
Dio se la cava da solo! E’ agli uomini che si sacrifica un individuo, si, un galantuomo.  Caro Libero1978, che dirti? Vorrei arrabbiarmi, ma non ci riesco. Provo un filo di pietà. Sei un uomo d’onore? Non scusarti con me allora. Scusati con mia madre, che ieri , oggi e domani è al mio fianco.”

A Marco e a tutta la sua famiglia, i volontari dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia esprimono sentita vicinanza e solidarietà

PER CONTATTARE CHI L’HA VISTO?

http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Scomparsi/ContentSet-364b29e5-5572-4c36-82e9-fcad1f52443f.html

http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/index.html

Tratto dal blog dell’Associazione Vittime della Torre di Guardia

https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/2015/10/01/10-anni-fa-la-misteriosa-scomparsa-di-emo-piccioni-la-battaglia-del-figlio-marco-tra-pressioni-e-mancata-collaborazione/

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