FALSE MEMORIE INDOTTE E PSEUDO-TERAPIE. La drammatica vicenda di una nonna separata dai suoi nipoti

3 Novembre 2015

UNA NONNA RACCONTA IN UN LIBRO IL SUO CALVARIO

Immagine di repertorio

Fino allo “tsunami”, Lucy Devauchelle era una nonna come tante altre: molto impegnata nel suo ruolo. Si occupava dei suoi due nipotini, i bambini della sua figlia più giovane, che passavano con lei il mercoledì a Parigi. D’estate trascorrevano le vacanze nella sua casa a Les Sables-d’Olonne, una località balneare e capitale dell’acqua della Côte de Lumière.

<<Adoravano venire qui>> ricorda con emozione. Un piccolo angolo di giardino in città, conoscenze alla spiaggia… Questi <<erano semplici momenti di felicità>>.

Fino a quel giorno del 2009 in cui tutto “è andato in frantumi”.

E’ estate, la famiglia è riunita a Les Sables. Il padre dei bambini, soffrendo, rivela di essere stato vittima di un pedofilo all’età di 10 anni, la stessa di suo figlio maggiore. A partire da quel momento, sono cominciate le tensioni. Sconvolta, la madre decide di rivolgersi a una psicoterapeuta. Questa la fa parlare della sua infanzia <<E sono emersi i rancori>> .

FALSE MEMORIE INDOTTE.

Lucy Devauchelle, parla di falsi ricordi indotti, ossia di memorie di un avvenimento che non si è mai verificato, emerse attraverso i colloqui psicoterapici.  <<Mia figlia mi ha accusato di essere una madre incestuosa>>. Da allora i bambini non hanno più il diritto di vedere la loro nonna. Lucy ricorre alla giustizia sulla base della legge del 4 giugno 1970, che prevede, salvo caso molto gravi, che i genitori non possano essere di ostacolo alle relazioni del bambino con i nonni. Scagionata da ogni sospetto e risultato fondato il ricorso, ottiene il diritto a una visita e ad ospitare un sabato al mese e per quindici giorni delle vacanze estive i nipotini.

Problema risolto? Niente affatto. La figlia, ora separata dal marito, rifiuta di farle incontrare i nipoti. <<Mi hanno detto di sporgere querela contro mia figlia. Non posso farlo, i miei nipoti non me lo perdonerebbero mai>>.

Perché una simile rottura in una famiglia che appariva unita? Lucy Devauchelle parla di “sindrome di alienazione parentale (PAS)” e di possibile influenza settaria. Milita in due associazioni, una di lotta contro la manipolazione mentale e settaria, la GEMPPI, e l’altra che si occupa di falsi ricordi indotti, l’AFSI.  Per superare il suo dolore e per sfogare la sua “rabbia” contro “sedicenti psicoterapeuti” che hanno tutto l’interesse a trattenere i loro pazienti e contro una giustizia che piuttosto di decisioni frontali dovrebbe proporre una mediazione, ha scritto la sua storia. Oggi questa nonna ha 82 anni, ha lasciato Parigi e trascorre il suo tempo tra Les Sables d’Olonne  e Marsiglia. Non sa se rivedrà i suoi nipoti e per loro ha raccontato la sua testimonianza.

<<E’ stato impresso nella loro mente che sono una vecchia signora pazza. Quando saranno adulti io non ci sarò più per ristabilire la verità. Spero che leggeranno questo libro>>.

 

FONTE: OUEST FRANCE

http://www.ouest-france.fr/lucy-devauchelle-une-grand-mere-en-souffrance-3813137

NOTA: Il libro Quand les psys et la justice s’en mêlent“, di Lucy Devauchelle. per la Société des écrivains. 160 pagine, 12,95 € è acquistabile su internet.

Libera traduzione a cura favisonlus

 

 

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