Scientology a Milano: tra residenti diffidenti, negozianti che fiutano affari e il parere di praticanti altre confessioni.

7 Novembre 2015

Estratti dall’articolo:

Arriva Scientology, in viale Fulvio Testi c’è diffidenza

«Solo lucro». «Struttura invasiva». «Poca trasparenza». Milano, viale Fulvio Testi: L43 nel quartiere della nuova chiesa. Tra paure e aria di affari per i negozianti.

di Filippo Lippi

Il panorama che si apre all’uscita della fermata Bignami, sulla metro lilla, non lascia spazio a dubbi.
Eccola la nuova casa di Scientology. Impossibile non vederla.Alta, bianca e rossa, dà nell’occhio come nient’altro sul lungo stradone che congiunge Milano a Sesto San Giovanni.

IL PIÙ GRANDE D’ITALIA. Lì dove un tempo c’erano gli stabilimenti della Philips, ora c’è il più grande tempo italiano ed europeo della religione fondata dallo scrittore di fantascienza Ron Hubbard […]

[…]Per strada, gli abitanti del quartiere continuano a vivere la vita di sempre, anche lunedì 2 novembre, due giorni dopo la grande inaugurazione che ha visto la partecipazione di 3 mila persone.[…]
«Scientology? Ho letto qualcosa di loro, ma non li conoscevo. So che qui qualcuno non li vede di buon occhio», racconta il proprietario di un bar tavola fredda sul lato apposto del vialone.
«Il quartiere non è particolarmente contento».Lui però prova a vedere il lato positivo: «Sabato qui è stato il delirio, ho avuto il pienone. Mi auguro che possa succedere più spesso e che possa migliorare gli affari».
«CERCANO SOLO IL DENARO». Al Parco Nord, pochi metri più in là, un uomo con una felpa di Superman raccoglie della menta: «Per molti è un’erbaccia, io ci faccio un pesto straordinario». Racconta di fare il portinaio, otto ore al giorno, in un condominio nelle vicinanze, e di non nutrire la minima simpatia per Scientology: «Non mi piacciono per niente, per cultura religiosa sono contrario a tutte le sette di questo genere». Lui è testimone di Geova e dice di sapere «ciò da cui devo stare lontano. Giro molto per le case e ne vedo di tutti i colori. A volte ci si approfitta dell’umore delle persone, soprattutto in momenti di crisi come questo. L’impressione è che non facciano quel che fanno per aiutare le persone, ma a scopo di lucro». Se capitasse, però, «predicherei anche a loro la parola di Geova e la Bibbia».

«STRUTTURA TROPPO INVASIVA». A pochi metri di distanza, una famiglia si affaccia su un laghetto e fotografa germani e folaghe.Sono un padre, una madre e una figlia. È la più grande delle due donne ad ammettere di provare «preoccupazione» per l’arrivo dei nuovi vicini.
«Non riusciamo a capire bene. Ci sembra una struttura molto invasiva, fatta apposta per farsi notare, una presenza impositiva rispetto al contesto del quartiere».
Del movimento dice di sapere che si tratta di una «organizzazione molto gerarchica», di non amare il modo in cui «manipola l’informazione». Cerca un’espressione per definirla, ed è il marito a venirle in aiuto: «Poco trasparente».
Un altro papà, con la sua bambina, osserva le stesse anatre sull’altra sponda del laghetto: «Sono cristiano e totalmente contrario a tutto il resto»….

 

VEDI ARTICOLO INTEGRALE ALLA FONTE ORIGINALE :

http://www.lettera43.it/fatti/arriva-scientology-in-viale-fulvio-testi-c-e-diffidenza_43675221499.htm

 

 

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