“La molestia non è una forma di libertà di parola costituzionalmente protetta”. Così una Corte d’Appello del Texas respinge una mozione di Scientology per schivare un processo

10 Novembre 2015

UNA CORTE D’ APPELLO DI AUSTIN RIGETTA UNA MOZIONE DI SCIENTOLOGY. UNA DONNA E LA SUA BATTAGLIA CONTRO LA CONTROVERSA CHIESA AMERICANA

Monique Rathbun con il marito Marthy Rathbun

 

La molestia non è una forma di libertà di parola costituzionalmente protetta. Sembrerebbe un’ovvietà, ma evidentemente non lo era per la Chiesa di Scientology. La settimana scorsa la terza Corte d’Appello di Austin (Texas), ha respinto un tentativo della controversa organizzazione per evitare un’azione legale vertente sull’avere incessantemente molestato la moglie di un ex dirigente di alto livello della chiesa.

La donna, che non è mai stata affiliata all’organizzazione, aveva citato in giudizio la chiesa nel 2013 rendendo una denuncia dettagliata e circostanziata relativa alle innumerevoli molestie, intimidazioni e insulti di cui era stata oggetto anche insieme al consorte, Marthy Rathbun. In particolare, i due coniugi, secondo quanto sostenuto,  dal 2009 al 2013 erano stati vittime di una sorveglianza irragionevole che aveva causato significativo disagio alla loro vita, fatta di pedinamenti, riprese fotografiche e filmiche, sia da parte di scientologist sia a opera di investigatori privati assunti dalla stessa chiesa.

Monique Rathbun si era vista persino recapitare sul luogo di lavoro un “giocattolo sessuale” e su siti online scientologici era stata definita un uomo, una transgender e una pervertita sessuale.

Scientology ha sostenuto che la denuncia della donna,  in realtà ruotasse intorno ai propri “diritti di libertà di espressione e associazione” e al diritto di petizione”.

Poiché nel 2004, Marthy Rathbun, che all’epoca era il secondo al comando dell’organizzazione aveva abbandonato la chiesa cominciando a parlarne apertamente in modo critico, negli atti legali depositati in tribunale, la chiesa ha sostenuto che le azioni messe in campo nei confronti dei Rathbun rappresentavano atti di protesta e un tentativo di produrre un documentario su temi di “interesse pubblico”.

Per dare credito a tali affermazioni l’organizzazione ha citato anche il Texas Citizens Participation Act, una legge relativamente recente che dovrebbe tutelare i cittadini dagli abusi di organizzazioni potenti quando esercitano i loro diritti costituzionali. Ma secondo Ray Jeffrey il legale di Monique Rathbun, Scientolgy si è chiaramente appellata a una legge a suo sfavore.

Il solo modo per difendersi è ATTACCARE” scriveva più di 50 anni fa L. Ron Hubbard, il fondatore della controversa “multinazionale spirituale americana”. Tale filosofia è riflessa nel “manuale operativo” di Scientology, che descrive il modo in cui trattare critici e dissidenti.

In questo caso, avendo dovuto riconoscere le sue stesse azioni, la chiesa potrebbe aver accelerato una decisione giudiziaria che non considera certamente la molestia solo un’azione moralmente sbagliata ma, ovviamente, illegale.

 

PER APPROFONDIMENTI SULLA NOTIZIA VEDI:

La sentenza:

SCIENTOLOGY DENIED: APPEAL SHOT DOWN AFTER YEARLONG WAIT

http://www.courthousenews.com/2015/11/10/scientologys-surveillance-is-not-free-speech.htm

http://radaronline.com/celebrity-news/scientology-lawsuit-monique-rathbun-legal-win/

 

 

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