Belgio. Partito il processo al guru e ad alcuni membri della setta d’ispirazione buddhista OKC (Ogyen Kunzan Chôling). Per il leader anche il sospetto di abusi sessuali commessi sui bambini nati nella comunità

4 Gennaio 2014

ASSENTE ALLA PRIMA UDIENZA DI QUESTA MATTINA (4 gennaio) IL GURU ROBERT SPATZ.

DECINE DI GIOVANI BELGI COSTITUITISI PARTE CIVILE.

Decine di giovani adepti hanno conosciuto solo la setta, vivendo per e di questa fino al compimento dei vent’anni. Poi si sono risvegliati. Saranno più di una decina se non addirittura una ventina a costituirsi parte civile davanti la 89a camera correzionale di Bruxelles per prendere finalmente la parola in modo aperto e pubblico e spiegare quello che per costoro è stato un calvario durato decenni.

Questa mattina (4 gennaio) inizierà il processo alla setta buddhista OKC (Ogyen Kunzan Chôling). E il principale protagonista, il guru Robert Spatz sarà assente. Trattenuto in Spagna, a suo dire per ragioni di salute, non potrà nemmeno essere ascoltato in video conferenza.

Robert Spatz, di 71 anni e dieci persone fisiche e giuridiche sono chiamati a comparire per un centinaio di crimini, tra truffe e reati finanziari. Il guru è perseguito anche per diversi reati contro il buon costume. E’ sospettato di abusi sessuali sui bambini cresciuti in seno all’OKC.

La setta è “decollata” nel 1972. Si presentava come un insieme di centri buddhisti tibetani di cui Robert Spatz, appellato come Lama Kunzang Dorjé, appena 28enne, aveva fondato il primo elemento.

Rapidamente questo uomo carismatico aveva riunito intorno a sé numerosi giovani disorientati, comprese coppie che ebbero figli nati nella setta. Fu così che tra il 1980 e il 2000, una settantina di bambini vivevano, soprattutto nel centro di  Castellane, nel sud della Francia, allo Château de Soleils, in maniera, per così dire, autarchica. Durante tale periodo i genitori lavoravano, senza essere identificati né pagati, presso ristoranti a Buxelles.

Verso il 1995 una giovane affiliata ad OKC, ruppe il silenzio. Affermò di essere stata vittima di molestie da parte del suo guru.

<<Nella comunità nessuno le credeva. Era inconcepibile. Era come se un cristiano fosse andato a dire che il Papa lo aveva violato!>>, rammenta Ricardo M., membro della setta dalla sua nascita fino ai 20 anni.

Il 30 maggio 1997 venne attivata una impressionante operazione franco-belga. 200 carabinieri belgi condussero 17 perquisizioni nella regione di Bruxelles, mentre i gendarmi francesi impegnarono i locali di Castellane. Il caso francese finì con un non luogo a procedere pronunciato dal tribunale di Digne.

L’inchiesta belga fu interminabile. Alcune vittime furono audite un’unica volta nel 1997, quando erano ancora soltanto bambini. E’ con l’apertura del processo che il loro coinvolgimento avanza a ritmo serrato.

L’avvocato delle parti civili, Dimitri de Beco ha sottolineato l’importante ruolo della trasmissione Devoirs d’enquête, diffusa il 16 dicembre su La Une. <<La trasmissione ha determinato la reazione di nuove parti civili. Le persone si sono messe in contatto tra loro. Alcuni vengono da molto lontano, dal Canada, dl Portogallo, dalla Nuova Caledonia. Vogliono testimoniare>>, ha evidenziato il penalista.

UN PERVERSO NARCISISTA PEDOFILO

Ricardo M. racconta come i bambini si sono opposti ai genitori nella setta. Per una ventina d’anni ha conosciuto solo “questo”: la setta, i compagni, i genitori, il suo guru. Il “Lama” Robert Spatz <<il guru mistico dei genitori, colui che tutto il mondo adora, che si intromette a proposito e a sproposito nelle vite private di ciascuno. Colui che mi ha dato il mio nome>>. Per tutto il corso della sua infanzia le persone non lo chiamavano Ricardo M. ma usando un nome tibetano. <<Mi sono riappropriato del mio vero nome verso i 20 anni>>.

Verso il 1979, la madre di Ricardo, allora minorenne, scappò da una “famiglia disfunzionale”. Suo padre invece voleva fuggire da una famiglia ricca e “vivere come un hippy”. Entrambi incontrarono Robert Spatz e formarono una coppia. Dall’unione dei due nacque Ricardo che vivrà a Castellane, allo Château de Soleils, in completo isolamento. In questa comunità Spatz era il personaggio centrale. <<Somigliava a un buono padre di famiglia e rappresentava la figura paterna che ci mancava tanto>>. Le sue foto sono affisse ovunque anche a casa dei membri.

Nel 1993 Spatz trasferì 25 adolescenti dallo Château de Soleils a un monastero in Portogallo. Lì i giovani vivevano lasciati a sé stessi, sotto la supervisione di una “donna preoccupante”.

Poi Spatz andò a risiedere con loro. <<La vita era orge di bevute>>. In gran segreto, avrebbe commesso abusi sessuali. <<Tutto ciò accadeva sotto il nostro naso, ma nessuno si era accorto di niente. Non era più una guida, ma un narcisista perverso pedofilo>>.

Oggi, Ricardo constata il divario tra la sua generazione, che ha rotto il ghiaccio e ha aperto il suo cuore, raccontando la loro incredibile vita e quella dei genitori, mentre molti di questi sono ancora membri della setta. <<Per la maggior parte della mia vita, i miei genitori non hanno saputo cosa mi accadeva. Il conflitto generazionale è forte. Spatz ha distrutto quel poco di legami familiari abbiamo avuto>>. 

Ricardo respira. Non vede l’ora di raccontare la sua storia in tribunale.

 

Libera traduzione a cura favisonlus

 

FONTE DELLA NOTIZIA: DH.BE

http://m.dhnet.be/actu/faits/proces-de-la-secte-okc-le-gourou-etait-un-pervers-narcissique-pedophile-568977603570ed3894e9fc31

 

 

NOTA: Sulla vicenda, vedi anche precedente articolo ” Il guru Robert Spatz accusato anche di pedofilia“, postato qui:

https://favisonlus.wordpress.com/2015/02/12/belgio-il-guru-robert-spatz-accusato-anche-di-pedofilia-trad-ita/

 

 

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