Belgio. La vita sprecata dei membri della setta OKC

22 Gennaio 2016

PROSEGUE IL PROCESSO AL LEADER DELLA SETTA D’ISPIRAZIONE BUDDHISTA OKC: LA TESTIMONIANZA DI UN EX ADEPTO

I bambini i cui genitori erano già nella setta OKC (Ogyen Kunzang Cholín) vi hanno trascorso tutta la loro infanzia fino alla maggiore età. I giovani vi hanno lavorato duramente per anni, seguendo gli insegnamenti ispirati al buddismo tibetano, insegnati dal loro guru, Robert Spatz.

Più di dieci anni dopo, si ritrovano davanti al tribunale penale. Si sono costituiti parte civile contro Robert Spatz che, a differenza di una manciata di altri imputati che sono ala sbarra, è assente. Il  71enne, Robert Spatz non si è presentato per “ragioni  di salute” che gli impedirebbero di lasciare la Spagna.

Le accuse  vanno dall’associazione a delinquere, allo stupro, all’offesa al pudore, al sequestro di persona e alla tortura (per il solo Spatz) passando dal falso a reati legati al lavoro non retribuito.

Osservandoli, si avverte tra le parti civili una vicinanza colma di prove. Anche Rui, un portoghese nato nel 1962, entrò in “monastero”, in Portogallo, all’età di 20 anni, ” influenzato un po’ da un fratello e da un amico che mi avevano detto che gli studi non erano importanti e che Spatz aveva tutte le risposte“.

Il ritmo, con preghiere alle due di notte, non gli piaceva. Due anni più tardi, -ha raccontato giovedì al processo-, fu mandato a Bruxelles a lavorare al Paradoxe, un ristorante a Ixelles, di proprietà del movimento OKC. Lavorava sei giorni la settimana, mattina, pomeriggio e sera. Vi è rimasto dodici anni. “Sono stato – credo – socio attivo“, dice di quella struttura, che si è trasformata da ASBL a società cooperativa. 

Una vita di lavoro

Robert Spatz a volte si recava lì a mangiare. “Non era vestito da Lama. Era in abiti civili. Sempre con un piccolo papillon, un abito austriaco. Sempre profumato con Habit Rouge. Si sentiva da 5 metri“, spiega. Quando il guru era al Paradoxe, “era tutto uno stress. Per lui bisognava scegliere il meglio” .

Portoghese, Rui, non era in regola, come altri membri dello staff. “Se c’era un controllo, l’ordine impartito era di scappare al piano di sopra a pregare al piccolo tempio”, spiega. Allo scopo di regolarizzare la situazione, Robert Spatz organizzaava matrimoni bianchi.

La vita era spartana. Diceva al personale del ristorante che si spendeva troppo. “Noi però, vedevamo che il ristorante era sempre pieno“.

Le spese erano state ridotte al minimo: “Quando si aveva  bisogno di un pantalone, si andava all’intendenza, il ‘mercato delle pulci interno’, dove ognuno lasciava i vestiti che non indossava più”.

E  se non si trovava un vestito della propria  taglia, solo dopo il permesso di Spatz si poteva comprarlo.

Nel 1996, la doccia fredda: Spatz gli annunciò che non avrebbe più lavorato nel ristorante. Seguirono le perquisizioni. Rui fu incarcerato. Non capiva. Ignorava la storia degli abusi sessuali sui bambini.

Solo allora si rese conto, lentamente, di essere stato  ingannato: <<A 20 anni, non si pensa al futuro. Solo dopo ti dici : ‘mi sono fregato’ >>

 

FONTE: LaLibre

http://www.lalibre.be/actu/belgique/la-vie-gachee-des-membres-de-la-secte-okc-56a12ece3570b38a584825aa

 

Libera traduzione a cura favisonlus

 

NOTA: Sulla vicenda vedi post precedenti qui:

https://favisonlus.wordpress.com/?s=robert+spatz

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