Il nuovo tempio di Scientology a Milano: un imponente luogo di culto per “going clear”

Dalla rivista telematica “Stato, Chiese e pluralismo confessionale”

Estratto dell’articolo “La legge regionale lombarda e la libertà di religione: storia di un culto (non) ammesso e di uno (non?) ammissibile“,  25 gennaio 2016, consultabile integralmente qui

http://riviste.unimi.it/index.php/statoechiese/article/view/6746/6690

Autore: Francesca Oliosi (dottore di ricerca in Scienze canonistiche ed ecclesiasticistiche presso l’Università degli Studi di Trento, Facoltà di Giurisprudenza)

 

Il nuovo tempio di Scientology a Milano: un imponente luogo di culto per “going clear”

Nota dell’autrice sul titolo: Il riferimento è al documentario riguardante Scientology intitolato, appunto, Going Clear – Scientology e la prigione della fede. Uscito in Italia il giugno scorso, il documentario girato da Paul Haggings è ispirato al libro del 2013 Going Clear: Scientology, Hollywood, and the Prison of Belief, dello scrittore e giornalista del New Yorker Lawrence Wright. Going Clear racconta la storia della nascita di Scientology e cosa è diventata di recente, e contiene diverse interviste a ex importanti membri del culto. Il documentario è molto critico sulla pretesa di Scientology di essere riconosciuta come religione, sui metodi utilizzati per difendersi dai suoi critici e sugli abusi fisici e psicologici compiuti al proprio interno da parte degli stessi membri. Il titolo viene proprio da quello che è il primario scopo di Scientology, going clear: liberarsi, autodeterminarsi, essere consapevoli

 

La legge regionale n. 12 del 2005 così come ridisegnata nei profili appena enunciati dalla novella l.r. n. 2 del 2015 rende estremamente difficoltoso la realizzazione di nuovi edifici di culto per le confessioni religiose che non abbiano un’Intesa divenuta legge con lo Stato. Tra le confessioni (non più?) ammesse colpite fortemente da questo testo normativo, com’è stato dimostrato poc’anzi, si trova in primis l’Islam. A fronte di un evidente svilimento del diritto di libertà religiosa (da intendersi sia uti singuli che collettivamente, in questa sede in particolare come diritto di culto in un luogo appropriato) per una confessione religiosa così presente sul territorio, non può non suscitare scalpore la recentissima inaugurazione proprio nel capoluogo lombardo del tempio di Scientology. Con più di novemila metri quadri di superficie, l’edificio ex sede degli uffici della Philips in via Testi ha avuto de plano la qualifica di luogo di culto, essendo stato acquistato nel 2011 e avendo iniziato la pratica di ristrutturazione a partire dal 2014, prima cioè della novella oggetto di esame nel presente contributo. Se questa senza dubbio non è la sede per illazioni circa la perfetta tempistica con la quale gli scientologists hanno richiesto e ottenuto la qualifica di luogo di culto, sottostando a una disciplina di favor molto meno restrittiva di quella novellata, merita tuttavia qualche riflessione in merito alla concessione del cambio di destinazione d’uso dell’immobile, senza nessun rilievo per i profili di criticità del “culto” in questione. Pur essendo pacifico che non spetta a Cesare la valutazione di ciò che è di Dio, è tuttavia indubbio che il “fenomeno Scientology” merita qualche accorgimento in più rispetto ad altre confessioni religiose, a partire del fatto che lo stesso fondatore, lo scrittore di fantascienza L. Ron Hubbard, non la definisce come tale, ma come “uno studio dello spirito” o più precisamente “lo studio e il modo di occuparsi dello spirito in relazione a se stesso, agli universi e ad altre forme di vita” (nota 74).

Nota 74: Tale definizione si trova nel primo libro del fondatore: L. RON HUBBARD, Scientology: i fondamenti del pensiero, Copenaghen (Danimarca), New Era Publications International, ApS, 2007, p. 6. Sul sito del movimento si legge che la parola “scientology” deriva dal latino scio (sapere) e dal greco logos (studio di). Il significato di Scientology, affermano, è sapere come sapere. Per una panoramica su ciò che Scientology dice di se stessa si rimanda al sito ufficiale (www.scientology.it).

Tralasciando le curiose, seppur talvolta inquietanti (nota 75), vicissitudini che hanno portato all’affermazione della Chiesa di Scientology nel panorama globale (nota 76), basti qui rilevare che a partire dal manoscritto del 1950 “Dianetics (nota 77)- la forza del pensiero sul corpo” note dalla fondazione, l’anno successivo, dell’Hubbard Association of Scientologists, il movimento si è espanso a livello globale con un numero di fedeli difficile da quantificare, ma certamente cospicuo (nota 78) . La peculiarità (anche giuridicamente) più rilevante di Scientology, è che non si tratta di una religione dogmatica basata sulla fede, ma piuttosto di una vera e propria “Scienza del sapere”, che permette all’uomo di acquisire un metodo scientifico (e pertanto, a detta del fondatore e dei suoi seguaci, assolutamente certo) in grado di fargli conoscere le reali potenzialità dell’essere umano, di gran lunga superiori a quelle che normalmente usa (nota79), precluse a causa della c.d. “mente reattiva”. La mente reattiva è infatti la sede di crimini commessi (gli atti overt) o di traumi fisici e mentali (c.d. engram), avvenuti sia nella vita attuale che in quelle precedenti e depositati in modo subconscio nell’essere umano, con conseguente influenza negativa sulla “mente cosciente”.

VEDI NOTE CITATE E PROSEGUI NELLA LETTURA:

75 Ci si riferisce in primis al celeberrimo caso della morte di Lisa McPherson, avvenuta il 5 dicembre 1995 all’età di 36 anni dopo diciassette giorni di segregazione nella camera 174 del Fort Harrison Hotel (struttura che è proprietà di Scientology) a Clearwater in Florida, ma anche a tutte le testimonianze di ex scientologist, che parlano delle tecniche persuasive (se non intimidatorie) che rendono estremamente problematica l’uscita dalla comunità.
76 Per un’interessante studio su uno dei fenomeni più controversi della storia moderna, si rimanda ex multis  allo scritto del fondatore che parla della metodologia chiave con la quale L.R. HUBBARD, Dianetics and Scientology Technical Dictionary, Bridge Publications, Los Angeles, giugno 1975; 
77 Dianetica deriva dal greco “Dias” (attraverso) e “Noos” (anima, mente, pensiero) legato alla parola “etica”. Con tale neologismo, l’Autore intende indicare la metodologia che, utilizzando il pensiero e la mente, riesce a creare una Etica, un comportamento, personale e sociale. Sul sito ufficiale del movimento, essa viene definita come “una metodologia in grado di aiutare ad alleviare sensazioni ed emozioni indesiderate, paure irrazionali e malattie psicosomatiche (cioè le malattie causate o aggravate da stress mentale). Volendola definire più precisamente, potremmo dire che Dianetics si occupa di ciò che l’anima fa al corpo attraverso la mente”. E ancora: “Nel 1950, con la pubblicazione di Dianetics: La Forza del Pensiero sul Corpo, L. Ron Hubbard ha segnato una svolta nella storia della ricerca condotta dall’Uomo, per comprendere realmente se stesso. […]. L’obiettivo di Dianetics, e’ acquisire la comprensione dello stato di “Clear”.
78 Nel suo sito ufficiale, Scientology afferma: “Nell’ultimo decennio la Chiesa di Scientology ha sperimentato un’espansione maggiore di quella che ha avuto nei precedenti 50 anni. Nei primi 10 mesi del 2015 sono stati raggiunti traguardi storici sia per la chiesa che per i suoi programmi umanitari”.
79 Facoltà che comprenderebbero il potere di guarire dalle malattie con la sola forza del pensiero (poiché il 90% di esse sarebbe solo psicosomatico), il controllo cosciente di ogni parte del corpo e la facoltà di abbandonare il corpo fisico per vagare nello spazio in forma incorporea

 

Scopo di Scientology è raggiungere lo stato di Clear (da qui il titolo del documentario “going Clear”, appunto) ossia permettere al “fedelepaziente-cliente” di utilizzare tutto il potenziale della mente cosciente liberandola dalla mente reattiva, depositaria degli engram. Questo raggiungimento del massimo potenziale umano, è possibile solamente attraverso la tecnica degli auditing, ossia di corsi di diversi gradi, tenuti con una tecnica uno-a-uno tra un praticante (detto auditor) che pone domande e un “paziente” (detto preclear) che cerca nella sua mente e fornisce risposte. Tutto rigorosamente a pagamento. Quanto finora seppur sommariamente delineato, non serve per entrare in merito ai contenuti o alla liceità o meno del movimento di Scientology (nota 80), quanto piuttosto a individuare se nel movimento americano esistano senza ombra di dubbio quelle caratteristiche imprescindibili, intrinseche e necessarie perché si possa parlare di una “confessione religiosa” che, in quanto tale, abbia il diritto di possedere un luogo di culto normativamente (e fiscalmente) definito. Già la stessa categoria “luogo di culto”, pone immediatamente qualche interrogativo, se si pensa che le sedi di Scientology non sono adibite a una qualche forma di preghiera o culto, ma predisposte per le sessioni di auditing finalizzate a liberare la mente cosciente dalla mente reattiva, riuscendo così a diventare Clear. Difficile, o quantomeno non pacifico, che tali pratiche siano in qualche modo assimilabili o paragonabili a quell’insieme di pratiche e gesti con le quali il fedele si rivolge e dialoga col proprio Dio. Eppure nulla questio per la Giunta di Milano. Nonostante decenni di dubbi in proposito, manifestati da dottrina (nota 81) e organo giurisdizionale, sia nazionale (nota 82) che europeo (nota83), Scientology ha avuto de plano un “luogo di culto” nel capoluogo lombardo (nota 84), e proprio prima dell’entrata in vigore della novella della legge regionale che avrebbe reso impossibile anche per la religione di Hubbard la realizzazione dell’edificio inaugurato poco tempo fa. Novemila metri quadri di edificio adibito al (non?) culto per una religione neppure considerata tale in diversi Paesi europei (nota 85), a fronte di una negazione di fatto di un luogo destinato alla preghiera per la confessione islamica. Insomma, Milano caput mundi, come immagine di un’affermazione della libertà religiosa che passa prima dalla scelta politica che dalla Costituzione, dal nulla-osta popolare (nota 86) piuttosto che dall’educazione (civica prima e politica poi) a quei principi costituenti uno stato democratico (uguaglianza, laicità, pluralismo religioso) non sempre facili da condividere quando si devono concretizzare “nel proprio giardino”, ma assolutamente irrinunciabili.

NOTE:

80 Elemento comunque non pacifico, visto che in diversi Paesi del mondo la chiesa di Scientology è ritenuta una vera e propria setta.
81 Ex multis si ricordano: N. COLAIANNI, Caso Scientology: associazione religiosa o criminale, in Foro it., 1995, III, c. 695; F. FINOCCHIARO, Scientology nell’ordinamento italiano, in Dir. eccl., 1995, I, specie pp. 605 s. F. ONIDA, Nuove problematiche religiose per gli ordinamenti laici contemporanei: Scientology e il concetto giuridico di religione, in Quad. dir. pol. eccl., 1998/1, pp. 279 ss. Si segnalano inoltre: G. CASUSCELLI, Ancora sulla nozione di “confessione religiosa”: il caso di Scientology, in Quad. dir. pol. eccl., 1998/3 p. 809 e ss. Con riferimento in particolare alla questione attinente il trattamento fiscale, si segnala G. D’ANGELO, A proposito della natura giuridica della Chiesa di Scientology: una significativa presa di posizione della sezione tributaria della Corte di Cassazione, in Quad. dir. pol. eccl., 2002/3, p. 731 e ss. Per un’analisi delle motivazioni addotte da una parte della dottrina a sostegno del riconoscimento di Scientology del dirittto di libertà religiosa in tutte le sue sfaccettature, si segnalano R. SARACENO, Scientology fra libertà religiosa e diritto comune, in Dir. Eccl., 2, 2001, pp. 112 ss.; P. MAZZEI, La natura della “Chiesa di Scientologia”, in Dir. Eccl., 1991, II, p. 405 ss e G. CAROBENE, Scientology tra religione e sanzione, Liguori, Napoli, 2012. E’ stato sottolineato inoltre come “l’analisi delle diverse giurisprudenze nazionali evidenzia le particolari problematiche giuridiche legate al ‘fenomeno’ di Scientology, con difficoltà qualificato come ‘confessione religiosa’ ma anche la necessità, avvertita in forma sempre più pressante, di creazione di un diritto comune, quanto meno a livello europeo ed, almeno, in tema di riconoscimento dei diritti fondamentali dell’individuo e dei gruppi”, così G. CAROBENE, L’affaire di Scientology. La qualificazione in via giudiziaria di una confessione nel contesto ‘europeo’ della libertà di religione, in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, aprile 2008.
82 Numerose sono infatti le pronunce giurisdizionali che hanno visto protagonista la Chiesa di Scientology, a Milano. Il Processo svoltosi nel capoluogo lombardo avverso Scientology, è il primo processo a un “movimento religioso” in quanto tale, dopo l’entrata in vigore della Carta Costituzionale. Quella che passò alla storia come “lungo processo” con una vicenda giurisdizionale durata 12 anni e caratterizzata da un doppio intervento della Corte di Cassazione e sei pronunce complessive, costituisce un’importante documentazione sull’organizzazione di Scientology d’Italia, i suoi fini, il suo modus operandi. Gli atti del processo sono una fotografia indelebile, una precisa ricostruzione storica e giuridica dell’organizzazione, una descrizione minuziosa, non certo positiva, dello sviluppo di tutto l’operato della Chiesa di Scientology d’Italia, dalla sua nascita sino a tutta la metà degli anni ’80. Gli esiti di tali vicende giudiziare vennero pubblicizzati dal movimento come “grande vittoria della libertà religiosa”; in realtà se è indiscutibile la rilevanza dell’assoluzione finale dei vertici dall’accusa di associazione a delinquere, non risulta tuttavia trascurabile il riconoscimento della responsabilità penale per l’accertamento di svariati reati in capo a numerosi operatori, oltre che la pesante censura morale espressa dai giudici di merito. Per un’approfondita analisi di un’emblematica pronuncia: Cassazione penale, sez. VI, 8-22 ottobre 1997, n. 1329, in Quad. dir. pol. eccl., 1998, 3, pp. 836- 850. Cfr. R. BLAIOTTA, La Suprema Corte ancora su Scientology, organizzazioni religiose ed organizzazioni criminali, in Cass. Pen., 1998, 9, p. 2384 ss .
83 Francia, Belgio e Germania sono i Paesi europei più duri nei confronti di Scientology. A Parigi diversi rapporti parlamentari, già a partire dal 1994, l’hanno definita come una setta. Emblematica in tal senso la vicenda francese conclusasi con la sentenza 27 octobre 2009, Tribunal Correctionnel de Paris, 12ème chambre, n. 9835623114 c. Association Spirituelle de l’Église de Scientologie, SARL SEL, et autres . Per un’analisi approfondita si rimanda a G. CAROBENE, Le minoranze religiose tra normativa penale e diritti di libertà: rilievi a margine di una recente sentenza su Scientology, in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, cit., giugno 2010. Dopo numerose sentenze contro singoli dirigenti dell’organizzazione, nel 2012 la Corte d’appello della capitale francese conferma la sentenza del 2009. L’aspetto assolutamente innovativo è dato dal fatto che la corte d’appello francese non solo conferma le condanne a carico di cinque membri (persone fisiche), ma anche a carico delle due principali strutture dell’organizzazione in città in  quanto “enti morali” e, quindi, personalità giuridiche. Si tratta del Celebrity Center e della libreria Sel, obbligate a pagare ammende rispettivamente per 400mila e 200mila euro. Tentato il ricorso alla CEDU, la Corte di Strasburgo respinge il ricorso per inammissibilità il 5 giugno 2014.
84 Con tutto ciò che ne consegue in termini di favor edilizi (oneri per la ristrutturazione, tasse sui lavori, concessioni edilizie secondarie) e soprattutto fiscali.
85 Il 25 novembre 2015 ha avuto inizio un nuovo procedimento giurisdizionale penale a carico di Scientology in Belgio. La pubblica accusa nel processo per frode ed estorsione intentato a Bruxelles contro la Chiesa di Scientology ha chiesto lo scioglimento della branca belga dell’organizzazione. Secondo la Procura federale belga infatti undici fra membri e dirigenti di Scientology e dell’Ufficio Europeo per i Diritti Umani, altra emanazione dell’organizzazione, sono accusati di “associazione a delinquere, frode, pratica illegale della medicina, violazione della vita privata ed estorsione”; il primo capo d’accusa permetterebbe in linea di principio lo scioglimento della Chiesa di Scientology in Belgio.
86 Non che Scientology sia pacificamente ammessa e accettata come religione. È da evidenziare tuttavia come l’assenza di simboli esteriori, cosi come della pratica di qualsiasi forma di culto “esterna”, nonché la nazionalità e la provenienza sociale degli afferenti a Scientology, non crea quell’impatto visivo, culturale e sociale che si realizza rispetto alla religione (e ai fedeli) musulmana
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