Forteto. Dipendenti esterni negano di aver visto i bambini al lavoro. La replica delle vittime della setta degli orrori

11 Febbraio 2016

Forteto: “Mai visto bambini al lavoro”

Il comunicato dei dipendenti appare su Facebook e scatena le reazioni

di FRANCA SELVATICI

“Non abbiamo mai visto bambini al lavoro al Forteto”. Questa affermazione, contenuta in un comunicato dei dipendenti esterni della cooperativa agricola di Vicchio, sta suscitando amarissime reazioni dei giovani che, affidati al Forteto in tenera età, ricordano bene di essere stati impiegati nei lavori del caseificio. Sulla pagina Facebook “I dipendenti esterni del Forteto” la pubblicazione del comunicato è seguita da decine di commenti indignati e addolorati.

I dipendenti deplorano “con molta amarezza” che la commissione regionale di indagine, anziché preoccuparsi del futuro della cooperativa, li abbia interrogati su chi comanda ora al Forteto e sul lavoro dei bambini (“che non abbiamo mai visto”, scrivono): “Siamo stati accusati di aver visto e non aver denunciato al pari dei tedeschi vicino ai campi, di fronte all’orrore dei lager. Questa è un’offesa gravissima alla nostra coscienza e al nostro senso di giustizia!”. Immediate le reazioni dei giovani che hanno denunciato gli abusi subìti al Forteto. “Io veramente vi ho visti in diversi quando venivo lì a lavorare senza averne l’età, secondo me vi dovreste vergognare dal primo all’ultimo”, scrive uno dei ragazzi: “Avevo 12 anni e non arrivavo nemmeno a prendere gli stampi per metterli nella macchina, ricordo che chiedevamo di abbassare l’altezza dei pancali perché io non ci arrivavo”. Molti si sentono traditi perché ai dipendenti esterni avevano affidato i loro sentimenti, le paure, le pene. “Eravate l’unico contatto con l’esterno e infatti ci siamo confidati con voi per primi”.
“Io ero piccolo e lavoravo nel caseificio del Forteto. Quanti ricordi brutti. Ma quale paradiso terreste, quello era l’inferno terrestre”, scrive un ragazzo. “Vorrei ricordare ai dipendenti esterni che io è da quando avevo 8 anni che sono stata messa lì dentro, quindi ne avrò viste e vissute”, interviene una giovane. “Ricordate quante ricotte tiravamo su?”, prosegue rivolgendosi ad alcuni dei dipendenti: “Quante trecce si faceva e che bruciore alle mani, e le burrate ti ricordi, non hai visto nulla?”, ricorda rivolgendosi a una di loro. “Quanti problemi c’erano e quante punizioni sia a noi ragazzi che agli adulti, le volte che siamo stati messi in punizione a sedere piangendo anche davanti a voi…”. “Non avete mai visto niente?”, incalza una ragazza, che prosegue rivolgendosi a una dipendente: “Avevo 11 anni quando ti ho conosciuto e lavoravo con te nel caseificio vecchio alle ricotte. Hai assistito ai miei pianti…”. E conclude amaramente rivolgendosi ai dipendenti che più le erano vicini: “Ma quante amnesie, beati voi che avete i vuoti di memoria, non so come facciate a non avere i sensi di colpa. Ci avete visti crescere e adesso è come se non ci conosceste. Mah”.

Queste testimonianze sembrano confermare, oltre a tutto quello che è emerso nel corso del processo di primo grado, le responsabilità della cooperativa agricola negli abusi compiuti sui bambini affidati alle coppie della comunità del Forteto. Circostanza sempre negata dalla cooperativa, che pur essendo condannata a risarcire le vittime, con anticipi immediati, ha chiesto la sospensiva alla corte di appello e si sta opponendo anche agli atti di precetto notificati da alcune delle persone offese. In uno degli atti di opposizione si afferma che la cooperativa sarebbe stata condannata “inopinatamente” come responsabile civile e si afferma che, sebbene il Forteto abbia un attivo di 18 milioni, un patrimonio netto di oltre 10 e un fatturato annuo di 13 milioni, il pagamento delle provvisionali, cioè degli anticipi sui risarcimenti (in tutto circa 2 milioni), potrebbe causare un grave pregiudizio alla gestione dell’impresa se non addirittura una paralisi operativa. E si afferma – con una piroetta linguistica che meriterebbe un giudizio della Crusca – la «certa probabilità» che le ragioni della cooperativa vengano accolte.

 

FONTE: La Repubblica (Firenze)

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2016/02/11/news/forteto_mai_visto_bambini_al_lavoro_-133215739/

 

 

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