CASO DELLA COSIDDETTA “SETTA DI LANCIANO”. Sfilano in aula i primi ex adepti di Don André Facchini, -fondatore della Legio Sacrorum Cordium-, accusato di molteplici reati

16/17 Febbraio 2016

Processo contro Don Andrea Facchini, le vittime lo accusano

LANCIANO. Frustate sulla schiena nuda con la corona del rosario. Sfilano i primi testi al processo contro André Luiz Facchini, 41 anni, brasiliano, ex parroco di Sant’Agostino, di Lanciano, presuntivamente accusato violenza privata, lesioni aggravate, ingiurie, minacce e violazioni di domicilio contro ex adepti della Legio Sacrorum Cordium, associazione religiosa da lui fondata. Oggi, a partire alle 15, per tre ore dinanzi al giudice Andrea Belli, ha testimoniato la principale vittima, un giovane di 32 anni, di Lanciano. Le parti lese sono in totale dieci. Il teste, che conobbe don Andrea nel 2008 dopo una dura crisi sentimentale con l’allora fidanzata, ha raccontato che durante le penitenze e punizioni corporali, per scacciare il demonio e salvare le anime, usciva anche del sangue.

«Ci faceva strisciare anche con la lingua sul pavimento – ha aggiunto – perché diceva che la nostra coscienza era più sporca».

Il teste, che ha inoltre detto di aver fatto ricorso a terapie psicologiche e a psicofarmaci per superare i forti condizionamenti subiti, ha confermato che il presbitero rendeva note anche le confessioni.

«Io – ha aggiunto – sapevo i peccati di molte persone».

Nel racconto complessivo il teste ha tratteggiato la figura del prete eccessivamente morboso, che gli faceva regali e lo portava in vacanza. “Voleva dirigermi la vita e diceva di volere il meglio perché parlava con la Madonna, Gesù e gli angeli. Mi sceglieva la fidanzata, diceva con chi uscire e di andare a letto alle 22.30.

Mi sono dimesso da due lavori perché mi diceva ‘Dio ha migliori progetti per te’. Voleva che facessi l’autista del bus perché conosceva l’azienda. Nell’agosto 2011 mi sono poi allontanato perché mi sentivo schiavo”. Dall’inizio dell’inchiesta l’imputato, difeso dall’avvocato Osvaldo Piccirilli, è tornato in Brasile ed è contumace.

 

FONTE: Prima Da Noi

http://www.primadanoi.it/news/cronaca/564824/Processo-contro-Don-Andrea-Facchini-.html

 

«Diceva che sarei morto se lasciavo la Legio»

Don Andrè, in aula i primi testimoni: frustate alla schiena e pavimenti da leccare per punizione

«Dovevamo leccare il pavimento, facendo croci con la lingua, perché era sicuramente più pulito delle nostre coscienze. Quando avevamo pulsioni sessuali dovevamo punire il nostro corpo, inginocchiarci con le nocche delle mani rivolte sul pavimento. Usciva il sangue dalle ginocchia e dalla schiena quando ci frustava con il rosario. Accettavo tutto? Certo, per evitare che la mia anima la prendesse il demonio. Ero un soldato perfetto. Poi ho cominciato a ribellarmi, a capire». È un fiume in piena S.R., 31 anni, parte civile e imputato nel processo a don Andrè Luiz Facchini, ex parroco di Sant’Agostino accusato di violenza privata aggravata, lesioni personali, violazione di domicilio, ingiurie, minacce e molestie telefoniche. Secondo la Procura, avrebbe fatto subire ai ragazzi penitenze di tipo corporale quando questi “violavano” le regole che lui imponeva…

CONTINUA LA LETTURA DELL’ARTICOLO QUI:

http://ilcentro.gelocal.it/chieti/cronaca/2016/02/17/news/diceva-che-sarei-morto-se-lasciavo-la-legio-1.12977388

 

Violenze ai fedeli. In aula i testi contro don Andrè

LANCIANO. Cominceranno a raccontare oggi, davanti a giudice, avvocati e pubblico ministero, cosa avrebbero subito quando frequentavano la Legio Sacrorum Cordium, l’associazione fondata da don André Facchini

 

LANCIANO. Cominceranno a raccontare oggi, davanti a giudice, avvocati e pubblico ministero, cosa avrebbero subito quando frequentavano la Legio Sacrorum Cordium, l’associazione fondata da don André Luiz Facchini, ex parroco di Sant’Agostino a processo per le presunte punizioni e penitenze inflitte ad alcuni giovani fedeli della parrocchia. I primi test del processo -due sono parti civili- compariranno questo pomeriggio nell’aula del tribunale di Lanciano. Punizioni e penitenze, in un caso anche frustate sulla schiena con i grani del rosario, per salvare le anime e allontanare il demonio: questo, secondo l’accusa, avrebbero subito dal parroco quando frequentavano la Legio. Don Andrè, processato in contumacia visto che dall’avvio dell’inchiesta, a fine 2012, è tornato in Brasile, avrebbe «fatto credere ai giovani della Legio di avere un filo diretto con la Madonna e gli angeli custodi che tramite lui inviavano disposizioni su come gestire la loro vita». Avrebbe fatto subire ai ragazzi penitenze di tipo corporale: per questo l’ex parroco è accusato di violenza privata aggravata, lesioni personali, violazione di domicilio, ingiurie, minacce e molestie telefoniche.

Nell’udienza di oggi sfilano i primi sei dei circa 40 test previsti. Saranno ascoltati, infine, anche i test della parte del processo che vede il sacerdote brasiliano parte offesa, poiché sarebbe stato vittima di lesioni da parte dei fratelli M.R., 35 anni, e S.R., 31 anni.

(t.d.r.)

FONTE: il Centro

http://ilcentro.gelocal.it/chieti/cronaca/2016/02/16/news/violenze-ai-fedeli-in-aula-i-test-contro-don-andre-1.12971400

Processo contro don Facchini, le accuse delle vittime

Frustate sulla schiena nuda con la corona del rosario, le presunte vittime accusano don André Facchini, ex parroco di Sant’Agostino di Lanciano, accusato di violenza privata, lesioni aggravate, ingiurie e minacce.

di Antonella Micolitti

Sfilano i primi testi al processo contro André Luiz Facchini, 41 anni, brasiliano, ex parroco di Sant’Agostino, di Lanciano, accusato violenza privata, lesioni aggravate, ingiurie, minacce e violazioni di domicilio contro ex adepti della Legio Sacrorum Cordium, associazione religiosa da lui fondata. Oggi, a partire alle 15, per tre ore dinanzi al giudice Andrea Belli, ha testimoniato la principale vittima, un giovane di 32 anni, di Lanciano. Le parti lese sono in totale dieci. Il teste, che conobbe don Andrea nel 2008 dopo una dura crisi sentimentale con l’allora fidanzata, ha raccontato che durante le penitenze e punizioni corporali, per scacciare il demonio e salvare le anime, usciva anche del sangue.

“Ci faceva strisciare anche con la lingua sul pavimento – ha aggiunto – perché diceva che la nostra coscienza era più sporca”. Il teste, che ha inoltre detto di aver fatto ricorso a terapie psicologiche e a psicofarmaci per superare i forti condizionamenti subiti, ha confermato che il presbitero rendeva note anche le confessioni. “Io – ha aggiunto – sapevo i peccati di molte persone”. Nel racconto complessivo il teste ha tratteggiato la figura del prete eccessivamente morboso, che gli faceva regali e lo portava in vacanza. “Voleva dirigermi la vita e diceva di volere il meglio perché parlava con la Madonna, Gesù e gli angeli. Mi sceglieva la fidanzata, diceva con chi uscire e di andare a letto alle 22.30. Mi sono dimesso da due lavori perché mi diceva ‘Dio ha migliori progetti per te’. Voleva che facessi l’autista del bus perché conosceva l’azienda. Nell’agosto 2011 mi sono poi allontanato perché mi sentivo schiavo”. Dall’inizio dell’inchiesta l’imputato, difeso dall’avvocato Osvaldo Piccirilli, è tornato in Brasile ed è contumace.

 

FONTE: Rete8

http://www.rete8.it/cronaca/456processo-contro-don-facchini-le-accuse-delle-vittime/

 

NOTA: Sulla vicenda vedi precedenti articoli e video postati qui:

https://favisonlus.wordpress.com/?s=legio+sacrorum+cordium

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