SETTE CATTOLICHE. L’Ordine dei “Miguelianos”. Tra accuse di vessazioni per purificare le anime, abusi sessuali e riciclaggio di denaro

17 Marzo 2016

LA “SETTA DEI MIGUELIANOS”: TRA VESSAZIONI PER PURIFICARE LE ANIME, ABUSI SESSUALI E RICICLAGGIO DI DENARO. SOLLEVATO IL SEGRETO INVESTIGATIVO

Miguel Rosendo dà Silva, fondatore e leader dell’Ordine ecclesiastico e Mandato di San Michele Arcangelo (Orden eclesiástica y Mandato de San Miguel Arcángel), con sede a Oia (comune di Pontevedra, Spagna), dovrà rispondere del presunto reato di abusi sessuali dopo essere stato denunciato da alcune delle sue supposte vittime e seguaci.  L’Ordine che fu smantellato nel dicembre di 2014 a seguito di una retata di polizia, era arrivato a contare nella sue fila fino a 400 membri. Inoltre Rosendo, in detenzione provvisoria per tale scandalo, dovrà rispondere dei delitti di associazione a delinquere e riciclaggio di denaro insieme ad almeno altre 11 persone dell’Ordine, implicate, come suoi collaboratori più prossimi, tra costoro varie false suore e co-fondatrici della setta.

Il giudice del Tribunale n° 1 di Tui, ha recentemente sollevato il segreto sulle indagini che portarono alla retata di polizia, al termine della chiusura della prima fase di una lenta e complessa istruttoria già passata sotto la supervisione di tre giudici.

Attualmente risultano più di una decina gli indagati e la causa prosegue per le accuse di associazione a delinquere finalizzata a reati contro l’erario dello Stato,  e, nei confronti del leader, anche per il delitto di abuso sessuale.

L’indagine sul riciclaggio basata su una denuncia dell’Agenzia Tributaria, aveva portato alla retata della Guardia Civil e alla chiusura della  lussuosa villa, ubicata nel municipio di Oia, che la setta utilizzava come centro di internamento e per indottrinare i suoi seguaci.

VESSAZIONI PER “PURIFICARE LE ANIME” IN UNO CHALET DI LUSSO

La denuncia pubblica di alcuni genitori disperati e di ex adepti dell’organizzazione, nei confronti di Rosendo e della sua mano destra, la monaca Marta Paz, aveva scoperchiato lo scandalo. Le famiglie avevano denunciato che l’organizzazione agiva come una setta, al cui interno si commettevano abusi sessuali e altre vessazioni per “purificare le anime” degli accoliti, delitti dei quali deve però rispondere solo il fondatore. Alcuni mesi prima della retata i seguaci di Rosendo avevano abbandonato quella che nell’Ordine era chiamata “casa madre” per trasferirsi a Madrid, poco dopo che Luis Quinteiro, Vescovo di Tui-Vigo, aveva rimosso dall’incarico il fondatore e cancellato definitivamente l’organizzazione dall’elenco ecclesiastico. Tutti erano fuggiti dalla Galizia dietro al leader che insieme alla moglie ed ai figli aveva lasciato Oia.

A partire dal mese di aprile, vittime e testimoni saranno ascoltati in tribunale. Secondo alcuni di costoro, l’Ordine maneggiava ingenti quantità di denaro che i seguaci consegnavano per entrare a far parte della setta, convinti che il leader possedesse poteri sovrannaturali. La celebrazione di supposte orge alle quali avrebbero partecipato i fedeli e Rosendo, o le punizioni fisiche e psicologiche a cui venivano sottoposti i seguaci nell’organizzazione, sono alcune delle denunce investigate in questi mesi dalla Guardia Civil.

 

Notizia tratta da un articolo a firma di ELISA LOIS per EL PAIS

Libera traduzione a cura favisonlus

 

FONTE ORIGINALE: EL PAIS

http://politica.elpais.com/politica/2016/03/16/actualidad/1458147366_944394.html

 

NOTA: Sulla cosiddetta “setta dei Miguelianos” o “setta di Oia”, vedi precedenti articoli, postati qui:

https://favisonlus.wordpress.com/?s=rosendo+da+silva

 

 

 

 

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