Italia. Crescita del fenomeno settario secondo il monitoraggio del servizio di aiuto AntiSette della Comunità Giovanni XXIII

30 Marzo 2016

Il servizio di aiuto AntiSette della Comunità Giovanni XXIII

 

 

Cresce  in Italia il fenomeno delle sette. Secondo il monitoraggio del Servizio AntiSette della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, nel 2015 hanno chiesto aiuto, consulenza o informazioni 1238 persone.  Il nord Italia è l’area più interessata dal fenomeno. Esiste anche un numero verde (800 228866) a cui chiedere aiuto. A spiegare il fenomeno, al microfono di Elisa Sartarelli, è don Aldo Buonaiuto, responsabile del Servizio AntiSette.

R. – Quando parliamo di sette intendiamo gruppi più o meno organizzati che possono essere formati da piccoli nuclei di persone con a capo un guru, un maestro, una persona che per follia o che perché pensa di avere dei doni particolari, per obiettivi che deve raggiungere, strane ideologie, per tanti motivi – da quelli più legati al mondo pseudoreligioso, a quello del profitto – pensa di avere in mano un gruppo di persone da manipolare per finalità che nulla hanno a che fare né con la religione, né con qualcosa di buono.

D. – Chi sono le vittime delle sette?

R. – Innanzitutto, le persone più deboli e fragili della società, che hanno bisogno di essere ascoltate e aiutate. Normalmente, dal nostro monitoraggio vediamo come la gente corra quando ha problemi di salute per cercare una speranza, la propria guarigione o quella di una persona cara, di un familiare. Poi, ci sono coloro che hanno problemi economici di vario genere, persone che sono alla ricerca del trascendentale, del mondo invisibile, delle realtà spirituali, per non parlare dei giovani. Quanti giovani vengono suggestionati, affascinati dal mondo dell’occultismo, dell’esoterismo, di tutte queste realtà che poi molto spesso rivelano gruppi che nella pratica hanno scopi pericolosi.

D. – Cosa succede in genere a chi entra a far parte di una setta?

R. – Una persona entra sempre, o quasi sempre, con la speranza di trovarsi dinanzi persone positive, che finalmente attraverso quella “love bombing”, quell’esplosione di attenzioni che ricevono, si troveranno finalmente in un ambiente sano. Ma la “love bombing” è l’inizio delle tecniche di manipolazione mentale e qui le psico-sette sono al primo posto nell’attuarla. Inizialmente, c’è appunto quella grandissima disponibilità, attenzione, verso queste persone che entrano. Poi, strada facendo, gli adepti saranno affiliati o accessori, quindi utilizzati, spremuti come dei limoni, perché la setta, il guru, ha individuato in che cosa può spremere quella persona, come può usarla e poi magari gettarla in uno stato di angoscia, di abbandono, di solitudine oppure utilizzare questi adepti per continuare la divulgazione della propria opera. Ci troviamo dinanzi a realtà senza scrupoli che agiscono sempre come minimo per truffare la gente.

D. – Che tipo di aiuto date a chi chiama il Servizio AntiSette?

R. – Il Servizio AntiSette  prima di tutto si mette in ascolto delle persone che chiamano e cercano aiuto. Nella maggior parte dei casi, sono i familiari delle vittime. Poi, si cerca una soluzione, un accompagnamento. Molto spesso, purtroppo, questo accompagnamento va verso le forze dell’ordine preposte a verificare se le loro rivelazioni hanno a che fare con possibili reati quindi ingiustizie che vanno a incidere sulla vita e sull’incolumità e sul bene della persona.

 

FONTE: RADIO VATICANA

http://it.radiovaticana.va/news/2016/03/29/il_servizio_di_aiuto_antisette_della_comunit%C3%A0_giovanni_xxiii/1218855

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