Il fenomeno Aum Shinrikyo in Russia. Alcune considerazioni di Stefano Bonino, docente alla Facoltà di Scienze Politiche e Sociali della Northumbria University

20 Aprile 2016

In virtù della segretezza assoluta nella quale l’Aum Shinrikyo ha storicamente operato (pochissimi membri erano stati messi al corrente dei piani terroristici del 1995), della forte presa ideologica, dottrinale e spirituale sui giovani e degli stretti legami tra la setta e la Russia, il fenomeno Aum Shinrikyo in terra russa offre materiale sia per le autorità di sicurezza sia per gli studiosi interessati al rapporto fra nuove religioni, millenarismo e violenza.

Stefano Bonino

Aum Shinrikyo in Russia: araba fenice o camaleonte?

di Stefano Bonino

I recenti arresti di individui russi, facenti parte di gruppi sorti dall’ex-Aum Shinrikyo in Montenegro e Russia, hanno suscitato scalpore e destato preoccupazioni. Tuttavia sono più di venticinque anni che l’Aum Shinrikyo, una setta religioso-terroristica giapponese, e la Russia sono legati da un filo diretto. L’Aum Shinrikyo si impose alle cronache nazionali giapponesi e internazionali il 20 marzo 1995, quando membri della setta rilasciarono del gas sarin nella metropolitana di Tokyo, uccidendo 13 persone e ferendone migliaia. La setta era stata fondata da Shoko Asahara nel 1984. Intrinsecamente legata alla realtà sociale del Giappone contemporaneo, l’Aum Shinrikyo si collocò nell’ambito più vasto di quella ‘rivincita della religione’ che, fra la seconda metà degli anni settanta e la seconda metà degli anni novanta, portò numerosi giovani di tutto il mondo a riporre le proprie speranze nel credo religioso, nel misterioso e nella meditazione.

La setta si inquadrò, altresì, come una risposta estrema al capitalismo e al materialismo giapponese, incoraggiando i suoi seguaci ad abbandonare il mondo esterno, a intraprendere un percorso spirituale verso la salvezza e a ricercare la cosiddetta “verità assoluta”. La dottrina dell’Aum Shinrikyo si caratterizzò per un sincretismo religioso funzionale agli scopi apocalittici pianificati dal suo leader Asahara: distruggere il mondo esistente, considerato decadente e corrotto, per ricostruirne uno più “puro”. Migliaia di individui di tutte le estrazioni sociali, dalle casalinghe, agli scienziati, ai docenti universitari, si unirono alla setta, disillusi dalla società giapponese in cui vivevano.

L’Aum Shinrikyo portò parte delle sue operazioni all’estero, mantenendo una presenza, ufficiale o ufficiosa, in Australia, Stati Uniti, Germania, Taiwan, Sri Lanka  e Russia. Proprio la Russia rappresentava un paese chiave per le attività della setta. Nel 1991, l’Aum Shinrikyo si imbarcò in un processo di chiusura estrema nei confronti della società giapponese e di progressivo inasprimento nei confronti di coloro che non ne seguivano la dottrina religiosa e spirituale. Influenzato dalla minaccia nucleare emersa durante la Guerra del Golfo, Asahara prese parte a un ciclo di conferenze in numerose università giapponesi, dove predisse l’Apocalisse (Armageddon), entro l’anno 2000, quando armi atomiche, biologiche e chimiche avrebbero ucciso la maggior parte degli esseri umani, tranne coloro che avessero seguito il (costoso) cammino spirituale da lui indicato.

Nello stesso periodo, l’Aum Shinrikyo iniziò la produzione del gas nervino, la progettazione di mitragliatori e la ricerca su armi chimiche e batteriologiche. In Russia, l’Aum Shinrikyo aprì alcune branche e fondò la Russian-Japanese University sotto la protezione di Oleg Lobov, un uomo di fiducia dell’allora Presidente Yeltsin. L’importanza strategica della Russia nei piani dell’Aum Shinrikyo è dimostrata dalle oltre venti visite di Kiyohide Hayakawa, un alto esponente della setta, fra il 1992 e il 1995, dall’acquisto di armamenti dell’ex-Unione Sovietica e dai contatti con Anatoly Vorobyov, ai tempi una figura di spicco nel Biopreparat, un’agenzia di ricerca sulle armi biologiche. Molto importanti furono anche le attività giornaliere di propaganda attraverso le radio russe e il reclutamento di numerosi russi, con particolare interesse per i giovani studenti con competenze in materie scientifiche.

La Russia riappare, tragicamente, nella storia dell’Aum Shinrikyo, a margine dell’attacco col sarin alla metropolitana di Tōkyō. In un collegamento radio dalla Russia, Asahara definì i raid della polizia quali atti di soppressione satanica della “suprema verità” e incoraggiò i discepoli a continuare a percorrere la “nobile strada” che li avrebbe condotti a portare sulla terra delle “giuste morti”, indispensabili per il piano di salvezza da lui indicato. Asahara e numerosi esponenti di spicco della setta furono arrestati. L’Aum Shinrikyo continuò ad operare a regime ridotto e, nel 2000, si trasformò in Aleph, un nuovo movimento capeggiato da Fumihiro Joyu, un ex-membro dell’Aum Shinrikyo. Aleph prese pubblicamente la distanze dal passato violento dell’Aum Shinrikyo e di Asahara. Tuttavia, nello stesso anno, le autorità russe sventarono un attentato terroristico, progettato da quattro membri russi del gruppo, contro il palazzo imperiale di Tokyo e volto alla liberazione di Asahara dal carcere.

I trentamila membri di Aleph e di Hikara no wa, un secondo movimento sorto dalle ceneri dell’Aum Shinrikyo nel 2007, che, secondo fonti ufficiose, risiedono in Russia sono probabilmente un’esagerazione. Gli esatti ambiti in cui operano queste nuove manifestazioni dell’Aum Shinrikyo sono incerti. Da un lato, potrebbe trattarsi di recenti sussulti dell’araba fenice: un Aum Shinrikyo privo di Asahara, ma risorto dalle sue ceneri ideologiche. Dall’altro lato, non è da escludersi che si tratti di un camaleonte: un Aum Shinrikyo che non ha mai abbandonato le sue radici e ambizioni, ma si è semplicemente nascosto, sotto diverse spoglie e con nuovi membri, fra le maglie sociali russe. Va ricordato che, prima dell’attentato di Tokyo del 1995, l’Aum Shinrikyo in Giappone compì numerose azioni criminali, senza destare i sospetti delle autorità di sicurezza: l’omicidio di Tsutsumi Sakamoto e di alcuni ex membri del gruppo e un esperimento col sarin che uccise otto persone a Matsumoto sono solo alcuni esempi. In virtù della segretezza assoluta nella quale l’Aum Shinrikyo ha storicamente operato (pochissimi membri erano stati messi al corrente dei piani terroristici del 1995), della forte presa ideologica, dottrinale e spirituale sui giovani e degli stretti legami tra la setta e la Russia, il fenomeno Aum Shinrikyo in terra russa offre materiale sia per le autorità di sicurezza sia per gli studiosi interessati al rapporto fra nuove religioni, millenarismo e violenza.

 

Stefano Bonino è docente nella Facoltà di Scienze Politiche e Sociali della Northumbria University, membro della Royal Society of Arts e autore de ‘Il caso Aum Shinrikyo: società, religione e terrorismo nel Giappone contemporaneo’ (Edizioni Solfanelli, 2010).

 

FONTE: IPSI ISTITUTO PER GLI STUDI DI POLITICA INTERNAZIONALE

http://www.ispionline.it/it/pubblicazione/aum-shinrikyo-russia-araba-fenice-o-camaleonte-15011

 

 

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