SETTE CRIMINALI. Viaggio nell’oscura colonia ai confini del mondo.

12 Maggio 2016

 In un contesto rurale idilliaco in mezzo alle Ande, il nazista Paul Schäfer creò una setta, uno stato nello stato, dove accaddero fatti orrendi…

Per ben 30 anni, i residenti della colonia furono trattati come schiavi e subirono il costante indottrinamento religioso da parte dello pseudo-predicatore, (Paul Schäfer) che in nome di assurdi principi morali trovò sempre la giustificazione per le sue azioni. Fuggire dalla colonia era pura fantascienza. Fili spinati ed elettrificati recintavano tutto il villaggio, rendendo così impossibile l’uscita di chi volesse ritornare nel mondo esterno o addirittura vederlo per la prima volta…

Strappati alle loro madri a pochi mesi di vita, i bambini non conoscono l’identità dei propri genitori, così da riconoscere solo l’autorità di chi amministra il villaggio…

A proposito di torture, una testimonianza è quella di Franz Bäar, nato Francisco, bambino cileno che all’età di dieci anni viene mandato a vivere nella colonia. La madre non può mantenerlo e il villaggio le sembra il posto ideale per dare cibo e vestiti al figlio, altrimenti destinato alla miseria. Ma le cose non vanno esattamente come previsto perché il bambino prova a scappare dalla colonia. Catturato dai dirigenti della comunità, Franz diventa, come lui stesso si autodefinisce, “il porcellino d’India” della colonia, per via degli elettroshock e delle droghe che costituirono la sua quotidianità per i successivi trent’anni…

Speciale Colonia

Viaggio nell’oscura colonia ai confini del mondo.

Estratto dell’articolo a firma di Francesca Perozziello

Fra le storie più scandalose e stranamente passate sotto silenzio, quella della Colonia Dignidad ha un posto d’onore. Qualche giorno fa, nella recensione del film Colonia, abbiamo accennato all’esistenza di una setta presente in Cile, fondata e guidata dal nazista Paul Schäfer.
Ma questa è solo la punta dell’iceberg, l’inizio di uno dei racconti più macabri del secondo dopoguerra, i cui segreti profondi sono emersi solo di recente.

E’ il 1961 quando Paul Schäfer Schneider, ex ufficiale paramedico della Luftwaffe, lascia la Germania in seguito alle accuse di violenza su minori disabili. Fondatore di alcune “società caritatevoli” che si occupavano dei bambini, Schäfer si rifugia in Cile, forse con l’aiuto dell’Odessa, l’organizzazione di ex gerarchi nazisti che contribuì alla fuga in Sud America di molti criminali di guerra. Proprio in Cile, non lontano dalla cittadina di Parral, Schäfer fonda un villaggio noto come Colonia Dignidad. Insieme a lui ci sono circa 300 tedeschi che hanno lasciato la Germania, ma nel corso degli anni, nella colonia abiteranno anche diversi cileni.

Autoproclamatosi guida spirituale della nuova comunità, Schäfer ricrea in Cile un angolo di Germania, obbligando tutti gli abitanti a parlare in tedesco e a indossare abiti bavaresi. E se questo può risultare facile per i coloni tedeschi, non lo è sicuramente per i cileni costretti a dimenticare la propria lingua madre e forzati a tenere viva la cultura di un Paese lontano, uscito solo da pochi anni dalla seconda Guerra Mondiale.

All’interno della colonia, uomini, donne e bambini vivono separati. Non è concesso nessun contatto fra i sessi, se non in rare occasioni. Per tenere a banda il desiderio, Schäfer e i suoi infermieri somministrano ai residenti alcuni farmaci…

 

CONTINUA LA LETTURA DELL’ARTICOLO QUI:

http://gamesurf.tiscali.it/speciale/colonia-c29002.html

 

NOTA: Sulla setta nazista Colonia Dignidad vedi precedenti articoli postati qui:

https://favisonlus.wordpress.com/?s=colonia+dignidad

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